Disabili: guida completa alle agevolazioni fiscali

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Guida alle agevolazioni fiscali per oneri sostenuti da disabili o dai loro familiari: acquisto di veicoli, detrazioni per figli a carico, spese sanitarie, addetti all’assistenza, eliminazione di barriere architettoniche.

La normativa tributaria ha sempre mostrato particolare attenzione nei confronti dei soggetti disabili, prevedendo delle specifiche agevolazioni fiscali. Come noto, nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico) è possibile fruire delle agevolazioni (in termini di deduzioni e detrazioni)  per alcune tipologie di oneri sostenuti dai soggetti disabili (articolo 15, comma 1, lettera c), del Tuir), o dai loro familiari. Si tratta delle agevolazioni legate all’acquisto di veicoli per disabili, alle maggiori detrazioni per figli disabili a carico, alle spese sanitarie per disabili, alle spese legate all’assistenza sanitaria di persone non autosufficienti, ecc.  In questo contributo andremo ad analizzare in dettaglio le più importanti agevolazioni fiscali legate ai soggetti portatori disabilità, e ai loro familiari.

I soggetti considerati disabili

Prima di analizzare le singole agevolazioni fiscali è opportuno andare a capire cosa si intende per persona con disabilità per la normativa italiana (Legge n. 104/92). In particolare:

“Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri”

Per rendere il soggetto con menomazione una persona disabile è necessario che una serie di barriere ostacolino la sua piena ed effettiva partecipazione alla vita sociale. A generare la disabilità, quindi, non è tanto la menomazione, ma gli ostacoli che la persona incontra, le scelte e i percorsi che può o meno assumere durante la sua vita a causa di barriere che altri hanno posto. Questi soggetti per ottenere un’agevolazione devono passare attraverso uno specifico iter, da parte di un soggetto preposto che solitamente è un medico o una commissione prevalentemente sanitaria. Inoltre, per l’accesso al sistema di servizi e prestazioni, in Italia, non è quasi mai sufficiente la verbalizzazione del semplice status di soggetto disabile, ma sono richiesti anche altri requisiti: ora di età, ora di limiti reddituali, ora di altri requisiti soggettivi o materiali. Quindi, oltre all’accertamento sanitario si aggiunge, quindi, anche quello più schiettamente amministrativo.

Spese per veicoli per soggetti disabili

E’ prevista una detrazione fiscale del 19% per le spese sostenute per l’acquisto di veicoli per persone con disabilità. Rientrano in questa tipologia di oneri le spese per veicoli (non importa se nuovi o usati) adattati ad invalidi, anche se prodotti in serie, di cui agli articoli 53, comma 1, lettere b) c), f) e 54, comma 1, lettere a), c), f), m), D.Lgs. n. 285/1992 (c.d. “Codice della strada“). In particolare, si tratta di:

  • motoveicoli e autoveicoli, anche se prodotti in serie e adattati in funzione delle limitazioni permanenti alle capacità motorie dei disabili;
  • autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto dei non vedenti, sordi, persone con handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione e persone affette da pluriamputazioni. È possibile fruire della detrazione, oltre che per le spese di acquisto, anche per quelle di adattamento del veicolo (sistema di guida o cambio automatico o, ancora, interventi sulla struttura).

Tra gli interventi di adattamento sono comprese: la pedana sollevatrice ad azione, meccanica/elettrico/idraulico; lo scivolo a scomparsa ad azione meccanica/elettrico/idraulico; il braccio sollevatore ad azione, meccanico/elettrico/idraulico; il paranco ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico; il sedile scorrevole-girevole simultaneamente atto a facilitare l’insediamento del disabile nell’abitacolo; il sistema di ancoraggio delle carrozzelle e le cinture di sostegno; lo sportello scorrevole. Sono inoltre detraibili le spese di manutenzione straordinaria effettuate su tali veicoli, mentre non sono detraibili le spese per la manutenzione ordinaria e i costi di esercizio quali, i tagliandi periodici, pneumatici, carburante, lubrificante, ecc. (Risoluzione n. 306/E/2002).

Per queste tipologie di oneri è previsto un limite alla spesa detraibile pari a €. 18.075,99. Inoltre, la detrazione spetta:

  • per un solo veicolo;
  • una sola volta in quattro anni, salvo i casi in cui il veicolo risulta cancellato dal pubblico registro automobilistico.

La detrazione si può dividere in quattro rate dello stesso importo. Inoltre, per fruire dell’agevolazione: occorre che i mezzi siano utilizzati in via esclusiva o prevalente a beneficio dei soggetti con handicap; non è possibile trasferire a titolo oneroso o gratuito i veicoli prima del decorso del termine di due anni dall’acquisto.

In caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito del veicolo prima che siano trascorsi due anni dall’acquisto è dovuta la differenza tra l’imposta che sarebbe stata determinata in assenza dell’agevolazione e quella risultante dall’applicazione dell’agevolazione, a meno che tale trasferimento sia avvenuto in seguito ad un mutamento dell’handicap che comporti per il disabile la necessità di acquistare un nuovo veicolo sul quale effettuare nuovi e diversi adattamenti. Non si decade dall’agevolazione se un soggetto, avendo ricevuto in eredità un’auto che un genitore disabile aveva acquistato fruendo delle agevolazioni fiscali, intende rivenderla prima che siano trascorsi due anni dall’acquisto (Risoluzione n. 136/E/2009).

Con la Circolare n. 21/E/2010 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche per i portatori di handicap psichico o mentale, lo stato di handicap grave di cui all’articolo 3, comma 3, Legge n. 104/1992, può essere validamente attestato dal certificato rilasciato dalla commissione medica pubblica preposta all’accertamento dello stato di invalidità purché lo stesso evidenzi in modo esplicito la gravità della patologia e la natura psichica o mentale della stessa. Per i soggetti disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione, in merito alla certificazione necessaria per poter fruire dei benefici fiscali per l’acquisto del veicolo senza vincoli di adattamento, è richiesto il verbale di accertamento dell’handicap emesso dalla commissione medica presso la ASL di cui all’articolo 4 Legge n. 104/92, dal quale risulti che il soggetto si trova in situazione di handicap grave ai sensi dell’articolo 3 Legge n. 104/92, derivante da patologie (ivi comprese le pluriamputazioni) che comportano una grave limitazione permanente della deambulazione. Comunque, si deve ritenere che lo stato di handicap grave, comportante una limitazione permanente della capacità di deambulazione, può essere documentato da una certificazione di invalidità, rilasciata da una commissione medica pubblica, attestante specificatamente “l’impossibilità a deambulare in modo autonomo o senza l’aiuto di un accompagnatore“, sempreché il certificato di invalidità faccia esplicito riferimento anche alla gravità della patologia. È possibile, pertanto, prescindere dall’accertamento formale della gravità dell’handicap da parte della commissione medica di cui all’articolo 4 Legge n. 104/92; per poter beneficiare delle predette agevolazioni fiscali, i soggetti affetti da sindrome di down, al pari degli altri soggetti affetti da disabilità psichica, dovranno essere riconosciuti anche in possesso dei requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento, come previsto dall’articolo 30 Legge n. 388/00.

Detrazione Irpef per figli portatori di handicap

Il contribuente che ha figli fiscalmente a carico ha diritto a una detrazione dall’Irpef il cui importo varia in funzione del suo reddito complessivo. Una persona si considera fiscalmente a carico di un suo familiare quando dispone di un reddito complessivo non superiore a €. 2.840,51 lordi annui. La norma stabilisce detrazioni teoriche: l’importo effettivamente spettante diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a €. 95.000. La detrazione di base per i figli a carico è pari a:

  • €. 1.220, per il figlio di età inferiore a tre anni
  • €. 950, se il figlio ha un’età pari o superiore a tre anni.

Se in famiglia ci sono più di tre figli a carico, questi importi aumentano di €. 200 per ciascun figlio, a partire dal primo. Per il figlio disabile, riconosciuto tale ai sensi della Legge n. 104/92 si ha diritto all’ulteriore detrazione di importo pari a €. 400.

Per determinare la detrazione Irpef effettiva, in base agli importi delle detrazioni teoriche sopra indicate, è necessario moltiplicare la detrazione teorica per il coefficiente che si ottiene dal rapporto tra €. 95.000, diminuito del reddito complessivo, e €. 95.000. Nel reddito complessivo non deve essere considerata l’abitazione principale e le relative pertinenze. Deve essere compreso, invece, il reddito dei fabbricati locati assoggettato al regime della cedolare secca.

La detrazione per i figli deve essere ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. In alternativa, e se c’è accordo tra le parti, si può scegliere di attribuire tutta la detrazione al genitore che possiede il reddito più elevato. Questa facoltà consente a quest’ultimo, come per esempio nel caso di incapienza dell’imposta del genitore con reddito più basso, il godimento per intero delle detrazioni.

Detrazione per spese sanitarie

Sono interamente deducibili dal reddito complessivo dei disabili le spese mediche generiche (per esempio, le prestazioni rese da un medico generico, l’acquisto di medicinali), e le spese di assistenza specifica. Si considerano di assistenza specifica le spese sostenute per:

  • l’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • le prestazioni fornite dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale (se dedicate esclusivamente all’assistenza diretta della persona);
  • le prestazioni rese dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, da quello con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto all’attività di animazione e di terapia occupazionale.

