Rischio di frode in bilancio: principali casistiche

Condivisioni

Quali sono le principali tecniche frodatorie del bilancio? Come evitare il rischio di frode? Le principali casistiche e le metodologie di controllo per evitare il falso in bilancio.

Il bilancio di esercizio è il principale strumento a disposizione dell’impresa per fare conoscere l’andamento della propria attività a tutti gli stakeholder esterni, come fornitori, istituti di credito, ed anche al Fisco. Negli ultimi anni, complice anche la crisi economica, le imprese spinte dalla chiusura del credito da parte degli istituti bancari hanno cercato di migliorare artificiosamente le proprie performance, modificando i dati di bilancio, aumentando così notevolmente i rischi di frode per i creditori.

In questo contesto il legislatore con l’intento di sanzionare le condotte di falso in bilancio e ridurre il rischio di frode è intervenuta andando a modificare la fattispecie di reato di “false comunicazioni sociali“, di cui agli articoli 2621 e 2622 del codice civile. Di seguito andremo ad analizzare le novità normative soffermandoci sul rischio di frode, e sulle modalità di individuazione e prevenzione dello stesso.

Rischio di frode e falso in bilancio

Con la Legge n. 69/2015 è stato modificato l’impianto normativo del reato di “false comunicazioni sociali” contenuto negli articoli 2621 e 2622 del codice civile, con l’intento di sanzionare in modo più severo le condotte di falso in bilancio e di ostacolare la corruzione nella Pubblica Amministrazione.

La Legge n. 69/2015 ha modificato il contenuto dei citati articoli introducendone altri due: gli articoli 2621-bis e 2621-ter riguardanti i fatti di lieve e particolare tenuità. Le principali modifiche apportate sono:

  • l’illecito assume la natura di reato di mero “pericolo” e non di “danno” per cui può essere attivato a prescindere dalle querele di parte;
  • eliminazione degli specifici indici di rilevanza della condotta delittuosa che precludevano la configurazione dell’illecito qualora non superati (la falsità o le omissioni non dovevano determinare una variazione del risultato economico dell’esercizio, al lordo delle imposte, superiore al 5%, o una variazione del patrimonio netto superiore all’1%).

La nuova fattispecie di falso in bilancio, quindi, richiede che le condotte di esposizione o di omissione di fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero siano concretamente idonee ad indurre altri in errore, determinando così un fatto significativo di frode. Al fine, quindi, di capire quando si configura il reato di falso in bilancio è opportuno analizzare la differenza riscontrabile tra: errore e frode, in quanto solo al verificarsi della frode si riscontra la fattispecie di reato. In particolare:

  • Errore – Per errore intendiamo una rappresentazione non veritiera dovuta a comportamenti ed eventi non intenzionali. Ad esempio, configurano un errore errate stime di bilancio dovute a interpretazioni non corrette, errori nella raccolta ed elaborazione di dati, errata applicazione di principi contabili, etc;
  • Frode – Falsa rappresentazione dovuta ad atti fraudolenti. Ad esempio, configurano frode una informativa economico finanziaria volutamente falsa (manipolazione, falsificazione, o alterazione di registrazioni contabili o documenti, operazioni inesistenti, errata applicazione di principi contabili), oppure appropriazione illecita di beni o attività aziendali.

Ultimo aspetto da sottolineare sul reato di falso in bilancio è che lo stesso è stato rubricato tra i “reati di pericolo“, ed in pratica non è necessario dimostrare l’effettivo danno frutto di comportamenti contabili illeciti, per configurare il reato, ma è sufficiente una comunicazione motiva di frode aziendale, esperibile anche da parte dell’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanzia, nel corso di una normale attività di accertamento.

Per approfondire: Il nuovo reato di falso in bilancio

Rischio di frode: le tecniche più gettonate

Di seguito andremo ad analizzare le tecniche frodatorie più utilizzate dalle imprese, al fine di ridurre al massimo il rischio di frode, proviamo anche a fornire le modalità di individuazione e di prevenzione di queste modalità fraudolente di modifica del bilancio e della realtà aziendale. Non volendo essere esaustivi, vogliamo cercare di fornire utili indicazioni per tutti gli stakeholder i consulenti o i revisiori legali, che nel corso dell’esercizio sono chiamati ad analizzare il bilancio aziendale, al fine di ridurre il rischio di frode.

Consulenze e intermediazioni fittizie

La tecnica, piuttosto semplice, è quella di utilizzare fatture per prestazioni di consulenza inesistenti o di valore nettamente inferiore allo scopo di creare indebite disponibilità per gli amministratori. Spesso tale tecnica è utilizzata anche dai gruppi societari per management fees addebitate da società in paesi a fiscalità privilegiata.

Al fine di individuare e prevenire questo tipo di frode è opportuno andare a verificare tutti i costi per servizi più significativi, ed anche i costi legati alle intermediazioni, controllando che siano sottoposti a procedure rigide sia nella fase di creazione del rapporto, che nella fase di pagamento. Non devono esserci deviazioni dalle ordinarie procedure (ad esempio, un agente che viene seguito direttamente dalla direzione e non dall’ufficio commerciale).

Caparre penitenziali fittizie

In questo caso la società stipula un contratto preliminare di vendita di un bene (solitamente immobili) ad un valore inferiore a quello di mercato con un soggetto compiacente prevedendo una caparra penitenziale in casi di mancato perfezionamento del contratto. Successivamente l’immobile viene venduto a un terzo soggetto al valore di mercato (il che giustifica il pagamento della penale) con creazione di riserva occulta presso il soggetto compiacente a danno della società.

Poiché tali operazioni non sono usuali è facile individuarle. E’ opportuno verificare le differenze di prezzo tra preliminare e atto definitivo e indagare sulle cause. Nei casi più dubbi deve essere chiesta una perizia esterna. Verificare anche la congruità della penale e l’operatività del soggetto promissorio acquirente.

Operazioni fittizie di leasing

Una società (A) vende ad una società compiacente (B) ad un prezzo irrisorio un bene. Il bene di fatto rimane nella disponibilità di (A). La società (B) vende al valore di mercato ad una società di leasing (C) che concede lo stesso bene in locazione finanziaria alla società (A). La società (B) ha acquistato la disponibilità di somme pari alla differenza tra il valore di acquisto da (A) e quello di vendita a (C) che provvede con altra operazione a stornare in parti sui conti dell’amministratore di (A).

In questo caso, al fine di prevenire il rischio di frode, è opportuno verificare che l’inventario fisico dei beni strumentali sia costantemente e sistematicamente aggiornato. E’ opportuno verificare la conformità della procedura di decisione e conclusione del contratto di leasing.

Forniture stornate con note di credito

Una società (A) effettua con altra società compiacente (B) la fornitura di beni o servizi. Dopo la fornitura l’acquirente (B) contesta fittiziamente i beni o servizi ricevuti da (A). Segue la transazione con emissione di nota di credito da parte di (A). La provvista creata presso (B) viene poi stornata su conti correnti intestati a soggetti legati all’amministrazione di (A).

Le note di credito che scaturiscono da transazioni o arbitrati devono essere assoggettate ad una rigorosa procedura operativa. E’ opportuno acquisire tutta la documentazione sottostante l’operazione oggetto di transazione e analizzare le cause di non conformità della merce o prestazione; la persona (e il correlato grado di indipendenza) che ha accertato la non conformità; l’intervento di legali nella transazione che vanno circolarizzati; l’operatività della società acquirente.

Emissioni multiple di Ri.Ba. a fronte di uno stesso credito

Le società in difficoltà finanziaria per ottenere liquidità immediate emette più Ri.Ba. a fronte di uno stesso credito portando all’anticipo le stesse presso diversi istituti bancari. All’atto dell’emissione della prima Ri.Ba, chiude il conto cliente contro un conto Ri.Ba. in portafoglio, poi chiude anche tale conto in contropartita del conto banche c/c o banche c/anticipi. Le successive anticipazioni vengono gestite con accredito del conto corrente o c/anticipi e addebito di un altro cliente o con utilizzo di un conto transitorio nel passivo banche c/RB, anticipi e similari.

E’ opportuno verificare gli addebiti bancari per Ri.Ba. insolute e le note di credito emesse. Verificare in dettaglio il conto Ri.Ba. in portafoglio o all’anticipo e effettuare riscontro con distinte di presentazione in banca delle stesse.

Doppi pagamenti

Il dipendente della società paga due volte il fornitore per la stessa prestazione. Tale frode può essere posta in essere, ad esempio, inserendo due volte nell’anagrafica fornitori il fornitore complice. Attribuendo due codici è possibile registrare la fattura due volte ed eseguire il doppio pagamento.

In questo caso occorre verificare periodicamente l’anagrafe dei fornitori ponendo attenzione alle denominazioni sociali simili. Effettuare periodicamente riconciliazioni contabili tra schede contabili e risultanze del fornitore verificando attentamente se esistono importi identici. Infine è opportuno verificare la separatezza delle funzioni tra chi esegue gli ordini, chi registra le fatture e chi esegue i pagamenti.

Rettifiche inventariali

Le rettifiche inventariali vengono effettuate ogni qual volta si verificano discordanze (in + o -) tra le quantità contabili e quelle fisiche. Le rettifiche si registrano di solito in occasionale di furti, cali tecnici e naturali, errati carichi o scarichi di merce. Nel caso di continue rettifiche inventariali è più probabile che ci si trovi in presenza di frodi derivanti da operazioni parzialmente o del tutto inesistenti. Questo può accadere tramite utilizzo di falsa documentazione a supporto delle rettifiche; di frequenti trasferimenti di beni tra vari depositi interni e esterni; arbitrarie riclassificazioni tra le diverse categorie di merce; procedure inventariali non affidabili; inattendibilità dei rapporti di produzione.

Al fine di ridurre al massimo il rischio di frode, è opportuno effettuare una analisi di affidabilità delle procedure riguardanti le rettifiche inventariali, facendo attenzione alla separatezza dei ruoli (inventario fisico, contabile, rettifiche). Ripetute e sistematiche rettifiche di quantità in occasione di versamenti di produzione e trasferimenti della merce (vendita, deposito, lavorazione, ecc) sono elementi indicativi di potenziali frodi.

Frode sulla cassa assegni

Nei periodi di crisi per migliorare i dati di bilancio gli amministratori ricorrono ad alcune “politiche di bilancio” quali:

  • finanziamenti di soci che aumentano le disponibilità liquide e il patrimonio netto ma senza ci sia la reale volontà di apportare in modo permanente i mezzi propri (es. versamenti c/futuri aumenti di capitale sociale condizionati);
  • crediti inesigibili non diventano esigibili solo perché la società ha acquisito un assegno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni