Professionisti e clienti insolventi: ecco cosa fare

Condivisioni

Come ci si deve comportare di fronte a clienti insolventi? Una delle domande che assilla ogni professionista è cosa fare quando ho di fronte un cliente che effettua pagamenti in ritardo o che, ancora peggio non paga. Sono sicuro che è capitato a tutti. La nostra guida per gestire al meglio la situazione.

Hai prestato una consulenza professionale e il cliente non ti ha pagato?

Non sei il solo purtroppo, si tratta di una situazione molto frequente. Farsi pagare il proprio onorario professionale non è mai stata una cosa semplice. La crisi economica non ha fatto che aggravare questo fenomeno, e anche adesso che le cose vanno meglio, purtroppo i clienti insolventi restano sempre dietro l’angolo.

Trovarsi di fronte a clienti insolventi è capitato a tutti, ma spesso non si sa mai quali siano i giusti comportamenti da adottare.

Per questo motivo abbiamo pensato di fornirvi una piccola guida utile a programmare l’attività professionale volta al recupero dei vostri crediti.

Siete pronti? Si comincia!

CLIENTI INSOLVENTI

Clienti insolventi: l’importanza di fattura e contratto

Come ci si comporta con un cliente insolvente? Quando possiamo definirlo tale?

Il professionista dopo aver effettuato la prestazione professionale emette solitamente la fattura proforma.

Essa rappresenta il compenso a lui spettante, che sarà certificato dalla fattura emessa al momento del pagamento.

A questo punto i casi possono essere due:

Prestazione definita da contratto

Se le parti, come la buona prassi vorrebbe, hanno raggiunto un accordo scritto che regola la prestazione professionale, sicuramente vi sarà anche una clausola che fissa i termini di pagamento della fattura, a 30 o 60 giorni.

Molto spesso si tende a chiudere l’accordo con il cliente solamente con un accordo verbale. Questa scelta può rivelarsi deleteria, soprattutto in caso di clienti insolventi. In assenza di un vero e proprio contratto, può essere opportuno utilizzare almeno la posta elettronica per inviare l’offerta e ricevere l’accettazione del cliente.

Infatti, a norma dell’articolo 1326 del codice civile, primo comma:

Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte”

In questo caso, ricordatevi sempre di farvi pagare un acconto dal cliente, all’inizio della prestazione. Questo non potrà che ridurre il rischio di futura insolvenza del cliente;

Prestazione a vista

In mancanza di un contratto scritto che vincola le parti la fattura viene emessa a vista. Pagabile al momento di emissione. Naturalmente, in questo caso, vi sono minori tutele per il professionista, in caso di insolvenza del cliente.

In entrambi i casi comunque, è fondamentale l’emissione della fattura.

La fattura, infatti, rappresenta nei rapporti civili grande rilevanza in funzione della valenza probatoria che la stessa può assumere tra le parti, in particolare nel caso di inadempimento dell’obbligazione (cioè del pagamento) da parte del destinatario della stessa.

Giurisprudenza sulla fattura commerciale

Al riguardo, la Cassazione, con sentenza 28 aprile 2004, n. 8126, ha sancito che:

la fattura commerciale, non può, attese le sue caratteristiche genetiche (formazione ad opera della stessa parte che intende avvalersene) assurgere a prova del contratto, ma, al più rappresentare un mero indizio della stipulazione di quest’ultimo e dell’esecuzione della prestazione indicata, mentre nessun valore, nemmeno indiziario, le si può riconoscere tanto in ordine alla corrispondenza della prestazione indicata con quella pattuita, quanto in relazione agli altri elementi costitutivi del contratto (…)

Quello che sovente succede a questo punto, è che il cliente porti le più svariate scuse (crisi economica, lavoro non soddisfacente, difficoltà finanziaria, ecc), per evitare o quanto meno prolungare i tempi di pagamento del professionista.

Per questo motivo, al fine di evitare che il compenso dovuto dal cliente per la prestazione professionale non vada del tutto perduto è opportuno che il professionista solleciti il pagamento delle proprie prestazioni professionali.

Tuttavia, è necessario attivarsi tempestivamente, in quanto il termine di prescrizione delle parcelle dei professionisti è soltanto di tre anni. Trascorso tale termine, il cliente, alla richiesta di pagamento da parte del professionista, può rifiutarsi di adempiere.

Per evitare queste spiacevoli conseguenze vediamo i rimedi che il professionista ha a disposizione.

La lettera di sollecito

In caso di ritardo nel pagamento della fattura, nonostante ripetuti inviti, è necessario procedere in “via stragiudiziale“, mettendo in mora il cliente attraverso l’invio di una lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Lettera nella quale si sollecita il pagamento dell’importo dovuto per la prestazione professionale, dando un termine perentorio (ragionevole, 15/20 giorni) per l’adempimento (ai sensi dell’articolo 1219 del codice civile).

Si tratta di un primo step che può essere percorso per evitare di mettere in atto immediatamente azioni più incisive e per verificare l’effettiva buona fede del debitore che magari si trova davvero in difficoltà.

