Mancata approvazione del bilancio: responsabilità

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La mancata approvazione del bilancio di esercizio da parte dell’assemblea può rilevare profili di responsabilità sia per la società, che per gli amministratori. La mancata approvazione del bilancio può derivare dall’inerzia degli amministratori o della stessa assemblea. Di seguito le cause, i profili di rischio e le sanzioni legate alla mancata approvazione del bilancio.

L’approvazione del bilancio di esercizio è un adempimento fondamentale per tutte le società di capitali. E’ lo stesso codice civile a stabilire, sia per le Srl che per le Spa che l’assemblea deve riunirsi almeno una volta l’anno, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio per l’approvazione del bilancio. Tuttavia, nella pratica può accadere che, per varie motivazioni legate all’inerzia di amministratori o dell’assemblea, si arrivi alla mancata approvazione del bilancio di esercizio. In questi casi è opportuno conoscere quali sono i profili di responsabilità per l’organo amministrativo, e le conseguenze in termini sanzionatori per la società, legate al mancato deposito del bilancio presso l’ufficio del Registro delle imprese. Di seguito si disciplinano le diverse cause che possono portare alla mancata approvazione del bilancio, rilevando i principali profili sanzionatori per società e amministratori, senza dimenticare i riflessi fiscali, legati alle imposte sui redditi.

Mancata approvazione del bilancio di esercizio

La mancata approvazione del bilancio di esercizio essenzialmente dipende da due diverse fattispecie:

  • Mancata predisposizione del progetto di bilancio da parte degli amministratori;
  • Mancata approvazione dello del bilancio da parte dell’assemblea dei soci.

Per la società, la mancanza di un bilancio regolarmente approvato, può comportare diverse conseguenze in capo agli amministratori che all’organo di controllo, per loro eventuali profili di responsabilità, legati sia all’omesso deposito del bilancio in Camera di commercio, sia da un punto di vista fiscale, qualora, la mancata approvazione del bilancio abbia reso impossibile presentare la dichiarazione dei redditi della società.

Cause della mancata approvazione: inerzia degli amministratori

Il bilancio di esercizio per essere approvato dall’assemblea dei soci, deve essere preventivamente predisposto a cura dell’organo amministrativo della società. Gli amministratori, infatti, sono chiamati a redigere il progetto di bilancio, per depositarlo presso la sede sociale, almeno 15 giorni prima della data fissata per l’assemblea di approvazione del bilancio stesso, assieme relazioni dei sindaci e dell’organo di controllo, ove presenti. Questo iter, previsto dal codice civile può trovare ostacoli alla sua corretta formazione, per diverse cause:
  • Il consiglio di amministrazione ha predisposto il progetto di bilancio, ma lo stesso non è stato approvato dallo stesso CDA – La mancata delibera del CDA può dipendere sia dal voto contrario da parte della maggioranza degli amministratori, che dalla mancata convocazione del CDA stesso, che è a cura del Presidente. Si tratta essenzialmente di ipotesi scarsamente verificabile nella realtà, se non in società di grandi dimensioni con consigli di amministrazione ampi, che rispecchiano la frastagliata compagine sociale. In questo caso, nell’ipotesi in cui gli amministratori hanno predisposto il bilancio, ma il CDA chiamato ad approvarlo non viene convocato, vi è un indubbio profilo di responsabilità a carico degli amministratori, e in subordine dei sindaci, che può portare sia alla revoca dell’organo amministrativo (articolo 2383, comma 3, c.c.), che all’azione di responsabilità contro amministratori e sindaci (articolo 2393 c.c.);
  • Progetto di bilancio criticato dall’organo di controllo, sia esso il collegio sindacale che la società di revisione legale – In questi casi, l’organo di controllo chiede formalmente agli amministratori di rivedere o correggere il progetto di bilancio per tenere conto delle critiche formulate, prima che le stesse vengano tradotte in una relazione con rilievi, o ancor peggio in una relazione con giudizio negato o di impossibilità di esprimere un giudizio. Per quanto riguarda questa ipotesi è opportuno sottolineare che qualora l’assemblea non dovesse approvare il bilancio predisposto e approvato dal CDA, non potrebbe essere ravvisata alcuna responsabilità a carico degli amministratori, i quali hanno soltanto il dovere di predisporre la bozza di bilancio, e non quello di approvarlo.

