Merito creditizio e rapporto banca impresa

Condivisioni

Il rating è fondamentale nella valutazione del merito creditizio di un’impresa. Per questo avere una comunicazione finanziaria coerente gestita e controllata è fondamentale per ottenere un ottimo rapporto banca impresa.

Mai come negli ultimi anni il rapporto banca impresa è diventato fondamentale. Negli ultimi anni gli istituti bancari hanno radicalmente modificato il loro approccio al mercato, limitando il numero dei finanziamenti concessi, a favore dei soli progetti di investimento meritevoli.

In questo contesto il ruolo dell’impresa e dei suoi consulenti è fondamentale: l’arma a disposizione è quella della lettura del merito creditizio. Solo in questo modo, andando a prevedere, l’analisi del rating bancario, sarà possibile accedere al finanziamento bancario.

Tuttavia, non si tratta di aspetto semplice da gestire, in quanto bisogna prevedere e anticipare l’istituto di credito e approntare le giuste modifiche al bilancio in modo che possa apparire quanto più “compliance” alle disposizioni previste per essere classificati come imprese “finanziabili“.

Di seguito, senza alcuna pretesa di esaustività, ci siamo posti l’obiettivo di andare ad analizzare i metodi utilizzati dalle banche per la valutazione del merito creditizio di un impresa.

Informativa esterna e sistema bancario

Il primo passo necessario da compiere per le imprese è quello di considerare la trasparenza informativa come elemento di negoziazione con le banche. Infatti, una comunicazione finanziaria coerente, gestita e controllata permette quindi di migliorare:

  • Il controllo della gestione finanziaria;
  • L’accesso al credito;
  • L’immagine aziendale.

Per le imprese, quindi, adottare un nuovo modo di relazionarsi nei confronti delle banche è indispensabile per l’ottenimento di linee di credito, funzionali allo svolgimento della propria attività.

L’impresa deve essere in grado di fornire alla banca informazioni adeguate, tempestive, attendibili, strutturate e periodicamente aggiornate sulla propria posizione economico finanziaria e sulla conseguente capacità di generare flussi di liquidità sufficienti a rimborsare il credito ottenuto.

Il grado di rischio del debitore

Il primo elemento che l’istituto bancario è chiamato a valutare al momento di valutare il merito creditizio dell’azienda cliente è il grado di rischio dell’impresa. Il grado di rischio rappresenta la valutazione delle possibilità che l’impresa ha di rimborsare l’investimento effettuato dalle banca, e quindi, l’onerosità del debito. Per determinare il grado di rischio dell’impresa le banche adottano un sistema chiamato “rating“, ovvero un criterio che consente loro di classificare le imprese attraverso l’analisi di una serie di parametri qualitativi, quantitativi e storici, e dare un giudizio sulla capacità della stessa di sostenere l’indebitamento bancario.

Le informazioni determinanti per la determinazione della probabilità di default.

StoricheQualitativeAndamentali
Informazioni economico-finanziarieInformazioni non economico-finanziarieInformazioni di trend
Dati contabiliDati extra contabiliCentrale rischi

Tutti questi elementi vengono parametrati e “pesati” in modo diverso a seconda delle dimensioni dell’impresa, assieme all’eventuale ricorso a “garanzie“.

L’analisi dei dati contabili

Per determinare il rating bancario l’istituto di credito parte dall’analisi dei dati contabili e dalla documentazione fiscale di riferimento dell’impresa. Di seguito vi proponiamo un elenco dei documenti che le banche utilizzano per la valutazione del merito creditizio dell’impresa:

  • Società di capitali che redigono il bilancio in forma ordinaria:
    • Bilancio di esercizio depositato;
    • Bozza di bilancio;
    • Situazione infrannuale;
    • Atto costitutivo;
  • Società di capitali che redigono il bilancio in forma abbreviata:
    • Bilancio di esercizio depositato;
    • Bozza di bilancio;
    • Situazione infrannuale;
    • Atto costitutivo;
    • No relazione sulla gestione;
  • Società di persone e imprenditori individuali in contabilità ordinaria:
    • Modello Unico società persone/persone fisiche;
    • Situazione contabile e conto economico;
    • Atto costitutivo;
  • Società di persone e imprenditori individuali in contabilità semplificata:
    • Modello Unico società persone/persone fisiche;
    • Situazione contabile e conto economico;
    • Atto costitutivo.

Analisi delle performance d’impresa

L’obiettivo della banca, una volta raccolti i dati contabili, è l’analisi delle performance dell’impresa. In particolare l’analisi si concentra sulla posizione:

  • Finanziaria – Rendiconto finanziario;
  • Patrimoniale – Stato patrimoniale riclassificato;
  • Economica – Conto economico riclassificato dell’impresa.

Per questo motivo, conoscere questi elementi può fare la differenza quando un’impresa si presenta di fronte ad un istituto di credito per chiedere una linea di credito. Molto spesso le aziende si presentano in banca impreparate, rispetto alle richieste dell’istituto e non sanno quali accorgimenti è opportuno apportare la bilancio per farsi trovare preparati all’appuntamento con l’istituto. Di seguito andremo ad analizzare le modalità di riclassificazione del bilancio da parte delle banche.

Lo Stato patrimoniale nel merito creditizio – La riclassificazione dello stato patrimoniale ha come obiettivo la riesposizione dei dati di bilancio affinché gli stessi siano utili per gli scopi dell’analisi per indici. In pratica le banche per valutare il rating vanno a dettagliare determinate voci di bilancio affinché si possa effettuare una corretta valutazione delle performance. In particolare le voci da tenere in considerazione sono:

Crediti verso soci – Si tratta delle voci “prelievo c/utili” nelle società di persone, e “crediti verso soci per versamenti ancora dovuti“, per le società di capitali. Queste voci, non trattandosi di credito monetizzabile, vengono portare a diretta diminuzione del patrimonio netto. In questo modo il capitale sociale, diventa il capitale effettivamente versato da parte dei soci.

  • Crediti – Particolare attenzione deve essere prestata alla circolazione cambiaria: stiamo parlando dei c.d. “crediti auto-liquidanti“, come Ri.Ba. e SBF. L’obiettivo della banca in questo caso è verificare la corretta registrazione di queste particolari poste. Per questo viene effettuata la quadratura del conto con l’utilizzato degli auto-liquidanti riportato dalla centrale rischi. In caso di non quadratura vi sarà un incremento dei crediti commerciali o un incremento dei debiti finanziari a breve.
  • Ratei e risconti – Anche in questo caso le banche effettuano una riclassifica. I risconti attivi pluriennali (es. maxi-canone di leasing), vengono riclassificati nelle immobilizzazioni immateriali, mentre i riscontri passivi pluriennali (es. i contributi in conto capitale), vengono riclassificati nelle passività consolidate.
  • Dividendi – Sui dividendi deliberati viene effettuata una particolare riclassifica: non vengono considerati dall’interno del patrimonio netto, ma vengono riclassificati tra le passività correnti, trattandosi di un esborso finanziario che sarà sicuramente dovuto entro i successivi 12 mesi, in quanto la distribuzione è già stata deliberata dall’assemblea dei soci.

L’analisi finanziaria nel merito creditizio – Come sappiamo ogni impresa mira a raggiungere l’equilibrio finanziario, ovvero, il flusso delle entrate che è costantemente in grado di fare fronte al flusso delle uscite. In pratica l’equilibrio finanziario si raggiunge attraverso un’accurata correlazione tra finanziamenti e investimenti. Lo strumento principale per valutare l’equilibrio finanziario e la capacità di generare flussi di cassa positivi di un impresa è sicuramente il rendiconto finanziario. Attraverso questo strumento la banca può arrivare ad analizzare i punti che per lei sono fondamentali, ovvero: la politica degli investimenti, la politica dei finanziamenti e le aree critiche in grado di assorbire maggiormente ricchezza nella gestione dell’impresa.

Particolarmente importante è l’indice di indipendenza finanziaria (patrimonio netto/capitale acquisito). Tale valore assume importanza in quanto rappresenta in percentuale quanto i soci hanno finanziato in percentuale l’impresa, e quindi quanto è possibile per la banca intervenire nel finanziamento di impresa.

La situazione economica nel merito creditizio – Il flusso dei ricavi originati dalla vendita di beni e servizi è durevolmente in grado di fronteggiare il flusso dei costi derivanti dall’acquisizione dei fattori della produzione, garantendo un adeguata remunerazione anche ai fattori produttivi e ai soci. Se questa equazione è rispettata l’azienda per il sistema bancario rispetta l’equilibrio economico. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di andare a dettagliare le voci di bilancio per consentire una corretta valutazione delle performance. In particolare le voci da tenere in considerazione sono:

  • Altri ricavi – in molti casi i contributi in conto esercizio costituiscono una componente importante per la sostenibilità economica del business aziendale, per questo motivo, se correttamente indicati in nota integrativa possono essere riclassificati tra i ricavi caratteristici.
  • Oneri diversi di gestione – è importante per l’impresa evidenziare analiticamente le voci inserite negli oneri diversi di gestione, in quanto per gli istituti bancari alcune voci sono tipiche dell’attività “core” dell’impresa, come ad esempio la cancelleria, i giornali e le riviste, ma anche le imposte indirette e le tasse.
  • Compensi amministratori – il compenso agli amministratori per gli istituti di credito è un costo che non rientra nell’attività caratteristica. Per questo motivo, indicare correttamente nella voce dei costi per servizi, l’importo dei compensi agli amministratori può essere utile per rettificare un costo operativo, e quindi contribuire a far raggiungere all’impresa una redditività dell’area operativa maggiore, e quindi anche un rating più alto.
  • Fiscalità differita – la fiscalità differita rappresenta un costo non monetario. Molto spesso le imprese tendono a non dettagliare la voce 22 del conto economico destinata alle imposte. Un corretto dettaglio della voce consente all’istituto di credito di riclassificare questa voce, e non considerarla nella costruzione del rendiconto finanziario, in quanto componente non monetario di reddito. Pertanto, tale voce non confluirà nella determinazione del cash flow.

Nell’analisi economica l’indicatore più significativo per il sistema bancario, nella determinazione del merito creditizio è il margine operativo lordo (MOL). Il MOL è così determinato:

RICAVI NETTI – VOCI B6), B7), B8) E B9) DEL CONTO ECONOMICO = MOL (EBITDA)

Tale indicatore assume particolare rilievo in quanto è calcolato al netto della remunerazione del fattore produttivo lavoro, non è influenzato dalle politiche di bilancio sugli ammortamenti, ed è un valido indicatore che approssima il cash flow operativo.

Informazioni qualitative nel merito creditizio

Oltre ai dati contabili vi sono anche altre informazioni che gli istituti di credito utilizzano per la determinazione del rischio di default dell’impresa. Si tratta di informazioni di tipo qualitativo che la banca raccoglie da interviste dirette con l’imprenditore. Si tratta di tutte quelle informazioni che riguardano l’impresa nel suo complesso: il mercato, la segmentazione, le strategie di business, il settore, i concorrenti, la domanda, ecc. Classici esempi possono essere, la valutazione sul mercato, sulla domanda, sul portafoglio prodotti dell’impresa. Solitamente, questo tipo di analisi viene fatta dalla banca sotto forma di questionario a risposta chiusa dove vi sono alcune scelte obbligate a cui rispondere.

Per quanto riguarda i dati qualitativi, particolare importanza assumono i rapporti dell’impresa con i mercati esteri. Avere un fatturato export in aumento nel trend degli ultimi anni è sicuramente un segnale positivo nella valutazione del rating. Per questo motivo, quando l’impresa ha ottimi risultati con l’estero, dovrebbe essere buona cura inserire queste informazioni in nota integrativa, o nella relazione sulla gestione.

Informazioni storiche nel merito creditizio

L’ultimo aspetto su cui si focalizza l’analisi del rating bancario sono le informazioni storiche. Si tratta delle informazioni ricavabili dalla centrale rischi, ovvero un sistema informativo gestito dalla Banca d’Italia, che raccoglie le informazioni fornite dalle altre banche e da società finanziarie sui crediti che concedono ai loro clienti. Per le banche accedere alla centrale rischi è molto semplice, ma la stessa facilità di reperimento delle informazioni è ottenibile anche dalle imprese stesse. E’ sufficiente presentare un’apposita domanda.

In poche ore è possibile ottenere un prospetto sintetico (fotografia del monte affidamenti dell’ultimo mese monitorato), e un prospetto analitico (dettaglio delle varie linee di credito nei confronti dei diversi intermediari).

Per quanto riguarda le informazioni ricavabili dalla centrale rischi, l’istituto di credito andrà ad analizzare soprattutto l’accordato a revoca a breve termine: si tratta dei fidi a breve e di tutte le fonti utilizzate come elasticità di cassa. Naturalmente avere i fidi a revoca al massimo accordato, per periodi medio lunghi, non sarà certo valutato in maniera positiva.

Questo significa che buona parte del fido accordato non serve per finanziare l’elasticità di cassa, ma piuttosto per finanziare gli investimenti a medio lungo termine. Questo rappresenta un indicatore negativo per l’impresa che viene sottoposta a rating. Per questo motivo un’analisi preventiva dei risultati della centrale rischi può essere opportuno per intervenire prontamente, prima del sistema bancario, quando si riscontrano queste criticità.

Conclusioni

Nel prossimo futuro l’Area della Finanza Aziendale diventerà una delle funzioni più rilevanti e decisive per il sostegno dei processi di crescita e di affermazione competitiva di ogni impresa, dalle corporate alle PMI.

Sarà pertanto di fondamentale importanza gestire il più correttamente possibile i dati forniti al sistema bancario in termini soprattutto di coerenza e continuità informativa. Solo in questo modo l’impresa riuscirà ad ottenere le giuste linee di credito per finanziare la propria attività “core“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni