Ricevuta prestazione occasionale guida alla compilazione

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Guida pratica alla compilazione della ricevuta per attività di lavoro autonomo occasionale. Tutti i punti chiave per compilare correttamente la ricevuta spiegati passo per passo. Il nostro modello di ricevuta per lavoro autonomo occasionale da scaricare.

La ricevuta è l’elemento indispensabile per tutti i soggetti che si trovano ad effettuare un’attività di lavoro autonomo occasionale. La ricevuta assolve la funzione di quietanza di pagamento per il committente la prestazione e allo stesso modo serve a certificare il compenso percepito dal lavoratore.

Per questo motivo ogni soggetto che si avvi a svolgere un attività di lavoro autonomo occasionale, dovrebbe avere ben chiaro il ruolo fondamentale assolto dalla ricevuta, e dovrebbe sapere come compilarla correttamente.

Per questo motivo, approfittando anche delle numerose domande che ci arrivano dai lettori, abbiamo pensato di scrivere la nostra guida definitiva dedicata alla compilazione della ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Il lavoro autonomo occasionale

Il lavoro autonomo occasionale è disciplinano all’interno dell’articolo 2222 del c.c., che riguarda il contratto di opera. Sulla base di quando previsto dalla normativa posiamo definire lavoratore autonomo occasionale:

il soggetto che si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale

Da questa definizione possiamo definire le caratteristiche essenziali del di questa particolare tipologia di lavoro, legate all’assenza di alcuni elementi, ovvero: abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.

In presenza di questi elementi, invece, la prestazione deve essere considerata come effettuata in maniera professionale, e quindi, è obbligatoria l’apertura della partita Iva. Non volendo, tuttavia, dilungarci su questo aspetto, ti consigliamo di e valutare se possiedi i requisiti per beneficiare dei vantaggi offerti dal c.d. “regime forfettario“, che consente una semplificazione degli adempimenti e una riduzione delle imposte dovute, ma soltanto rispettando i requisiti di accesso e di permanenza.

Una volta che hai verificato che l’attività di lavoro autonomo (attenzione non attività commerciale), che stai svolgendo ha le caratteristiche per rientrare nel lavoro autonomo occasionale, può esserti utile seguire passo passo i nostri consigli per la compilazione della ricevuta che dovrai rilasciare al committente.

Numero e data della ricevuta

I primi elementi da inserire nella ricevuta sono il numero progressivo di emissione e la data. A prima vista sembrano due elementi di facili e di poca importanza, tutt’altro. Molte ricevute per lavoro autonomo occasionale vengono compilare in maniera errata, proprio nell’indicazione della data.

Vediamone il motivo.

Ogni ricevuta deve riportare un numero progressivo annuale (1, 2, 3, etc), che identifichi inequivocabilmente il documento. La data da inserire nella ricevuta deve essere obbligatoriamente quella in cui si è ricevuto il pagamento del corrispettivo.

L’errore più comune è quello di inserire una data qualsiasi al documento, in quanto nella prassi il committente vuole ricevere la ricevuta dal prestatore prima di effettuare il pagamento.

Come abbiamo detto, la ricevuta ha valenza di quietanza di pagamento per il committente, quindi, rilasciargli la ricevuta prima del pagamento equivale a certificare che la transazione è avvenuta.

Per questo motivo, se non avete adeguata sicurezza che il committente effettui il pagamento non consegnate la ricevuta prima che il pagamento sia stato effettuato.

Dati anagrafici del prestatore e del committente

Questa parte è molto semplice, per prima cosa è necessario indicare i dati anagrafici del prestatore, avendo cura di inserire il proprio codice fiscale e l’indirizzo di residenza.

Stessa cosa dovrà essere fatta per il committente. In questo caso bisogna prestare molta attenzione al fatto che il committente sia o meno un soggetto dotato di partita Iva, (sia esso un professionista, una ditta individuale, una società, o un’associazione).

Se il committente è un soggetto professionale, oltre ai soliti dati anagrafici dovete inserire anche il suo numero di partita Iva.

Questo aspetto è molto importante in quando influirà sulla compilazione numerica della ricevuta, per quanto riguarda l’applicazione della ritenuta di acconto, come vedremo in seguito.

Descrizione dell’attività

Nella parte descrittiva della ricevuta deve essere indicata la descrizione dell’attività svolta dal prestatore, indicando anche i giorni nella quale la stessa è stata effettuata, avendo cura di specificare anche le ore in cui la stessa è stata svolta.

Pur non essendo obbligatoria questa precisa indicazione dei termini di svolgimento dell’attività, riteniamo che l’indicazione di questi dati possa essere utile al prestatore e al soggetto committente, nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria dovesse, in caso di controlli, contestare l’esercizio di un’attività abituale e professionale in luogo di quella occasionale l’indicazione sulla ricevuta delle ore prestate più risultare un elemento a nostro favore.

Corrispettivo lordo

Il corrispettivo lordo della prestazione è l’importo concordato tra committente e prestatore per l’esecuzione della prestazione di lavoro autonomo occasionale.

Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale si caratterizzano per essere delle prestazioni del tutto sporadiche ed occasionali, per le quali non è obbligatoria la stipula di un contratto.

Tuttavia, per avere una qualche evidenza del rapporto contrattuale che si è instaurato tra committente e prestatore d’opera può essere opportuno arrivare a stipulare un contratto, dove dovrà essere indicato anche il corrispettivo lordo della prestazione.

Tale contratto, può diventare importante nel caso di contestazioni sulla prestazione e nel caso in cui vi sia il mancato pagamento della prestazione.

Ritenuta di acconto

Il rigo riguardante la ritenuta di acconto deve essere compilato soltanto nel caso in cui la ritenuta debba essere applicata nella ricevuta. Per stabilire se la ritenuta deve essere applicata il prestatore d’opera deve verificare se il proprio committente rientra nella qualifica di “sostituto di imposta“, così come definito dall’articolo 64 del DPR n. 600/73.

A titolo esemplificativo, assumo la qualifica di sostituto di imposta le persone fisiche esercenti arti o professioni, gli esercenti attività commerciale, le società e gli enti di ogni tipo, le società agricole, i condomini, le associazioni, ecc. Ogni qualvolta il soggetto che esercita attività di lavoro autonomo occasionale si trova a dover effettuare la prestazione nei confronti di uno di questi soggetti è tenuto ad applicare nella ricevuta la ritenuta di acconto.

Essa rappresenta un acconto ai fini Irpef, che il committente è tenuto a versare all’Erario, per conto del soggetto che ha prestato per lui l’attività lavorativa. In pratica, il committente effettua un versamento all’Erario per conto del prestatore d’opera che subisce la ritenuta, attraverso la detrazione di parte del suo compenso (corrispettivo lordo).

La ritenuta di acconto si determina applicando una percentuale (l’aliquota è del 20%), che andrà detratta dal corrispettivo lordo.

La ratio dell’applicazione della ritenuta di acconto consiste nella maggiore affidabilità per l’Erario, che il versamento delle imposte venga effettuato correttamente, se l’onere è affidato ad un soggetto terzo rispetto a quello su cui grava l’onere tributario (prestatore di opera).

Trattenuta Inps

La voce riguarda i contributi Inps che sono a carico del prestatore di lavoro autonomo occasionale. L’Inps prevede l’assoggettamento a contribuzione, attraverso i  versamenti alla Gestione separata, quando il prestatore di lavoro autonomo occasionale superi nel corso dell’anno la soglia dei €. 5.000 (lordi), derivanti esclusivamente dal lavoro occasionale.

Ricordiamo che da un punto di vista fiscale, le prestazioni di lavoro autonomo occasionale possono essere utilizzate solo nel caso in cui la prestazione non abbia i caratteri del’abitualità e della continuità nel tempo, altrimenti scatta l’obbligo di apertura della partita Iva. Quindi, un soggetto che effettua più prestazioni occasionali durante l’anno, superando la soglia dei €. 5.000 è un soggetto obbligato ad aprire partita Iva, proprio in virtù del fatto che le prestazioni occasionali, non possono arrivare a superare i €. 5.000 lordi annui.

Come è possibile, quindi, che vi possano essere prestazioni occasionali per importi superiori a tale soglia? Questa situazione è possibile nel caso in cui il soggetto svolga un singola prestazione occasionale di durata limitata nel corso dell’anno dalla quale percepisca oltre €. 5.000 di compenso.

In questo caso, non essendoci, attività abituale e continuativa, non è obbligatoria la partita Iva, ma si supera la soglia consentita, quindi l’Inps fa scattare l’obbligo contributivo a carico del soggetto. Classico esempio è quello di un soggetto che effettua attività di maschera in teatro per un importante evento della durata di 3 giorni, percependo un compenso superiore ai €. 5.000. Se, invece, lo stesso soggetto partecipasse a più eventi durante l’anno (superando i €. 5.000), sarebbe obbligato ad aprire partiva Iva, per l’esercizio di un attività abituale di lavoro autonomo.

Aliquote di contribuzione

La disposizione normativa, recata dall’Inps è l’articolo 44, comma 2 del D.l. n. 269/03, il quale ha previsto l’iscrizione obbligatoria alla Gestione separata al superamento dei €. 5.000 derivanti da prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Sono previste aliquote differenziate a seconda che il lavoratore occasionale sia privo o meno di altra tutela obbligatoria (per le aliquote in vigore “Aliquote gestione separata“).

Ricordiamo che il reddito di €. 5.000 costituisce, comunque, una fascia di esenzione. Ciò significa che i contributi sono dovuti esclusivamente sulla quota di reddito eccedente i €. 5.000. Sul piano giuridico, il rapporto previdenziale tra lavoro autonomo occasionale e Inps nasce nel mese in cui viene superato il reddito di €. 5.000; superato il limite, pertanto, i lavoratori devono iscriversi alla Gestione separata. In presenza di più rapporti di lavoro occasionale, sarà il lavoratore stesso a tenere informati i vari committenti circa l’avvenuto superamento del tetto di esenzione, attraverso il rilascio di apposita comunicazione.

Superata, in riferimento a ciascun anno solare, la fascia di esenzione di €. 5.000, il prestatore di opera dopo essersi iscritto alla Gestione separata e aver informato il committente della contribuzione dovuta, dovrà applicare la ritenuta previdenziale nella ricevuta. Considerato l’aliquota Inps della gestione separata del 27,72% una volta applicata al compenso lordo troveremo il contributo totale Inps. Tale contributo per i 2/3 dello stesso è dovuto direttamente dal committente (e sarà per lui un ulteriore onere a suo carico), mentre il restante 1/3 è a carico del lavoratore, e quindi dovrà essere detratto come voce in diminuzione della sua ricevuta.

Ricordiamo che committente o i committenti interessati devono versare i contributi Inps sugli emolumenti dagli stessi corrisposti nel predetto anno, entro il giorno 16 del mese successivo al relativo pagamento, tramite modello F24 e utilizzando i codici tributo (CXXsoggetti non iscritti ad altra forma pensionistica” o C10soggetti iscritti ad altra forma pensionistica“).

Corrispettivo netto

Il corrispettivo netto è il risultato di una semplice sottrazione, ovvero, corrispettivo lordo, al netto della ritenuta di acconto e dell’eventuale contributo previdenziale Inps a carico del lavoratore (1/3 del contributo totale).

Il risultato di questa sottrazione è, appunto, il corrispettivo netto che il lavoratore percepirà al momento del pagamento della prestazione. Ricordiamo, che per i soggetti che effettuano prestazioni di lavoro autonomo occasionale nei confronti di soggetti che non rientrano tra i sostituti di imposta (c.d. “privati“), il corrispettivo lordo e netto coincidono, nel caso in cui non abbiamo superato la soglia dei €. 5.000 di corrispettivi lordi annui (in quanto la ritenuta di acconto e la trattenuta previdenziale non devono essere applicate).

Rimborsi spesa

Anche per i soggetti che effettuano prestazioni di lavoro autonomo occasionale, l’articolo 71, comma 2, del DPR n. 917/86 dispone che l’imponibile fiscale sia ricavato per differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Questo significa che il soggetto che effettua un’attività di lavoro autonomo occasionale può portare a riduzione del proprio reddito le spese inerenti l’attività che ha sostenuto. In alternativa, il lavoratore può chiedere al committente il rimborso di queste spese sostenute. Nel caso, tali spese non possono essere portare a deduzione del proprio reddito, proprio perché oggetto di rimborso da parte del committente.

Nel caso in cui il committente accetti di rimborsare le spese sostenute dal lavoratore, questi ha diritto ad indicare nella propria ricevuta l’importo delle spese che si intende farsi rimborsare dal committente.

Tali spese, ove adeguatamente dimostrate attraverso ricevuta, scontrino o fattura, non concorrono a formare reddito per lavoratore occasionale, quindi, non dovranno essere assoggettate a ritenuta di acconto. In questo caso tutte i documenti dovranno essere allegati alla ricevuta. Nel caso opposto, ove il rimborsi sia a forfait, questo costituirà ulteriore compenso per il lavoratore, che dovrà essere assoggettato a ritenuta di acconto.

Netto a pagare

Il netto a pagare è la voce ultima della parte numerica della ricevuta per lavoro autonomo occasionale. Tale voce si determina aggiungendo al compenso netto il valore dei rimborsi spesa documentati (ove vi siano).

Altrimenti la voce compenso netto e netto a pagare saranno di importo coincidente. Questo importo è quello che sarà poi pagato dal committente.

Dichiarazioni conclusive

In calce alla ricevuta devono essere riportate alcune indicazioni utili al committente, sia da un punto di vista fiscale che previdenziale:

  • Operazione non soggetta a Iva a norma dell’articolo 5, comma 2, DPR 633/72 – Tale indicazione è fondamentale per dimostrare al committente che la nostra ricevuta riguarda una prestazione di lavoro autonomo occasionale. E’ un elemento fondamentale della ricevuta;
  • Dichiarazione di non aver superato al soglia dei €. 5.000 – Tale dichiarazione è fondamentale per dimostrare al committente che non deve versare alcun contributo previdenziale alla Gestione separata in merito alla prestazione lavorativa.

La marca da bollo

Infine, ricordiamo che è obbligatorio apporre sulla ricevuta la marca da bollo da €. 2,00, quando la prestazione supera la soglia dei €. 77,47 .

La marca da bollo è a carico del soggetto che presta la propria opera, ma può essere facoltativamente addebitata nella ricevuta al committente.

La marca da bollo deve essere apposta sull’originale della ricevuta che deve essere rilasciata al soggetto committente al momento del pagamento del compenso pattuito.

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106 comments

  1. Buongiorno se si viene pagati per prestazione occasionale con bonifico quale è la data che deve risultare nella ricevuta?quali sono le sanzioni se si sbaglia la data?

  2. La data da riportare nella ricevuta è quella di incasso del bonifico, quindi quella di disponibilità della somma. La sanzione dipende da cosa viene contestato in relazione alla data, dalla omessa dichiarazione del reddito, all’infedele dichiarazione dei redditi. Dipende dai vari casi.

  3. se devo rilasciare una ricevuta per la prestazione occasionale, dove mi procuro il bollettario?

  4. Non occorre il bollettario, non è una ricevuta fiscale. E’ sufficiente un foglio di carta, ma correttamente compilato, come indicato nell’articolo.

  5. buongiorno, l’azienda alla quale devo presentare la ricevuta con ritenuta d’acconto mi pagherà solo su presentazione della ricevuta, quindi io non saprò mai la data esatta di ricezione del bonifico. Cosa si fa in questi casi?

    grazie, Stefania

  6. E’ una pratica non corretta, la ricevuta è un documento che attesta l’avvenuto pagamento. L’azienda che la riceve, potrebbe benissimo poi rifiutarsi di pagare visto che ha la ricevuta in mano.

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