Ravvedimento operoso: omessi o insufficienti versamenti

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Guida all’istituto del ravvedimento operoso consente di sanare autonomamente gli omessi o insufficienti versamenti di tributi erariali (Irpef, Ires, Iva, Irap, imposta di registro) e locali (Imu e Tasi), con l’applicazione di sanzioni ridotte. Tutte le informazioni utili per sanare gli omessi versamenti delle imposte in modo autonomo.

L’istituto del ravvedimento operoso è uno strumento a disposizione dei contribuenti (sia privati che contribuenti con partita Iva), che consente di rimediare ad omissioni, errori, e ritardi riguardanti il pagamento di imposte e tributi erariali, regolarizzando la propria posizione nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, attraverso il versamento di una sanzione ridotta, oltre agli interessi e all’imposta omessa. Il versamento deve essere effettuato utilizzando il modello F24, il modello F24 Elide, o il modello F23.

Tutto questo a patto che al contribuente non siano iniziate attività di accertamento,  e che non siano iniziate attività di accesso, ispezione e verifica da parte dell’Amministrazione finanziaria o della Guardia di Finanza. Vediamo adesso come si perfeziona il ravvedimento operoso, e tutte le informazioni utili per effettuare il calcolo di sanzioni e interessi.

Il ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso (di cui all’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97) è uno strumento fruibile dal contribuente per sanare in modo volontario ed autonomo le somme dovute al Fisco e non versate nei termini, beneficiando di una sanzione amministrativa ridotta, variabile in base al tempo, rispetto a quella eventualmente erogata da parte dell’Amministrazione finanziaria in caso di controlli.

L’omesso o insufficiente versamento può essere regolarizzato dal contribuente eseguendo spontaneamente il pagamento:

  • Dell’imposta dovuta;
  • Degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito;
  • Della sanzione in misura ridotta.

Modello di versamento

Per poter considerare perfezionato, e quindi valido il ravvedimento operoso, il contribuente deve effettuare i versamenti utilizzando:

  • il modello F24, per le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, l’Iva, l’Irap e le ritenute;
  • il modello F24  Elide (F24 con elementi identificativi), per il ravvedimento dell’imposta di registro sulle locazioni e gli affitti di beni immobili;
  • il modello F23, per gli altri tributi indiretti (es. imposta di registro per la registrazione del contratto di comodato, ecc).

Per individuare i codici tributo da utilizzare potete consultare direttamente il sito dell’Agenzia delle Entrate a questo link: “Codici tributo ravvedimento operoso“.

Ricordiamo che non è consentito pagare a ratealmente le somme dovute per effetto del ravvedimento operoso. Tuttavia, è possibile effettuare il ravvedimento operoso soltanto per una parte del tributo dovuto e non versato, lasciando la parte ancora dovuta, ad un successivo ravvedimento. Attraverso il ravvedimento è possibile effettuare la compensazione con eventuali crediti d’imposta vantati per i tributi per i quali è ammessa (Irpef, Iva, Ires, Irap, ecc).

Ricordiamo che ulteriore vantaggio per i contribuenti è rappresentato dal fatto che il tasso d’interesse legale (utilizzato per il calcolo del ravvedimento operoso) è sceso allo 0,2% a partire dal 1° gennaio 2016.

Cause di preclusione del ravvedimento operoso

La Legge n. 190/14 ha effettuato una vera e propria riforma dell’istituto del ravvedimento operoso, andando a modificare l’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97, stabilendo che, per tutti i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, a partire dal primo gennaio 2015 le regolarizzazioni da parte del contribuente potranno avvenire senza limiti di tempo, anche se:

  • La violazione sia già stata constatata e notificata al contribuente;
  • Siano iniziate le attività di accesso, ispezione e verifiche da parte dell’Agenzia o della Guardia di Finanza;
  • Siano iniziate altre attività di accertamento (notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionari) formalmente comunicate al contribuente.

Il ravvedimento operoso è, invece, inibito al contribuente dalla notifica di avvisi di liquidazione o di avvisi di accertamento, comprese le comunicazioni di irregolarità (c.d. “avvisi bonari“), di cui all’articolo 36-bis del DPR n. 600/73 e all’articolo 54-bis del DPR n. 633/72 e le comunicazioni di controllo formale delle dichiarazioni, di cui all’articolo 36-ter del DPR n. 600/73.

L’utilizzo del ravvedimento operoso non preclude, in ogni caso, l’inizio o la prosecuzione degli accessi, ispezioni e verifiche e le altre attività di controllo e accertamento. In pratica, questo significa che un contribuente che ha ricevuto un P.v.c. a seguito di un’attività di ispezione e verifica da parte del Fisco potrà ancora usufruire del ravvedimento operoso per sanare la propria posizione.

Le novità 2016 al ravvedimento operoso

La revisione del sistema sanzionatorio tributario, in particolare gli articoli 15 e 16 del D.Lgs. n. 158/15, a partire dal primo gennaio 2016 (in applicazione del comma 133 dell’articolo 1 della Legge n. 208/15), ha apportato importanti modifiche all’istituto del ravvedimento operoso, peraltro già profondamente rinnovato dalla Legge n. 190/14, riducendo l’importo della sanzione minima (dal 30% al 15%), da prendere a base per il calcolo esclusivamente nelle fattispecie di ravvedimento effettuato entro 90 giorni.