L’effetto derivativo di entrambe queste cause è che la mancata predisposizione e/o approvazione del progetto di bilancio da parte degli amministratori si tradurrà in una mancata convocazione dell’assemblea dei soci, con l’ordine del giorno riguardante l’approvazione del bilancio. Anche in questo caso appare evidente il profilo di responsabilità che da luogo all’irrogazione delle sanzioni amministrative previste dall’articolo 2631 del c.c., il quale prevede che agli amministratori e ai sindaci che ometto la convocazione dell’assemblea nei casi previsti dalla Legge o dallo statuto, sono puniti con la sanzione pecuniaria da €. 1.032 a €. 6.197. Tale sanzione è comminata, parimenti, anche ai sindaci della società, a meno che gli stessi non abbiano provveduto nei tempi, a convocare l’assemblea per l’approvazione del bilancio, a seguito dell’inerzia degli amministratori.

Cause della mancata approvazione: inerzia dell’assemblea

Nel caso in cui, invece, il progetto di bilancio di esercizio sia stato regolarmente approvato dall’organo amministrativo e lo stesso sia stato messo a disposizione dei soci, e l’assemblea sia regolarmente convocata, la mancata approvazione del bilancio non può che dipendere da una inerzia della stessa assemblea. In questo caso, nessun profilo di responsabilità può essere imputato agli amministratori, che hanno regolarmente adempiuto ai loro doveri. In caso di mancata approvazione del bilancio per inerzia da parte dell’assemblea dei soci, occorre distinguere alcune ipotesi:

  • I soci non partecipano all’assemblea o non si raggiungono i quorum necessari per l’approvazione del bilancio – Tale fattispecie si riscontra soprattutto nelle Srl, quando non si raggiungano, in prima o in seconda convocazione, i quorum costitutivi o deliberativi presenti nell’atto costitutivo. Nelle Spa, l’evento è più raro, in quanto, il terzo comma dell’articolo 2369 c.c., prevede chein seconda convocazione l’assemblea deliberi, sugli oggetti per i quali avrebbe dovuto deliberare nella prima, qualunque sia la parte di capitale rappresentata. Questa particolare fattispecie, che determina la mancata approvazione del bilancio, può rappresentare un’indicatore importante per stabilire l’impossibilità di funzionamento dell’assemblea, ai sensi dell’articolo 2484, comma 1, n. 3, c.c., che costituisce una delle cause di scioglimento della società. In questo caso gli amministratori sono chiamati a ravvisare tale causa di scioglimento e convocare la stessa assemblea per la messa in liquidazione della società, oppure, nel caso di persistente inerzia dei soci, a chiedere l’intervento del tribunale per la messa in liquidazione;
  • Voto contrario dei soci – Può verificarsi, ad esempio, quando i soci non condividono le politiche di bilancio poste in essere dagli amministratori, quando non ritengano corrette le loro valutazioni o appostazioni contabili o ritengano non presenti le condizioni di continuità aziendale, che invece il progetto di bilancio attesta. Il voto contrario su un atto prodotto dagli amministratori, nominati dalla stessa assemblea, non può che palesare un atto di sfiducia contro di questi, a cui dovrebbe seguire, di norma, la revoca del mandato da parte della stessa assemblea. La fattispecie, in questo caso, a cui più frequentemente si assiste è quella di una società con partecipazioni paritetiche tra i soci, dove frequentemente, in caso di disaccordo la mancanza dei voti di una compagine può portare alla mancata approvazione del bilancio.

