Mancato ricevimento della fattura: quali rimedi?

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La corretta procedura da seguire in caso di mancato ricevimento della fatture dal fornitore, ai sensi dell’articolo 6, commi 8 e 9 del D.Lgs. n. 471/97, prevede entro i 30 giorni successivi allo spirare dei quattro mesi dalla conclusione dell’operazione, l’emissione di una autofattura e il pagamento dell’Iva tramite F24. L’Agenzia delle Entrate, consentirà poi la detrazione dell’Iva pagata.

Non è raro riscontrare nella pratica il caso in cui si sia di fronte al mancato ricevimento della fattura da parte del fornitore, nonostante il pagamento della stessa sia stato correttamente effettuato. Si tratta, di un elemento molto importante, in quanto, come sappiamo, ai fini Iva, ma anche per la determinazione del reddito imponibile, non è possibile prescindere dall’aspetto documentale dell’operazione, al fine di legittimare la deduzione del costo, o la detrazione dell’Iva pagata al fornitore. Oltre a questi aspetti, vi è anche da sottolineare che la normativa fiscale per questa fattispecie ha previsto precise responsabilità anche per i soggetti che hanno effettuato il pagamento della prestazione (o della fornitura), in assenza della fattura. Vediamo, quindi, di delineare brevemente e schematicamente la corretta procedura da seguire per evitare sanzioni.

Termini di emissione della fattura

In relazione ad ogni operazione intercorsa tra diversi operatori economici, per cessioni di beni o prestazioni di servizi, il fornitore è obbligato ad emettere fattura al proprio cliente, salvo le limitazioni previste dalla normativa (come gli agricoltori in regime di esonero, che presentano un volume d’affari non superiore a €. 7.000,00). L’articolo 21, comma 4, del DPR n. 633/72 prevede come regola generale che, la fattura debba essere emessa entro le ore 24 del giorno in cui l’operazione si è conclusa. La conclusione dell’operazione ha momenti diversi in relazione al tipo di attività esercitata:
  • Cessione di beni mobili – l’operazione si considera effettuata al momento della consegna o della spedizione del bene;
  • Cessione di beni immobili – l’operazione è effettuata al momento della stipulazione  dell’atto notarile di trasferimento;
  • Prestazione di servizi – l’operazione si considera effettuata al momento del pagamento del corrispettivo.

Tuttavia, se anteriormente al momento impositivo determinato secondo le regole sopra elencate, viene emessa la fattura o viene pagato in tutto o in parte il corrispettivo, il momento di effettuazione, limitatamente all’importo fatturato o pagato, corrisponde con la data della fattura o con quella del pagamento. Accanto a queste regole generali vi sono poi anche delle deroghe: in particolare la lettera a) del comma 4 dell’articolo 21 stabilisce che “per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione ed avente le caratteristiche determinate con decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472, nonché per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime”.

A decorrere dal 1 gennaio 2013 quindi, a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge 228/2012 è possibile emettere fattura differita anche per le prestazioni di servizi; tale possibilità è concessa per tutte le prestazioni di servizi, purché i servizi prestati siano adeguatamente documentati e che la fattura rechi il dettaglio delle operazioni.

Mancato ricevimento della fattura: la normativa

Da un punto di vista civilistico, nell’ipotesi in cui il fornitore non faccia pervenire la fattura e questa sia stata già interamente pagata (Iva compresa), si dovrà instaurare una causa civile nei confronti del fornitore allo scopo di farsi risarcire il danno. E’ quindi opportuno, fin dopo pochi giorni di ritardo nel ricevimento della fattura, contattare il fornitore e laddove quest’ultimo persistesse nel non inviarvi la fattura, sarà opportuno procurarsi  quante più prove certe e documentali possibili (PEC, raccomandate, telegrammi), tali da dimostrare di aver sollecitato l’invio della fattura, poiché non si può escludere che la fattura sia stata inviata ma non recapitata per motivi non imputabili al fornitore.

Guardando la stessa fattispecie da un punto di vista fiscale, invece, è prevista una specifica procedura da applicare in caso di mancato ricevimento di fattura o in caso di fattura irregolare. Infatti, a norma dell’articolo 6, commi 8 e 9 del D.Lgs. n. 471/97, l’imprenditore o il professionista che, nell’esercizio della propria attività, non dovesse ricevere la fattura dal proprio fornitore entro quattro mesi dall’effettuazione dell’operazione, o che riceva una fattura irregolare è tenuto ad adottare i seguenti provvedimenti:

  • Mancato ricevimento della fattura – in caso di mancato ricevimento della fattura entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, deve, entro il trentesimo giorno successivo, pagare l’imposta relativa all’operazione e presentare all’Ufficio competente un’autofattura in duplice esemplare. Avvenuta la regolarizzazione, un esemplare del documento, con l’attestazione della regolarizzazione e del pagamento, deve essere restituito dall’Ufficio al contribuente che deve registrarlo nel registro degli acquisti;
  • Ricevimento di una fattura irregolare – in caso di ricevimento di una fattura irregolare entro il trentesimo giorno successivo a quello di registrazione della stessa deve presentare all’Ufficio competente un’autofattura integrativa in duplice esemplare previo versamento della maggiore imposta dovuta. Un esemplare dell’autofattura, con l’attestazione di avvenuto pagamento o di intervenuta regolarizzazione, è restituita dall’Ufficio competente all’interessato che provvederà entro il mese di emissione ad anno.

