Modello Cu: compilazione per redditi di lavoro autonomo

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Il modello Cu di certificazione per i lavoratori autonomi comprende prestazioni occasionali, provvigioni e compensi ai contribuenti in regime dei minimi, e in regime forfettario. Di seguito tutte le peculiarità e gli esempi di compilazione del modello di Certificazione Unica per i lavoratori autonomi.

La Certificazione Unica (c.d. “modello Cu“) è il documento con il quale i sostituti d’imposta (committenti) sono chiamati a certificare le ritenute di acconto operate nei confronti di lavoratori dipendenti ed autonomi, per ciascun anno solare.

Entro il 7 marzo di ogni anno i sostituti d’imposta sono tenuti ad inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le informazioni inerenti i redditi di lavoro dipendente e assimilati, ma anche i redditi di lavoro autonomo, provvigioni, redditi diversi, ed in generale redditi d’impresa soggetti a ritenuta d’acconto, erogati nell’anno di imposta precedente, oggetto di dichiarazione, attraverso la presentazione del modello CU.

Vediamo, di seguito, tutte le informazioni utili per arrivare preparati alla scadenza del 7 marzo, senza commettere errori.

Modello Cu per i lavoratori autonomi

Il modello CU di certificazione delle ritenute è suddiviso in due distinte sezioni, una per ciascuna delle due diverse classi di reddito (lavoro dipendente ed autonomo), che potranno essere inviate separatamente, in modo che Consulenti del lavoro (per la parte relativa ai dipendenti), e Commercialisti (per la parte relativa agli autonomi), potranno adempiere separatamente alla trasmissione telematica, ognuno per il modello di sua competenza.

In questo caso vogliamo soffermarci sulla gestione della sezione dedicata alla certificazione dei redditi di lavoro autonomo, la quale richiede una particolare attenzione nel reperimento dei documenti utili, anche e soprattutto per il controllo che tutte le ritenute d’acconto siano state operate nei termini da parte del sostituto d’imposta.

Dopodiché bisogna tenere conto di alcune peculiarità legate alla tipologia di prestazione oggetto di certificazione. Di seguito riportiamo brevemente i principali aspetti su cui porre attenzione per la compilazione del modello CU relativo alla certificazione dei lavoratori autonomi.

Certificazione dei redditi senza ritenuta

Alcuni redditi di lavoro autonomo, pur non prevedendo l’applicazione della ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta devono comunque essere indicati nel modello CU.

Si tratta, in particolare, dei compensi erogati ai lavoratori autonomi che applicano uno dei regimi fiscali agevolati: regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità, di cui all’articolo 27, del D.L. n. 98/2011 (c.d. “contribuenti minimi“), e i contribuenti che aderiscono al regime forfettario, di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014.

Per questi soggetti il modello Cu dovrà essere compilato indicando la causaleA” per redditi derivanti dall’esercizio di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione, avendo cura di indicare l’ammontare del compenso indicato in fattura sia nella colonna 4 del modello, “ammontare lordo corrisposto“, sia nella colonna 7, “altre somme non soggette a ritenuta“.

Inoltre, è importante non dimenticare che in colonna 6 dovrà essere indicato il codice 6 per indicare che si tratta di “erogazione di redditi non soggetti a ritenuta o esenti“.

Tali importi, a differenza degli anni passati, non dovranno più essere riportati nel modello 770 semplificato (essendo stato cancellato il quadro SS del modello).

Le spese anticipate dei professionisti

Capita assai sovente che il professionista in fattura addebiti al cliente anche spese sostenute in nome e per conto del cliente, e che niente hanno a che vedere con il reddito del professionista.

Classico caso è quello dell’avvocato che ha anticipato spese sostenute in nome e per conto del cliente e che saranno riepilogate in fattura, fuori campo Iva ai sensi dell’articolo 15, comma 1 n. 3, del DPR n. 633/72.

