San Marino: fatturazione e disciplina Iva

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Il report con gli adempimenti relativi alle operazioni intercorse con operatori di San Marino: regole di fatturazione, contabilizzazione e disciplina Iva in merito all’applicazione del reverse charge.

La Repubblica di San Marino è un Paese extracomunitario in quanto non aderisce all’Unione europea.

Questo è il punto di partenza da considerare quando ci si trova ad operare con un soggetto avente sede in San Marino.

Operare con questo piccolo Paese richiede l’applicazione di una particolare procedura. Sia per quanto riguarda le operazioni attive che per quelle passive.

Ancora oggi si commettono diversi errori riguardanti questo tipo di operazioni. Soprattutto per quanto riguarda la fatturazione, l’integrazione dell’Iva e le modalità di assolvimento dell’imposta.

In questo report mi sono posto l’obiettivo di andare ad analizzare compiutamente le modalità di fatturazione e di applicazione dell’Iva nelle operazioni con San Marino.

Se hai dubbi, in questo contributi troverai tutte le risposte che cerchi.

San Marino

Acquisto di beni da San Marino

L’operazione di acquisto di beni da parte di soggetti passivi italiani nei confronti di operatori aventi sede presso San Marino prevedono due diversi regimi.

Si tratta di regimi validi ai fini della corretta applicazione dell’Imposta sul valore aggiunto.

In particolare, i titoli II e III del D.M. 24 dicembre 1994 distinguono a seconda che le cessioni di beni verso l’Italia siano effettuate con o senza addebito dell’imposta, in fattura, da parte dell’operatore sammarinese.

Vediamo entrambe le casistiche.

Cessioni di beni da San Marino con addebito di Iva

In caso di cessione di beni da operatore cedente sammarinese a operatore cessionario italiano, con addebito di Iva, dovranno essere rispettati i seguenti adempimenti:

Cedente sammarinese

Il cedente sammarinese che cede beni ad operatore economico, ovvero ad enti non commerciali titolari di partita Iva, anche se agiscono nell’esercizio di attività istituzionali, aventi sede, residenza o domicilio in Italia, devono, ai sensi dell’articolo 8 del D.M. 24 dicembre 1993:

  • Emettere fattura in quattro esemplari, indicando sia il proprio numero di identificazione sia quello della partita Iva del cessionario italiano;
  • Indicare sulla fattura l’ammontare dell’Iva italiana dovuta dal cessionario in relazione al tipo di beni ceduti ed al corrispettivo delle operazioni poste in essere;
  • Ai fini della liquidazione e del versamento dell’Iva, presentare all’ufficio tributario di San Marino i quattro esemplari della fattura, accompagnati da un elenco riepilogativo redatto in quattro esemplari;
  • Versare all’ufficio tributario di San Marino la somma corrispondente all’ammontare dell’Iva risultante sull’elenco riepilogativo;
  • Trasmettere al cessionario italiano l’originale della fattura restituita dall’ufficio tributario di San Marino appositamente perforata e timbrata dall’ufficio stesso, nonché integrata dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro;

Ufficio tributario di San Marino

L’ufficio tributario di San Marino deve , ai sensi dell’articolo 10 del D.M. 24 dicembre 1993:

  • Perforare con datario e timbrare con impronta a secco le fatture;
  • Acquisire i dati relativi alle singole fatture, nonché compilare e presentare gli elenchi riepilogativi. Spetta, in particolare, allo stesso ufficio trasmettere all’Amministrazione finanziaria italiana i dati relativi agli scambi effettuati dagli operatori sammarinesi con gli acquirenti italiani; tale trasmissione deve essere effettuata, entro il giorno 15 del secondo mese successivo a ciascun trimestre solare, attraverso la presentazione dei modelli Intrastat;
  • Prendere in consegna le somme relative all’Iva dovuta;
  • Trasmettere all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro, entro 15 giorni dal ricevimento tre esemplari delle fatture e tre copie dei relativi elenchi riepilogativi compilati dai cedenti sammarinesi, la distinta analitica di trasmissione accompagnata da una nota in due esemplari ed un assegno circolare pari all’ammontare dell’Iva risultante nella distinta medesima, ed infine consegnare, per i successivi adempimenti, le fatture restituite dall’ufficio delle Entrate di Pesaro agli operatori economici sammarinesi;

