Regime forfettario per i contribuenti minori

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Il regime forfettario è il regime fiscale dedicato ai contribuenti di minori dimensioni. Ha un’aliquota fiscale ridotta e sostitutiva dell’Irpef e può essere utilizzato senza limiti di tempo a patto di rispettarne i requisiti di permanenza.

Il regime forfettario è un particolare regime fiscale introdotto dalla Legge n. 190/2014 (modificata poi dalla Legge n. 208/2015). Si tratta di un regime fiscale ideato per i dei contribuenti di minori dimensioni che esercitano un’attività d’impresa, professionale o artistica. E’ regime fiscale agevolato, nato per agevolare l’apertura e la gestione di attività commerciali o professionali di dimensioni minori, e per questo prevede minori adempimenti e oneri da sostenere.

Vediamo di seguito di riepilogare gli aspetti principali legati all’attuazione del regime fiscale forfettario, per professionisti e piccole imprese.

Il regime dei contribuenti minori

Si ricorda che i contribuenti di minori dimensioni, sia che svolgano attività di impresa, professionale o artistica hanno a disposizione l’utilizzo di due diversi regimi fiscali agevolati:

  • il regime dei minimi di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011, prorogato dall’articolo 10, comma 12-undecies, del D.L. n. 192/2014, che ne ha consentito l’adozione fino al 31 dicembre 2015;
  • il regime forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 (Legge di stabilità 2015).

Il regime dei contribuenti minimi non sarà ulteriormente prorogato oltre al 2015: di conseguenza, i contribuenti di minori dimensioni che avvieranno un’attività d’impresa, professionale o artistica a partire dal 1 gennaio 2016, potranno usufruire unicamente del regime forfetario.

Coloro che invece hanno adottato il regime dei minimi nel 2014 o nei periodi d’imposta precedenti potranno continuare ad avvalersene (purché ovviamente ne rispettino tutti i requisiti) fino alla scadenza del quinquiennio agevolato oppure fino al compimento del trentacinquesimo anno di età, grazie alla clausola di salvaguardia prevista dall’articolo 1, comma 88, della Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015).

Requisiti di accesso al regime forfettario

requisiti che la Legge chiede di rispettare per l’accesso a questo regime forfettario devono essere verificati da ciascun soggetto con riferimento all’anno di imposta precedente rispetto a quello per il quale si chiede l’accesso, per i soggetti già in attività, mentre, per chi è intenzionato ad avviare l’attività in corso d’anno, l’applicazione del regime forfettario è condizionata all’esercizio di un’opzione che presuppone una previsione avverare i requisiti previsti dall’articolo 1, comma 54 della Legge 190/14.

Nel caso in cui, a consuntivo, quei limiti non fossero rispettati, il contribuente perderebbe l’accesso al nuovo regime ma solo dall’anno successivo. Per maggiori approfondimenti sui requisiti di accesso vi rimando a questo contributo: “Regime forfettario: le condizioni di accesso“.

Regime forfettario e imposta sostitutiva

L’aliquota dell’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali e dell’Irap per i contribuenti che adottano il regime forfetario viene ridotta dal 15% al 5%, limitatamente però ai primi 5 periodi d’imposta in cui è esercitata l’attività d’impresa, artistica o professionale. In particolare, è previsto che per il periodo d’imposta in cui è iniziata l’attività e per i 4 successivi, l’imposta sostitutiva è pari al 5%, a condizione che:

  • Il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, un’attività artisticaprofessionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • L’attività da esercitare non costituisca in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • Qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti che consentono l’accesso al regime forfetario.

Nella versione attuale della norma invece, qualora siano rispettati i tre requisiti suddetti, il reddito forfetario viene ridotto di un terzo nel periodo d’imposta in cui è iniziata l’attività e nei 2 successivi.

In altre parole, l’aliquota del 5%, ossia l’aliquota attualmente applicata dai contribuenti che adottano il regime dei minimi, verrà spostata nel regime forfetario, ma soltanto per i primi 5 anni di esercizio dell’attività imprenditoriale, professionale o artistica. E’ stato inoltre stabilito che potranno beneficiare della nuova aliquota del 5%, per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, anche i soggetti che hanno iniziato una nuova attività nel 2016 utilizzando il regime forfetario e che sono in possesso dei requisiti per avvalersi della riduzione di un terzo del reddito forfetario. In altre parole, tali soggetti:

  • Determineranno il reddito del 2016 usufruendo della riduzione di un terzo del reddito forfetario e applicando l’aliquota del 15%;
  • A partire dal 2017 e fino al compimento del quinquiennio agevolato determineranno invece il reddito senza la riduzione di un terzo del reddito forfetario, ma usufruendo dell’aliquota del 5%.