Mancato ricevimento della fattura: la procedura

In pratica, riepilogando, una volta individuato il momento impositivo dell’operazione, nei 30 giorni successivi allo scadere del quarto mese successivo dalla data di effettuazione dell’operazione occorre:

  • Versare utilizzando il modello F24, l’imposta relativa alla fattura non ricevuta utilizzando il codice tributo9399 – regolarizzazione di operazioni soggette ad Iva in caso di mancata o irregolare fatturazione“, se trattasi di operazione imponibile;
  • Emettere, in duplice esemplare, un’autofattura (con i dati del fornitori e i dati propri);
  • Presentare al proprio Ufficio di competenza dell’Agenzia delle Entrate l’autofattura di cui sopra assieme all’attestazione dell’avvenuto pagamento dell’Iva. Nel caso in cui le operazioni di acquisto siano “non imponibili” o “esenti“, l’autofattura dovrà comunque essere emessa, pur non essendo previsto, in questa ipotesi, alcun versamento d’imposta. In alcuni casi l’Ufficio richiede che l’autofattura sia accompagnata da un’apposita lettera nella quale devono essere evidenziate le irregolarità commesse dal fornitore;
  • Restituzione di una copia dell’autofattura da parte dell’Ufficio con l’attestazione di pagamento, la quale potrà essere annotata sul registro degli acquisti consentendovi così di portare in detrazione la relativa imposta secondo le regole ordinarie. È del tutto evidente che in questo caso voi avrete pagato due volte l’Iva:
    • al momento del pagamento del fornitore (del quale avete atteso inutilmente la fattura);
    • al momento dell’autofattura con il pagamento del modello F24. Il fornitore non deve essere informato di questa procedura,  ma potrà essere da voi citato in giudizio per avervi costretto a pagare l’Iva due volte.
E’ opportuno ricordare che, non si ha la perdita del diritto alla detrazione dell’Iva nel caso in cui, successivamente, dovesse arrivare la fattura da parte del fornitore. In ogni caso deve essere rispettato il termine massimo per l’esercizio del diritto di detrazione dell’Iva, ovvero, il secondo anno successivo a quello in cui è nato il diritto alla detrazione. Ad esempio, per un acquisto effettuato nell’anno di imposta x, la data ultima per la registrazione della fattura e per la detrazione dell’Iva scade il 31 dicembre dell’anno x+2.

Le sanzioni

Se la procedura legata al mancato ricevimento della fattura non viene attivata nei tempi previsti, e quindi venga lasciato trascorrere infruttuosamente il tempo a disposizione, l’impresa o il professionista saranno passibili dell’applicazione di una sanzione amministrativa pari al 100% dell’imposta evasa, con un minimo di €. 258,00. Tuttavia, è comunque possibile utilizzare il ravvedimento operoso, prima che la sanzione vi sia stata notificata da parte degli Uffici e non siano iniziate ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento. E’ importante sottolineare che non è previsto da parte degli Uffici il recupero dell’imposta (Iva) nei confronti dell’impresa o del professionista poiché l’imposta è dovuta solo dal cedente o commissionario, che non ha inviato la fattura (Circolare n. 23/E/1999, punto 2.7, del Ministero delle Finanze).

Mancato ricevimento della fattura per acquisti UE

In caso di mancata ricezione, entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, della fattura emessa da parte del fornitore UE, il committente dovrà emettere un’autofattura (in unico esemplare), entro il giorno 15 del mese seguente (terzo mese successivo), ma con riferimento al mese precedente (ossia datata mese precedente), nella quale dovrà essere riportato anche il numero di identificazione attribuito agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto al fornitore dallo Stato membro di appartenenza (articolo 46, comma 5, del D.L. n. 331/93, come sostituito a seguito delle previsioni di cui al comma 326 della Legge n. 228/2012 e C.M. n. 12/2013). L’esigibilità dell’imposta sorge, quindi, il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
Nel caso in cui, invece, sul documento del cedente/prestatore UE viene indicato un importo del corrispettivo inferiore rispetto a quello reale, il soggetto passivo Iva nazionale è chiamato ad emettere fattura integrativa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di registrazione del documento originario. Le fatture emesse a seguito:
  • della mancata ricezione del documento del fornitore comunitario;
  • del fatto che sul documento del fornitore UE sia indicato un corrispettivo inferiore a quello reale;
devono essere annotate entro il termine di emissione della autofattura ma con riferimento al mese precedente. Anche in questo caso, naturalmente, il documento emesso deve essere annotato sul registro degli acquisti.

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