Locazione per studenti universitari: guida al contratto

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Il contratto di locazione per studenti universitari è una particolare tipologia di contratto, che fa parte delle locazioni ad uso transitorio. Vediamo la guida per la corretta stipula degli stessi, sia per i proprietari che per gli studenti.

Gli studenti universitari fuori sede possono stipulare una particolare tipologia di contratto di affitto ad uso transitorio, che permette loro di ottenere una durata inferiore rispetto alle altre forme contrattuali di affitto previste della Legge, proprio per le loro particolari esigenze di studio.

I contratti di locazione ad uso transitorio, permettono al locatore di destinare l’immobile a locazione per periodi inferiori rispetto alla durata ex lege di un contratto a canone libero, che è di quattro anni. La minore durata concessa è legata alla particolare esigenza dell’inquilino, che in questo caso è data dalle esigenze di studio. Proprio per questo motivo, i contratti di locazione per studenti universitari sono molto utilizzati nelle grandi città universitarie.

Vediamo di seguito una breve e semplice guida utile per la stipula dei contratti di locazione per studenti universitari.

La normativa della locazione per studenti

Il contratto di locazione per studenti universitari è una particolare tipologia di contratto di locazione transitorio nel quale il locatore (proprietario dell’immobile), mette temporaneamente a disposizione di uno o più studenti universitari fuori sede (in qualità di conduttori), un immobile a destinazione abitativa o una porzione di esso, sito nel Comune ove ha sede l’Università (o in un Comune limitrofo), a fronte del pagamento di un corrispettivo da determinarsi secondo quanto previsto da appositi accordi territoriali.

Questa definizione è stata definita, sulla base di due articoli di legge che disciplinano il contratto di locazione per studenti universitari. Si tratta dell’articolo 5 della Legge n. 431/98 che disciplina le locazioni ad uso abitativo, e dell’articolo 5 , commi 1, 2 e 3, del D.M. del 30/12/2002, che riguarda specificatamente la stipula dei contratti di locazione per studenti universitari fuori sede. In particolare, viene previsto che:

Nei comuni sede di università o di corsi universitari distaccati e di specializzazione nonché nei comuni limitrofi e qualora il conduttore sia iscritto ad un corso di laurea o di perfezionamento ovvero di specializzazione in un comune diverso da quello di residenza, possono essere stipulati contratti per studenti universitari di durata, precisata negli allegati tipi di contratto, da sei mesi a tre anni (rinnovabili alla prima scadenza, salvo disdetta del conduttore). Tali contratti possono essere sottoscritti o dal singolo studente o da gruppi di studenti universitari o dalle aziende per il diritto allo studio universitario”.

Le condizioni da rispettare

Con questa particolare tipologia di contratto di locazione ad uso transitorio il legislatore ha voluto agevolare gli studenti universitari che devono spostarsi dal proprio Comune di residenza, a quello ove è posta l’Università, per motivi di studio. Affinché si possa stipulare un contratto di locazione per studenti universitari è necessario che sussistano, al momento della stipula, entrambe le seguenti condizioni:

  • Lo studente deve avere la propria residenza in un Comune diverso da quello nel quale frequenta l’Università. Tale condizione deve essere espressamente indicata in una clausola del contratto;
  • Il comune ove è posto l’immobile da concedere in locazione deve essere quello in cui ha sede l’Università (o Comune limitrofo), o quello nel quale si svolgono corsi universitari distaccati.

Forma contenuto e clausole del contratto

Il contratto di locazione per studenti universitari fuori sede deve essere redatto, ove sussistano le condizioni sopra descritte, utilizzando un apposito modello predisposto dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (D.M. 31/12/2002, Allegato F).

Tale modello prevede che, ai fini della validità del contratto stesso, debbano essere obbligatoriamente indicati nel contratto alcuni elementi fondamentali, che si seguito vi proponiamo:

La generalità delle parti

Devono essere riportate le generalità del locatore, e del/dei conduttori del contratto. Il contratto di locazione per studenti universitari può essere sottoscritto da singoli studenti o da gruppi di studenti, ma anche dai genitori dello studente o dalle aziende per il diritto allo studio universitario.

I dati dell’immobile

Deve essere indicata la descrizione e l’ubicazione dell’immobile, con i relativi dati catastali. Come abbiamo visto deve trattarsi di un Comune con sedi universitarie. Ricordiamo che è possibile concedere in locazione parte dell’immobile (es. uso esclusivo di una camera e zone comuni comune cucina e bagno), ma non è possibile locare  singoli posti letto, senza apposita autorizzazione in possesso soltanto a chi effettua attività di affittacamere.