Tali spese devono essere riportate nella certificazione unica nella colonna 7altre somme non soggette a ritenuta“. Ricordiamo che per rientrare nella disciplina di cui al citato articolo 15 la spesa deve essere anticipata dal professionista in nome e per conto del cliente, in virtù di un mandato con rappresentanza del committente, o comunque in virtù di un accordo che giustifichi il rimborso delle somme anticipate dal soggetto passivo.

In pratica, il soggetto che materialmente sopporta il costo deve agire in sostituzione della controparte che, originariamente, vi sarebbe tenuta e che provvederà successivamente al relativo rimborso.

Spese di vitto e alloggio nella CU

Per quanto riguarda le spese anticipate, ricordiamo che le spese di vitto e alloggio anticipate dal committente per conto del professionista e recepite come onorario da parte di questi assoggettate a ritenuta ed Iva, devono essere considerate come ordinari compensi del professionista. Infine, ricordiamo anche che il contributo integrativo alle casse professionali che il professionista addebita in fattura è escluso dalla certificazione, non deve essere indicato in nessun campo del modello CU.

Le istruzioni affermano, infatti, che questa componente non deve essere indicata tra i compensi percepiti, di cui alla colonna 4 del modello. Mentre per quanto riguarda la rivalsa Inps del 4% applicata dai professionisti iscritti alla gestione separata dell’Inps, trattandosi di compenso professionale, deve essere indicato nella colonna relativa all’ammontare lordo corrisposto al professionista.

Le certificazione unica degli agenti

Una questione che si presenta ogni anno riguarda il fisiologico disallineamento tra il contenuto della Certificazione unica inviata dal sostituto d’imposta e i dati della dichiarazione dei redditi del agente sostituito.

Gli agenti di commercio, infatti,  tassando il reddito per competenza, possono avvalersi della disciplina prevista dal comma 3 dell’articolo 25-bis del DPR n. 600/73, che prevede che la ritenuta sia scomputata dall’imposta di competenza purché già operata al momento di presentazione della dichiarazione dei redditi (30 settembre per il modello Redditi P.F.).

Dato che il soggetto committente, sostituto d’imposta, certifica nel modello CU le ritenute sui compensi “corrisposti” mentre l’agente di commercio indica in dichiarazione dei redditi le ritenute subite sul reddito tassato (quindi anche se operate nell’anno successivo), la differenza che si crea in questi casi è fisiologica.

In ogni caso l’agente di commercio prima di indicare le ritenute subite sul reddito maturato, dovrà acquisire una certificazione straordinaria da parte del sostituto delle ritenute operate a integrazione di quella annuale.

In caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate sarà così in grado di poter spiegare i motivi della differenza riscontrata nella sua dichiarazione dei redditi.

I compensi agli sportivi dilettanti

Un ultimo aspetto che può produrre dubbi è quello legato alle certificazioni da rilasciare sulle indennità, i rimborsi spese forfettari, i premi e i compensi erogati ai soggetti di cui alla lettera m), del comma 1, dell’articolo 67 del DPR n. 917/86, legate allo svolgimento di attività sportiva dilettantistica, anche se inferiori al limite di esenzione previsto dall’articolo 69 del DPR n. 917/86, fissato a €. 7.500.

Ricordiamo che sono esclusi dalla comunicazione i rimborsi per spese documentate per vitto, alloggio, viaggio e trasporto sostenute dagli stessi soggetti in occasione di trasferte fuori dal territorio comunale, anche questi importi non sono tassati dal percettore.

Esempi di compilazione

Vediamo adesso alcuni esempi di compilazione della Certificazione unica aventi ad oggetto i compensi percepiti da diverse categorie di lavoratori autonomi.

Compenso dei professionisti

Ipotizziamo compensi versati ad un professionista per €. 1.000. Contributo cassa di previdenza per €. 40. Spese anticipate in nome e per conto per €. 350. Ritenuta d’acconto per €. 200.

Nella sezione tipologia reddituale del modello Cu va indicato il codice A, per la causale “prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte e professione abituale“.

