Affiliate marketing: guida a guadagni e tassazione

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L’Affiliate marketing è uno degli strumenti più utilizzati dai webmaster per guadagnare online. Dopo aver analizzato le leve su cui focalizzarsi per ottenere guadagni affrontiamo il regime fiscale di tassazione legato all’apertura della partita Iva. 

L’affiliate marketing è un particolare strumento con il quale molte aziende che vendono beni o servizi si avvalgono di siti web esterni, affiliati, per la promozione della loro rete di vendita. I siti web, in cambio ottengono una provvigione in percentuale sulle vendite ottenute dalla società mandante. Negli ultimi anni le affiliazioni hanno registrato un notevole incremento, grazie anche alla facile accessibilità, sia per le piccole e medie imprese che per gli affiliati, per la maggior parte costituiti da gestori di siti internet e blog. In pratica, attraverso l’affiliate marketing le aziende produttrici possono incrementare la loro rete di vendita grazie alle potenzialità di internet, facendo agire come “rappresentanti online” i gestori di siti web e blog. Di seguito andremo ad analizzare come funziona questa particolare tipologia di marketing e quali sono i potenziali guadagni che si possono ottenere, naturalmente avendo cura di trattare anche i relativi riflessi fiscali.

Affiliate marketing

L’affiliate marketing, conosciuto anche con il termine “affiliazione“, è una particolare strategia di marketing legata al mondo di internet, sviluppata soprattutto negli ultimi anni. In questo tipo di strategia sono coinvolti tre soggetti:

  • Il ratailer – l’azienda che ha prodotti o servizi da promuovere sul mercato, che utilizza il webmaster per promuovere la propria rete di vendita;
  • Il webmaster – gestore del sito web, che si avvale dell’affiliazione con il retailer, per promuovere prodotti o servizi, tramite appositi articoli, o tramite appositi banner presenti nel sito web;
  • Il customer – il cliente finale che acquista il prodotto o il servizio cliccando sul link contenente l’affiliazione, presente sul sito del webmaster.

In pratica, il webmaster funge da motore dell’operazione di marketing, in quanto la riuscita della stessa, ovvero il click ottenuto sull’affiliazione da parte dell’utente finale, dipende in buona parte dalla sua capacità di attrarre, tramite appositi articoli, il prodotto o il servizio che il retailer vuole pubblicizzare. Il retailer, infatti, riconosce al webmaster una percentuale (di solito dal 10% al 30%), sul prezzo del prodotto o del servizio, e al superamento di determinate soglie di provvigioni avviene il pagamento (mediante bonifico o Paypal). L’aspetto importante nelle campagne di affiliate marketing, che le contraddistingue rispetto alle altre metodologie per ottenere guadagni sul web, come ad esempio i banner pubblicitari, sta nel fatto che il webmaster, per ottenere la provvigione dal retailer, ha bisogno che il cliente finale non solo effettui un click sul link dell’affiliazione, ma anche che, entro un determinato periodo di tempo, effettui l’acquisto del prodotto promosso all’interno dell’articolo.

Caratteristica peculiare dell’affiliate marketing è che, a differenza del rapporto tra i grossisti e chi vende al dettaglio, il webmaster l’affiliato non ha nessun tipo di obbligo nei confronti del retailer. Se il webmaster genera vendite, tutti i soggetti realizzano un loro guadagno le cui percentuali vengono stabilite all’inizio rapporto. L’affiliate marketing è diventato popolare proprio in quanto l’affiliato gode della massima libertà nello scegliere i prodotti o servizi da promuovere, il tempo da dedicare e le strategie da seguire.

Affiliate marketing per webmaster

Oggi, buona parte degli webmaster utilizza le campagne di affiliazione come strumento per monetizzare attraverso il proprio sito internet, tuttavia, soltanto pochi di loro riescono effettivamente a trovarne un lauto profitto. Saper condurre una campagna di affiliate marketing non è una cosa banale. Serve conoscenza del mondo del web, conoscenza del marketing, della SEO e del copywriting, ma soprattutto conoscenza di strumenti per individuare nicchie di mercato. Anche se possiedi già queste caratteristiche, non è detto che tu possa riuscire a guadagnare con le affiliazioni, in quanto le variabili in gioco sono molte, e per capire bene quali sono le leve da sfruttare può richiedere tempo e sacrificio.

