Fringe benefits lavoratori dipendenti: la tassazione

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La disciplina fiscale dei fringe benefits per i lavoratori dipendenti contenuta nell’articolo 51 del DPR n. 917/86. Le esenzioni e le modalità di tassazione delle auto aziendali dei fabbricati aziendali, dei prestiti, concessi ai lavoratori dipendenti. Disciplina di tassazione delle trasferte e delle missioni aziendali dei lavoratori dipendenti.

Il trattamento fiscale dei compensi in natura (“fringe benefits“) è contenuto nell’articolo 51, del DPR n. 917/86 (Tuir) il quale prevede una regola generale (comma 3), e alcune regole particolari (comma 4).

La regola generale disciplina l’applicazione del valore normale per i beni ceduti e i servizi prestati dal datore di lavoro e la tassazione, sempre che l’importo ecceda gli €. 258,23.

Invece, tra le regole particolari per la determinazione del valore convenzionale di alcuni beni e servizi in natura ci sono quelle che riguardano gli autoveicoli (comma 4, lettera a) e i fabbricati concessi in uso al dipendente (comma 4, lettera c). Di seguito tutte le informazioni utili sulla disciplina fiscale dei compensi in natura per i lavoratori dipendenti.

Fringe benefits: trattamento fiscale

Il trattamento fiscale dei compensi in natura (c.d. “fringe benefits“) è contenuto nell’articolo 51 del DPR n. 917/86, il quale prevede:

  • La fissazione di una regola generale (comma 3);
  • La determinazione del valore convenzionale di alcuni beni e servizi in natura (comma 4).

La determinazione dei fringe benefits opera su un piano oggettivo e soggettivo. Sul piano oggettivo, si ricava che gli elementi da valorizzare sono costituiti sia dai beni ceduti e dai servizi prestati dal datore di lavoro, sia dal diritto di ottenerli da terzi. Sul piano soggettivo, i beneficiari dei suddetti valori sono il dipendente, il coniuge del dipendente ed i familiari del dipendente identificati nell’articolo 12 del DPR n. 917/86.

Le regole con cui vengono valorizzati i vari elementi divergono a seconda della natura di tali “elementi“.

Con riferimento alle cessioni di beni, la valorizzazione in esame deve seguire le seguenti regole:

  • Applicazione del prezzo mediamente praticato dall’azienda nelle cessioni al grossista, nell’ipotesi di cessione di beni prodotti dall’azienda medesima;
  • Applicazione delle disposizioni sul “valore normale” genericamente previste dall’articolo 9 del DPR n. 917/86, in ogni altra ipotesi (cessione di beni prodotti dall’azienda ma non commercializzati all’ingrosso, cessione di beni non prodotti dall’azienda e, in ogni caso, prestazioni di servizi).

Limite di esenzione dei fringe benefits

Una volta quantificati i valori, gli stessi concorrono interamente, o meno, alla formazione del reddito di lavoro dipendente, a seconda che l’importo complessivo determinato con riferimento al periodo di imposta ecceda, o meno, l’importo di €. 258,23, ai sensi del comma 3 dell’articolo 51 del DPR n. 91786.

Con riferimento alle erogazioni liberali, il limite di €. 258,23 è stabilito con riferimento all’intero periodo di imposta del singolo dipendente, non rendendosi necessario alcun ragguaglio temporale nell’ipotesi in cui tale periodo di imposta sia inferiore all’anno solare.

Nel caso in cui il rapporto di lavoro si interrompa prima della fine dell’anno solare e il dipendente inizi, nel corso del medesimo periodo di imposta, un altro rapporto di lavoro, è necessario, ai fini del computo del suddetto limite, considerare anche i fringe benefits eventualmente concessi dal precedente datore di lavoro, dal momento che i lassi temporali associati ai due distinti rapporti di lavoro costituiscono un unico periodo di imposta.

 Vale la pena di ricordare che la disposizione agevolativa non introduce una franchigia. Infatti, una volta superato il limite indicato, il valore dei fringe benefits deve essere assoggettato a tassazione interamente. A tal proposito la verifica del limite, deve essere effettuata considerando gli importi eventualmente addebitati al dipendente (sottraendoli dal valore normale).

Di seguito si riporta una sintesi dei principali fringe benefits.

Auto aziendali: fringe benetits

Per gli autoveicoli indicati nell’articolo 54, comma 1, lett. a), c) e m), D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (c.d. “Codice della Strada“) i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, si assume il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’ACI deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle Finanze che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo di imposta successivo, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente.

Il veicolo concesso in uso al dipendente per esclusivo fine aziendale non determina, per lo stesso, alcun fringe benefit tassabile. Invece, l’attribuzione del veicolo per uso esclusivamente personale del dipendente determina, in capo allo stesso, un fringe benefits, tassabile come reddito di lavoro dipendente, pari al compenso in natura. Pertanto, la quantificazione del reddito avviene applicando il criterio del valore normale previsto dall’articolo 9 del DPR n. 917/86.

Tipo di utilizzoTrattamento Fiscale DipendenteTrattamento Fiscale Datore di Lavoro
Uso esclusivo aziendaleNessun fringe benefit tassabileI costi sono deducibili con i limiti di cui all'art.
164 del Tuir
Uso promiscuoFringe benefit tassabile pari al 30% dell’importo corrispondente ad una
percorrenza convenzionale di Km 15.000, determinata sulla base del costo chilometrico stabilito dalle Tabelle Aci
I costi sono deducibili al 70%.
Se il veicolo è dato in uso promiscuo per un lasso di tempo inferiore alla maggior parte del periodo d’imposta, i costi sono deducibili:
● al 100%, fino all'ammontare del fringe benefit che concorre a formare il reddito di lavoro dipendente;
● al 20%, tenendo conto dei limiti massimi disposti dall'art. 164, co. 1, lett. b), Tuir, ragguagliati al periodo diverso da quello di utilizzo promiscuo da parte del dipendente, per la parte eccedente
Uso privatoFringe benefit tassabile calcolato in base al valore normaleCosto deducibile nei limiti del compenso in natura tassato in capo al dipendente

Dal punto di vista operativo, il valore del fringe benefits può essere attribuito al dipendente mediante:

  • Inserimento in busta paga;
  • Fatturazione (si ricorda che i costi di percorrenza delle Tabelle Aci sono da considerarsi comprensivi di Iva).

È possibile, inoltre, attribuirne sia una quota in busta paga sia un’altra con fattura. Per completezza, si ricorda che, nel caso in cui il dipendente utilizzi la propria autovettura per effettuare una trasferta di lavoro, il datore di lavoro deve corrispondere un’indennità chilometrica. Inoltre, per il datore di lavoro è previsto un limite alla deducibilità del costo di percorrenza dell’autoveicolo privato per vetture con potenza superiore a 17 CV fiscali se a benzina, e 20 CV fiscali se diesel.

Per approfondire: Auto in uso al dipendente: la tassazione

Prestiti: fringe benefits

In caso di concessione di prestiti, si assume come compenso in natura il 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) vigente al termine di ciascun anno e l’importo degli interessi calcolato al tasso applicato sugli stessi.

Tale regola non si applica per i prestiti stipulati anteriormente al 1° gennaio 1997, per quelli di durata inferiore ai dodici mesi concessi, a seguito di accordi aziendali, dal datore di lavoro ai dipendenti in contratto di solidarietà o in cassa integrazione guadagni o a dipendenti vittime dell’usura ai sensi della Legge 7 marzo 1996, n. 108, o ammessi a fruire delle erogazioni pecuniarie a ristoro dei danni conseguenti a rifiuto opposto a richieste estorsive ai sensi del D.L. 31 dicembre 1991, n. 419, convertito con modificazioni, dalla Legge 18 febbraio 1992, n. 172.

Fabbricati: fringe benetits

Per i fabbricati concessi in locazione, in uso o in comodato, si assume come compenso in natura la differenza tra la rendita catastale del fabbricato aumentata di tutte le spese inerenti il fabbricato stesso, comprese le utenze non a carico dell’utilizzatore e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato stesso. Pertanto si avrà:

Fringe benefit = rendita catastale del fabbricato + eventuali spese inerenti ‒ somma versata o trattenuta al dipendente

Per i fabbricati concessi in connessione all’obbligo di dimorare nell’alloggio stesso, si assume il 30% della predetta differenza. Quindi:

Fringe benefit = (rendita catastale del fabbricato + eventuali spese inerenti ‒ somma versata o trattenuta al dipendente) x 30% 

Per i fabbricati che non devono essere iscritti nel catasto si assume la differenza tra il valore del canone di locazione determinato in regime vincolistico o, in mancanza, quello determinato in regime di libero mercato, e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato. Pertanto:

Fringe benefit = Canone di locazione ‒ somma versata o trattenuta al dipendente

Per quanto riguarda la determinazione del reddito di impresa per il datore di lavoro che concede in uso il fabbricato, è previsto, come regola generale, che i canoni di locazione anche finanziaria e le spese di manutenzione dei fabbricati concessi in uso ai dipendenti siano deducibili per un importo non superiore a quello che costituisce reddito per i dipendenti stessi. In altre parole, sulla base del principio di correlazione, secondo cui tutto ciò che costituisce reddito di lavoro dipendente è deducibile in capo al datore di lavoro, la quota che quest’ultimo può portare in deduzione quale componente negativo di reddito è pari a quanto costituisce reddito per il dipendente.

Trasporto ferroviario: fringe benefits

Per i servizi di trasporto ferroviario di persone prestati gratuitamente, si assume come compenso in natura, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti, l’importo corrispondente all’introito medio per passeggero/chilometro, desunto dal Conto nazionale dei trasporti e stabilito con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, per una percorrenza media convenzionale di 2.600 chilometri.

Trasferte e missione: trattamento fiscale

Il trattamento fiscale delle indennità e dei rimborsi spese a seguito delle trasferte va analizzato a seconda che:

  • la trasferta sia effettuata nel territorio comunale dove è ubicata la sede di lavoro;
  • la trasferta sia effettuata fuori del territorio comunale dove è ubicata la sede di lavoro.

Nella tabella che segue si riportano le varie ipotesi.

Ambito territorialeTrattamento fiscale
Trasferta nel territorio comunaleLe indennità e i rimborsi spese concorrono integralmente a formare il reddito di lavoro dipendente. Non concorrono, in ogni caso, i rimborsi spese di tra-sporto comprovati da documenti provenienti dal vettore (biglietti, autobus, ricevuta taxi)
Trasferta fuori dal terri-torio comunale - in-dennità forfettariaÈ esclusa dal reddito imponibile fino all’importo di:
- 46,48 euro al giorno per le trasferte nel territorio nazionale;
- 77,47 euro al giorno per le trasferte all’estero.
I rimborsi analitici delle spese di viaggio e di trasporto non concorrono a formare il reddito imponibile a condizione che vi sia un’idonea documentazio-ne. Sono imponibili tutti i rimborsi di spese, anche analiticamente documenta-ti, corrisposti in aggiunta all’indennità di trasferta
Trasferta fuori dal terri-torio comunale - rim-borso mistoSe al dipendente viene corrisposto, oltre all’indennità di trasferta (forfetaria), anche il rimborso analitico di spese di vitto e spese di alloggio, l’indennità for-fetaria esente, di cui al precedente punto, è ridotta:
- a 1/3 (euro 30,99 per le trasferte effettuate nel territorio nazionale o euro 51,65 se effettuate all’estero) se vengono rimborsate le spese di vitto o quelle di alloggio;
- a 2/3 (euro 15,49 per le trasferte effettuate nel territorio nazionale o euro 25,82 se effettuate all’estero) se vengono rimborsate sia le spese di vitto che quelle di alloggio
Trasferta fuori dal terri-torio comunale - rim-borso analiticoNon sono imponibili i rimborsi analitici di:
- spese di vitto e alloggio;
- spese di viaggio;
- spese di trasporto;
- altre spese se analiticamente attestate dal dipendente in trasferta fino ad un importo massimo di euro 15,49 al giorno nel territorio nazionale e euro 25,82 al giorno per le trasferte all’estero.
Qualsiasi altra indennità corrisposta in aggiunta al rimborso analitico concorre a formare interamente il reddito

Per i lavoratori che per contratto svolgono la propria attività in luoghi sempre variabili e diversi (c.d. trasfertisti), le indennità e le maggiorazioni di retribuzione sono imponibili nella misura del 50% del loro ammontare.

È prevista una particolare disciplina delle indennità erogate al dipendente per effetto del trasferimento di sede in Italia o all’estero (articolo 51, comma 7, del Tuir). Tali indennità prescindono dallo status del dipendente (straniero o italiano), ma ciò che rileva è la corresponsione da parte del datore di lavoro di somme e rimborsi spese in connessione con uno spostamento del dipendente ad un’altra sede (in Italia o all’estero). In base a quanto stabilito dalla norma in commento, le somme corrisposte a titolo di indennità di trasferimento, di prima sistemazione ed equipollenti non concorrono a formare il reddito in misura pari al 50% fino ad un importo complessivo annuo pari a:

  • €. 1.549,37 per i trasferimenti all’interno del territorio nazionale;
  • €. 4.648,11 per i trasferimenti al di fuori del territorio nazionale (trasferimenti dall’Italia all’estero) o per i quali avviene il trasferimento nel territorio nazionale (dall’estero all’Italia).

Per approfondire: Indennità di trasferta: disciplina fiscale

La nostra consulenza

Hai dubbi sulla corretta applicazione del fringe benefits o hai bisogno di consulenza? Lasciaci un commento, saremo lieti di risponderti nel più breve tempo.

27 comments

  1. Ciao, sono stato assunto da un azienda in Italia, io ora lavoro in Germania. Per farmi venire in Italia mi pagano un volo dalla Germania e ovviamente mi danno un hotel per un mese nel frattempo che cerco una casa mia. Volo e albergo mi vengono tassati? vengono davvero considerati un benefit? non avendo una casa se non mi danno albergo non sussite la possibilita di iniziare il rapporto di lavoro, come puo essee considerato un benefit? Grazie!

    • Fiscomania

      Salve, in questo caso si tratta di benefit, in quanto l’azienda sostiene per suo conto alcuni oneri che non riguardano l’attività lavorativa. Invece che pagarle il compenso, l’azienda le acquista il volo e l’albergo dove soggiornerà. Per lei questo è un beneficio, al pari della retribuzione.

  2. Buongiorno,

    mi confermate che un veicolo ad uso promiscuo assegnato ad un dipendente in fringe benefit può essere utilizzato esclusivamente da lui o suoi famigliari di 1° grado?
    Se la risposta fosse affermativa a che sanzioni va incontro l’azienda nel caso decida di far utilizzare quello stesso mezzo a persone non famigliari dell’utilizzatore?

    Grazie molte.

    • Fiscomania

      La risposta è affermativa. In caso contrario l’azienda non ha sanzioni, non può controllare a chi guida l’auto del dipendente, ma sarà il dipendente a risponderne.

  3. Buon giorno.
    Utilizzo un autovettura concessa in fringe benefit dall’azienda per la quale lavoro, benefit regolarmente fatturato ed inserito in busta paga secondo le tabelle pubblicate in Gazzetta Ufficiale, tutto secondo la normativa vigente.
    Recentemente l’azienda ha manifestato l’intenzione di fatturare una quota aggiuntiva in caso di superamento della percorrenza chilometrica concordata dall’azienda stessa con la società di noleggio a lungo termine.
    La quota aggiuntiva sarebbe determinata in funzione dei chilometri di superamento della percorrenza chilometrica contrattuale (stabilita unilateralmente dall’azienda).
    Desidero una vostra valutazione in merito alla liceità di questo ulteriore addebito al dipendente in aggiunta alla quota già fatturata dall’azienda come fringe benefit.
    Grazie.
    Gianluca.

    • Fiscomania

      Direi che tutto dipende dagli accordi presi tra impresa e lavoratore. La tassazione che si trova in busta per l’utilizzo del veicolo tuttavia viene ridotta degli importi richiesti al dipendente addebitati in busta paga. Quindi se le richiedono un importo maggiore la tassazione del suo fringe benefit sarà inferiore.

  4. Buongiorno. La mia azienda mi sta assegnando un auto aziendale ad uso promiscuo la cui quota ACI (esclusa IVA) è di 131€ al mese circa. Mi è stato comunicato che la quota mi sarà addebitata con fattura (cadenza trimestrale). Questo significa che l’auto aziendale mi “costerà” (131€*3)+IVA? Tale spesa è deducibile nel 730?
    Grazie,
    Antonio

    • Fiscomania

      Salve Antonio, l’auto concessa in uso promiscuo al lavoratore dipendente viene tassata, in quanto considerata Fringe benefit. Immagino che quel valore corrisponda al fringe che costituisce per lei un reddito. L’importo per lei è un reddito in busta paga, non è una spesa. Reddito che sarà tassato. La tassazione non è un costo deducibile.

  5. La mia azienda da per me è la mia famiglia come fringe benefit l’assicurazione sanitaria, pari a un valore di 2.980€.
    Da quello che leggo secondo la finanziaria, visto che l’importo è inferiore di 3.615€, non mi dovrebbe essere assolutamente inserita la tassazione in busta paga. Corretto?
    Grazie

    • Fiscomania

      Non c’è tassazione in questo caso.

      • Anche se in azienda sono l’unica dipendente ad avere questo benefit?
        In azienda mi dicono:
        che le polizze devono essere stipulate, per essere deducibili, in conformita’ a contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali.
        Quindi secondo lui se la polizza non è per tutti i dipendenti con la mia categoria di impiego, non è deducibile per l’azienda ed è tassabile per me.
        C’è una soluzione?