Il deposito in CCIAA del bilancio non approvato

Per quanto riguarda i possibili profili sanzionatori a carico degli amministratori, in caso di mancato deposito del bilancio a seguito della mancata approvazione dello stesso da parte dell’assemblea, vi è giurisprudenza (Trib. Brescia 13.05.2002) che ritiene che la sanzione amministrativa, di cui all’articolo 2630 c.c., non possa essere comminata per questa fattispecie. Le sanzioni pecuniarie nel caso di ritardato o omesso deposito del bilancio, prevede per ciascun membro dell’organo amministrativo (e se presenti per ciascun sindaco) il pagamento: da €. 45,78 a €. 458,67 nel caso di differimenti non superiori ai 30 giorni rispetto ai termini statuiti; da €. 137,33 a €. 1.376 nel caso di ritardi superiori.

L’assenza di un bilancio regolarmente approvato, dovrebbe indurre a non ritenere possibile il deposito dello stesso presso il Registro delle Imprese istituito nella Camera di commercio. Questo, in quanto, le informazioni contenute nel bilancio non approvato non hanno alcuna valenza per essere considerate informazioni utili per i soggetti terzi, vanificando la ratio della pubblicazione del bilancio come prescritta dalla legge. Il codice civile, agli articoli 2478-bis per le Srl e 2435 per le Spa prevede che sia il bilancio (e non il progetto), ad essere depositato presso il Registro delle Imprese a cura degli amministratori. Tuttavia, potrebbe essere utile depositare il bilancio non approvato, con corredato il verbale di assemblea che contiene le motivazioni della mancata approvazione, in quanto, in questo caso la pubblicazione avrebbe un valore informativo per i terzi assai maggiore rispetto alla mancata pubblicazione del bilancio. Questo però, a condizione che la Camera di Commercio accetti anche il deposito di documenti non approvati dall’assemblea.

Le implicazioni fiscali

La mancata approvazione del bilancio può portare anche a risvolti a carattere fiscale. L’articolo 17, comma 1, del DPR n. 35/01, impone alle società di capitali il versamento dell’Ires dovuta a saldo in base alla dichiarazione dei redditi (modello Unico SC), anche nel caso in cui il bilancio non sia stato approvato nei termini. La mancata approvazione del bilancio, quindi, non è fonte di esenzione per la società dal versamento delle imposte a suo carico, e nemmeno dalla presentazione nei termini della propria dichiarazione dei redditi. Ove, invece, la dichiarazione dei redditi non venga presentata nei termini, l’articolo 1, comma 1, del D.Lgs. n. 471/97, prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa a carico della società che va dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di €. 250,00. Tuttavia, se la dichiarazione omessa verrà presentata entro il termine di quella relativa all’anno successivo, la sanzione base si riduce del 50%, quindi: andrà dal 60% al 120% dell’imposta dovuta, con un minimo di €. 200,00. Oltre a queste sanzioni amministrative, l’omessa presentazione della dichiarazione è causa di ricorso ad accertamenti induttivi, ai sensi dell’articolo 39 del DPR n. 600/73, in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

A nostro giudizio, quindi, in ipotesi di mancata approvazione del bilancio di esercizio, appare sicuramente preferibile che gli amministratori predispongano la dichiarazione dei redditi (modello Unico SC) sulla base dei dati in loro possesso, con i quali hanno predisposto il progetto di bilancio, anche se non approvato dall’assemblea dei soci. In questo modo possono procedere anche al versamento delle imposte sui redditi (Ires e Irap) nei termini prescritti dalla normativa fiscale. In questo modo essi eviteranno l’applicazione delle sanzioni amministrative sopra indicate, ed eviteranno il sostenimento di spese a carico della società, sia per le sanzioni amministrative, che per eventuali contenziosi derivanti da accertamenti induttivi effettuati dall’Amministrazione finanziaria.

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