Al fine di identificare la parte dell’immobile concessa in locazione consigliamo di allegare al contratto una planimetria dell’immobile, ove siano evidenziate le parti dell’immobile che sono concesse in locazione. Consigliamo anche di allegare un’inventario dei beni presenti nelle singole stanze, vi sarà utile al momento del rilascio dell’immobile per verificare che quanto era presente sia stato conservato con cura dall’inquilino (in caso contrario avrete titolo per trattenere il deposito cauzionale).

L’importo del canone di locazione

Per il contratto di locazione con studenti universitari, ai sensi del D.M. 30/12/2002, il canone di locazione è definito sulla base di appositi accordi locali e stabilito in base ad aree omogenee. In pratica, il locatore può stabilire liberamente l’importo del canone, anche in base alla durata del contratto, alla presenza di arredamento o in base ad eventuali clausole particolari.

Tuttavia, l’importo massimo del canone applicabile non può superare le fasce previste per i contratti a canone concordato.

Le modalità di pagamento del canone

E’ opportuno prestare particolare attenzione ad evitare pagamenti in contanti qualora l’importo degli stessi superi le soglie previste per l’utilizzo del contante nei pagamenti (attualmente €. 3.000).

E’ sempre consigliabile effettuare il pagamento con mezzi tracciabili (bonifico, assegni, etc), e farsi rilasciare sempre ricevuta dal proprietario. La ricevuta, infatti, rappresenta quietanza di pagamento per l’inquilino.

La durata del contratto

L’articolo 3, comma 1, del D.M. 30/12/2002 prevede il periodo minimo e massimo di durata, per questa particolare tipologia di contratto di locazione. Si prevede un periodo minimo di 6 mesi e un periodo massimo di 36 mesi.

Le parti non possono stabilire una durata minima inferiore a quella di un semestre, pena la nullità della clausola e l’applicazione automatica della norma sulla durata minima. Se, invece, le parti stabiliscono un periodo superiore a 36 mesi, la clausola è nulla ed anche in questo caso deve essere applicato il periodo massimo di 36 mesi.

La clausola per lo studente fuori sede

Come abbiamo visto questa particolare tipologie di contratto di locazione ad uso transitorio prevede che il conduttore sia uno studente fuori sede iscritto ad un corso universitario presso la locale Università.

Questa particolare condizione deve trovare posto in una apposita clausola del contratto. La presenza della clausola è fondamentale per la validità di questo tipo particolare di contratto di locazione.

L’attestazione di prestazione energetica dell’edificio

Come in tutti i contratti di locazione, anche in questo caso, deve essere indicata un’apposita clausola nella quale il conduttore dichiara di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato di prestazione energetica dell’edificio.

In caso di mancata dichiarazione circa l’APE, locatore e conduttore sono soggetti al pagamento, in solido e in parti uguali, di una sanzione amministrativa. Il pagamento della sanzione amministrativa non esenta dall’obbligo di presentare la dichiarazione o la copia dell’APE entro 45 giorni.

La cedolare secca

Qualora il locatore decida di avvalersi del regime fiscale della cedolare secca (al posto della normale tassazione ad Irpef), per la tassazione del canone di locazione, dovrà indicare la propria adesione in una specifica clausola del contratto, che sarà sottoscritta dal conduttore.

Ricordiamo che la cedolare secca ha il vantaggio di consentire il pagamento di un’imposta pari al 21% del canone annuo stabilito, evitando il pagamento di imposta di registro annuale ed imposta di bollo. Infine, ricordiamo anche che il soggetto che concede in locazione l’immobile è obbligato ogni anno a presentare la dichiarazione dei redditi.

Per approfondire: “Casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi

Il divieto di sublocazione

La legge vieta, in questa particolare tipologia di contratti, la facoltà di esercitare la sublocazione. Questo significa che lo studente universitario, conduttore dell’immobile non potrà a sua volta locare l’immobile a terzi.

La ripartizione delle spese

Come indicato nell’allegato G del D.M. 30/12/2012 le spese relative al contratto di locazione, come i costi di registrazione (imposta di bollo e imposta di registro), e i pagamenti dell’imposta di registro annuale, devono essere ripartiti in parti uguali.

La registrazione del contratto

Come ogni contratto di locazione avente durata superiore ai 30 giorni, anche il contratto di locazione per studenti universitari fuori sede deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di stipula, o dalla data di decorrenza dello stesso (se anteriore alla stipula).

Per la registrazione del contratto servono due copie del contratto, una marca da bollo da €. 16,00 per ogni 4 pagine del contratto, e il versamento dell’imposta di registro con aliquota 2% da calcolare sull’importo del canone di locazione annuo. Per maggiori informazioni sulla registrazione del contratto di locazione potete consultare questo articolo: “La registrazione dei contratti di locazione immobiliare“.

