Regime contabile: come scegliere il migliore

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Contabilità ordinaria, contabilità semplificata, regime forfettario: come scegliere il migliore regime contabile/fiscale per avviare un’attività di impresa o di lavoro autonomo. Le variabili da tenere in considerazione e i nostri consigli.

L’avvio di un attività in forma automa non è mai una scelta semplice, e deve essere attentamente ponderata, sia per valutarne la convenienza che la sostenibilità nel tempo. L’avvio di una attività di impresa o di attività di lavoro autonomo presuppone preliminarmente la scelta del regime contabile e fiscale più conveniente, alle caratteristiche del contribuente e dell’attività che andrà ad esercitare. Tale scelta assume un’importanza fondamentale in quanto andrà a determinare il carico fiscale da versare, per questo deve essere effettuata con tutta la cura del caso, accompagnati da dal vostro dottore Commercialista di fiducia. Non avendo alcuna pretesa di trattare ogni singolo argomento in dettaglio, vogliamo descrivere quali sono le variabili da tenere in considerazione per fare la migliore scelta possibile del regime contabile da adottare al momento dell’avvio della vostra attività, sia di tipo professionale, che imprenditoriale.

Il regime contabile

Il regime contabile di un impresa o di un professionista rappresenta l’insieme dei documenti rilevanti ai fini fiscali da redigere e conservare e il complesso delle formalità da osservare per essere in regola con la normativa civilistica (codice civile), e con la normativa fiscale, sia per quanto riguarda la tenuta delle scritture obbligatorie (DPR n. 600/73), che per quanto riguarda il calcolo del reddito dell’esercizio e della predisposizione della dichiarazione dei redditi (DPR n. 917/76). Attualmente è possibile scegliere tra diversi regimi contabili, sia per le imprese che per i professionisti, con differenti regole da rispettare, sia per i documenti da redigere che per le regole da rispettare. L’obiettivo da porsi in questi casi, è quello di conoscere in anticipo ed in modo chiaro quali sono gli obblighi imposti da ciascun regime, ma anche le possibili agevolazioni che è possibile sfruttare. Solo in questo modo potrete arrivare a scegliere il regime contabile che maggiormente soddisfa le vostre caratteristiche e che comporterà il minor carico fiscale da sostenere.

Volendo essere quanto più pratici possibile possiamo riassumere che la scelta del regime contabile dipende da 3 fattori rilevanti, che sono:

  • La forma giuridica adottata – forma individuale (professionista o impresa), o associata (società di persone o di capitali, e società tra professionisti);
  • Il volume di affari che si presume di realizzare – per volume di affari si intende il totale delle operazioni attive;
  • Possibilità di fruire di agevolazioni – per la tenuta dei registri contabili, che per il calcolo delle imposte.
Vediamo, quindi, i regimi contabili a disposizione di imprese e professionisti, con i principali adempimenti che ciascuno di essi comporta, i requisiti per beneficiarne e le caratteristiche principali.

I regimi contabili per le imprese

I soggetti che intendono avviare un’attività di impresa, sia in forma individuale che societaria hanno a disposizione alcuni regimi: il regime ordinario, il regime semplificato, e per le imprese di minori dimensioni il regime forfettario. Andiamo ad analizzare singolarmente ognuno di questi regimi:

Il regime ordinario

Il regime contabile ordinario è il regime fiscale più complesso che il nostro sistema amministrativo e fiscale ha introdotto. Si tratta di un sistema complesso in quanto esso è volto a tenere traccia delle variazioni della consistenza patrimoniale dell’impresa e anche delle movimentazioni finanziarie ed economiche. Tale sistema, quindi, richiede particolare attenzione e l’ausilio di un consulente fiscale, in grado di fornirvi la giusta assistenza per l’adempimento di tale regime in ogni sua fattispecie.

Le categorie di imprese che rientrano nel regime ordinario sono le seguenti:

  • Le società di capitali e simili –  ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del DPR n. 600/1973 le società costituite sotto forma di società di capitali (Spa, Srl, Sapa) sono obbligate ad adottare il regime della contabilità ordinaria. Per questi enti la contabilità ordinaria è l’unico regime fiscale applicabile;
  • Le imprese costituite in forma individuale o sotto forma di società di persone (Snc, Sas) – le imprese che superano il limite di ricavi ammessi per il regime semplificato ovvero un massimo di €. 400.000 per i servizi e di €. 700.000 per tutte le altre imprese, come volume di affari annuo. Questo ammontare deve essere determinato seguendo il principio di competenza che impone di registrare le operazioni nell’esercizio in cui gli effetti si manifestano indipendentemente dal momento in cui si è avuta la manifestazione finanziaria;
  • Le imprese che scelgono volutamente il regime della contabilità ordinaria – le imprese che pur avendo i requisiti per applicare la contabilità semplificata. L’articolo 18, comma 6, del DPR n. 600/73, infatti, permette di scegliere il regime contabile fin dall’avvio dell’attività unicamente presentando i documenti richiesti per gli aderenti e informare l’Amministrazione finanziaria.

Le imprese che adottano il regime ordinario sono tenute a predisporre una serie di documenti prescritti dalla normativa civilistica e fiscale, che sono:

  • Il libro degli gli inventari – dove annotare le variazioni della consistenza patrimoniale della società alla chiusura di ogni esercizio;
  • Il libro giornale – dove devono essere annotate giornalmente tutte le operazioni di gestione con controparti esterne all’impresa;
  • Scritture ausiliarie –  in cui registrare i cambiamenti del reddito (libro mastro) e delle scorte di magazzino;
  • Scritture ausiliarie di magazzino che integrino quelle annuali – tenuta, eventuale, della contabilità di magazzino (solo per alcune categorie di imprese);
  • Il libro cespiti – dove annotare tutte le movimentazioni riguardanti i cespiti ammortizzabili della società, dall’acquisto alla dismissione;
  • I registri Iva – si tratta dei registri Iva acquisti, vendite e corrispettivi;
  • libri sociali – Si tratta dei libri previsti per gli enti che si costituiscono in forma societaria, ovvero: libro verbali assemblee dei soci, libro soci, libro verbali adunanze del consiglio di amministrazione, libro dei sindaci, ecc. Oltre a questi anche il Libro Unico del Lavoro (LUL), qualora l’impresa abbia assunto dei lavoratori dipendenti.

Il regime di tassazione delle imprese in contabilità ordinaria si basa sul principio di competenza economica. Il reddito imponibile viene determinato dalla differenza tra i ricavi tassabili e i costi deducibili, ai sensi della disciplina contenuta nel DPR n. 917/86. Per le società di capitali la tassazione avviene applicando l’Ires, altrimenti per le imprese individuali e le società di persone, si applica l’Irpef. Le imprese in contabilità ordinaria sono soggetti all’applicazione dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (Irap). 

Per quanto riguarda l’Iva, la liquidazione avviene mensilmente o trimestralmente a seconda del proprio volume di affari.

Il regime semplificato

Il regime della contabilità semplificata è un regime meno oneroso rispetto a quello della contabilità ordinaria, in quanto esso è volto esclusivamente a monitorare l’andamento economico dell’impresa, quindi i costi e i ricavi che sono di competenza di ogni esercizio.

Le categorie di imprese che rientrano nel regime semplificato sono le imprese individuali e società di persone. Infatti, le imprese individuali e le società di persone (Snc e Sas) che hanno registrato o che prevedono di registrare un volume di affari non superiore a: €. 400.000 per le prestazioni di servizi, o €. 700.000, per le altre attività possono aderire alla contabilità semplificata.

Il regime della contabilità semplificata ha il vantaggio di prevedere esclusivamente la tenuta dei registri obbligatori ai fini Iva: registro delle fatture di acquisto, registro delle fatture emesse, e registro dei corrispettivi. Oltre a questi è obbligatoria la tenuta del registro dei beni ammortizzabili. Questo significa oneri di gestione più bassi e maggiore facilità di gestione. Attenzione però: i registri Iva devono essere integrati, riportando i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa non rilevanti ai fini dell’Iva (si tratta, ad esempio, di spese per salari, interessi passivi, tasse di concessione governativa, ecc.), le annotazioni rilevanti ai fini della determinazione del reddito, cioè le rettifiche da apportare ai ricavi e ai costi in base al principio della competenza economica (ad esempio ratei e risconti, fatture da emettere e fatture da ricevere, ecc.), il valore delle rimanenze con indicazione sia delle quantità e dei valori per singole categorie di beni, sia dei criteri eseguiti per la valutazione.