Ogni webmaster che vuole ottenere guadagni sul web sa benissimo che l’equazione da sfruttare al massimo è la seguente:

Affiliate offers + Paid Advertising = Huge profit

affiliate marketing

Affiliate offers

Sono le offerte di affiliazione. Tali offerte si trovano su siti specializzati, i più famosi sono Tradedoubler, Zanox, Amazon, Juiceadv, ecc che permettono agli utenti, previa registrazione, di poter pubblicare sui loro siti i vari link dei prodotti o dei servizi che commercializzano. Per poter sfruttare al meglio una campagna di affiliazione, è necessario tenere presente alcuni elementi essenziali, primo tra tutti l’affidabilità dell’azienda retailer. Per verificare la serietà di queste aziende, vi basterà confrontare le commissioni che offrono rispetto a quelle del mercato, ma soprattutto andare a leggere le opinioni degli affiliati pubblicate nei vari forum che trattano questi argomenti. Verifica anche che i cookie (ovvero il sistema di tracciabilità degli affiliati), rimanga in memoria per un periodo sufficientemente lungo. Ogni potenziale cliente, infatti, prima di effettuare un acquisto online soltanto dopo diversi accessi sulla stessa pagina, e se il tempo di tracciabilità è troppo breve le commissioni sull’acquisto potrebbero non essere accreditate. Per poter individuare la giusta campagna di affiliazione è indispensabile trovare una nicchia di mercato, dove offrire determinati prodotti, in linea con il target, e compatibili la linea editoriale del vostro sito. Per trovare una nicchia di mercato è possibile utilizzare uno dei tanti strumenti messi a disposizione da Google, ovvero, Google Keywords Tool, uno strumento indispensabile per analizzare quante e quali ricerche vengono effettuate dagli utenti di Google nelle ricerche di prodotti da acquistare. Saper usare correttamente questo strumento sarà di indispensabile valore per la vostra attività di ricerca delle giuste campagne di affiliazione alle quali aderire.

Il paid advertising  è la disciplina di digital marketing più efficace per acquisire velocemente visitatori in modo targettizzato, misurabile e preciso. Fanno parte del paid advertising: Google Adwords, Google Shopping, Bing Ads, Facebook Ads, Twitter Ads, Linkedin Ads, Instagram Ads, comparatori e affiliazioni. In pratica il paid advertising non è altro che l’insieme delle strategie di marketing legate alla promozione a pagamento di prodotti o servizi. Tramite il corretto utilizzo di questi strumenti è possibile per il webmaster portare visite a pagamento sul proprio sito. Nel linguaggio del web, avere visitatori, e quindi “traffico” è l’elemento alla base di qualsiasi campagna di advertisting, come le stesse affiliazioni.

Questa equazione, quindi, se adeguatamente sfruttata può portare notevoli risultati in termini di guadagno per il webmaster. Non tutto è così semplice però: saper agire sulle leve di questa equazione non è semplice, bisogna saper maneggiare e conoscere bene il web, la SEO, il social media marketing, che non sono alla portata di tutti, in quanto richiedono esperienza e approfondite conoscenze tecniche. Tenete presente che in media, un sito web con almeno 1.000 utenti unici giornalieri, può portare a qualche risultato soddisfacente in termini di guadagno netto. Detto questo, il consiglio che posso darvi, e che anche i migliori esperti in questo campo confermano è che guadagnare con le affiliazioni è possibile e potenzialmente molto remunerativo ma, che vale la pena aderirvi solo nel caso in cui non dobbiate effettuare paid advertising, avendo già una vostra lista di utenti in target con i prodotti o servizi da affiliare.

Tassazione dell’Affiliate marketing

Passiamo adesso ad analizzare la disciplina fiscale legata ai guadagni derivanti dall’attività di affiliate marketing. Preliminarmente dobbiamo necessariamente premettere che ogni singolo contratto di affiliazione deve essere analizzato in dettaglio (condizioni contrattuali, durata e numero di siti web utilizzati, ecc), in quanto non esiste una disciplina fiscale valida per tutte le fattispecie di affiliazione attualmente utilizzabili. Infatti, l’attività di affiliate marketing ha delle caratteristiche affini sia all’attività di procacciamento di affari degli agenti (legata alle provvigioni), sia anche all’attività commerciale legata ai servizi pubblicitari. Per questo motivo l’analisi del contratto non può che essere il punto di partenza per l’analisi del regime fiscale da applicare ai guadagni derivanti da questa attività sul web.

