Cause di esclusione dal Regime forfettario

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Quali sono le cause che determinano l’esclusione dal Regime forfettario? L’esercizio di regimi speciali Iva, l’assenza di residenza in Italia, il compimento di attività di cessione di fabbricati, la partecipazione a società di persone, associazioni professionali o Srl trasparenti e il possesso di redditi da lavoro dipendente per oltre €. 30.000 lordi precludono l’applicazione del regime forfettario.

La Legge n. 208/2015, è intervenuta andando a modificare radicalmente la disciplina del Regime forfettario, di cui all’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190/2014. Come sappiamo, il Regime forfettario è un particolare regime fiscale applicabile da parte dei soggetti (sia imprenditori che professionisti), che rispettano alcuni particolari requisiti di accesso.

Il vantaggio principale di questo regime fiscale, che è un regime naturale, è la possibilità di applicare una tassazione sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni.

Per questi soggetti resta comunque salva la facoltà di adottare i regimi fiscali ordinari con applicazione dell’Iva.

Abbiamo già affrontato con maggiore dettaglio i benefici e la regolamentazione fiscale di questo regime in questo contributo: “Il nuovo regime fiscale forfettario“. In questa sede, invece, andremo ad analizzare le cause di esclusione che la normativa pone nei confronti del Regime forfettario.

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Cause di esclusione

L’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190/2014, come modificato dalla Legge n. 208/2015, prevede alcune cause di esclusione del Regime forfettario per i soggetti che si trovino nelle situazioni di seguito indicate:

  • Utilizzo di regimi speciali Iva e di determinazione forfetaria del reddito;
  • Assenza di residenza in Italia, oppure in altro Stato UE/SEE a condizione che il 75% del reddito complessivo sia prodotto in Italia;
  • Compimento, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati o loro porzioni, di terreni edificabili (articolo 10 comma 1 n. 8 del DPR n. 633/72) o di mezzi di trasporto nuovi (articolo 53 comma 1 del D.L. n. 331/93);
  • Partecipazione contemporanea in società di persone, associazioni professionali o Srl trasparenti;
  • Possesso di redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a €. 30.000,00, nell’anno precedente; la soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

Le suddette cause di esclusione, con la sola eccezione di quella relativa al possesso di redditi di lavoro dipendente e assimilati, vanno riferite al momento di applicazione del regime; pertanto, il verificarsi di una delle predette cause nell’anno precedente l’accesso non è di impedimento all’applicazione del regime qualora la stessa sia venuta meno prima dell’inizio dell’anno successivo.

Così, ad esempio l’aver applicato nell’anno Xxx un regime speciale Iva non impedisce di avvalersi del Regime forfettario decorrere dall’1° gennaio Xxx+1 qualora, per l’anno solare Xxx+1, il contribuente non applichi più alcun regime speciale Iva.

I regimi agevolati ai fini Iva

Di seguito, ci pare opportuno richiamare i regimi speciali previsti ai fini Iva la cui applicazione, come abbiamo visto sopra, esclude l’applicazione del Regime forfettario, con riferimento all’anno di imposta in corso.

Regimi speciali IvaRiferimenti normativi
Agricoltura e attività connesse e pescaart.34 e 34-bis del DPR n. 633/72
Vendita sali e tabacchiart. 74 co. 1 del DPR n.  633/72
Commercio dei fiammiferiart. 74 co. 1 del DPR n. 633/72
Editoriaart. 74 co. 1 del DPR n. 633/72
Gestione di servizi di telefonia pubblicaart. 74 co. 1 del DPR n. 633/72
Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sostaart. 74 co. 1 del DPR n. 633/72
Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla Tariffa allegata al DPR n. 640/72art. 74 co. 6 del DPR n.  633/72
Agenzie di viaggi e turismoart. 74-ter del DPR n. 633/72
Agriturismoart. 5 co. 2 della L. n. 413/91
Vendite a domicilioart. 25-bis co. 6 del DPR n. 600/73
Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezioneart. 36 del DL n. 41/95
Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezioneart. 40-bis del DL n. 41/95

Tra i regimi forfetari di determinazione del reddito che precludono l’utilizzo del regime in esame si segnalano anche quelli per l’attività di allevamento di animali esercitata oltre i limiti di cui all’articolo 32, comma 2, lettera b) del DPR n. 917/86 (articolo 56, comma 5, del DPR n. 917/86) e per le altre attività agricole (articolo 56-bis, comma 2, del DPR n. 917/86).

E’ importante sottolineare che l’esercizio di un’attività esclusa dal regime in quanto soggetta ad un regime speciale Iva ed espressiva ai fini Irpef di un reddito d’impresa, preclude l’accesso al regime agevolato anche per le altre attività esercitate non in regime speciale.