Agenzie delle Entrate di Pesaro

L’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro, entro i 15 giorni successivi a quello al ricevimento della suddetta documentazione, deve ai sensi dell’articolo 11 del D.M. 24 dicembre 1993:

  • liquidare l’Iva dovuta e rilasciare quietanza dell’avvenuto pagamento del tributo;
  • annotare poi gli estremi della bolletta e l’ammontare dell’imposta liquidata sui tre esemplari delle fatture, nonché sui corrispondenti elenchi riepilogativi;
  • restituire all’ufficio tributario di San Marino l’originale ed un esemplare delle fatture, due esemplari dei corrispondenti elenchi riepilogativi, nonché, in segno di ricevuta, una copia della distinta di trasmissione con il timbro a secco o a calendario dell’ufficio e la firma del titolare o di un funzionario appositamente delegato; trattenere agli atti una copia delle fatture quale titolo dell’avvenuta riscossione del tributo;

Cessionario Italiano

Il cessionario italiano, soggetto passivo Iva, ai sensi dell’articolo 12 del D.M. 24 dicembre 1993) deve:

  • annotare le fatture originali nel registro degli acquisti (di cui all’articolo 25 del DPR n. 633/1972);
  • può operare, ai sensi degli articoli 19 e seguenti del DPR n. 633/1972, la detrazione dell’imposta pagata in via di rivalsa;
  • non è tenuto a compilare il modello Intra 2-bis.

Cessione di beni da San Marino senza addebito di Iva

In caso di cessione di beni da operatore cedente sanmarinese a operatore cessionario italiano, senza addebito di Iva, dovranno essere rispettati i seguenti adempimenti:

  • Gli operatori economici sammarinesi che cedono beni ad operatori economici, ovvero enti non commerciali titolari di partita Iva, anche se agiscono nell’esercizio di attività istituzionali, aventi sede, residenza o domicilio in Itala, devono (articolo 13 del D.M. 24 dicembre 1993): emettere fattura in tre esemplari, indicando sia il proprio numero identificativo sia quello della partita Iva del cessionario italiano; presentare all’ufficio tributario di San Marino le tre fatture accompagnate da un elenco riepilogativo in tre copie; trasmettere al cessionario italiano un esemplare della fattura restituito dall’ufficio tributario di San Marino;
  • L’ufficio tributario di San Marino appone sulle fatture ricevute il timbro a secco circolare e restituisce al cedente sammarinese due esemplari delle fatture (articolo 15 del D.M. 24 dicembre 1993);
  • Il cessionario italiano, soggetto passivo Iva, deve (articolo 16 del D.M. 24 dicembre 1993): applicare l’imposta a norma dell’articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/1972, indicandone l’ammontare sull’originale della fattura rilasciatagli dal fornitore sammarinese; annotare la fattura integrata, con l’applicazione del meccanismo del reverse charge nei registri delle fatture emesse e degli acquisti, di cui, rispettivamente, agli articoli 23 e 25 del DPR n. 633/1972, secondo le modalità ed i termini in essi stabiliti; comunicare all’Agenzia delle Entrate gli acquisti in esame utilizzando il modello di comunicazione polivalente, nel qual caso la comunicazione va effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di annotazione (provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 2 agosto 2013).

Servizi ricevuti da San Marino

Nelle prestazioni di servizi ricevute da un operatore economico italiano, da parte di altro operatore economico sanmarinese, valgono le disposizioni Iva previste nei rapporti con soggetti extracomunitari.

Disposizioni che prevedono l’obbligo per l’operatore economico nazionale che riceve una prestazione da un soggetto extraue di provvedere all’assolvimento dell’Iva mediante emissione di una autofattura.

Per quanto attiene alle prestazioni di servizi, è necessario distinguere tra le cosiddette “prestazioni generiche” disciplinate ai fini della territorialità dall’articolo 7-ter e quelle relative agli articoli 7-quater e 7-quinquies (deroghe riferibili tanto ai rapporti B2B quanto ai rapporti B2C).

Tale distinzione è necessaria in quanto l’articolo 6 del DPR n. 633/72 individua due diversi criteri di esigibilità dell’Iva.

Le prestazioni di servizi generiche

Ai sensi dell’articolo 6, comma 6, del DPR n. 633/72, si considerino effettuate al momento della loro ultimazione ovvero se di carattere continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi, le prestazioni di servizi generiche.

In ogni caso se anteriormente è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, la prestazione di servizi si considera effettuata limitatamente all’importo pagato.

Per le prestazioni di servizi cosiddette generiche di cui all’articolo 7-ter, del DPR n. 633/72, l’articolo 21 del DPR n. 633/72 prevede che il committente si autofatturi entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione, vale a dire la data di ultimazione della prestazione o del suo pagamento (per la quota parte versata).

Quanto all’annotazione sul registro delle fatture emesse, l’articolo 23, comma 1, del DPR n. 633/72 prevede che per le prestazioni di servizi generiche di cui all’articolo 7-ter, questa debba essere effettuata entro il termine di emissione, ma con riferimento al mese di effettuazione.

Le altre prestazioni di servizi

Quanto alle restanti prestazioni in deroga“, di cui agli articoli 7-quater e 7-quinquies del DPR n. 633/72 (tra cui a titolo esemplificativo le prestazioni di servizi su beni immobili, prestazioni di ristorazione e catering, servizi di locazione, servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici ed educativi), non si considerato effettuate alla data di ultimazione, ma soltanto la data in cui sono effettuati i pagamenti, nel qual caso le prestazioni si considerano effettuate per il corrispettivo pagato.

Per queste prestazioni l’autofattura, da parte del committente deve essere emessa entro il giorno in cui è effettuato il pagamento a nulla rilevando la data di ultimazione della prestazione.

Ai sensi dell’articolo 23, comma 1, DPR n. 633/72, l’annotazione nel registro delle fatture emesse deve essere effettuata nei successivi quindici giorni, ma con riferimento alla data di emissione.

Per entrambe le categorie di prestazioni, l’annotazione nel registro Iva degli acquisti, così come previsto dall’articolo 25, comma 1, del DPR n. 633/72 deve essere effettuato antecedentemente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta che va esercitato, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del DPR n. 633/72, entro la dichiarazione relativa al secondo anno successivo alla data di effettuazione dell’operazione.

Per approfondire: Operazioni con l’estero: autofattura o integrazione

OperazioneEsigibilità dell'impostaAssolvimento dell'imposta
Acquisto di beni provenienti da San MarinoRicevimento della fattura sammarineseCessione con addebito di Iva - Operazione nazionale imponibile
Acquisto di beni provenienti da San MarinoRicevimento della fattura sammarineseCessione senza addebito di Iva - Integrazione della fattura originale e annotazione sia nel registro delle fatture emesse e che degli acquisti
Acquisto di beni esistenti in Italia e ceduti da operatore di San MarinoConsegna o spedizioneAutofattura ovvero integrazione fattura del prestatore se pervenuta entro la data di ultimazione e annotazione nel registro delle fatture emesse entro il giorno 15 del mese successivo rispetto alla data di ultimazione della prestazione, l’annotazione nel registro degli acquisti deve essere effettuato entro il termine ultimo per esercitare il diritto alla detrazione
Prestazioni ex art. 7-ter, DPR 633/72Ultimazione prestazioneAutofattura ovvero integrazione fattura del prestatore se pervenuta entro la data di ultimazione e annotazione nel registro delle fatture emesse entro il giorno 15 del mese successivo rispetto alla data di ultimazione della prestazione, l’annotazione nel registro degli acquisti deve essere effettuato entro il termine ultimo per esercitare il diritto alla detrazione
Prestazioni ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/72PagamentoAutofattura ovvero integrazione fattura del prestatore se pervenuta entro la data di pagamento e annotazione nei successivi 15 giorni con riferimento al mese di emissione nel registro delle fatture emesse, l’annotazione nel registro degli acquisti deve essere effettuato entro il termine ultimo per esercitare il diritto alla detrazione

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