Assegno sociale: requisiti e domanda

Condivisioni

Quali soggetti hanno diritto all’assegno sociale? Quando spetta e come fare per presentare la domanda? Tutte le info utili per ottenere l’assegno sociale. Spetta ai soggetti che si trovano in particolari situazioni economiche e non hanno diritto alla pensione di vecchiaia o a quella anticipata.

Il sistema previdenziale italiano si è caratterizzato negli ultimi anni per un progressivo innalzamento dell’età pensionabile. Questo per via dell’aumento dell’aspettativa di vita media. Oggi, quindi, il momento per andare in pensione si allontana sempre più, ed anche l’assegno sociale, sta subendo dei cambiamenti. Per questo abbiamo riepilogato tutte le informazioni utili per capire se avete i requisiti per presentare la domanda all’Inps volta ad ottenere l’assegno sociale.

L’assegno sociale: cos’è?

L’assegno sociale è una prestazione contributiva, erogata dall’Inps, a seguito di domanda presentata dal contribuente, che si trova in condizioni economiche particolarmente disagiate, ovvero con redditi non superiori a determinate soglie previste annualmente.

Non si tratta di una vera e propria pensione, in quanto l’assegno sociale prescinde dal versamento dei contributi, ma rappresenta una forma particolare di sostegno al reddito (l’assegno non è soggetto a ritenute a titolo di Irpef). L’assegno sociale, infatti, è concesso con carattere di provvisorietà, successivamente alla verifica del possesso dei requisiti reddituali e di effettiva residenza fiscale nel nostro Paese. Il diritto all’ottenimento di questa prestazione sociale è accertata in base al reddito personale del contribuente non coniugato, ed in base al reddito congiunto con il coniuge, per i contribuenti coniugati, alla data di presentazione della domanda.

Requisiti per l’ottenimento dell’assegno sociale

Il contribuente che intende chiedere l’assegno sociale deve verificare di essere in possesso di alcuni requisiti, al momento di presentazione della domanda. Tali requisiti, così come identificati dall’Inps, sono i seguenti:

  • 65 anni e 7 mesi di età;
  • stato di bisogno economico;
  • cittadinanza italiana;
  • per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • per i cittadini extracomunitari: titolarità del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno);
  • residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio nazionale.

La disciplina legata ai requisiti per la richiesta dell’assegno sociale è stata modificata dalla Legge n. 92/2012 (c.d. “Legge Fornero“) la quale ha previsto che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, il requisito anagrafico per il conseguimento dell’assegno sociale è incrementato di un anno. Da questa data, pertanto, l’età minima per il riconoscimento del trattamento assistenziale passerà a 66 anni e 7 mesi. 

Per tutti i contribuenti è elemento costitutivo la residenza effettiva in Italia: pertanto un eventuale trasferimento all’estero comporta la perdita dell’assegno. Il soggiorno all’estero del titolare, di durata superiore a 30 giorni, comporta la sospensione dell’assegno. Decorso un anno dalla sospensione, la prestazione viene revocata.

La domanda per l’assegno sociale

Il contribuente in possesso dei requisiti sopra elencati è chiamato a presentare una domanda all’Inps, esclusivamente in via telematica utilizzando uno dei seguenti canali:

  • Web – avvalendosi dei servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
  • Telefono – chiamando il contact center integrato al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • Intermediari dell’Istituto – avvalendosi dei patronati, usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi.

Alla domanda per l’ottenimento dell’assegno sociale, da presentare all’Inps, il contribuente è tenuto ad allegare la seguente documentazione:

  • una autocertificazione dei propri dati personali;
  • la dichiarazione della situazione reddituale;
  • la dichiarazione di responsabilità, riguardo ad eventuali ricoveri presso strutture sanitarie, con retta a carico dello Stato (in questo caso l’assegno sociale è ridotto dell’80%, se la retta è totalmente a carico dello Stato, oppure del 25%, se la retta versata dal beneficiario o dai familiari è di un importo inferiore alla metà dell’assegno sociale).

La misura dell’assegno sociale

L’Inps, con la circolare pubblicata il 31 dicembre 2015, ha comunicato l’importo annuo dell’assegno sociale aggiornato al 2016. Il nuovo importo è pari ad €. 5.825 (pari a €. 448,07 mensili per 13 mensilità).