Da quanto sopra indicato che, ad esempio, l’esercizio di un’attività agricola in regime speciale Iva, nei limiti in cui essa è produttiva, ai fini delle imposte dirette, di reddito agrario, non preclude l’accesso al regime agevolato per le altre attività eventualmente esercitate dal contribuente, fermo restando che all’attività agricola in regime speciale non può essere applicato il Regime forfetario.

Residenza in Italia o altro Paese Ue e Regime forfettario

Secondo quanto indicato nelle cause di esclusione dal Regime forfettario, possono accedere al regime agevolato i contribuenti in possesso dei seguenti requisiti con riferimento alla propria residenza anagrafica:

  • Residenti in Italia in base ai criteri definiti dall’articolo 2 del Tuir;
  • Residenti in uno degli Stati UE o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, che producano nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto.

Divieto di partecipazione a società di persone o Srl trasparenti

Questa particolare causa di esclusione ha l’obiettivo di evitare che, per effetto della partecipazione in società di persone o associazioni professionali (di cui all’articolo 5 del DPR n. 917/86), ovvero in Srl in regime di trasparenza fiscale (ai sensi dell’articolo 116 del DPR n. 917/86), il contribuente consegua un reddito (d’impresa o di lavoro autonomo) non assoggettabile all’imposta sostitutiva prevista dal regime stesso.

A tal fine, è irrilevante se la partecipazione sia detenuta nell’ambito dell’impresa individuale, ovvero in qualità di persona fisica. Non costituisce causa di esclusione dall’accesso al regime il possesso di una partecipazione in società di capitali non trasparenti. La partecipazione societaria non dev’essere contemporanea alla fruizione del regime, ossia (Risoluzione n. 146/E/2009, Agenzia delle Entrate), non deve sussistere “nello stesso momento” di utilizzo del regime.

Infatti, nel caso di inizio dell’attività in corso d’anno, è possibile accedere al regime agevolato se la partecipazione viene ceduta nel corso dello stesso periodo d’imposta, ma prima dell’accesso al regime; non è preclusa l’applicazione del regime forfetario agevolato nelle ipotesi in cui la partecipazione sia acquisita nel corso dello stesso periodo d’imposta, successivamente alla cessazione dell’attività per la quale il regime è stato applicato.

Redditi di lavoro dipendente

La Legge n. 20/2015 ha previsto, a partire dal 2016, è prevista una nuova causa di esclusione al regime forfetario per gli imprenditori e i lavoratori autonomi che percepiscono redditi di lavoro dipendente o assimilati, di cui agli articoli 49 e 50 del DPR n. 917/86, eccedenti l’importo di €. 30.000,00 nell’anno precedente.

La ratio della norma è quella di evitare che soggetti esercenti attività di lavoro dipendente o assimilate nell’anno precedente a quello di applicazione del Regime forfetario, da cui abbiano ritratto livelli reddituali piuttosto elevati, possano comunque beneficiare del regime in questione per le attività d’impresa, arti o professioni esercitate. La verifica della soglia di €. 30.000,00 è irrilevante nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato.

Tale disposizione trova applicazione nei casi di licenziamento, dimissioni o altre situazioni che determinano il venir meno del rapporto, mentre pare incerta per il caso di pensionamento, in quanto, nonostante l’esaurimento dell’attività lavorativa, il soggetto continua a percepire un reddito assimilabile fiscalmente a quello di lavoro dipendente.

La circostanza di aver cessato un rapporto di lavoro prima dell’inizio dell’attività per cui si intende applicare il Regime forfetario, sebbene consenta di non verificare il rispetto della causa ostativa in esame, assume rilevanza ai fini della fruibilità della riduzione dell’aliquota d’imposta al 5% per i primi cinque anni di attività, la quale è riconosciuta, tra l’altro, a condizione che l’attività non costituisca mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o assimilato.

2 comments

  1. Salve, sono un freelance in regime forfettario. Se aprissi una SRLS e sempre io sia l’unico lavoratore senza soci. Potrei farlo senza lasciare il regime forfettario?
    Cerco di spegarmi meglio.
    Dovrei aprire un portale web e intestarlo alla futura srls. Io lavorerei sul portale web e rilascerei fattura ogni mese alla mia stessa società.
    Se fosse possibile questo “flusso” dovrei pagare l’inps solo per il regime forfettario o dovrei pagare di più di inps?
    Il portale sarà un e-commerce che fatturerà a chi acquista.

    Grazie

    • Fiscomania

      Le domande che mi pone possono avere risposta variabile a seconda di una serie di condizioni che si andranno a delineare. Lei ha bisogno di una consulenza più specifica che le faccia capire quale è la migliore soluzione applicabile ad un caso come questo. Se vuole mi contatti in privato. In generale l’apertura di una srl non è di per se causa di esclusione dal regime forfettario.

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