Limite dei ricavi o compensi e percentuali di compensazione

Il regime forfettario prevede un regime di tassazione con imposta sostitutiva da applicare alla differenza tra il fatturato realizzato e il coefficiente di redditività (che varia in funzione del codice attività con cui la partita Iva è stata aperta). I limiti di ricavi, o di fatturato, e il coefficiente di redditività dipendono dal tipo di attività svolta, a sua volta inquadrato in uno specifico codice ATECO. Di seguito potete trovare l’elenco dei limiti di reddito, ricavi/fatturato e coefficiente di redditività divisi a seconda del settore economico di riferimento:

Settore di di attività
Soglia dei ricavi/compensi
Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande€. 45.00040%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio€. 50.00040%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande€. 40.00040%
Commercio ambulante di altri prodotti€. 30.00054%
Costruzioni e attività immobiliari€. 25.00086%
Intermediari del commercio€. 25.00062%
Attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione€. 50.00040%
Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi€. 30.00078%
Altre attività economiche€. 30.00067%

Per la verifica del limite dei compensi, occorre fare riferimento anche delle cessioni o prestazioni eventualmente non ancora fatturate per le quali, si sono verificati i presupposti dell’aricolo 109, comma 2 del Tuir.

Il regime contributivo

Con la Legge di Stabilità 2016 viene modificato anche il regime contributivo agevolato previsto per chi esercita un’attività d’impresa e adotta il regime forfetario. In base a quanto prevedeva la novellata disciplina, ai sensi dell’articolo 1, comma 77, della Legge di Stabilità 2015, i soggetti che esercitavano attività d’impresa in regime forfetario avevano la possibilità (presentando all’Inps apposita domanda) di determinare la contribuzione alle gestioni artigiani e commercianti in percentuale rispetto al reddito forfetario conseguito, senza applicazione del livello minimo imponibile di cui all’articolo 1, comma 3, della Legge n. 233/1990. A partire dal 2016, in base all’articolo 1, comma 77, invece, anche i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario saranno soggetti al regime contributivo ordinario: tuttavia, per tali contribuenti i contributi previdenziali dovuti saranno ridotti del 35%. Per l’accredito della contribuzione continuerà ad applicarsi, come avviene attualmente, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della Legge n. 335/1995: di conseguenza, in caso di pagamento di un contributo inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito, i mesi accreditati sono proporzionalmente ridotti.

Regime forfettario e lavoro dipendente

A partire dal 2016 non sarà più in vigore l’articolo 1, comma 54, della Legge n. 190/2014, in base al quale per usufruire del regime forfetario è necessario verificare la prevalenza dei redditi d’impresa o professionali rispetto a eventuali redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti dal contribuente nell’anno precedente (la verifica della prevalenza non è comunque rilevante se il rapporto del lavoro è cessato o se la somma dei redditi d’impresa, arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l’importo di €. 20.000).

La suddetta norma è sostituita dalla nuova lettera d-bis) del comma 57, in base alla quale non possono avvalersi del regime forfettario i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente (articolo 49 del Tuir) e redditi assimilati ai redditi di lavoro dipendente (articolo 50 del Tuir),eccedenti l’importo di €. 30.000 (in ogni caso, la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato).

In pratica, sarà quindi più semplice usufruire del regime forfetario per i contribuenti che esercitano attività di lavoro dipendente o assimilate, in quanto non bisognerà più verificare la prevalenza dei redditi d’impresa o professionale rispetto a quelli di lavoro dipendente, ma sarà sufficiente che l’importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente non abbia superato €. 30.000.