In colonna 4 deve essere indicato l’importo dei compensi, compreso l’importo delle spese anticipate in nome e per conto dei clienti, per €. 1.350.

Restano escluse Iva e contributo integrativo alla cassa professionale. In colonna 7 va indicato l’importo delle spese anticipate in nome e per conto del cliente con il codice 6, “erogazione di altri redditi non soggetti a ritenuta, ovvero esenti“.

Provvigioni agli agenti

Ipotizziamo provvigioni versate ad un agente plurimandatario per €. 2.000. Contributi Enasarco per €. 146,50 e ritenuta per €. 230 (23% sul 50% delle provvigioni).

Nella sezione tipologia reddituale del modello Cu va indicato il codice R, per la causale “provvigioni ad agente o rappresentante di commercio plurimandatario“.

In colonna 4 va indicato l’importo delle provvigioni, esclusa sia l’Iva che il contributo Ensarco, per €. 2.000. In colonna 7 va indicato il 50% delle provvigioni non soggette a prelievo con il codice 3erogazione di altri redditi non soggetti a ritenuta o esenti“.

Infine, in colonna 8 va indicata la provvigione imponibile  €. 1.000, e in colonna 9 la ritenuta a titolo d’acconto operata per €. 230.

Compensi a professionisti senza ritenuta

Ipotizziamo compensi versati per €. 1.000, oltre a rivalsa Inps per €. 40.

Nella sezione tipologia reddituale del modello Cu va indicato il codice A, per la causale “prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte e professione abituale“. In colonna 4 va indicato l’importo dei compensi compresa la quota addebitata a titolo di rivalsa Inps per la gestione separata. In colonna 7 va indicato l’intero importo versato con l’identificazione del codice 6.

47 comments

  1. Salve,
    sappiamo che il 4% di cassa previdenza non è incluso nella CU tranne se trattasi di rivalsa inps gestione separata.
    Caso di contribuente minimo o forfettario con 4% di cassa forense: le istruzioni dicono di indicare al punto 4 “l’intero importo corrisposto”. Detto così sembrerebbe importo totale pagato comprensivo del 4% della cassa. Mi sbaglio o comunque escludo il 4% a prescindere anche per i contrbuenti minimi/forfettari?

    • Fiscomania

      Salve,
      il 4% relativo alla cassa di previdenza dei professionisti, come nel caso degli avvocati, non deve essere indicato nella certificazione, anche se questi appartengono al regime dei minimi. Nella colonna 4 va indicato quello che corrisponde al reddito corrisposto.

      • Grazie per la risposta. Il tenore letterale delle istruzioni della CU mi ha tratto allora in inganno..
        Con queste sanzioni di 100 euro per ogni Certificazione Unica errata o tardiva hanno creato secondo me molte apprensioni per noi addetti ai lavori.
        Saluti

  2. Ciao Federico, complimenti per il sito sul quale ricado continuamente al realizzare delle ricerche sul web. in questo caso mi permetto di esporre una situazione per la quale, credo, dovrei richiedere al datore di lavoro la correzione della CU 2015.

    Tra la fine del 2014 e gli inizi del 2015 ho lavorato per all’incirca quattro mesi presso una ONLUS in Africa con un co.co.pro. per la gestione di un programma di sviluppo. Sebbene il lavoro si sia svolto a cavallo di due annualità ho ricevuto gli stipendi solo nel 2015 per questo devo dichiarare il tutto nella dichiarazione 2015. Il fatto é che al CAF al quale ho presentato i documenti mi dicono che non sono in misura di presentare la dichiarazione per il fatto che il datore di lavoro ha indicato come tipologia reddituale la causale P, ovvero “… compensi corrisposti a soggetti non residenti privi di stabile organizzazione per l’uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche che si trovano nel territorio dello Stato…”.