Partita Iva e guadagni da affiliate marketing

L’apertura della partita Iva è un adempimento obbligatorio quando si eserciti in forma abituale un’attività economica, che in questo caso è realizzata tramite una campagna di affiliazione. Partendo dal presupposto che le campagne di affiliazione hanno una durata costante nel tempo per periodi medio lunghi nell’anno, l’Agenzia delle Entrate considera questa attività come abituale (tranne rare eccezioni), e per questo richiede necessariamente l’apertura di una partita Iva per dichiarare i guadagni derivanti da programmi di affiliazione commerciale.

Tuttavia, per i webmaster che sono all’inizio della loro attività (nel primo anno di attività commerciale) e se l’importo dei guadagni ottenuti è veramente esiguo (poche centinaia di euro all’anno), è possibile optare, almeno per il primo anno, per le prestazioni di lavoro autonomo occasionalePer dichiarare quest guadagni sarà sufficiente predisporre una ricevuta (qui le modalità di compilazione) per l’attività di lavoro autonomo occasionale da rilasciare all’azienda che ha erogato il compenso (ove l’azienda che ha corrisposto i redditi sia straniera, non dovrà essere indicata la ritenuta di acconto). La ricevuta servirà poi per dichiarare questi guadagni nel quadro RL del modello Unico, che contiene la categoria dei “redditi diversi“. Stessa cosa se invece, compiliamo il modello 730. Questa soluzione, che appare condivisibile, in quanto con guadagni così esigui non sarebbe sopportabile il costo di gestione di una partita Iva, può non mettervi al riparo da eventuali contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate in caso di accertamento.

Se però i guadagni ottenuti iniziano ad essere di entità più rilevante, e l’attività è già iniziata (siete al secondo anno), allora ecco che diventa indispensabile dotarsi di una partita Iva, ed agire in maniera professionale. Con la partita Iva i guadagni percepiti con l’affiliate marketing dovranno essere dichiarati all’Erario tramite l’emissione di una fattura. La normativa prevede l’emissione di una fattura ogni qualvolta che vengono accreditati i compensi dell’attività sul conto corrente. In questo caso il possibile vantaggio da sfruttare potrebbe è quello di aderire al c.d. “Regime forfettario” (di cui alla Legge n. 190/14, modificato dalla Legge n. 208/15), il quale, rispettando i requisiti di accesso e di permanenza nel regime, consente restando al di sotto dei €. 30.000 annui  di fatturato di essere esonerati dagli adempimenti Iva, Irap e dalla compilazione degli studi di settore. Questo significa che emetteremo la fattura sulla base dell’effettivo compenso versato sul conto corrente.

Particolare attenzione dovrà essere prestata nel caso in cui la fattura debba essere intestata ad un soggetto estero. In questo caso potete sfruttare le informazioni che abbiamo messo a disposizione in questo articolo (“Fatturare a Google Adsense“), ricordandovi che ove l’azienda committente abbia sede in uno dei Paesi Ue è obbligatoria la presentazione degli elenchi Intrastat.

Dichiarazione dei redditi

I guadagni derivanti dall’affiliate marketing, sia che vengano regolati tramite prestazioni di lavoro autonomo occasionale, che tramite partita Iva, devono essere obbligatoriamente inseriti in dichiarazione dei redditi (a prescindere dal fatto che nell’anno si siano percepiti o meno altri redditi). Per quanto riguarda le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, dovranno essere riportate nel quadro RL del modello Unico, mentre se si agisce con partita Iva dovrà essere compilato l’apposito quadro dedicato al regime fiscale di appartenenza. In ogni caso i compensi percepiti devono essere assoggettati ad Irpef.

E voi, state sfruttando l’affiliate marketing sul vostro blog? Raccontateci la vostra esperienza, le piattaforme migliori e le campagne di marketing più riuscite. Se avete dubbi o quesiti legati a questa attività, sia in campo di marketing che fiscale, saremo lieti di offrirvi la nostra consulenza.

