Canone Rai 2017: guida al pagamento

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Canone Rai dal 2016 in bolletta elettrica: soggetti tenuti al pagamento, esenzioni e modalità di pagamento. La guida al pagamento del canone Rai.

La Legge di stabilità 2016 (Legge n. 208/2015) ha modificato le modalità di pagamento del canone Rai. Dal 2016 il pagamento avverrà a partire dal primo luglio attraverso l’addebito nella bolletta elettrica. L’importo del canone è stato ridotto a €. 100: vediamo tutte le informazioni utili per il pagamento.

Canone Rai: soggetti tenuti al pagamento

La normativa prevede che il canone Rai, nella misura ordinaria di €. 100, sia dovuto da parte dei soggetti che detengono “un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive“. La legge, infatti, presume che esista almeno un apparecchio televisivo per ogni utenza per la fornitura di energia elettrica, in riferimento all’abitazione principale del soggetto. Tuttavia, il canone Rai è dovuto soltanto sulla prima casa e una sola volta per famiglia, a condizione che i coniugi e i figli siano tutti residenti nello stesso immobili. Nel caos i coniugi abbiano residenze diverse, alla la società elettrica addebiterà il canone su entrambe le case. Anche per i figli il discorso non cambia: se cambiano residenza dovranno pagare il canone, anche se l’appartamento è in locazione o in comodato.

Seconde case

Come accennato, per le seconde case, ovvero gli altri immobili di proprietà del contribuente dove egli o i suoi familiari non hanno fissato la propria residenza, non vi sarà alcun pagamento del canone da effettuare. I contratti della luce arriveranno senza l’aggiuntivo addebito del canone Rai. La regola è che il canone sia dovuto per una sola volta dal contribuente per tutti gli apparecchi televisivi posseduti, a prescindere dal numero di immobili di proprietà (a patto che negli immobili non vi sia la residenza di qualcuno dei propri familiari). Sarà, quindi, compito della società elettrica addebitare l’imposta in base ad una dichiarazione rilasciata dal contribuente all’atto della sottoscrizione del contratto della luce. Il contribuente, è chiamato quindi ad informare la società che eroga il servizio se l’immobile ad uso abitativo è “con residenza“, oppure no.

Abitazioni in affitto

Per le abitazioni in affitto il canone Rai è dovuto da soggetti diversi a seconda delle sotto indicate ipotesi:

  • contratto della luce intestato al locatore – se il locatore ha residenza in abitazione diversa rispetto a quella ove è in corso il contratto di locazione, questi non vedrà addebitarsi il canone Rai in bolletta. Per l’immobile è tenuto al pagamento l’inquilino stesso, attraverso la presentazione del bollettino postale;
  • contratto della luce intestato all’inquilino che ha residenza nell’abitazione – in questo caso l’inquilino dovrà effettuare il pagamento del canone Rai direttamente nella bolletta elettrica, a meno che questi non presenti dichiarazione di esenzione dal pagamento (come vedremo successivamente);
  • contratto della luce intestato all’inquilino che non ha residenza nell’immobile – in questo caso l’inquilino dovrà effettuare il pagamento del canone mediante bollettino postale.

Nel caso di più soggetti che condividono un affitto di un immobile dove si dispone di un apparecchio televisivo condiviso da tutti, ognuno sarà tenuto a pagare un autonomo canone Rai, indipendentemente dal fatto che il contratto della luce sia intestato ad uno solo di essi. L’intestatario del contratto pagherà il canone mediante la bolletta elettrica, mentre gli altri pagheranno tramite bollettino.

Abitazioni in comodato

Se l’abitazione è stata concessa in comodato d’uso gratuito da parte di un parente o di un altro soggetto, il pagamento del canone spetterà al soggetto dimorante (comodatario), sempre che lo stesso disponga di un televisore, applicandosi le medesime disposizioni valenti per gli immobili dati in affitto.

Uffici e partite Iva

Gli uffici, gli esercizi commerciali  e gli studi professionali pagheranno il canone Rai, come negli anni precedenti, a condizione che nei suddetti locali via sia un apparecchio radio televisivo, mediante bollettino postale, in quanto immobili non adibiti ad uso domestico.

Canone Rai: soggetti esenti dal pagamento

Non sono tenuti al pagamento del canone Rai i soggetti che non sono dotati di apparecchi radiotelevisivi. Inoltre, sono esentati dal pagamento anche le persone con almeno 75 anni di età, con un reddito percepito non superiore a €. 8.000 lordi annui, a patto che non risiedano con soggetti dotati di autonomo reddito (si ricorda che ai fini del calcolo degli €. 8.000 non devono essere considerati i redditi esenti da Irpef). In caso di esenzione dal pagamento del canone Rai è necessario inviare un’apposita dichiarazione, che dovrà essere spedita al seguente indirizzo:

“Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale di Torino, Ufficio territoriale di Torino I, Sportello S.A.T.”.

La comunicazione ha valore annuale, quindi dovrà essere spedita ogni anno, per fare valere l’esenzione dal pagamento nel tempo. In caso di dichiarazione falsa, potranno essere applicate sanzioni amministrative.

Importo del canone e modalità di pagamento

Il pagamento del Canone Rai avverrà sulla base dell’addebito nella fattura per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica, in via posticipata, per 10 rate mensili da €. 10. Per il 2016, il primo pagamento, pari a €. 60 si pagherà con la bolletta, a partire dal primo luglio. I restanti €. 40 saranno distribuiti in 4 rate da €. 10 l’una. Dal 2017 il canone Rai sarà compreso in 10 rate mensili della bolletta elettrica, da gennaio ad ottobre. I contribuenti che ricevono la bolletta bimestrale avranno un addebito di €. 20 fino a concorrenza dell’integrale importo. L’addebito nella bolletta elettrica del canone Rai riguarda sia i contribuenti che hanno stipulato un contratto con Enel Servizio Elettrico, sia per quelli che si sono avvalsi delle società del mercato libero. Naturalmente, per garantire maggiore trasparenza, l’importo del canone Rai sarà indicato in fattura con una distinta voce.

Novità introdotta dalla Legge di Stabilità è la cancellazione della dichiarazione di cessazione dell’abbonamento Rai per suggellamento dell’apparecchio. In pratica, quindi, anche per i vecchi apparecchi televisivi non più utilizzati e magari chiusi in cantina (fermo restando, in caso di più apparecchi posseduti, il limite di un solo pagamento del canone per contribuente) sarà dovuto il pagamento il canone Rai.

Le sanzioni in caso di mancato pagamento

I contribuenti che non effettuano nei termini ordinari il pagamento del canone Rai potranno essere oggetto di accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, che a partire dal 2016 inizierà ad effettuare controlli incrociati tra le proprie banche dati e quelle in possesso delle società elettriche. Il caso di mancato pagamento del canone vi sarà l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 5 volte il canone evaso, in aggiunta agli interessi di mora. In caso di mancato pagamento dell’accertamento il contribuente andrà incontro alle modalità di riscossione coattiva di Equitalia, attraverso cartella di pagamento. Infine, ricordiamo che il canone Rai si prescrive in 10 anni.

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