Bonus mobili: guida alla detrazione fiscale

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Bonus mobili: la guida con tutte le informazioni utili per fruire dell’agevolazione e le indicazioni da riportare in dichiarazione dei redditi.

L’articolo 16, comma 2, del D.L. n. 63/2013 (convertito in Legge n. 90/2013) ha esteso la detrazione Irpef sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici adibiti all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La Legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), ha esteso l’applicazione della normativa sino al prossimo 31 dicembre 2016. Di seguito la nostra guida all’agevolazione per beneficiare delle detrazioni spettanti, legate al bonus mobili.

Bonus mobili: Ambito soggettivo

I contribuenti ammessi a beneficiare della detrazione del bonus mobili, legata all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sono i medesimi contribuenti che fruiscono della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio. Pertanto, l’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali che sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • soci delle società semplici;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

Bonus mobili: Ambito oggettivo

Possono costituire valido presupposto per la fruizione della bonus mobili l’effettuazione di interventi edilizi sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali (art. 1117 c.c.), in funzione degli acquisti dei beni agevolati finalizzati all’arredo, rispettivamente, delle singole unità immobiliari e delle parti comuni (ad esempio, guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc.). Se i lavori di ristrutturazione interessano le parti comuni condominiali non è possibile, per i singoli condomini, che fruiscono pro-quota della relativa detrazione, di acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all’arredo della propria unità immobiliare.

Inoltre, facendo riferimento alla detrazione spettante per gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza, nonché nei casi di interventi di ristrutturazione o restauro e risanamento conservativo di interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie viene ricordato che in questo secondo caso la detrazione per gli interventi edilizi, calcolata su un importo pari al 25% del prezzo dell’unità immobiliare, compete al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari.

Limite massimo di spesa

L’ammontare complessivo della spesa agevolabile per l’acquisto di mobili non può essere superiore a €. 10.000,00. Pertanto, la detrazione Irpef lorda può arrivare sino al massimo di €. 5.000,00. Con la Circolare n. 29/E/2013, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il limite di spesa è riferito alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o alla parte comune dell’edificio oggetto dei lavori, prescindendo dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa. Il bonus mobili quindi può essere applicato all’acquisto di mobili ed elettrodomestici legati a più unità immobiliari oggetto di intervento di recupero edilizio (Circolare n. 11/E/2014, Agenzia delle Entrate).

E’ importante sottolineare che, grazie all’intervento della Legge n. 190/2014 per il bonus mobili è stata eliminata la soglia legata alle spese di ristrutturazione. Infatti, il comma 2, dell’articolo 16 del D.L. n. 63/2013 ha previsto che la detrazione è computata indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione edilizia. E’ possibile che le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici siano sostenute anche prima di quelle per la ristrutturazione dell’immobile, a condizione che siano stati già avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile cui detti beni sono destinati. In altri termini, la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, ma non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione.

Ripartizione della detrazione

La detrazione Irpef legata al bonus mobili e grandi elettrodomestici deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo. L’importo massimo di ciascuna quota di detrazione annua, quindi, non può superare le €. 500,00. La detrazione spetta fino a concorrenza dell’Irpef lorda, pertanto, ove l’imposta lorda risultasse essere insufficiente rispetto alla detrazione fruibile, la stessa per la differenza viene perduta (non è possibile andare a credito).

Modalità di pagamento

I contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati (c.d. “bonifici parlanti“). Il pagamento deve essere effettuato con bonifico bancario o postale effettuato dallo stesso soggetto che beneficia della detrazione per lavori di ristrutturazione edilizia.

Come precisato anche dalla Circolare n. 29/E/2013, dell’Agenzia delle Entrate, è possibile utilizzare anche carte di credito o di debito (come ad esempio i bancomat). In questo caso:

  • la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso;
  • la spesa è documentata, oltre che dall’estratto conto, anche dalla ricevuta della transazione.

Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Lo scontrino fiscale

Ai fini della detrazione in esame, la Circolare n. 11/E/2014 è stato precisato che lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, unitamente all’indicazione della natura, quantità e qualità dei beni acquistati è equivalente alla fattura. Lo scontrino che non riporta il codice fiscale dell’acquirente può comunque consentire la fruizione della detrazione se contiene la natura, quantità e qualità dei beni acquistati e se è possibile identificare l’acquirente in base alla corrispondenza dei dati di pagamento.

Dichiarazione dei redditi e bonus mobili

Nel modello 730 (quadro E) e nel modello Unico (quadro RP) è possibile indicare i dati utili per fruire della detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (bonus mobili). La sezione da compilare riguarda un unico rigo, sul quale deve essere indicato: nei campi 1 e 3 la spesa sostenuta (entro il limite di €. 10.000,00) per ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione; nei campi 2 e 4 l’importo della rata (1/10 dell’importo di campo 1 e 3); nel campo 5 il totale degli importi indicati nei campi 2 e 4. Su tale importo va calcolata la detrazione spettante (50%). In presenza di un numero superiore a 2 immobili oggetto di ristrutturazione vanno compilati ulteriori quadri.

Acquisti agevolabili

La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016 per l’acquisto delle seguenti tipologie di beni:

  • Mobili – Si tratta delle seguenti tipologie di beni: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo;
  • Grandi elettrodomestici – Si tratta delle seguenti tipologie di beni: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde piastre riscaldanti elettriche apparecchi elettrici di riscaldamento radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Esempio

Ipotizziamo che un soggetto effettui spese per ristrutturazione di un immobile, nell’anno X, pari a €. 60.000,00. Successivamente procede all’acquisto di alcuni mobili per un ammontare complessivo di €. 12.000,00. In tal caso, il contribuente potrà usufruire delle seguenti detrazioni Irpef:

  • spese ristrutturazioni: 60.000 x 50% = €. 30.000,00;
  • spese acquisto mobili: 10.000 (plafond massimo) x 50% = €. 5.000,00.

con una detrazione d’imposta da indicare a partire dalla dichiarazione dei redditi pari a:

  • quota detrazione spese ristrutturazioni: €. 30.000 / 10 = €. 3.000,00;
  • quota detrazione spese acquisto mobili: €. 5.000 / 10 = €. 500,00

per un totale di risparmio d’imposta pari a €. 3.500,00.

2 comments

  1. ANTONELLA NEGRI

    l’acquisto di una unità immobiliare dal costruttore e la ristrutturazione del bagno in tale unità può dare diritto alla detrazione per l’acquisto della cucina e di altri arredi.
    Grazie
    Antonella negri

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