Ricordiamo che è possibile per il locatore usufruire della cedolare secca, al posto della normale tassazione ad Irpef dei canoni di locazione, anche per i contratti stipulati con studenti universitari. In questo caso, non è dovuto il pagamento dell’imposta di bollo e dell’imposta di registro sia in sede di registrazione che dei rinnovi annuali del contratto. La cedolare secca dovrà essere calcolata in dichiarazione dei redditi e versata alle scadenze previste per il versamento delle imposte sui redditi: 16 giugno (ovvero 16 luglio con maggiorazione dello 0,40%) e 30 novembre.

Rinnovo e recesso dal contratto

Alla scadenza del contratto le parti possono procedere con il rinnovo del contratto, mantenendo le stesse condizioni. Infatti, alla prima scadenza il contratto di locazione si rinnova automaticamente per un uguale periodo, a meno che il conduttore non comunichi al locatore la disdetta, con almeno tre mesi di anticipo rispetto alla scadenza del contratto. Il rinnovo del contratto prevede la comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Oltre alla disdetta in caso di scadenza del contratto, nel contratto di locazione per studenti universitari, il conduttore può recedere in caso sussistano gravi motivi, previa comunicazione al locatore da inviare con tre mesi di anticipo.

Se il contratto è stipulato, come sovente avviene, con più conduttori, può esservi un recesso parziale, qualora soltanto alcuni dei conduttori decidano di recedere. In questo caso i conduttori che rimangono nell’immobile sono tenuti comunque al pagamento dell’intero canone a favore del locatore, con una quota evidentemente superiore rispetto a quella pattuita precedentemente.

Tuttavia, è concesso ai conduttori restanti, previa autorizzazione del locatore, di sostituire gli studenti che hanno lasciato l’immobile, con altri che intendessero accettare le condizioni del contratto già in essere.

Il recesso parziale

Quando siamo di fronte ad un recesso parziale dal contratto, è fondamentale gestire nel modo più corretto gli adempimenti fiscali, per evitare di incorrere in sanzioni. Infatti, come stabilito dal Decreto del 5/03/1999 e il D.M. del 30/12/2002, il locatore può trovarsi di fronte a due possibili situazioni:

  • Recesso di un conduttore senza subentro – in questo caso è opportuno presentare apposito modello RLI all’Agenzia delle Entrate per comunicare il recesso parziale del conduttore;
  • Recesso di un conduttore con subentro – nel caso in cui oltre al recesso parziale dal contratto, vi sia anche il subentro nello stesso da parte di un nuovo studente, è necessario che questi accetti le condizioni del contratto originario. Per questo motivo è necessario stipulare un atto integrativo del contratto originario, dove lo studente darà la propria accettazione a tutte le clausole vigenti. Anche in questo è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate il modello RLI, debitamente compilato. In questo caso l’imposta di registro da versare sarà a debito dello studente che rilascia l’immobile e dello studente subentrante al 50% cadauno;
  • Recesso totale e subentro – qualora tutti gli originali conduttori fossero sostituiti dai subentranti, questi ultimi dovranno stipulare un nuovo contratto; in caso contrario il contratto si intenderà risolto ipso jure, salvo il pagamento della indennità di occupazione sino all’effettivo rilascio dell’alloggio.

Il rilascio dell’immobile

Al momento del rilascio dell’immobile e della riconsegna delle chiavi è prassi che, nel momento in cui l’appartamento si libera, locatore e conduttore controllino lo stato dello stesso. Infatti, il proprietario ha la facoltà di rivalersi sulla somma lasciata in deposito cauzionale, nel caso si constatino danni non dovuti al normale uso dell’alloggio. Per questo è opportuno, terminata la verifica e prima di abbandonare l’alloggio, sottoscrivere una dichiarazione liberatoria che salvaguardi l’inquilino da qualsiasi iniziativa che il proprietario possa successivamente intraprendere.

Qualora poi l’inquilino, avuta la disdetta non abbandoni l’alloggio, il proprietario può iniziare un’azione di convalida di sfratto per ottenere la pronuncia della cessazione del rapporto di locazione e contemporaneamente la fissazione della data di esecuzione dello sfratto (e cioè del giorno in cui l’Ufficiale Giudiziario, nel caso che l’inquilino occupi ancora l’immobile, dovrà liberarlo di persona). E’ consigliabile, comunque, fin dal momento del ricevimento della disdetta, farsi assistere da un legale.

Morosità dell’inqulino

Oltre che per scadenza naturale, il contratto di affitto può essere sciolto, su iniziativa del locatore, nel caso che, entro 20 giorni dalla scadenza mensile pattuita per il pagamento del canone di locazione, questo non venga pagato al proprietario. Egli potrà allora citare l’inquilino per ottenere dal giudice la convalida di sfratto per morosità.

Lo stesso può accadere se l’inquilino si rende moroso nel pagamento degli oneri condominiali, quando l’importo non pagato superi complessivamente l’importo di due mensilità del canone. In teoria esiste la possibilità di venire sfrattati anche per l’omesso pagamento di una mensilità del canone; però sarà poi il giudice a valutare se quella inadempienza minore, perché ridotta, possa condurre ad uno sfratto.