Ricordiamo poi che il contribuente ha più tempo per porre rimedio alla violazione commessa grazie al  c.d. “ravvedimento lunghissimo, che consente di sanare la situazione anche oltre un anno dalla violazione. Il nuovo ravvedimento infatti non pone limiti temporali, nel senso che fino a quando l’Amministrazione non notifica la violazione, il contribuente può ravvedersi. Tale ravvedimento lungo però può essere utilizzato solo in caso di tributi e dichiarazioni di competenza all’Agenzia delle Entrate quindi in caso di errori, ritardi o omissioni riguardanti: Iva, Ires, Irpef, Irap, imposta di registro, ipotecaria, catastale, imposta di bollo, successione, ecc. Tuttavia, non può essere applicato a tributi di competenza comunale come Imu, Tasi e Tari oppure al bollo auto, o il diritto annuale CCIAA.

Le sanzioni applicabili per ravvedimento operoso

A seguito delle novità cui abbiamo accennato precedentemente, dal 1° gennaio 2016, per sanare irregolarità nel versamento di imposte, attraverso il ravvedimento operoso si può usufruire delle seguenti sanzioni ridotte:

Ravvedimento sprint e breve

Versamento entro 14 giorni dall’omissione (c.d. “Ravvedimento sprint“) – Prevede sanzioni pari allo 0,1% (1/15  di 1/10 del 15%) per ogni giorno di ritardo, a condizione che il versamento sia eseguito entro 14 giorni dall’omissione, ai sensi del terzo periodo del comma 1, dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 471/97.

Versamento entro 30 giorni dall’omissione (c.d. “Ravvedimento breve“) – Prevede sanzioni pari all’1,5% (1/10 del 15%), a condizione che il versamento sia eseguito entro 30 giorni dall’omissione, ai sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 471/97.

Versamento entro 90 giorni

Versamento entro 90 giorni dall’omissione – Prevede sanzioni pari all’1,67% (1/9 del 15%), a condizione che il versamento sia eseguito entro 90 giorni dall’omissione, ai sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 471/97, ovvero, per le omissioni e gli errori commessi in dichiarazione, entro 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui l’omissione o l’errore è stato commesso, ai sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 471/97.

Ravvedimento lunghissimo

Versamento entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione – Prevede sanzioni pari al 3,75% (1/8 del 30%), a condizione che il versamento sia eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore, ai sensi della lett. b) del comma 1 dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 471/97.

Versamento entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione – Prevede sanzioni pari al 4,29% (1/7 del 30%), a condizione che il versamento sia eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall’omissione o dall’errore , ai sensi della lett. b-bis) del comma 1 dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 471/97.

Versamento oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione – Prevede sanzioni pari al 5,00% (1/6 del 30%), se il versamento è eseguito oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall’omissione o dall’errore, ai sensi della lett. b-ter) del comma 1 dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 471/97.

Ravvedimento da Pvc

Ravvedimento da Processo verbale di constatazione – Prevede sanzioni pari ad 1/5 del minimo, a condizione che il versamento sia effettuato a seguito di processo verbale di constatazione della violazione (P.v.c.) e prima che sia notificato il susseguente atto dall’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Sono escluse dal ravvedimento in questione le violazioni di cui all’articolo 6, comma 3 (mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscale o documenti di trasporto) e articolo 11, comma 5 (omessa installazione del misuratore fiscale) del D.Lgs. n. 471/1997.

Ravvedimento operoso per altre comunicazioni

Ricordiamo che è possibile  usufruire del ravvedimento operoso anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione, versando una sanzione pari ad 1/10 del minimo, a condizione che questa venga presentata entro 90 giorni dalla scadenza (D.Lgs. n. 472/97, art. 13, c. 1, lett. c). Per maggiori approfondimenti su questa casistica vi rimandiamo ai nostri contributi: “Dichiarazione dei redditi: sanzione per omessa o ritardata presentazione” e “Dichiarazione integrativa: mini sanzioni con ravvedimento“.

Per quanto riguarda il ravvedimento dell’imposta di registro sulle locazioni e gli affitti di beni immobili vi segnaliamo questi contributi: “Ravvedimento imposta di registro su contratti di locazione” .

Per chi, invece, avesse bisogno di effettuare il ravvedimento operoso sul quadro RW, può trovare maggiori informazioni qui: “Mancata compilazione del quadro RW: il ravvedimento“.

Segnaliamo anche l’ipotesi di utilizzo del ravvedimento operoso per le violazioni riguardanti gli elenchi intrastat: “Intrastat: sanzioni e ravvedimento“.

Riepilogo sanzioni per ravvedimento operoso

Termine effettuazione del ravvedimentoRiduzione sanzioniSanzione applicata
Entro 14 giorni dal termine previsto per il versamento0,10% giornaliero
Entro 30 giorni dal termine previsto per il versamento1/10 del 15%1,5%
Entro 90 giorni dal termine previsto per il versamento1/9 del 15%1,67%
Entro 1 anno dal termine previsto per il versamento1/8 del 30%3,75%
Entro 2 anni dal termine previsto per il versamento1/7 del 30%4,29%
Oltre 2 anni dal termine previsto per il versamento1/6 del 30%5%

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