Regime forfettario e Iva

La disciplina del regime forfettario ai fini Iva prevede l’espletamento di alcuni adempimenti a seconda del tipo di operazione posta in essere:

  • Operazioni nazionali – Il contribuente che si avvale del regime forfettario non può esercitare la rivalsa Iva (articolo 18 DPR n. 633/72);
  • Cessione di beni intracomunitari – La disciplina ricalca quella ordinaria, trovando applicazione l’articolo 41 comma 2-bis del D.L. n. 331/93;
  • Acquisto di beni intracomunitari – Entro la soglia di €. 10.000 annui sono considerati non soggetti ad Iva nel Paese di destinazione e rimangono assoggettati a tassazione nel Paese di provenienza (articolo 38 comma 5, lettera c), D.L. n. 331/93);
  • Prestazioni di servizi – Ricevute da non residenti o rese ai medesimi, che rimangono soggette alle ordinarie regole (articoli 7-ter e seguenti DPR n. 633/72);
  • Importazioni ed esportazioni – Restano soggette alle ordinarie regole , fermo restando l’impossibilità di avvalersi della facoltà di acquistare senza l’applicazione dell’imposta, ai sensi dell’articolo 8, comma 1 lettera c) del DPR n. 633/72.

Adempimenti contabili

I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Devono, però, conservare i documenti ricevuti ed emessi (articolo 22 DPR n. 600/73), e presentare la dichiarazione dei redditi nei termini e con le scadenze previste dal DPR n. 322/98.

I ricavi conseguiti e i compensi percepiti non sono assoggettati a ritenuta d’acconto. A tal fine è necessario che il contribuente rilasci un’apposita dichiarazione al sostituto dalla quale risulti che le somme percepite afferiscono è soggetto all’imposta sostitutiva.

Indicazioni da riportare in fattura

Il soggetto che adotta il regime forfettario è tenuto a riportare in fattura la seguente dicitura al fine di informare il cliente che si avvale di questo particolare regime fiscale che non prevede l’applicazione dell’Iva in fattura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario”.

53 comments

  1. Buonasera,
    ho aperto partita iva nel 2011 ex regime dei minimi, ho presentato dichiarazione unico pf beneficiando dell’imposta sostitutiva al 5% nel 2012,2013,2014,2015 e invierò l’ulitma dichiarazione unico pf il prossimo giugno 2016, usufruendo quindi di tale imposta sostitutiva al 5%, adesso, poichè sono in possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi transiterò nel regime forfettario 2016, ma l’aliquota d’imposta sostitutiva che dovrò applicare ai miei ricavi, moltiplicati per il coefficeinte di reddititività corrispondente alla mia attività professionale, sarà del 5% o sarà al 15%?

    • Fiscomania

      Salve,
      in questo caso l’aliquota per il regime forfettario sarà del 15%, in quanto la possibilità di applicare l’aliquota del 5% riguarda esclusivamente i soggetti che aprono partita Iva, per i primi 5 anni di attività. Lei avendo già superato i primi 5 anni, non potrà applicare l’imposta al 5%.

  2. Buonasera,
    avrei un dubbio riguardo al pagamento dei contributi in caso di attività stagionale; nel caso intraprendessi un’attività per soli due mesi all’anno, con il regime forfettario sarei comunque obbligato al pagamento del minimo contributivo sull’intero anno solare? Come potrei fare per limitare i mesi di contributi a quelli in cui sono effettivamente attivo? Mi è stato detto che dovrei aprire e chiudere ogni anno la Partita Iva; non c’è un modo più agile per “comunicare” all’INPS che la mia attività si svolge solo per due mesi? Non so, ad esempio non fa fede la SCIA (notifica) amministrativa di apertura e chiusura attività?

    • Scusate, avevo dimenticato di precisare che si tratta di un’attività commerciale!

    • Fiscomania

      Salve, prima di tutto non si apre e si chiude ogni anno partita Iva, semplicemente la si sospende. Se la sua unica attività è quella commerciale stagionale l’Inps prevede che il pagamento dei contributi alla gestione commercianti sia fatto per intero. In questo caso sono previste le agevolazioni per il regime forfettario, ma il contributo è dovuto per l’intero anno.

  3. Da quanto ho capito, se voglio iscrivermi al nuovo R.F. 2016, anche se non ho fatto una attività in precedenza dovrò essere inferiore ai 35 anni?

    • Fiscomania

      Salve, il regime forfettario può essere utilizzato senza limiti di tempo o di età rispettando i requisiti di permanenza (reddito annuo, beni strumentali, etc).