Però l’inquilino può sanare la morosità per tre volte, nel corso di un quadriennio se, alla prima udienza, versa un importo pari a tutti i canoni scaduti; se invece in questa sede non avviene il pagamento, il giudice, su istanza del conduttore che provi le sue condizioni di difficoltà, può concedergli un termine fino a 90 giorni per il pagamento, trascorso inutilmente il quale potrà convalidare lo sfratto.

Le spese condominiali

Oltre alle spese legate al contratto di locazione, una componente importante delle spese che il conduttore deve sostenere è legata all’attività del condominio. A tale proposito gli articoli 9 e 10 della Legge n. 392/78 stabiliscono che sono interamente a carico del conduttore, salvo specifico patto contrario, le spese ordinarie attinenti all’uso dell’immobile e alla fornitura dei servizi comuni e inoltre che il conduttore ha diritto di voto, nell’assemblea dei condomini, in ordine alle delibere relative alla gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria, in quanto poste a suo carico, nonché un diritto di intervento senza voto per le delibere relative alle modificazioni degli altri servizi comuni.

Spese a carico del conduttore

Più in particolare sono interamente a carico del conduttore:

  • Le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e alla ordinaria manutenzione dell’ascensore;
  • Le spese relative alla fornitura dell’acqua;
  • Le spese dell’energia elettrica;
  • Le spese del riscaldamento e del condizionamento d’aria;
  • Le spese per lo spurgo dei pozzi neri e delle latrine;
  • Le spese per la fornitura degli altri servizi comuni.

Spese a carico del proprietario

Mentre, ricordiamo che sono a carico del proprietario:

  • Le spese di amministrazione (compenso all’amministratore, corrispondenza, contabilità);
  • Le eventuali imposte a carico della proprietà come pure le assicurazioni del caseggiato;
  • L’imbiancatura delle parti comuni, la risistemazione del tetto, delle tubature, dei canali di gronda;
  • Le opere che abbelliscono, o rendono più comodo o agevole il godimento dell’alloggio (antenna centralizzata, impianto di ascensore o di riscaldamento).

Nel caso l’appartamento venga danneggiato da rotture (classico caso delle tubature dell’acqua) alla cui riparazione deve provvedere per legge il proprietario, questi deve venire avvisato perché vi provveda; se egli rifiuterà sarà possibile eventualmente adire al giudice. Non conviene procedere alla riparazione di propria volontà, in quanto, così facendo, si perderà il diritto al rimborso delle spese effettuate.

72 comments

  1. Spiegazione molto dettagliate, ma per lo studente che va a stare all’estero( per cui APE non sanno cosa sia) il contratto deve avere delle peculiarità presumo diverse e se si quali?
    Grazie

    • Fiscomania

      Se lei va a studiare all’estero e la locazione avviene su un immobile estero si dovrà seguire la normativa in tema di locazioni del Paese estero.

  2. anna paolantonio

    Mi corregga se sbaglio. Credo che nell’articolo intendesse proporre l’ Allegato E (piccole proprietà), e a fondo pagina l’Allegato F (grandi proprietà), che sono differenti.
    Vorrei sapere inoltre se si può stipulare questo contratto anche con studenti stranieri no area UE. Grazie

  3. Scusate ma nel caso in cui al momento della firma del contratto lo studente frequenta l’università ma dopo qualche mese si laurea deve cambiare contratto prima della scadenza di quello da studente oppure è valido quello da studente dato che quando si firma si è studenti?

    • Fiscomania

      Trattandosi di contratto transitorio lo stesso è valido fino a quando ci sono le condizioni per renderlo tale. Se un soggetto non è più studente il contratto deve essere modificato.

  4. Molto precise le istruzioni per la stipula e gli atti consequenziali. In caso di contratto intestato a piu conduttori studenti le spese sono comunque detraibili dal 730 del genitore in proporzione al numero dei conduttori e nel limite per ognuno di €2.633?
    Grazie

  5. Salve,
    ho stipulato un contratto di locazione uso abitativo per studenti universitari mentre ero studente, da qualche mese mi sono laureato e dopo una serie di colloqui ho trovato lavoro in un’altra zona della città. Volevo chiedere se questo può essere considerato un “grave motivo” per poter recedere dal contratto di locazione?
    Grazie anticipatamente.

  6. Nel caso in cui tre coinquilini decidano di non voler più vivere con il quarto, è possibile evitare il rinnovo del contratto (separato per ogni conduttore) senza incorrere in sanzioni? Mi spiego meglio: il locatario può decidere di non rinnovare solo uno dei contratti se noi altri garantiamo un subentro?

  7. Buongiorno,
    a mio figlio che è di Trento e che frequenta l’università di medicina a Verona è stato fatto nel novembre 2015 un contratto di locazione ad uso abitativo transitorio per studenti di 18 mesi. Al 30 di aprile il contratto scade e viene rinnovato in automatico di altri 18 mesi. L’Opera universitaria di Trento ci contesta che il contratto scade in aprile e quindi mio figlio non può essere riconosciuto come studente fuori sede. Il proprietario dell’immobile ci dice che lui non è obbligato a dare nessun tipo di comunicazione per il rinnovo del contratto.
    Come posso comprovare che il contratto è stato rinnovato e che mio figlio utilizzerà l’appartamento a Verona e pagherà regolarmente l’affitto ?

    Grazie

    • Fiscomania

      Per rispondere alla domanda bisogna leggere il contratto e vedere quando è stato registrato. Una volta capito questo può andare all’Agenzia delle Entrate e chiedere una stampa del contratto per capire che è ancora in essere.

      • Il contratto è stato registrato il 19/10/2015, durata dal 01/11/02015 al 30/04/2017. Visto che nessuno dei conduttori ha comunicato la disdetta il contratto si rinnova automaticamente per uguale periodo. Quello che non capisco è se il locatore deve registrare nuovamente all’Agenzia delle entrate il contratto o meno. Grazie

  8. Salve,
    Ho stipulato un contratto fino a dicembre, volevo sapere se è possibile recedere senza problemi prima della scadenza del contratto. Cioè io vorrei andare via per la fine di luglio, lo posso fare? Oppure per la legge sono in torto e dovrei continuare a pagare il canone fino a dicembre?

    • Fiscomania

      Deve leggere cosa è indicato nel contratto per la risoluzione, ovvero quanti mesi di preavviso deve dare al proprietario, rispettando questo può recedere quando vuole.

  9. Buonasera, la locazione parziale viene desunta dalla legge nella parte in cui dichiara che “Tali contratti possono essere sottoscritti o dal singolo studente o da gruppi di studenti universitari… “” ?
    è dunque possibile stipulare un contratto di locazione parziale per studenti (per due stanze su tre disponibili) ove nell’Accordo Locale (di Pavia) tale opzione non sia espressamente prevista ? ed inoltre, ove sia postiva la risposta al precedente quesito, è possibile stipulare per la terza stanza un contratto per uso transitorio ?
    ringrazio anticipatamente e saluto.

    • Fiscomania

      La locazione per singoli studenti è possibile in tutto il territorio nazionale. I singoli contratti di locazione per studenti sono contratti transitori per la loro natura.

      • forse non ho posto bene la domanda. la fattispecie è la seguente: in un immobile con tre stanze da letto ho la possibilità di locare due stanze a studentesse universitarie e l’altra ad una vigile del fuoco, proveniente dal Sud, con contratto di lavoro di un anno. è possibile quindi locare parzialmente due stanze con contratto di locazione per studenti (modello allegato E al Decreto Ministeriale) e l’altra stanza con contratto di natura transitoria (allegato C al Decreto Ministeriale) ? grazie ancora per la disponibilità e tempestività.

  10. Buongiorno ,ma sono messo d’accordo telefonicamente con proprietario dell’appartamento dove ho affittato una stanza per mio figlio ,studente ,con contratto che scade a fine settembre ,di liberare la stanza il 15.07 .Adesso il proprietario mi dice che non è possibile disdire il contratto perché lui a pagato le tasse fino a settembre .Cosa devo fare?

    • Fiscomania

      Per la risoluzione del contratto è necessario rispettare e pagare il preavviso previsto e concordato tra le parti. Deve vedere cosa riporta il contratto nei termini per esercitare il recesso.

      • Questo e’ il problema ,nel contratto non e specificato nula ,solo la dicitura ,,per quanto non espresamente previsto nel presente contratto le parti si riportano a quanto stabilito dalla normativa vigente”

  11. Buongiorno, mai figlia ha stipulato un contratto con scadenza a fine luglio. Non avendo dato disdetta preventiva abbiamo pagato la mensilitá anche se lei ha lasciato l immobile alla fine di giugno. Abbiamo preteso parte della caparra restituendo le chiavi, in quanto a 900 km di distanza con l accordo che la parte rimanente ci venisse restituita tolte le spese di pertinenza. Avendo l affitto pagato mia figlia pensava di tornare una settimana in appartamento per impegni nella stessa città, ma viene risposto che con la consegna delle chiavi il contratto si intende concluso, clausola non scritta nel contratto. Il dubbio ė che abbiano subbaffittato l appartamento e che poi facciano pagare a noi le spese. Come ci possiamo comportare. È legale quello che dicono. Grazie molte

    • Fiscomania

      Il rilascio delle chiavi fa si che il contratto sia concluso. Sarebbe opportuno dare le chiavi al proprietario solo al termine dei mesi pagati, anche se rientranti nel preavviso. L’unica cosa che può fare è verificare se nel mese di luglio l’appartamento è stato nuovamente affittato. In questo caso può farsi restituire la mensilità di luglio.