Scaduto il primo termine, è necessario inviare una seconda raccomandata con la quale, questa volta, si indica che se non verrà effettuato il pagamento della prestazione, verrà affidato incarico ad un legale.

Decorso il temine tale termine, se il pagamento non viene effettuato siamo di fronte a clienti insolventi.

A questo punto, l’unica cosa da fare, come abbiamo accennato, è rivolgersi ad un legale. L’assistenza di un esperto in materia legale diventa indispensabile, anche se, vi è la possibilità di agire in proprio innanzi al Giudice di Pace, ma soltanto per crediti di importo non superiore ad €. 516,46.

In tutti gli altri casi è possibile costituirsi in giudizio solo ed esclusivamente attraverso il patrocinio di un legale che assumerà la veste di difensore in giudizio.

Il primo passo che effettuerà il legale è quello di presentare una ulteriore lettera di formale di intervento rivolta ai clienti insolventi, atta a chiedere nuovamente il pagamento della prestazione professionale entro un termine dato, in mancanza, si attiverà presso le opportune sedi giudiziarie.

Il decreto ingiuntivo

Una volta conclusasi infruttuosamente questa prima procedura l’unica cosa da fare è quella di agire attivamente per la riscossione del credito, attraverso il “decreto ingiuntivo“.

Il decreto ingiuntivo (articoli 633 e seguenti del c.p.c.) è un provvedimento con il quale il Giudice, su richiesta del creditore, munito di documentazione idonea (contratto, fattura o ricevuta in caso di prestazione occasionale, accompagnate da estratto notarile dal libro fatture., Può ingiungere singolarmente, ai clienti insolventi, di adempiere all’obbligazione di pagare la prestazione professionale, entro il termine di 40 giorni dalla notifica.

Si tratta di un procedimento “monitorio” che vi consentirà di ottenere, in tempi previ il pagamento delle vostre competenze, sempre a condizione di essere in possesso della documentazione idonea (per questo conservare tutta la corrispondenza, anche via email con il cliente, sia nella fase del contratto che in quella di sollecito, diventa un elemento fondamentale, da effettuare sempre).

Decreto ingiuntivo procedura e ratio

E’ una procedura relativamente veloce (i tempi di emissione del decreto possono essere di tre o quattro mesi), e poco dispendiosa economicamente.

I clienti insolenti saranno chiamati a pagare la somma dovuta più gli interessi e le spese legali. Se il cliente non paga o non presenta opposizione nei 40 giorni il decreto ingiuntivo diventa esecutivo e si potrà procedere anche al pignoramento dei beni.

La ratio del decreto ingiuntivo è, infatti, quella di offrire uno strumento a tutela immediata del creditore (in questo caso il professionista), che gli consente di acquisire rapidamente un titolo per agire esecutivamente nei confronti del debitore.

Il vantaggio del decreto ingiuntivo è che viene emanato in assenza di contraddittorio tra le parti.

Nel caso in cui, invece, il professionista non sia munito della suddetta documentazione (ad esempio se è in possesso solo di una fattura proforma), è comunque possibile agire davanti al Giudice, ma questa volta con procedimento ordinario.

 In questo caso, però, a differenza della suddetta procedura, che si svolge senza che la controparte venga chiamata in giudizio, è prevista la citazione del debitore davanti al Giudice designato.

Si tratta quindi di un procedimento più lungo rispetto al primo e che quindi comporta anche costi superiori.

Professionisti: pagamenti in 60 giorni

Il DDL. n. 102/2016 approvato dal Governo il 29 gennaio 2016 prevede l’introduzione una sorta di statuto riguardante l’attività dei professionisti, volto a tutelare l’attività dei professionisti.

Tra le varie norme, in particolare, ce n’è una che prevede che le fatture emesse dal professionista, e in generale le fatture di tutti i soggetti titolari di partita Iva diversi da imprese debbano essere pagate al massimo entro il termine di 60 giorni dalla loro emissione. Ogni termine superiore eventualmente stabilito dalle parti ed inserito nel contratto sarà automaticamente considerato nullo, in quanto considerato clausola abusiva.

Viene previsto, inoltre, che il contratto tra professionista e committente dovrà avere necessariamente forma scritta e, pertanto, si considera abusivo il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma diversa da quella scritta.

Per quanto riguarda invece la prescrizione delle parcelle dei professionisti, l’articolo 2956 del Codice Civile prevede in 3 anni la prescrizione presuntiva delle stesse. In linea generale, questo termine decorre dal termine della prestazione.

Come gestire i clienti che non pagano

Infine, abbiamo  deciso di effettuare un piccolo riepilogo degli adempimenti utili per tutti i professionisti, per avere la maggiore tutela possibile in caso di clienti insolventi.

Ecco i nostri consigli:

  • Contratto firmato – Abbiamo già visto in precedenza che un contratto firmato è sempre un’ottima garanzia. Dal primo luglio 2017 tutti i professionisti sono obbligati a proporne uno al cliente. Il contratto dove contenere costi, tempi di realizzazione e modalità di pagamento del corrispettivo. Se non hai un modello di contratto da utilizzare, ti suggeriamo il modello proposto da Oscon.it, scaricabile gratuitamente;
  • Farsi pagare un anticipo – Definire un anticipo per inizio lavori (di solito il 30% o anche il 50%) e stabilire le modalità di pagamento del saldo residuo. L’anticipo sarà tanto più alto quanto il cliente è occasionale. Per i clienti abituali, solitamente, l’anticipo, è ridotto;
  • Emissione della fattura – Consegnare i lavori alla scadenza prefissata nel contratto ed emettere fattura al momento dell’incasso sono adempimenti fondamentali., Questo sempre per ottenere il pagamento della prestazione professionale;
  • Conservare lo scambio di corrispondenza – Tutto lo scambio di corrispondenza tra professionista e committente deve essere conservat. Questo, al fine di provare, che la prestazione professionale era stata stipulata e accettata dalle parti. Ma soprattutto, in caso di mancato pagamento lo scambio di corrispondenza è un modo per provare l’inadempimento del debitore.

Consulenza

E tu, hai avuto esperienze di mancati pagamenti da parte dei clienti?

Raccontaci la tua esperienza, scrivi i tuoi dubbi nei commenti. Saremo lieti di risponderti nel modo più chiaro ed esaustivo possibile.

31 comments

  1. La cosa migliore, come per tutti i professionisti, è quella di partire sempre da un mandato scritto, da far firmare ad ogni cliente. Nel mandato sarà indicata la prestazione che verrà svolta dal professionista, il corrispettivo spettante al professionista e le eventuali scadenze di pagamento del compenso. Avere un mandato firmato da ogni cliente è sicuramente di aiuto. Nel momento in cui il cliente non paga, dopo un primo avvertimento di messa in mora, si passsa ad azioni legali, per le quali il mandato e la fattura (che a quel punto andrà emessa), saranno strumenti indispensabili per far ottenere un decreto ingiuntivo contro il cliente insolvente. Il mandato aiuta anche ad evitare contestazioni su prestazioni o responsabilità, che ivi saranno scritte e concordate. Agire in mode preventivo diventa difficile, ma il mandato è sicuramente uno strumento che può aiutare tutti i professionisti.

  2. Mi scusi ho emsso fattura proforma in marzo, e ancora non ho ricevuto pagamento: senza emissione di normale fattura è possibile solo il procedimento ordinario ?
    Se emetto fattura, devo farlo con la data di marzo o va bene anche quella odierna ? Nel primo caso devo pagare la sanzione perl’iva, o sbaglio ?
    Io ho una scrittura privata e l’importo è al di sotto dei 1000 euro: quale è per vostra esperienza la soluzione migliore ?

  3. Deve procedere emettendo fattura oggi. Da quel momento scatta l’esigibilità dell’Iva. Poi dovrà avviare la procedura con un legale per il decreto ingiuntivo. Se con la lettera di messa in mora il cliente non paga, non ci sono alternative.

  4. Purtoppo no: la legge non prevede che ad inadempimento si risponda con un altro inadempimento. Però può certamente agire per recuperare le somme a Lei dovute. Le consiglio di fare un cumulo per risparmiare sulle spese.

  5. Invii la consulenza a mezzo PEC precisando nell testo di aver usato questo canale alternativo, perchè non ha ricevuto, nonostante i solleciti, le credenziali per per l’inserimento delle consulenze sul portale.
    poi con altra Pec solleciti il pagamento. dopodichè non le resta che l’avvocato

  6. Che strada consigliereste, invece, di prendere contro un commercialista che ti lascia prima della conclusione di una trattativa di cessione di quote, essendo peraltro stato pagato?

  7. Difficile da dire in questo modo. Bisogna leggere il mandato e capire se esiste la possibilità di recesso anticipato da parte del professionista. Senza analizzare la situazione è difficile stabile se vi sono state responsabilità.

  8. Purtroppo, a dispetto dei vostri consigli, non c’e Un contratto scritto.
    Potrei affermare che le responsabilità sono a suo pieno carico visto che, prossimi alla conclusione della pratica, quando il notaio chiedeva di riferire circa il regime fiscale da seguire, consigliando nel contempo la strada della perizia giurata, il mio commercialista si tirava indietro affermando non fosse suo onere. Dunque costringendo le parti a rimandare l’atto.

  9. Senza un contratto scritto è molto più difficile, ma vi serve un avvocato per capire la giusta strada da seguire.

  10. Salve, sono un CTU. Il G.I. mi ha riconosciuto l’onorario ma una delle parti in causa ancora non mi corrisponde il dovuto. dato che la suddetta, è una ditta edile che effettua principalmente lavori per la P.A., vorrei sapere se è possibile risalire a tutti gli appalti recentemente aggiudicati dalla stessa così da chiedere alla P.A. di dirottare i pagamenti al sottoscritto fino al saldo dell’onorario. Questa ipotesi è fattibile? Grazie

  11. Sinceramente è una pratica che non ho mai visto fare, sicuramente prima dovrà agire per decreto ingiuntivo. Quando poi ci sarà il pignoramento infruttuoso, potrà anche chiedere questa strada al giudice, sempre se deciderà di accoglierla.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.