A livello fiscale le imprese in contabilità semplificata sono tenute a determinare il reddito secondo il principio di competenza economica e versare l’Irpef, determinando il proprio reddito imponibile, secondo la disciplina contenuta nel DPR n. 917/86. Anche le imprese in contabilità semplificata sono tenute a pagare le addizionali Irpef e sono soggette all’applicazione dell’Irap. Da un punto di vista Iva le liquidazioni sono trimestrali.

Per approfondire: Verifica dei limiti per la contabilità semplificata.

Per approfondire: La liquidazione trimestrale dell’Iva.

Il regime forfettario

Il regime forfettario di cui alla Legge n. 190/2014, così come modificata dalla Legge n. 208/2015, è un regime contabile naturale che può essere adottato da imprese che avviano la propria attività, oppure da imprese già in attività che rispettano alcuni limiti riguardanti principalmente il volume dei ricavi annui. Il vantaggio di questo regime è che si è esclusi dalla tenuta delle scritture contabili: è sufficiente la conservazione delle fatture emesse e ricevute.

Da un punto di vista fiscale il regime forfettario consente di fruire di un’imposta sostitutiva dell’Irpef pari al 5% per i primi cinque anni di attività (se si è in possesso di determinati requisiti), e successivamente un’imposta a regime del 15%, da calcolare su un reddito imponibile che è dato dal totale dei ricavi annui, per un coefficiente di redditività variabile a seconda del codice Ateco utilizzato per l’esercizio dell’attività.

I soggetti che esercitano un’attività di impresa in regime forfettario hanno diritto ad una particolare agevolazione contributiva: in base all’articolo 1, comma 77, della Legge n. 208/15 i contributi previdenziali dovuti alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’Inps sono ridotti del 35% (sia i contributi fissi che quelli sul reddito eccedente il minimale).

Si tratta di un regime contabile particolarmente conveniente per tutte le piccole attività imprenditoriali che vogliono avviare l’attività senza un eccessivo carico fiscale e con oneri amministrativi e fiscali ridotti: non sono applicabili, infatti gli studi di settore, non si è soggetti all’Irap, e neppure all’applicazione dell’Iva.

Per approfondimenti: Il regime fiscale forfettario.

I regimi contabili per i professionisti

I soggetti che intendono avviare un’attività di lavoro autonomo per l’esercizio di arti o professioni hanno a disposizione due diversi regimi contabili: il regime forfettario e il regime di contabilità semplificata. In linea generale il regime contabile dei professionisti è quello della contabilità semplificata. Tuttavia, se il contribuente possiede i requisiti per applicare il regime forfettario, ha facoltà di applicare tale regime, in maniera illimitata nel tempo, per la durata di permanenza dei requisiti.

Tuttavia, per opzione è comunque possibile adottare il regime ordinario con un comportamento concludente ovvero compilando tutti i documenti richiesti con la dichiarazione Iva, attraverso la compilazione del quadro VO.

La contabilità semplificata

I professionisti che adottano il regime di contabilità semplificata, ai sensi dell’articolo 19, commi 1 e 2, del DPR n. 600/73, e dell’articolo 3, comma 1 del DPR n. 695/96, sono tenuti a redigere e conservare una serie di documenti e registri:

  • Registri Iva per acquisti e vendite;
  • Registro incassi e pagamenti che deve essere numerato e includere entro 60 giorni i compensi indicando:
    • Ammontare lordo e ritenuta di acconto;
    • Le informazioni del cliente;
    • I dati del documento emesso (fattura, parcella o nota di credito);
    • Spese sostenute;
    • I beni strumentali suddivisi per categorie e anno di acquisizione.

I professionisti che adottano la contabilità semplificata sono soggetti a tassazione Irpef, in base al “principio di cassa” e secondo le disposizioni del DPR n. 917/86. Le operazioni sono imponibili Iva e le prestazioni sono soggette all’applicazione della ritenuta di acconto. I professionisti in alcuni casi, quando sono dotati di autonoma organizzazione possono essere soggetti alla disciplina Irap.

Per approfondire: Professionisti: guida ai costi deducibili dal reddito.

Per approfondire: Pagare meno tasse: guida per i professionisti.

Regime forfettario

I professionisti che rispettano i requisiti di ingresso e di permanenza possono adottare il regime forfettario. Per il regime forfettario si rendono valide le considerazioni viste in precedenza per le imprese, ma con alcune particolarità. Anche per i professionisti il reddito imponibile è determinato attraverso l’applicazione di particolari coefficienti di redditività, che sono pari al 78% dei compensi percepiti (il coefficiente è identico per tutte le attività professionali).

Sul reddito imponibile, anche in questo caso si applica l’imposta sostitutiva del 5%, per i primi cinque esercizi di attività (se si è in possesso di alcuni requisiti), per poi passare all’aliquota a regime del 15%. Da un punto di vista previdenziale, a differenza di quanto visto per le imprese non vi sono agevolazioni contributive: il professionista, quindi, verserà nei termini ordinari i contributi dovuti o alla propria cassa professionale di previdenza, oppure alla Gestione separata dell’Inps.

Per approfondire: Cause di esclusione dal regime forfettario.

Considerazioni conclusive

Come avete visto ogni regime contabile e fiscale ha particolari requisiti e presenta vantaggi e svantaggi. Per questo motivo la scelta del regime fiscale, in sede di avvio dell’attività è un momento di fondamentale importanza. Vi consigliamo quindi di avvalervi della consulenza di un professionista per valutare il regime fiscale più consono alle vostre caratteristiche personali ed alle caratteristiche dell’attività che andrete a svolgere.

E voi, quale regime fiscale state adottando? Raccontateci le vostre esperienze o i vostri dubbi lasciando un commento.  

6 comments

  1. Ho aperto la Partita Iva (regime forfettario 2016) nel mese di marzo 2016 cominciando l’attività professionale e fatturato le prime prestazioni in questo mese . Sempre ad aprile mi sono iscritto alla Gestione Separata Inps non avendo altra cassa previdenziale. Quando dovrò effettuare i primi acconti irpef e versamenti inps. Grazie anticipatamente per la risposta e buonasera.

    • Fiscomania

      Salve, se ha aperto partita Iva nel 2016 dovrà pagare il saldo 2016 a con il modello Unico 2017 (anno di imposta 2016) e versare saldo 2016 e acconti 2017, il 16 giugno 2017. Questi sono i primi pagamenti di imposte e contributi che riguarderanno la sua partita Iva.

  2. Salve, sono da due mesi in mobilita. Volendo avviare una nuova attivita come elettricista e avendo stimato inizialmente un volume di costi di circa 15k euro a fronte di 20/25 di fatturato, conviene il regime forfettario? Dicendo acquistare un mezzo (piccolo autocarro) e possibile recuperare qualcosa da questo acquisto? E in ultimo, volendo riscattare tutta la mobilita rimasta, sapete quali sono i tempi di evasione della domanda da parte dell’inps?

    • Fiscomania

      Il regime forfettario non prevede alcuna deduzione di costi, i costi sono appunto “forfettari” ovvero stabiliti a priori, senza guardare quelli effettivamente sostenuti. Se vuole acquistare un autocarro, e ha costi così elevati, il regime forfettario non può essere applicato (supererebbe la soglia di acquisto di beni strumentali €. 20.000). Dovrà valutare l’apertura con il regime della contabilità semplificata (applicando l’Iva), con tassazione Irpef.

  3. Salve volevo sapere se avendo aperto partita iva con regime forfetario ad ottobre 2016 e la prima fattura (periodo ottobre-dicembre) verra pagata a gennaio 2017. Questo ricavo a quale annualita va imputato 2016 o 2017?
    Stessa domanda per delle prestazioni occasionali svolte nel 2016 ma pagate nel 2017.
    Grazie

    • Fiscomania

      Il regime forfettario prevede che i compensi si tassino per cassa, quindi la fattura sarà imputata nel 2017. Mi sento di consigliarle di rivolgersi ad un Commercialista. Nel caso mi contatti in privato.

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