  12. Buongiorno, come proprietario ho stipulato un contratto per studente universitario di durata 1 anno rinnovabile automaticamente di 1 anno, la cui scadenza sara’ a breve.
    Qualora sia io che lo studente volessimo concludere il contratto e quindi non rinnovare, come proprietario devo comunque pagare qualche imposta? (in pratica devo pagare le 67 euro come se fosse una risoluzione?)
    Grazie in anticipo!

    • Fiscomania

      Bisogna leggere cosa indicato nel contratto. Solitamente si indica che il contratto è tacitamente rinnovato, nel caso è necessario presentare il modello RLI per la risoluzione con l’eventuale pagamento dell’imposta di registro di €. 67, se non si è optato per la cedolare secca.

  13. Buonasera
    Per la clausola ripartizione delle spese
    Io vorrei mettere una somma
    Forfait ad esempio 250 euro dove inserisco
    Spese registrazione, bolli, allacci utenze, anticipo condominio ecc….
    È possibile? O è meglio non inserire nulla e fare una scrittura a parte???
    Grazie

  14. Buongiorno,
    sono una studentessa fuori sede e il primo settembre firmerò il contratto di locazione per l’affitto di un appartamento (appunto come studente fuori sede).
    Al momento non so di preciso quando mi potrò laureare, ma se dovesse essere a marzo (con il contratto che scade ad agosto 2018) e iniziassi a lavorare, cambierebbe il mio status.
    Potrei mantenere, per i restanti mesi, il contratto firmato oppure dovrei comunicare il cambio alla proprietaria dell’immobile, e quindi cambiare il contratto?

    • Fiscomania

      Il contratto che ha firmato è di tipo transitorio, quindi legato a particolari condizioni, in particolare, quella di essere studente universitario. Quando sopraggiunge la laurea, il contratto dovrebbe essere sciolto, attraverso una risoluzione anticipata, ed eventualmente rifatto secondo un modello tradizionale.

  15. Buongiorno,

    sono una studentessa/lavoratrice che deve firmarare a giorni un contratto di locazione per studenti a Roma.

    Sto frequentando un master online presso un università che ha sede a Milano, e so che la cosa non rientra nelle “condizioni da rispettare” indicate sopra. Mi chiedevo: dato che ho necessità di guadagnare i famosi 24 CFU per accedere al concorso insegnanti del 2018, se io mi iscrivessi ai “corsi” singoli di un’università romana (Sapienza o Tor Vergata che sia) potrei essere considerata studentessa? O altrimenti, quali alternative avrei? Purtroppo il locatore non accetta altre forme contrattuali diverse da questa riservata agli studenti, e senza questo status sarei costretta a lasciare l’immobile.

    Grazie per l’attenzione,

    Paola.

    • Fiscomania

      La soluzione è possibile, può iscriversi a singoli corsi universitari, in questo modo rientra nelle fattispecie per ottenere un contratto di locazione per studenti.

  16. Salve, io e mio fratello abbiamo un appartamento costituito da tre stanze e da ottobre una stanza verrà occupata da mio fratello (studente e anche proprietario) e le altre due stanze verranno occupate da studenti fuori sede, quale tipo di contratto è possibile stipulare in questo caso considerando che mio fratello è studente/proprietario e gli altri studenti fuori sede?
    Grazie

  17. Salve,
    sono uno studente fuori sede a Torino; nell’ultimo contratto di affitto dello scorso anno c’era il diritto di revoca in cui potevo lasciare l’appartamento per gravi motivi a patto che mandavo 3 mesi prima una raccomandata con la mia lettera di disdetta, e così ho fatto (infatti il mio contratto andava dal 1 novembre 2016 al 31 ottobre 2017); adesso sto contraendo un nuovo contratto della durata di un anno (dal 1 ottobre 2017 al 30 settembre 2018), però vorrei sapere se la revoca è un mio diritto come studente fuori sede oppure se è a scelta di chi affitta (e se entrambe le soluzioni sono legali dal punto di vista legali, quindi se i miei genitori possono scaricare qualcosa).
    Un ultima cosa: i miei genitori possono scaricare anche se il contratto non è nella forma della cedolare secca?
    Grazie

    • Fiscomania

      La possibilità di revoca anticipata deve essere inserita nel contratto ed è facoltà del conduttore esercitarla. Quindi verifichi di firmare un contratto con espressa questa possibilità, altrimenti cambi appartamento. I suoi genitori posso godere della detrazione fiscale.