    • Ho iniziato l’attività nel 2015 optando per il regime forfetario. Avendo i requisiti previsti dal comma 65 della 190/2014 ho beneficiato della riduzione di un terzo del reddito imponibile. Con l’entrata in vigore del nuovo regime forfetario per l’anno 2016 posso beneficiare per questo anno e i successivi 4 anni della
      aliquota d’imposta sostitutiva del 5% ?

  4. Salve, essendo disoccupato , vorrei iniziare un’attivita’ autonoma sfruttando il regime forfettario…ho 45 anni , quello che mi blocca e’ il versamento dei contributi in quanto, essendo all’inizio di un’attivita’ , e’ davvero cosi’ onerosa o in base al fatturato ?

    • Fiscomania

      Salve, dipende tutto dal tipo di attività che intende intraprendere. Come avrà letto per i soggetti tenuti all’iscrizione alla gestione artigiani e commercianti dell’Inps è comunque prevista una riduzione contributiva per agevolare l’avvio di nuove attività. Non si scoraggi, prima di pensare di non aprire le conviene pensare a redigere con un professionista un business plan per verificare il fatturato occorrente per coprire i costi e per la sua remunerazione. In questo modo potrà verificare davvero se vale la pena avviare l’attività.

  5. Salve. Ho intenzione di partecipare ai mercatini artigianali e occasionali nel week end facendo produzione in loco e vendita itinerante con un banchetto di popcorn zucchero filato e waffle e crepes. Mi sono informato e mi han detto che devo oggligatoriamente aprire p.iva . Vorrei sapere se posso rientrare nel regime dei minimi per questo tipo di attività e se si , devo emettere ricevuta oppure posso rientrare nelle categorie (come i giostrai delle fiere) che non emettono niente …vorrei sapere info generali ..Grazie

    • Fiscomania

      Deve aprire partita Iva e operare come un commerciante, non ci sono alternative. Per capire se può operare in regime forfettario ha bisogno di una consulenza, mi servono maggiori informazioni. Se vuole mi contatti in privato.

  6. Sono uno sviluppatore web (webmaster, app, webdesign, etc…) che svolgo prestazioni occasionali ma adesso vorrei aprire una p.iva.
    Posso usufruire del regime forfettario al 5% come libero professionista?

    Grazie e complimenti per il sito, molto utile.

    • Fiscomania

      chi sviluppa applicazioni non è considerato professionista ma svolge attività di impresa. Se ha i requisiti può aprire in regime forfettario. Mi contatti in privato.

  7. Salve, vorrei vendere articoli in legno su etsy. Non c’è l’obbligo della partita iva ma ai fini fiscali italiani è un problema?

    • Fiscomania

      Se lei effettua questa attività in modo continuativo deve aprire partita Iva. Tutto dipende dalla abitualità della prestazione.

  8. Salve io sono una mekeup Artist e dermopigmentista, ho 32 anni e vorrei sapere se posso aprire una partiva iva con regime forfettario, se posso poi collaborare con i centri estetici senza che questi rischino multe in caso di controllo da parte della ASL o ispettorato, e quali sarebbero i costi per l’apertura della PI e spese annuali. Grazie, Maura.

    • Fiscomania

      Certamente, ha facoltà di aprire partita Iva anche in regime forfettario, naturalmente rispettando i requisiti di ingresso e permanenza nel regime. Per avere maggiori informazioni, se d’accordo la ricontatto in privato, in modo da poterle spiegare adempimenti fiscali e costi.

  9. Salve!
    Complimenti per l’articolo molto
    esauriente sull’argomento.
    Mi presento:
    Sono un junior social
    Media manager che fino a questo momento ha operato con prestazioni di lavoro occasionali.
    Tuttavia, visto l’ampliamento del bacino di clienti, sto seriamente pensando di aderire al regime forfettario con p.Iva.
    Opererei come professionista (consulente marketing) e rilascerei fatture quali appunto consulenze.

    Ho solo qualche dubbio al riguardo e se sono corrette queste affermazioni:
    -Mi sembra di aver capito, di dover rilasciare fattura senza Iva (no diritto
    Di rivalsa) che invece dovrà essere assoggettata al cliente.
    -entro i 15mila euro annui pago
    Il 5% sui soli ricavi senza possibilità di detrarre alcuna spesa.
    -non necessito di commercialista ma soltanto ho obbligo di rispettare le scadenze dichiarazione redditi e conservare le ricevute.
    -I contributi (non essendo commerciante o attività d’impresa) dovranno essere versati annualmente al 27,2% (senza minimo)
    Grazie!

    • Fiscomania

      Grazie per i complimenti. Il fatto che non necessiti di commercialista la lascio come sua interpretazione personale che non condivido, visto che in questo momento sta chiedendo informazioni ad uno di essi ;). I contribuenti in regime forfettario sono esclusi da Iva e se professionisti pagano il 25,72% di Inps.

      • Avevo dimenticato di chiederle un’ultima cosa.
        Quali requisiti per determinare la professionalità?
        Come consulente marketing dovrei rientrare nella gestione separata giusto? Quindi assoggettato alla aliquota INPS da lei citata.

        Inoltre, al regime forfettario, non posso detrarre nemmeno eventuali costi come il canone di locazione studio?

        Grazie Mille

  10. Buongiorno, sono una studentessa di Ing. Edile e siccome capita ogni tanto che collabori con un paio di studi (come disegnatrice o segretaria); vorrei sapere se posso rientrare come collaboratore occasionale (non lavoro mai 30 gg continuativi nello stesso studio ma nell’arco dell’anno capita che io faccia in totale anche qualche mese) o se devo aprire la partita iva (magari in regime forfettario). Grazie

    • Fiscomania

      Se l’attività è continuativa nel tempo, anche per studi diversi, è necessario aprire partita Iva. E’ molto conveniente il regime forfettario. Se vuole la contatto in privato per maggiori info.

  11. Salve, avrei gentilmente bisogno di una conferma o smentita..Lavorando per un’azienda di network marketing/vendita diretta, è vero che si può evitare la partita Iva fino al raggiungimento dei 5000€?
    Come droppshipper varrebbe la stessa cosa?e come rivenditore online indipendente (cioè in assenza di collaborazione con aziende del tipo suddetto)? Grazie infinite..sono una mamma disoccupata e a furie di non trovare nulla sto tentando anche questo tipo di attività, ma voglio dormire tranquilla..diciamo così..
    Complimenti vivissimi per la semplicità e la completezza dell’articolo

    • Fiscomania

      Grazie per i complimenti. L’attività che lei vuole svolgere è un’attività di tipo commerciale, che necessita obbligatoriamente di partita Iva per essere svolta. Il limite a cui fa riferimento è solo un limite previdenziale al superamento del quale scatta la contribuzione. Tale limite riguarda i professionisti e non i commercianti, che sono tenuti ad osservare un diverso regime previdenziale. Se vuole avviare questo tipo di attività la contatto in privato e cerchiamo di capire la soluzione migliore e la fattibilità in termini economici dell’attività per valutare bene la situazione.

  12. salve
    avrei bisogno di alcuni chiarimenti.
    Ho aperto la partita iva ad aprile 2017, faccio consulenze, il mio nuovo commercialista mi ha detto che rientro in quelli che possono sfruttare l’aliquota del 5% e mi fa fare una fattura con una ritenuta d’acconto col 20%.
    Il mio ex commercialista (che è un amico) mi ha detto che l’aliquota del 5% non esiste e che per forza di cose è 15% e che nella mia fattura non devo mettere nessuna ritenuta d’acconto, ma solo il bollo di 2 euro. Chiedo un terzo parere, chi ha ragione?

    Altra domanda, facendo un lavoro di consulenze (Haccp e 81/08), ovviamente mi capita di prendere dei lavori abbastanza duraturi, ma a quanto ho capito nel mio caso non deve esserci abitualità , mi è stato chiesto un contratto di consulenza annuale, posso stipularlo senza superare le 5000 euro ma con pagamenti mensili?

    spero di essere stata chiara.
    Ringrazio per l’articolo.

    Saluti

    • Fiscomania

      Ci sono troppe informazioni confusionarie e contraddittorie. Se lei ha partita Iva, deve verificare prima di tutto il regime fiscale cui appartiene e poi si potranno fare le valutazioni del caso.

  13. Buongiorno,
    ho aderito al regime forfettario nel 2016, leggo che per mantenere tale regime l’importo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente non deve superare i €. 30.000.
    Essendo io un assegnista di ricerca (che dovrebbe rientrare tra i redditi assimilati) vi è una enorme differenza tra il reddito percepito (rigo 469 del CU) e il reddito imponibile (rigo 2 del CU), quale dei due si deve considerare per il calcolo dello sforamento della soglia?

    Grazie mille per l’aiuto.

  14. buongiorno,sono una geometra,mi è stato proposto da uno studio d’ingneria un posto come segretaria tecnica per un totale di 20ore settimanali (con eventuale possibilità di crescita) ma con una collaborazione da effettuarsi mediante lavoro occasione o regime forfettario.E’ evidente che prima di aprire una possibile p.iva in regime forfettario vorrei valutare se effettivamente conviene,non vorrei trovarmi a fine anno a pagare più tasse e contributi rispetto a quanto percepito.
    ipotizzando uno stipendio da 800/1000euro netti al mese con collaborazione continuativa nel corso dell’anno,conviene aprire un regime forfettario,magari dopo qualche mese di semplice prestazione occasione?ed eventualmente,sulla base di questo importo indicato,quanto mi costerebbe in termini di contributi da versare e tasse?Preciso che attualmente sono disoccupata e senza nessun altra forma di reddito.

    • Fiscomania

      Se non possono assumerla con un contratto di lavoro dipendente, l’unica alternativa è la partita Iva. In regime forfettario, considerando un lordo di 1.000 al mese quello che le rimane in tasca è circa 760 euro, al netto di imposte e contributi. Se vuole possiamo assisterla per tutti gli adempimenti fiscali necessari all’avvio e alla gestione dell’attività.

  15. buonasera scno un elettricista con regime dei minimi dovrei rilasciare delle fatture per dei lavori in Francia ad un privato come mi devo comportare , in oltre mi hanno detto che se si svolgono lavori all’estero bisogna prima avvisare l’inps,e’vero? grazie mille

    • Fiscomania

      Se vuole possiamo assisterla, fare da soli le farà commettere errori. Non è necessario avvertire l’Inps, ma è necessario inserire nomenclature corrette in fattura e presentare elenchi intrastat per le operazioni intracomunitarie. Mi faccia sapere, nel caso la contatto in privato.

  16. Buona sera, sono un dipendente a tempo indeterminato (36 ore settimanali) della Provincia di Varese e lavoro come educatore presso un centro che si occupa di giovani disabili intellettivi. Vorrei aprire una ditta individuale a regime forfettario, ma se ho capito bene quanto letto in questo caso non è possibile a meno che non richieda un part time al 50% alla mia amministrazione. Non c’è altra possibilità? Ho tutti i requisiti richiesti, importo annuo inferiore ai 30 mila euro, e l’attività che vorrei avviare non è in conflitto con quella che svolgo attualmente. Ringraziandola rimango in attesa di un suo eventuale, gentile riscontro.
    Bruno

    • Fiscomania

      E’ corretto. I dipendenti pubblici hanno il vincolo esclusivo legato alla loro attività. L’unica possibilità che ha è chiedere specifica autorizzazione all’Ente per il quale lavora. Se le viene concessa, può superare il problema.

  17. Salve. Sono interessato ad aprire una partita IVA per lavori di fotografia e videomaking saltuari.
    Se ho tutti i requisiti previsti e scelgo il regime forfettario mi sembra di capire che ottengo questi vantaggi:
    – riduzione di un terzo del reddito su cui pagare l’IRPEF al 5% sino al compimento del 35^ anno di età.
    Sono corretti?
    – non mi è chiaro poi se devo iscrivermi o meno alla Gestione Separata dell’INPS e che aliquota dovrei versare.
    – inoltre, è secondo lei preferibile utilizzare il lavoro occasionale piuttosto che aprire una partita IVA?
    Cordiali saluti

  18. Buongiorno, come sta?
    Ho iniziato a a lvorare come interprete da qualche mese. l’attività che svolgo è di interpretariato telefonico e pur non avendo raggiunto i 5000 euro ho lavorato per più di 30 giorni consecutivi con la stessa azienda. Devo aprire partita IVA anche se siamo a settembre? Gli anni di attività vengono calcolati a partire dal giorno di apertura, o mi toccherà pagare delle tasse anche per i primi mesi del’anno anche se ho lavorato quasi zero in autonomia?

    • Fiscomania

      Dovrà aprire partita Iva perché l’attività è continuativa. Se vuole possiamo approfondire il tutto in privato, valuteremo il regime fiscale migliore da applicare, e se vorrà le faremo un preventivo per la nostra consulenza continuativa.