Queste spese sono deducibili anche quando sono state sostenute per un familiare disabile non a carico fiscalmente. In caso di ricovero del disabile in un istituto di assistenza e ricovero, non è possibile portare in deduzione l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e le spese paramediche di assistenza specifica. Per questo motivo, è necessario che nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza le spese risultino indicate separatamente.

Per determinate spese sanitarie e per l’acquisto di mezzi di ausilio è riconosciuta una detrazione dall’Irpef del 19%. In particolare, possono essere detratte dall’imposta, per la parte eccedente l’importo di €. 129,11, le spese sanitarie specialistiche (per esempio, analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche). Sono invece ammesse integralmente alla detrazione del 19%, senza togliere la franchigia di €. 129,11, le spese sostenute per:

  • il trasporto in ambulanza del disabile (le prestazioni specialistiche effettuate durante il trasporto rientrano, invece, tra le spese sanitarie e possono essere detratte);
  • l’acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
  • l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
  • la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni.Per queste spese la detrazione non è fruibile contemporaneamente all’agevolazione prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia. La detrazione del 19% spetta solo sull’eventuale eccedenza della quota di spesa per la quale è stata richiesta la detrazione per ristrutturazione edilizia (pari  al 50% );
  • l’adattamento dell’ascensore per renderlo idoneo a contenere la carrozzella acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione dei portatori di handicap. Sono tali, per esempio, le spese sostenute per l’acquisto di fax, modem, computer, telefono a viva voce, schermo a tocco, tastiera espansa;
  • i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili. Anche per le spese per i servizi di interpretariato sostenute dai sordi (riconosciuti tali in base alla legge n. 381/70) è prevista la detrazione del 19%, purché si possiedano le certificazioni fiscali rilasciate dai fornitori dei servizi di interpretariato.

È importante conservare tutte le certificazioni e i documenti di spesa, in quanto potrebbero essere richiesti dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate. La detrazione del 19% sull’intero importo per tutte le spese sopra elencate può essere usufruita anche dal familiare del disabile, a condizione che quest’ultimo sia fiscalmente a suo carico. Riguardo alle certificazioni che il disabile deve possedere per richiedere le agevolazioni fiscali (deduzione o detrazione), va anzitutto precisato che sono considerati disabili, oltre alle persone che hanno ottenuto le attestazioni dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della Legge n. 104/92, anche coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate per il riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, eccetera. Anche i grandi invalidi di guerra (articolo 14 del T.U. n. 915/78) e le persone ad essi equiparate sono considerati portatori di handicap e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari da parte della Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della Legge n. 104/92. Per loro, è sufficiente possedere la documentazione rilasciata dai ministeri competenti al momento della concessione dei benefici pensionistici. I disabili, riconosciuti tali ai sensi dell’articolo 3 della Legge n. 104/92, possono attestare la sussistenza delle condizioni personali richieste anche mediante autocertificazione. Per quanto riguarda la documentazione delle spese, sia per gli oneri per i quali è riconosciuta la detrazione Irpef sia per le spese sanitarie deducibili dal reddito complessivo, occorre conservare il documento fiscale rilasciato da chi ha effettuato la prestazione o ha venduto il bene (fattura, ricevuta, quietanza). Tale documento potrebbe essere richiesto dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

Precisiamo che la spesa sostenuta per l’iscrizione ad una palestra non può essere considerata spesa sanitaria detraibile, ancorché la stessa sia accompagnata da un certificato medico che prescrive una specifica attività motoria. Tale attività, anche se svolta a scopo di prevenzione o terapeutico, va inquadrata in un generico ambito salutistico di cura del corpo, non riconducibile a un trattamento sanitario. Le prestazioni sanitarie rese dalle figure professionali  come podologo, fisioterapista, logopedista, ortottista, assistente di oftalmologia, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, educatore professionale, in linea generale, dal personale abilitato dalle Autorità competenti in materia sanitaria possono essere detratte anche senza una specifica prescrizione medica. Ciò a condizione che dalla certificazione attestante la spesa sostenuta risulti:

  • la figura professionale (rientrante nel DM 29.3.2001);
  • la descrizione della prestazione sanitaria resa.

Le prestazioni di ippoterapia e musicoterapia, in mancanza di una specifica disciplina sanitaria che qualifichi tali attività ed i relativi soggetti competenti ad esercitarle, possono essere dedotte solo se il medico ne attesta la necessità per la cura della patologia, e se dette prestazioni sono eseguite in centri specializzati direttamente da personale medico o sanitario specializzato (psicoterapeuta, fisioterapista, psicologo, terapista della riabilitazione, ecc.).

Detrazione per gli addetti all’assistenza di disabili

Sono detraibili dall’Irpef, nella misura del 19%, le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza del disabile nel compimento degli atti della vita quotidiana. La detrazione deve essere calcolata su un ammontare di spesa non superiore a €. 2.100 e spetta solo quando il reddito complessivo del contribuente non è superiore a €. 40.000. Nella determinazione del reddito complessivo va compreso anche il reddito dei fabbricati locati assoggettato al regime della cedolare secca. La non autosufficienza deve risultare da certificazione medica. Sono considerate non autosufficienti, ad esempio, le persone non in grado di assumere alimenti, espletare le funzioni fisiologiche o provvedere all’igiene personale, deambulare, indossare gli indumenti. Deve essere considerata non autosufficiente, inoltre, la persona che necessita di sorveglianza continuativa.

La detrazione spetta anche per le spese sostenute per il familiare non autosufficiente (compreso tra quelli per i quali si possono fruire di detrazioni di imposta), anche quando egli non è fiscalmente a carico. Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta firmata dall’addetto all’assistenza. La documentazione deve contenere il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo. Altre precisazioni L’importo di €. 2.100 deve essere considerato con riferimento al singolo contribuente, a prescindere dal numero dei soggetti cui si riferisce l’assistenza. In pratica, se un contribuente ha sostenuto spese per sé e per un familiare, la somma sulla quale egli potrà calcolare la detrazione resta comunque quella di €. 2.100. Se più contribuenti hanno sostenuto spese per assistenza riferita allo stesso familiare, l’importo va ripartito tra di loro.

Agevolazioni Iva per l’acquisto di ausili tecnici

E’ prevista l’applicazione di una aliquota Iva agevolata del 4% per l’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili. Sono soggetti ad Iva agevolata del 4%, per esempio: servoscala e altri mezzi simili, che permettono ai soggetti con ridotte o impedite capacità motorie il superamento di barriere architettoniche (tra questi, anche le piattaforme elevatrici, se possiedono le specificità tecniche che le rendono idonee a garantire la mobilità dei disabili con ridotte o impedite capacità motorie), protesi e ausili per menomazioni di tipo funzionale permanenti, protesi dentarie, apparecchi di ortopedia e di oculistica, apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi, poltrone e veicoli simili, per inabili e minorati non deambulanti, anche con motore o altro meccanismo di propulsione, prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione delle opere per il superamento o l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Oltre alla detrazione Irpef del 19%, si applica l’aliquota Iva agevolata al 4% per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei portatori di handicap di cui all’articolo 3 della Legge n. 104/92. Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, sia di comune reperibilità sia appositamente fabbricati. E’ agevolato, per esempio, l’acquisto di un fax, di un modem, di un computer, di un telefono a viva voce, eccetera. Deve trattarsi, comunque, di sussidi da utilizzare a beneficio di persone limitate da menomazioni permanenti di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio e per conseguire una delle seguenti finalità: facilitare la comunicazione interpersonale, l’elaborazione scritta o grafica, il controllo dell’ambiente, l’accesso all’informazione e alla cultura, assistere la riabilitazione. Per fruire dell’aliquota ridotta il disabile deve consegnare al venditore, prima dell’acquisto, la seguente documentazione: specifica prescrizione rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza, dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico e informatico, certificato, rilasciato dalla competente Asl, attestante l’esistenza di una invalidità funzionale rientrante tra le quattro forme ammesse (motoria, visiva, uditiva o del linguaggio) e il carattere permanente della stessa.

La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Per gli interventi di ristrutturazione edilizia sugli immobili è possibile fruire di una detrazione Irpef pari al: 50%, da calcolare su un importo massimo di €. 96.000. Rientrano nella categoria degli interventi agevolati: quelli effettuati per l’eliminazione delle barriere architettoniche (per esempio, ascensori e montacarichi); i lavori eseguiti per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano idonei a favorire la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge n. 104/92. La detrazione non è fruibile contemporaneamente alla detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile. La detrazione è prevista solo per interventi sugli immobili effettuati per favorire la mobilità interna ed esterna del disabile. Non si applica, invece, per il semplice acquisto di strumenti o beni mobili, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità del disabile. Per esempio, non rientrano nell’agevolazione l’acquisto di telefoni a viva voce, schermi a tocco, computer o tastiere espanse.

One comment

  1. L’ha ribloggato su infonewblog.

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