  18. Giuseppina basile

    Sono uno studente fuori sede con regolare contratto ,al rientro dalla pausa estiva mi è stato comunicato ed effettivamente è così che l appartamento risulta infestato da cimici. Sto cercando un ‘altra stanza avrò diritto alla restituzione della caparra? È successo così in fretta che non ho dato preavviso. Questo episodio (cimici) è d considerarsi un fatto grave? Oppure devo restare 3 mesi con le cimici per riavere la caparra? Grazie

    • Fiscomania

      Quello che deve fare è rispettare il preavviso previsto dal contratto e pagarlo al proprietario. Poi al termine del contratto potrà riavere la caparra.

  19. Salve volevo avere un informazione. io ho domicilio presso un appartamento in cui è valido questo tipo di contratto e ora abbiamo trovato dei nuovi ragazzi che occupino una delle stanze che sono rimaste vuote. siccome uno di loro è qui a bologna per fare un tirocinio ma è iscritto ad un’università diversa da quella di bologna, volevo sapere se sussistono lo stesso le condizioni per fare il contratto o se in caso, a causa del fatto che il ragazzo è iscirtto ad un’università diversa da quella del comune di cui fa parte l’immobile, esse non sussistano più.

    • Fiscomania

      La locazione per studenti universitari è utilizzabile solo da soggetti iscritti all’università del luogo, altrimenti non avrebbe senso il contratto.

  20. Buongiorno,
    avrei una domanda da porre circa la condizioni necessarie per la transitorietà del contratto di affitto di immobile, non essendomi chiare due risposte precedentemente date, in contraddizione tra loro.
    Nel caso si firmi un contratto transitorio di determinata durata in qualità di studente universitario, ma nel tempo della sua durata si ottiene la laurea e quindi decade naturalmente la condizione stessa di studente, il suddetto contratto cessa in essere (leggasi anche richiede modifica), oppure conserva la sua validità fino alla naturale soluzione prevista? (Si faccia presente che all’atto della firma del contratto, i documenti che si presenterebbero per verificare la necessità di transitorietà sarebbero proprio legati alla situazione universitaria.)
    Ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

    • Fiscomania

      I contratti transitori sono contratti legati ad un vincolo, ovvero per i contratti con studenti universitari, che vi sia un corso di laurea in svolgimento. Il conseguimento della laurea porta con se la conseguenza di risolvere il contratto, ed eventualmente di stipularne uno convenzionale.

  21. Ho letto e tutto molto chiaro.
    Un dubbio però mi rimane. In caso di piu contratti transitori a studenti, le parti comuni possino essere conteggiate proquota in modo che il calcolo dell affitto della stanza non lo faccia debordare dall accordo delle associazioni?

  22. Salve, ho bisogno di un’informazione: mia figlia inizierà l’università fuori sede a Bologna e, al momento di firmare il contratto, ci è stato detto che viene affittato l’intero immobile e non la singola stanza e che lei subentrerà come cointestataria e sarà responsabile in solido dell pagamento di quanto dovuto, affitto e spese. Ora, il punto è: il contratto è intestato ad una singola persona e nell’appartamento ce n’erano due (una coppia di studenti delle belle arti cinesi ) ora lui va a Trento, pare con una borsa di studio per disegnare capi tecnici ( ci avevano fatto intendere per un anno intero, invece sembra per pochi mesi invernali ) e lei rientra da Pechino ad ottobre(data in cui si registrerà il contratto. Quindi mia figlia sostituirà lui, anche se lui rimarrà come cointestatario del contratto. A lui manca solo la laurea e lei si laurea a Marzo. Davanti alla condizione di rispondere in solido abbiamo fatto presente che è un pò difficile cercare qualcuno in quel periodo e che vogliamo evitare di pagare per altri che non ci danno garanzie di continuità. le chiedo se è possibile avere un contratto per l’affitto della stanza e di rispondere solo per il prorio affitto e quota spese. Grazie per la cortese attenzione

    • Fiscomania

      E’ certamente possibile per i contratti transitori per studenti universitari avere l’affitto della singola stanza, ma non tutti i proprietari sono disposti a farlo. Se questo proprietario non vuole farlo non resta che trovare un altro alloggio. La responsabilità dell’intero pagamento dell’affitto non la prenderei.

  23. Buongiorno, ho firmato un contratto transitorio per studenti universitari (LOCAZIONE ABITATIVA PER STUDENTI UNIVERSITARI TIPO DI CONTRATTO – Legge 9/12/1998, n°431, art. 5, comma 2).

    Nel contratto c’è scritto:
    Il contratto è stipulato per la durata di 12 mesi a partire dal 25/10/2016 fino al 24/10/2017. Alla prima scadenza il contratto non si rinnoverà automaticamente.
    Inoltre non è scritto da nessuna parte che ho l’obbligo di avvisare in caso voglia oppure non voglia rinnovare il contratto.
    Qualche mese fa c’è stata solo una mia intenzione (verbale, non scritta) , comunicata alla proprietaria, di voler restare nell’appartamento.
    Ora però non ho più la possibilità di poter rimanere e mi chiedevo se posso andare via senza problemi, o se sono tenuta a qualche risarcimento.
    Il fatto che nel contratto c’è scritto che NON si rinnoverà automaticamente in teoria non mi dovrebbe obbligare ad avvisare il proprietario di casa. Giusto?

    Grazie in anticipo per l’eventuale risposta.

    Clarissa

  24. Buongiorno, sono una studentessa fuori sede e ho firmato un contratto per studenti insieme ad altre due ragazze. La proprietaria ha chiesto un unico bonifico per il pagamento del canone di locazione e mi ha detto che non rilascerà singole ricevute di pagamento ma un documento che attesta che io e le altre ragazze abbiamo pagato l affitto. Vorrei chiedere se questo documento sia sifficiente al fine delle detrazioni fiscali oppure sono necessarie le ricevute bancarie? Grazie.

    • Fiscomania

      Per voi è sufficiente effettuare i pagamenti con mezzi tracciabili come il bonifico, quella è la vostra prova di avvenuto pagamento dell’affitto. La ricevuta, in questo caso non è indispensabile, ma se la richiedete voi il proprietario è obbligato a rilasciarla.

  25. Salve. Sono una studentessa fuori sede e sto per firmare un subentro in un contratto di locazione con più contraenti. Il contratto è a cedolare secca. Se sul contratto rimane il nome della ragazza cui sto per subentrare ma al contratto viene allegato il documento registrato che certifica il mio subentro, poi posso usare tale contratto con allegato nel 730?
    La ringrazio per l’attenzione e per l’aiuto che mi darà,
    Distinti saluti.

    • Fiscomania

      La cosa importante è che sia stata presentata dal proprietario la pratica all’Agenzia delle Entrate che certifica il suo subentro. Chieda al proprietario di fargliela avere e la conservia assieme al contratto. Con questi potrà avere la detrazione nel 730.

      • La ringrazio tantissimo, se avessi saputo prima di questa pagina mi sarei risparmiata un’ora di attesa al telefono senza avere risposte con l’agenzia delle entrate.

        • Fiscomania

          Mi fa piacere esserle stato di aiuto. Per approfondimenti o consulenza nel footer del sito è indicata la mail dove può contattarmi.

  26. Mia figlia ha stipulato un contratto di fitto transitorio 3+3, per studenti universitari fuori sede, nel contratto non sono riportate le spese per le utenze, e chi se ne assume la responsabilità nei riguardi dei fornitori di servizi, nel caso di stdudente locatario (il contratto lo ha stipulato lei), in termini di costi generali ( imposte e tariffe legate a prima casa ad esempio) è conveniente chei abbia la residenza o nella fattispecie non rileva il fatto se lo studente abbia o meno la residenza,
    Grazie

    • Fiscomania

      La prima casa rileva ai fini Imu, ma sua figlia essendo locatario, non è soggetta al pagamneto dell’Imu. Ai fini delle imposta la residenza non modifica niente.

  27. Buonasera,

    ho un appartamento con 4 camere da letto.
    Tanti studenti mi richiedono il singolo posto letto in stanza doppia. Come posso fare per affittarlo senza dover avviare un attività di affittacamere ?

    grazie

  28. Buongiorno,

    mio figlio, proprietario nonchè residente in un immobile, ha affittato ad uno studente una stanza dello stesso immobile con regolare contratto di affitto registrato a cedolare secca. Ha anche l’obbligo di informare l’amministratore di condominio dell’avvenuta locazione? Il mio dubbio nasce dalla circostanza che comunque mio figlio/proprietario risiede nello stesso immobile.
    Grazie.

  29. Buon giorno, mi figlio ha sottoscritto un contratto di locazione ad uso abitativo. E’ studente a Bologna, ad oltre 100 km dall’abitazione principale. E’ cooblligato con altre 3 persone e nel contratto è stato specificata la possibilità di recesso, dopo un anno, con un preavviso di 3 mesi, ed anche la possiblità di subentro di un terzo. Il pagamento è stato concordato in modo singolo – a mezzo bonifico – e i conduttori hanno sottoscritto una scrittura privata, la quale prevede che, in ipotesi di recesso di un conduttore, questo si obbliga in ogni caso a pagare la propria quota sino al subentro di un terzo. Altro aspetto: il locatore ha fornito l’immobile in subaffitto. In questa ipotesi posso avere le detrazioni fiscali per l’importo di legge?
    Grazie

  30. Daniela Gaci Scaletti

    buongiorno, mia figlia deve prendere universitaria a modena deve prendere un appartamento in città. Le viene chiesto un costo di registrazione del contratto di 200 euro. vorrei sapere se la richiesta è giusta. il contratto prevede la cedolare secca.
    ringrazio
    Daniela

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