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10 comments

  1. Buongiorno,
    decidendo di volersi affiliare ad Amazon e decidendo di aprire partita IVA per essere in regola, come funziona poi la dichiarazione dei redditi?
    Ho scritto ad Amazon per avere chiarimenti e mi hanno risposto:
    “I servizi di marketing online forniti dai membri del programma di affiliazione sono per Amazon EU Sarl, una società con sede nel Lussemburgo e numero di partita IVA LU20260743. Ciò significa che tutte le persone con residenza fiscale in UE (ad eccezione delle persone con residenza fiscale in Lussemburgo) non devono più addebitare l’IVA ad Amazon. Invece Amazon EU Sarl deve contabilizzare l’IVA autonomamente. Ciò avviene perché secondo la legislazione europea in materia di IVA, i servizi marketing forniti dai membri del programma di affiliazione UE con sede al di fuori del Lussemburgo sono soggetti a IVA nel paese in cui il ricevente del servizio ha sede Articolo 56(1) della direttiva IVA 2006/112/CE.”
    Quindi, una volta aperta l’IVA come devo procedere? Emettere delle fatture per Amazon per gli importi versatimi non addebitando l’IVA?
    Grazie dell’attenzione!

    • Fiscomania

      Salve, lei come soggetto Iva dovrà rilasciare fattura ad Amazon “fuori campo Iva” ai sensi dell’articolo 7-ter del DPR n. 917/86. Le consiglio di rivolgersi ad un Commercialista. Se non ne ha uno di riferimento possiamo assisterla noi. Se è interessata la ricontatto in privato.

  2. Buongiorno, da circa 1 mese sono iscritto a diverse piattaforme cosiddette di Revenue Share, dove comprando dei pacchetti pubblicitari e poi cliccando ogni giorno su dei banner pubblicitari ricevi dei guadagni. Quello che volevo sapere è: in quale tipologia di redditi rientrano questi guadagni?

    Aprendo la partita iva e accedendo al Regime Forfettario devo/posso utilizzare il codice ateco 73.11.02 (Conduzione di campagne pubblicitarie e altri servizi pubblicitari)? Grazie mille per l’attenzione.

    • Fiscomania

      Si tratta di guadagni che derivano da un’attività commerciale, per la quale è necessario aprire partita Iva. Se ha i requisiti può aprire in regime forfettario.

  3. Buongiorno….ho una partita iva come procacciatore d’affari (network marketing). Posso utilizzarla anche per emettere fatture per il pagamento di provvigioni da affiliate marketing?

    • Fiscomania

      Può utilizzare la stessa partita Iva, ma ci sono degli accorgimenti da prendere, come la modifica del codice attività. Penserà a tutto il commercialista che la segue.

      • questi accorgimenti in sintesi in cosa consistono? allo stato attuale con l’unica attività di network marketing non devo fare nemmeno la dichiarazione dei redditi….cosa cambierà poi?….il soggetto per il quale mi comporto come affiliato verserà la quota irpef e inps delle mie fatture com fa allo stato attuale l’azienda di network marketing con la quale collaboro?

        • Fiscomania

          Faccia attenzione, un soggetto che ha partita Iva, deve sempre presentare la dichiarazione dei redditi. Credo che abbia bisogno di un Commercialista. Se vuole mi contatti in privato.

  4. Buon giorno,
    vorrei iniziare a lavorare come affiliate marketing. Poi che non sono sicuro di fare fatturato ma sarei obbligato a fare la denuncia dei redditi per la forma di lavoro autonomo occasionale e tengo a precisare che attualmente non faccio perchè ho basso reddito, quali tasse e quanto ammonterebbe da pagare?
    Se successivamente aprirò partita IVA (forfettario), se il fatturato sarà poco e il meccanismo fiscale farà il suo corso, quanto ammonterebbe da pagare per gli adempimenti di base ( irpef o altro)? Il mio timore è che mi toccherà di pagare al fisco una cifra più di quanto io abbia guadagnato.
    Grazie.

    • Fiscomania

      Lavorare con prestazione occasionale va bene fino a quando non riceve incarichi in modo continuativo. Poi dovrà obbligatoriamente passare alla partita Iva. Da un punto di vista fiscale la prestazione occasionale le fa pagare il 23% di Irpef fino a 23.000 euro. Il regime forfettario, invece, le fa pagare un imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, restando sotto la soglia di fatturato di 30.000 euro. Quello che deve pagare di imposte e contributi è sempre in percentuale al reddito. Se non c’è reddito non ci sono imposte e contributi, quindi la sua paura è infondata. Valuterei senza dubbio l’opzione regime forfettario, tenendo presente che quanto dovrà versare tra imposte e contributi sarà circa il 30 di quanto fattura.

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