  19. Salve,sono una dipendente di una azienda privata a tempo indeterminato a 36 ore settimanali. dovrei rilevare un emporio per la casa per limiti di età del vecchio proprietario e lo vorrei aprire come ditta individuale cambiando anche la ragione sociale… il mio reddito nn supera i 30000 euro da dipendente. Domanda:che agevolazioni mi spettano?dovrei pagare anche i contributi inps e altro?ho diritto al regime forfettario? Mi spettano le agevolazioni start-up? Grazie mille. La saluto cordialmente

    • Fiscomania

      Possono spettarle una serie di agevolazioni, ma bisogna verificare in concreto l’esistenza di tutti i requisiti necessari. Mi contatti in privato così ne parleremo più approfonditamente e le potrò indicare i termini della nostra eventuale consulenza continuativa legata all’attività.

  20. Dipendente e Partita Iva
    Salve ho letto il suo articolo ma non mi è chiaro se posso aderire a RF, io sono un dipendente di una azienda e per il 2016 il mio reddito non supera i 30000.
    Posso oaccedere al regime forfettario? Se si quali sono gli adempimenti/scadenze da rispettare?
    Grazie.

    • Fiscomania

      Da queste informazioni può aderire al regime forfettario. Per spiegarle tutto non basta la risposta ad un commento. Se vuole mi contatti in privato per un preventivo per la nostra consulenza continuativa, oppure per una risposta a tutti i suoi quesiti, se non vuole un Commercialista che la segua.

  21. Dimenticavo quando si parla di cifre di redidto, ci si riferisce alla retribuzione Annua lorda? O al netto?
    Grazie

  22. Salve, e complimenti per la chiarezza di esposizione degli argomenti.
    Sono disoccupato dal novembre 2015, ho beneficiato della NASPI fino ad aprile 2017.
    Attualmente mi occupo di docenze come esperto teatrale nelle scuole e sto valutando di passare dalla prestazione occasionale alla partita IVA. Premesso che prevedo di ottenere incarichi da diverse scuole che non superano complessivamente i 10.000 € l’anno mi pare di aver capito che su questo imponibile sia assoggettato alle seguenti imposte e contributi:
    IVA; non dovuta (Art. 10 dpr 633/72) (circ 22e 18 marzo 2008 Ag. Entrate, Punto 5: Approvazione e finanziamento da parte di soggetti pubblici di progetti educativi, didattici e formativi. Riconoscimento per atto concludente.)
    IRPEF /IRAP; per i primi 5 anni il 5% sul 78% o 67% dell’imponibile (in base al codice ATECO?)
    INPS; 35% dell’ imponibile.
    E’ corretto?
    E’ possibile aprire la partita IVA ad anno in corso e fatturare prestazioni già effettuate ma non ancora pagate?

    • Fiscomania

      Tutto corretto tranne l’Inps perché l’aliquota è del 25,72%. Le prestazioni svolte possono essere fatturate al momento del pagamento. Se interessato a maggiori informazioni o a ricevere un preventivo per la mia assistenza fiscale continuativa legata ad una partita Iva in regime forfettario mi contatti in privato.

  23. Buongiorno
    sono un lavoratore dipendente con reddito superiore a 30 mila euro
    Volevo sapere se con la legge di stabilità 2018 è stato tolto o innalzato il limite di 30 mila euro per accedere al regime forfettario
    Grazie
    Cordiali Saluti

  24. Buongiorno,
    Grazie per l’articolo che chiarisce molti punti.
    Io sono attualmente titolare di partita Iva nel regime dei minimi con iscrizione alla gestione separata INPS.
    A breve sarò assunta come lavoratrice dipendente a tempo indeterminato full time, che costituirà il reddito prevalente.
    Vorrei capire se mantenendo aperta la partita iva potrò restare nel regime dei minimi con imposta sostitutiva del 5%? Come varierebbe in questo caso il versamento dei contributi INPS?
    Ringrazio anticipatamente,
    Valentina

    • Fiscomania

      Per rispondere alla sua domanda è necessario analizzare la sua situazione per vedere se saranno rispettati i requisiti di permanenza nel regime forfettario. Se vuole ne parliamo in dettaglio in privato.

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