Ai fini della determinazione dell’importo concorrono i redditi di qualsiasi natura al netto dell’imposizione fiscale e contributiva, ivi compresi quelli esenti da imposte, quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva, nonché agli assegni alimentari corrisposti secondo le norme del codice civile.

Vanno esclusi dal computo del reddito i trattamenti di fine rapporto comunque denominati e le sue eventuali anticipazioni, le competenze arretrate soggette a tassazione separata, il valore dello stesso assegno sociale nonché il reddito della casa di abitazione.

Non concorrono a formare il reddito, inoltre, la pensione a carico di gestioni ed enti previdenziali, pubblici e privati, che gestiscono forme di pensionamento obbligatorio, che sia corrisposta soggetto richiedente, purché sia stata liquidata con il sistema contributivo. In tal caso, la dispensa dal computo del reddito è limitata la misura corrispondente ad un terzo della pensione stessa e comunque non oltre un terzo del valore dell’assegno sociale. Vengono escluse dal computo dei redditi anche le indennità di accompagnamento di ogni tipo, gli assegni per l’assistenza personale continuativa erogati dall’Inail nei casi di invalidità permanente assoluta, gli assegni per l’assistenza personale e continuativa pagati dall’Inps ai pensionati per inabilità.

Il pagamento della prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, se risultano soddisfatti tutti i requisiti previsti dalla legge. La possibilità della liquidazione integrale dipende però in gran parte dal reddito dell’interessato e del coniuge: l’assegno sociale viene infatti liquidato in misura intera solo se non si possiede alcun reddito; di converso la sua misura viene ridotta in relazione al reddito del percipiente (o del reddito cumulato della coppia). In particolare, nel caso in cui il reddito del richiedente o quello del coniuge o la loro somma siano inferiori ai limiti di legge, l’assegno viene erogato per un importo ridotto pari alla differenza tra:

l’importo intero annuale dell’assegno sociale corrente e l’ammontare del reddito annuale

Ad esempio, ipotizziamo che il richiedente percepisca un reddito di €. 300 al mese. L’assegno sociale spetterà in misura pari a €. 148, dato dalla differenza tra €. 448 (assegno pieno) e €. 300 (reddito contribuente).  

Il superamento dei valori massimi di reddito previsti per il riconoscimento della prestazione comporta la sospensione dell’assegno il quale potrà essere ripristinato solo se, i redditi ritorneranno ad essere inferiori ai limiti massimi previsti retribuzione della prestazione stessa. La verifica dei redditi viene fatta dall’Inps annualmente, per cui, l’anno successivo l’Istituto opera la liquidazione definitiva o la modifica o la sospensione sulla base delle dichiarazioni reddituali rese dagli interessati. Una caratteristica della prestazione assistenziale in questione è data dalla circostanza che la stessa è erogata con carattere di provvisorietà sulla base della dichiarazione rilasciata dal richiedente e deve essere conguagliata, entro il mese di luglio dell’anno successivo, sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti. Riepilogando, quindi, possiamo dire che:

  • Hanno diritto all’assegno sociale in misura intera:
    • i soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito;
    • i soggetti coniugati che abbiano un reddito familiare inferiore all’ammontare annuo dell’assegno;
  • Hanno diritto all’assegno sociale in misura ridotta:
    • i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno;
    • i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare inferiore al doppio dell’importo annuo dell’assegno.

La maggiorazione dell’assegno sociale

L’assegno sociale può essere aumentato nel caso in cui il contribuente possieda alcuni specifici requisiti, ulteriori rispetto a quello già indicati. In particolare, in base alla normativa, sono previste due diverse maggiorazioni:

  • maggiorazione pari a €. 12,91 mensili, per tutti coloro che hanno un’età superiore ai 65 anni, ed un reddito inferiore alla soglia di €. 5.992,87, se il contribuente è non coniugato, o inferiore a €. 12.517,44, se il contribuente è coniugato;
  • maggiorazione pari a €. 190,26, per i pensionati con almeno 70 di età, per i pensionati con reddito sino a €. 8.298,29, se non coniugati, o sino a €. 14.123,20, se coniugati; tale maggiorazione può competere anche ai minori di 70 anni che hanno versato un determinato ammontare di contributi: in particolare, la riduzione di età si calcola in ragione di 1 anno ogni 5 anni di contribuzione versata.

Anche in questo caso la maggiorazione può essere concessa in misura ridotta fino a concorrenza dei limiti di reddito.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni