Mensa scolastica: guida alla detrazione fiscale

Condivisioni

Possono essere detratte sia nel 730 che nel modello Unico le spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, per un importo annuo non superiore a €. 400,00 per alunno o studente. Rientrano in queste spese anche quelle sostenute per la mensa scolastica. Di seguito le info utili per la detrazione fiscale.

A partire dal 2015, sono detraibili nella misura del 19% le spese per la frequenza di scuole dell’infanzia del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1, della Legge n. 62/2000, e successive modificazioni, per un importo annuo non superiore a €. 400 per alunno o studente. La Legge n. 107/2015 e la Legge n. 208/2015 hanno modificato le disposizioni vigenti in tema di detrazione per spese di istruzione, con effetti a partire dall’anno 2015: in particolare è stato modificato l’articolo 15, comma 1, lettera e) del DPR n. 917/86 (Tuir), ed è stata inserita la nuova lettera e-bis) al citato articolo 15. Tra le novità introdotte, la più rilevante sicuramente riguarda la possibilità di portare in detrazione il costo relativo alla mensa scolastica dei figli che frequentano scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione, o per la scuola secondaria di secondo grado. Di seguito trovate tutte le informazioni utili per la detrazione delle spese riguardanti la mensa scolastica dei figli.

Detrazione per la frequenza scolastica

A seguito delle novità introdotte dalla Legge n. 107/2015 e dalla Legge n. 208/2015, la lettera e) del comma 1 dell’articolo 15 del Tuir disciplina la detrazione per le spese di istruzione universitaria, mentre la successiva lettera e-bis) disciplina la detrazione delle spese:

per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62″

In particolare, la nuova lettera e-bis dell’articolo 15, comma 1, del DPR n. 917/86 prevede quindi la detrazione fiscale, da usufruire sia nel modello 730 che nel modello Unico Persone Fisiche, per le spese di istruzione sostenute per la frequenza:

  • di scuole dell’infanzia (c.d. “scuola materna”);
  • del primo ciclo di istruzione (comprende la scuola primaria, per un ciclo di 5 anni e la scuola secondaria di primo grado, per un ciclo di 3 anni);
  • della scuola secondaria di secondo grado (ciclo scolastico della durata di 5 anni),

del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1, della Legge n. 60/2000, nel limite di €. 400 per alunno o studente.

La stessa lettera e-bis prevede poi che tale detrazione non sia cumulabile con quella prevista per le erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche per l’ampliamento dell’offerta formativa, prevista invece dall’articolo 15, comma 1, lettera i-octies) del Tuir. Per chiarire meglio questa differenza, occorre andare ad analizzare brevemente la disciplina riguardante la detrazione per erogazioni liberali alla scuola.

Detrazione per erogazioni liberali

Sono detraibili infatti, sempre nella misura del 19% della spesa sostenuta (ma senza limite di importo), le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado,statali e paritari senza scopo di lucro appartenenti al sistema nazionale di istruzione di cui alla Legge n. 62/2000 e in favore delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e universitaria e all’ampliamento dell’offerta formativa.

La detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento quali bancomat, carte di credito prepagate, assegni bancari e circolari. Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MUIR), interpellato sulla questione, ha precisato che, alla luce del combinato disposto delle lettere e-bis) e i-octies) dell’articolo 15 i contributi volontari consistenti in erogazioni liberali finalizzati:

  • all’innovazione tecnologica (ad esempio acquisto di cartucce stampanti);
  • all’edilizia scolastica (ad esempio pagamento piccoli e urgenti lavori di manutenzione o di riparazione);
  • all’ampliamento dell’offerta formativa (ad esempio l’acquisto di fotocopie per verifiche o approfondimenti);

Tali erogazioni, ricordiamo, possono essere portati in detrazione nel modello 730 e nel modello Unico Persone Fisiche, senza limiti massimi di spesa.

Detrazione per la mensa scolastica

Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha successivamente precisato che rientrano nella previsione della lettera e–bis) dell’articolo 15 del Tuir anche le spese per la mensa scolastica sostenute dal primo gennaio 2015, così come affermato nella Circolare n. 3/E/2016 dell’Agenzia delle entrate, risposta 1.15. Rientrano invece nella previsione della lettera e-bis):

  • le tasse,
  • i contributi obbligatori,
  • i contributi volontari,
  • le altre erogazioni liberali,

deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica ma non per le finalità di cui alla lettera i-octes), quali ad esempio la tassa di iscrizione, la tassa di frequenza e le spesa per la mensa scolastica. Rimane, in ogni caso, escluso dalla detrazione l’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Come documentare la spesa

Le spese relative alla mensa scolastica dei figli, come detto, sono detraibili al 19% per un tetto massimo di €. 400 per ogni alunno. Esse devono essere indicate nel quadro E del modello 730 nei righi da E8 a E12 con il codice12“, oppure all’interno del modello Unico Persone Fisiche, nel quadro RP, nei righi da RP8 a RP12, indicando sempre il codice12“. Tali spese, al fine di poter permettere l’ottenimento della detrazione fiscale del 19% devono essere adeguatamente documentate, a cura del soggetto che sostiene la spesa. La documentazione  utile per la detrazione si può ottenere tramite:

  • copie di bonifici bancari effettuati verso l’istituto scolastico;
  • copie di bollettini postali rilasciati dall’istituto;
  • copie dei MAV di pagamento.

In mancanza delle ricevute di pagamento sopra indicate è possibile farsi rilasciare dalla segreteria dell’istituto scolastico un apposito attestato di pagamento su cui deve essere apposta una marca da bollo di €. 2,00 qualora la spesa sostenuta superi la soglia di €. 77,47. In questo modo la spesa sostenuta potrà essere comunque portata in detrazione dalla dichiarazione dei redditi.

Per approfondire: Spese di istruzione: la detrazione nel modello 730

Hai bisogno di aiuto per la detrazione fiscale riguardante le spese scolastiche? Lasciaci un commento con i tuoi dubbi o le informazioni che cerchi, saremo lieti di risponderti nel più breve tempo. Se, invece, hai bisogno di una consulenza per la compilazione della dichiarazione dei redditi puoi contattarci nell’apposita pagina dedicata alla consulenza online.

Check Also

Esterometro

Esterometro per le operazioni transfrontaliere: guida pratica

A partire dal 1º gennaio 2019 è obbligatorio l’invio telematico dell’Esterometro. Comunicazione che riguarda le …

Bitcoin

Criptovalute e Bitcoin: tassazione delle monete virtuali

Tassazione di Criptovalute, e gestione IVA di Bitcoin e monete virtuali. Il regime fiscale di …

Termini di accertamento

Termini di accertamento in caso di dichiarazione integrativa

I termini di accertamento ripartono dal momento in cui viene inviata la dichiarazione integrativa. Tuttavia, …

Decadenza dalla rateazione

Decadenza dalla rateazione di una cartella: ecco cosa fare SUBITO

Il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, determina la decadenza dalla rateazione delle …

Locazione di immobile in comodato

Locazione di Immobile in comodato: chi dichiara il reddito?

Nella locazione di immobile in comodato il reddito deve essere dichiarato dal soggetto comodante. Ovvero …

Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo

Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo

La Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo comprende prestazioni occasionali, provvigioni e compensi  a …

21 comments

  1. E’ possibile compilare un solo rigo con la spesa relativa ad entrambi i figli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condivisioni