  6. buongiorno posso scegliere a seguito di un nuovo lavoro o una auto aziendale oppure una somma mensile (indennità/allowance) cosa mi consigliate? l’indennità offerta viene tassata o risulta netta come un rimborso a piè di lista?
    grazie

    • Fiscomania

      Sia che scelta l’importo che l’auto, il valore di entrambi è soggetto comunque a tassazione in busta paga, quindi, praticamente non cambia niente. Deve capire quanto sarebbe tassate l’auto e valutare la scelta migliore.

  7. Buona sera,

    Nel caso di uno stock grant:
    – azioni fornite gratuitamente ad alcuni impiegati ma la cui vendita è bloccata per un certo numero di anni (superiore a 3),
    rientrano nei fringe benefit, o nelle stock option, come nell’articolo seguente: https://www.fiscomania.com/2015/06/stock-option-estere-disciplina-fiscale-e-dichiarativa/

    Mi sembra di aver compreso che la condizione essenziale per fringe benefits è che tutti i dipendenti ne usufruiscano;
    Mentre per le stock options deve esistere un’opzione, nel caso sopra non vi è alcuna opzione, le azioni vengono “regalate” ed ad una certa data vengono vendute (senza possibilità di scelta).
    Considerando inoltre che le azioni sono collocate all’estero quale sarebbe la tassazione e regolamenti applicabili?

    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità

    • Fiscomania

      La possibilità che le ha dato l’azienda è di poter acquistare azioni, estere, dopo un tempo prestabilito. La tassazione avviene direttamente nella sua busta paga, come fringe benefit, al momento dell’esercizio dell’opzione. Riceverà, quindi, l’importo già al netto delle imposte. Dovrà tuttavia dichiarare il possesso delle stock estere nel quadro RW. Per maggiori info, mi contatti per una consulenza.

      • Buon giorno, grazie per la risposta.. penso di non essermi spiegato correttamente, l’azienda al tempo 0 concede le azioni direttamente su un conto presso una banca estera USA nel frattempo vengono anche caricati i dividendi; successivamente ad un tempo prestabilito 3/5 anni le azioni vengono automaticamente vendute. E poi sarà necessario trasferire l’ammontare in Italia.. quindi in pratica il capital gain non sembra essere connesso con lo stipendio

        • Fiscomania

          Solitamente l’azienda in questi casi tassa l’attribuzione/vendita delle stock in busta paga, come fringe benefit. Lei dovrà dichiarare il possesso considerata la disciplina sul monitoraggio fiscale, ed eventualmente tassare i dividendi percepiti.

  8. Ilaria Ricciardi

    Ciao, sto tornando un contratto con una nuova azienda. Mi offrono 300 euro fissi per 14 mensilità ma li vorrebbero inserire con tassazione ridotta in benefit. Devo decidere io come erogarli e per quali voci. Voi cosa mi suggerire?

    • Fiscomania

      Tassazione in benefit, vuol dire che non la pagheranno in denaro ma con alcuni beni concessi. Sinceramente, cambierei contratto e/o azienda.

  9. Buongiorno,
    vorrei avere informazioni in merito al trattamento fiscale di omaggi e liberalità a dipendenti; in particolare vorrei sapere, come sono considerati i cofanetti soggiorno (c.d. smartbox) da destinare a dipendenti.
    Grazie

  10. Salve,
    a Natale i miei titolari vorrebbero dare dei buoni ai dipendenti. So che il tetto massimo è 258 euro per singola persona, ma vorrei sapere se è possibile darli solo ad alcuni dipendenti e altri no, o se darli con diverso importo, o se ci sono vincoli legali tali per cui tutti o tutti nella categoria devono ricevere lo stesso buono.

    Grazie della gentile risposta.
    Cordiali saluti

    • Fiscomania

      Salve Alice, da un punto di vista fiscale non ci sono vincoli di sorta. I buoni possono essere di valore diverso e dati a solo alcuni dipendenti.

      • Grazie della veloce risposta. Purtroppo lo studio paghe a cui ci appoggiamo mi ha dato indicazioni differenti ovvero riporto testuale : “Per quanto riguarda i beni in natura, mentre i soldi che venivano dati in busta dovevano essere dati a tutti, ora i beni in natura possono essere dati anche a singole categorie di dipendenti tipo solo i commerciali, solo gli amministrativi ecc..
        Oppure solo chi ha i figli a carico…
        Insomma categorie individuate con determinate caratteristiche omogenee”
        Chiedo quindi un chiarimento in merito. Grazie mille per il vostro impegno e i vostri consigli.

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