    Immagino che la persona responsabile della ONLUS ha scelto la causale P per il fatto che risiedo al’estero e sono iscritto al’AIRE perché essendo stato un lavoro di gestione, non ho ne facilitato l’uso de concesso l’uso di nessuna attrezzatura di nessun tipo. Ho spiegato quindi al CAF che per le condizioni non rientro nella causale il quale, per tutta risposta, mi suggerisce di rivolgermi ad un commercialista.

    In questo caso sarà quindi necessario un commercialista o dovrei chiedere al datore di lavoro la correzione della certificazione unica 2015?

    Ringrazio anticipatamente per l’attenzione,

    • Fiscomania

      Salve Diego e grazie per i complimenti, nel suo caso quello che ha fatto il datore di lavoro è evitarle di dover dichiarare questo reddito in Italia. Mi spiego: essendo lei residente all’estero (iscritto all’AIRE), lei è tenuto a dichiarare in Italia soltanto i redditi ivi prodotti. Per evitarle il fatto di dover presentare il modello Unico il suo committente le ha applicato la lettera “P” relativa a redditi percepiti da non residenti, soggetti ad una ritenuta a titolo di imposta del 30%. In questo modo, avendo subito la ritenuta lei non è tenuto a dichiarare questi redditi in Italia. Fare cambiare la CU mi sembra difficile, il committente non sarà disposto a farlo, ed inoltre a mio avviso in questo modo la sua situazione reddituale è sicuramente più semplice.

      • Grazie mille Federico per la risposta, come sempre molto gentile. Effettivamente durante tutto il 2015 sono sempre risultato iscritto all’AIRE anche se sono rientrato in Italia, rimanendovi per circa 4 mesi durante i quali ho lavorato con contratto di lavoro determinato. Il “favore” che il datore di lavoro (della ONLUS) mi ha fatto avrebbe quindi ancora senso o perderebbe di valore visto che dovrei poi dichiarare il reddito percepito da datore di lavoro italiano durante il tempo che sono rimasto in italia? Mi scuso poi se il filo del discorso si sta distanziando dall’argomento principale del post.

  3. Salve, sono a chiedere se un contribuente che riceve una CU con reddito di lavoro automo con causale “A”, ma non é titolare di partita iva può utilizzare il modello 730 per dichiarare questo tipo di reddito oppure deve necessariamente utilizzare il modello Unico. Grazie

    • Fiscomania

      Se lei non è titolare di partita Iva non deve ricevere una CU con causale “A”, deve chiedere che la stessa venga riemessa correttamente.

      • Grazie per la rapidità nel rispondere, ma nel caso non riuscissi ad ottenere la correzione entro la scadenza del 730, come dovrei comportarmi? Sarebbe così grave si può incorrere in sanzioni? Grazie ancora

        • Fiscomania

          Lei presenti la sua dichiarazione normalmente, e chieda la correzione della CU, non importa se la correzione avviene prima o dopo la presentazione della dichiarazione, ma visto l’errore deve chiedere la correzione.

      • qual’è la causale da utilizzare per i non possessori di p.iva?grazie

  4. Salve,
    per quanto riguarda i redditi senza ritenuta, l’articolo afferma “tali importi dovranno poi essere riportati nel modello 770 semplificato”. Esattamente dove dovrei riportare tali importi ora che è stato eliminato il quadro SS?

    • Fiscomania

      Ha ragione, è un refuso che provvedo a correggere. Da quest’anno non c’è più il quadro SS. Grazie per la segnalazione.

  5. Salve, ho una questione da sottoporre. Un contribuente ha ricevuto due CU con causale N codice 3 la cui somma supera i 7.500 € (la somma in questione si aggira intorno alle 8.000 €). Nessuno dei due importi è stato assoggettato a ritenuta. Mi chiedevo se il contribuente fosse obbligato a presentare il Modello UNICO e se eventualmente possa essere considerato a carico dei genitori (ferme restando tutte le ipotesi di spettanza della detrazione). Grazie.

    • Fiscomania

      Per l’attività sportiva dilettantistica fino a €. 7.500 il compenso è esente da imposizione fiscale. La differenza tra gli 8.000 percepiti e i 7.500 doveva essere soggetta a ritenuta a titolo di imposta. Quindi il contribuente non è tenuto a presentare il modello Unico, e rimane a carico dei genitori.

  6. Salve, il codice 3 non esiste più pertanto per minimi e forfettari il codice è 6.giusto?

  7. Buongiorno,
    ho ricevuta una fattura di un geometra con il solo addebito delle spese anticipate (art. 15 DPR 633/72)

    devo presentare la certificazione unica?

    Grazie e cordiali saluti

  8. Buongiorno, nel caso di compenso occasionale che riporta la voce rimborso delle spese di viaggio, queste devono essere certificate?

  9. Buongiorno, un informazione se devo fare la certificazione di un contribuente minimo che addebita al cliente la marca da bollo, esempio compenso € 100 + marca €2 = totale € 102 nella CU dovrò indicare solamente 100€ o 102€?’ anche perché se non sbaglio quando vado a calcolare il reddito annuale se la marca da bollo è stata addebitata al cliente, entra a far parte del reddito, quindi per logica secondo me va inserita anche nella Cu.

    Grazie

  10. Buongiorno,
    se per errore vengono ricomprese nella colonna del totale corrisposto anche la cassa al 4%, ferma restando la corretta indicazione della ritenuta certificata, si incorre in sanzioni o può essere considerato un errore meramente formale?
    grazie

  11. Buongiorno,
    per un contribuente del vecchio regime dei minimi (5%) che abbia ad esempio fatto una fattura di 100 euro + 2 euro di bollo= 102 deve riportare 102 o può riportare 100 evitando di detrarre il conseguente bollo?
    Nel caso vada riportato 102, per quei CU che sono arrivati con il valore 100 invece che 102 va riportato 102 e chiesto la sostituzione?

    Grazie per l’attenzione

    • Fiscomania

      Per il professionista quei due euro in più che riceve per il bollo sono reddito da certificare. Poi il professionista si deduce il costo della marca acquistata, quindi sostanzialmente diventa un rimborso. La certificazione deve riportare 102, se non è stato fatto bisogna fare una CU sostitutiva della precedente.

      • Buongiorno,
        Le chiedo una ulteriore precisazione.
        A suo tempo non ho certificato dal tabaccaio l’acquisto delle marche da bollo ma (su suggerimento di un commercialista) ho esplicitato nella fattura il costo del bollo (per cui ho chiesto 100+2=102).
        Sulla certificazione devo trovare 102 ma sulla dichiarazione dei redditi posso far inserire 100 o devo in ogni caso far inserire 102?
        Grazie per l’attenzione

        • Fiscomania

          Deve inserire 102 in dichiarazione, il rimborso del bollo per lei è un reddito, da tassare. Se avesse avuto il costo, il ricavo avrebbe coperto il costo e non avrebbe tassato il rimborso del bollo.

  12. Buongiorno, il commercialista di un ASD con cui collaboro ha inserito nella Certificazione Unica la somma che la stessa ASD mi ha pagato a titolo di rimborsi chilometrici per piccole trasferte fuori della mia provincia di residenza. Intendo rimborsi legati ai chilometri effettivamente
    percorsi, non indennità di trasferta o casi simili. E’ corretto?

  13. Buongiorno, è stata inserita nella Certificazione Unica la tipologia reddituale errata (A invece di M in quanto prestazione di lavoro occasionale senza partita iva) e naturalmente è già stato effettuato l’invio telematico all’agenzia delle entrate. Il datore di lavoro dice di non poter apportare la correzione. Cosa posso fare? Grazie

    • Fiscomania

      Il datore di lavoro è obbligato a fare la variazione. Invii lui una raccomandata intimandolo ad effettuare la variazione, pena la denuncia alle autorità competenti.

  14. Buongiorno,
    Le chiedo una precisione sulle spese anticipate su richiesta del committente. Queste dovrebbero essere inserite nei compensi ricevuti, ma non dovrebbero essere riportate nella dichiarazione dei redditi (cioè compenso 100, spese 50 sul CU 150 ma in dichiarazione 150).
    Se queste spese riguardano biglietti di ingressi a monumenti anticipati e poi allegati alla fattura su richiesta del committente. Questo per effettuare una guida turistica a dei clienti del committente. Possono essere considerati all’interno del art. 15 DPR 633/72 o ci possono dei problemi con il fatto che dei biglietti non hanno ovviamente una intestazione diretta al committente ?
    Grazie

    • Fiscomania

      Non si tratta di spese in nome e per conto quindi non sono spese escluse art. 15. Si tratta di redditi, che se ha la documentazione relativa al costo, vengono considerati rimborsi in sede di dichiarazione.

  15. SALVE SONO CARMELA , HO RICEVUTO UNA CU 2017 DALL’INPS CON CAUSALE A E CON CODICE 6, I RIGHI COMPILATI SONO IL 4, L’ 8 E IL 9 .SONO OBBLIGATA AD INSERIRE TALE REDDITO NEL MIO 730? GRAZIE

  16. Buongiorno, nella certificazione unica inviatami da alcuni miei clienti vengono riportate correttamente le spese che ho anticipato in nome e per conto loro (art 15). Dal momento che sono nel regime forfettario , non c’è indicazione di ritenuta d’acconto. Quindi gli importi sembrano tutti redditi da dichiarare
    Quando andrò a dichiarare i miei redditi dovrò scorporare le spese sostenute x i clienti. Così facendo però, non c’è il rischio che l’agenzia delle entrate, ricevendo sulla certificazione unica importi maggiori di quelli che dichiarerò io , mi sottoponga a controlli? L’alternativa è dichiarare tutto pagando tasse anche sui costi sostenuti per i clienti?

    • Fiscomania

      Quegli importi per lei sono reddito, da dichiarare. In regime forfettario non si possono dedurre costi. Sostenere spese in nome e per conto del cliente non è conveniente in regime forfettario.

  17. Buonasera,

    lavoro da qualche anno presso un villaggio turistico con rapporto di lavoro occasionale.
    ogni anno ho presentato 730 congiunto con mio marito e ho dichiarato i redditi lordi indicati nelle ricevute
    rilasciate dal datore di lavoro…..recuperando così la ritenuta d’acconto…. non ho mai ricevuto la certificazione unica…. mi chiedo se gli importi da me dichiarati coincidono con gli importi della certificazione unica …..

    Inoltre non so cosa comporta il superamento del limite per i familiari a carico…..cioè se io con il mio reddito lordo supero i 2840.5 perdo il diritto di essere fiscalmente a carico di mio marito? Grazie

    • Fiscomania

      Il suo datore di lavoro è obbligato a rilasciarle la certificazione relativa a redditi e ritenute con quella dovrebbe compilare la dichiarazione dei redditi. Per essere considerata a carico di suo marito non deve superare quella soglia di reddito annua, altrimenti lui perderà le detrazioni.

  18. Buongiorno. Sono un collaboratore di un quotidiano. Ho un piccolo compenso a pezzo pubblicato, ovviamente poi il dovere (morale) di stare attento a quello che accade nella zona dove abito.
    Ricevo la certificazione unica annuale del compenso ricevuto. La mia domanda è la seguente: per la tipologia reddituale, qual è la causale che l’azienda dovrebbe mettere nella casella del punto 1 della CU (anche per permettere una deduzione forfettaria a titolo di rimporso spese…)?
    E’ corretto mettere O? Tre anni fa mettevano Z, poi corretto in O. Non sarebbe più logico e corretto mettere B?. Grazie

    • Fiscomania

      La certificazione unica riporta il codice legato alla prestazione occasionale. Non hanno inquadrato la sua prestazione come diritto di autore.

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