Web designer freelance: Guida alla partita Iva

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Guida all’apertura della partita Iva, alla gestione previdenziale, amministrativa e contabile per i Web Designer freelance. I nostri consigli per l’apertura della partita Iva.

Il mondo del web negli ultimi anni ha aperto nuove possibilità di lavoro, una di queste è sicuramente l’attività di Web Designer.

Sei un Web Designer appena uscito da un corso professionale o universitario e ti trovi davanti alla difficile scelta se aprire partita Iva oppure se cercare un lavoro come dipendente (in una Web agency)? In questa guida possiamo aiutarti a capire la disciplina fiscale utile per diventare un freelance.

Abbiamo pensato di scrivere una guida legata agli adempimenti fiscali contabili e contributivi che può essere utile a tutti i Web Designer che stanno pensando di mettersi in proprio valutando l’opportunità di agire come freelance.

Chi è il Web Designer?

Il Web Designer fondamentalmente si occupa dell’aspetto visivo e del coinvolgimento emotivo di siti Web.

Il Web Designer è colui che progetta siti web seguendo tre criteri fondamentali: Accessibilità (La caratteristica intrinseca del dispositivo, prodotto e servizio, che deve essere facilmente fruibile per qualsiasi tipologia di utente), Usabilità (è invece una caratteristica estrinseca del prodotto, perché legata all’user experience.

L’utente deve facilmente comprendere il sistema con cui interagisce per raggiungere con soddisfazione in proprio obiettivo finale) e la Comunicazione (Riesce a tradurre in concetti visivi, strutturali ed informativi le esigenze del cliente, di cui ne valorizza l’identità sul web). Il Web Designer è fondamentalmente un comunicatore, capace di coniugare le esigenze del cliente con quelle degli utenti.

Da un punto di vista fiscale e previdenziale l’attività del Web Designer è considerata un’attività artigianale, tenuta all’iscrizione in Camera di Commercio, e non una mera attività professionale. Il fatto che il Web Designer realizzi siti Web è l’aspetto cruciale che lo rende idoneo ad essere equiparato ad un artigiano.

Con tutti gli adempimenti fiscali, previdenziali ed amministrativi che andremo ad analizzare di seguito.

Apertura della partita Iva come Web Designer

Quando il Web Designer è tenuto ad aprire partita Iva? Capita spesso che la professione di Web Designer soprattutto agli esordi sia svolta in modo sporadico e non continuativo, e per questo si cerchi di utilizzare il sistema delle prestazioni occasionali con ritenute di acconto. Questo sistema è valido e corretto da un punto di vista fiscale e previdenziale, ma a patto che l’attività svolta sia effettivamente occasionale (tenete presente che il limite dei €. 5.000 lordi annui è solo un limite previdenziale).

Per l’Amministrazione finanziaria, quando il Web Designer esercita l’attività in modo abituale e continuativo è obbligato ad aprire partita Iva e ad operare in modo professionale la sua attività. L’attività è svolta in maniera abituale quando la stessa si protrae nel tempo, oppure quando il Web Designer decide di promuovere la propria attività, con pubblicità, oppure attraverso la realizzazione del proprio sito Web. Anche in questo caso, con la sola volontà di pubblicizzarsi per cercare nuovi clienti si realizza un’attività di tipo continuativo ed abituale, idonea per il Fisco a dover aprire la partita Iva per esercitare professionalmente l’attività.

Arrivati a questo punto, se anche voi state svolgendo l’attività di Web Designer in modo abituale, vi sarà utile sapere quali sono gli adempimenti per regolarizzare la vostra posizione da un punto di vista fiscale, previdenziale e amministrativo. La prima cosa da fare è rivolgersi ad un dottore Commercialista esperto in materia di E-commerce e di professioni legate al mondo del Web (se non ne avete uno a disposizione, ci siamo noi di Fiscomania.com), in modo tale da potervi assistere e consigliare in ogni passo della vostra attività.

Da un punto di vista fiscale il primo passo da seguire è l’apertura della partita Iva. Solitamente i codici Ateco prescelti sono:

  • 74.10.21 – Attività dei disegnatori grafici di pagine Web“;
  • 62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione“.

In entrambi i casi si tratta di attività che rientrano tra quelle che la Camera di Commercio ritiene configurabili come attività artigiane. Per questo motivo, contestualmente all’apertura della partita Iva è necessario presentare un’apposita comunicazione al Registro Imprese tenuto presso la Camera di Commercio, per l’iscrizione nell’albo artigiani. A questo punto non resta che scegliere il regime fiscale da applicare.

Per approfondire: Apertura della partita Iva: casi in cui è obbligatoria

Web Designer e Regime Forfettario

Al momento dell’apertura della partita Iva è necessario effettuare la scelta per il regime fiscale che si intende applicare. La scelta del regime fiscale è particolarmente importante, in quanto da questo dipenderanno sia gli obblighi fiscali e amministrativi da esso derivanti, che il carico fiscale. Per questo motivo, fare da soli, se non si conosce approfonditamente la materia fiscale può portarvi a fare scelte sbagliate.

Partiamo da presupposto che non vi è, in generale, un regime fiscale migliore in assoluto: è necessario, quindi, verificare assieme al vostro Commercialista quale regime è il più adatto alla vostra situazione personale. Tuttavia, in questa sede può essere interessante approfondire il regime fiscale forfettario. I

l regime forfettario è un regime fiscale semplificato ideato per i soggetti che aprono partita Iva per la prima volta. Una volta verificate le condizioni di accesso, il regime consente una tassazione tramite imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali con aliquota al 15%, del reddito imponibile generato forfettariamente (ricavi a cui viene applicata una percentuale di compensazione), che può ridursi fino al solo 5% per i primi cinque anni di attività.

I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Devono, però, conservare i documenti ricevuti ed emessi (articolo 22 DPR n. 600/73), e presentare la dichiarazione dei redditi nei termini e con le scadenze previste dal DPR n. 322/98. I ricavi conseguiti e i compensi percepiti non sono assoggettati a ritenuta di acconto. A tal fine è necessario che il contribuente rilasci un’apposita dichiarazione al sostituto dalla quale risulti che le somme percepite afferiscono è soggetto all’imposta sostitutiva.

Per approfondire: Guida al regime forfettario per i contribuenti minori

Web Designer e contributi Inps

I Web Designer in quanto artigiani sono tenuti ad iscriversi alla Gestione IVS artigiani dell’Inps. Si tratta di una gestione previdenziale obbligatoria, che prevede il pagamento di contributi fissi, a prescindere dal reddito generato dall’attività, suddivisi in quanto rate annue, per circa €. 3.600,00.

Oltre a questi contributi, se il reddito derivante dall’attività supera il reddito minimale previsto ogni anno dall’Inps è dovuto il versamento di ulteriori contributi calcolati sul reddito, da versare alle scadenze previste per il versamento delle imposte sui redditi.

Le aliquote applicabili alla Gestione Artigiani, necessarie per calcolare l’importo minimo dei contributi da versare all’Inps in base alla soglia del reddito di impresa, per l’anno 2016, sono pari a:

  • Artigiano con più di 21 anni: 23,10%;
  • Artigiano con meno di 21 anni: 20,10%.

Una particolare agevolazione, in questo senso è prevista per i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario: per tali contribuenti i contributi previdenziali dovuti saranno ridotti del 35%. Per l’accredito della contribuzione continuerà ad applicarsi, come avviene attualmente, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della Legge n. 335/1995: di conseguenza, in caso di pagamento di un contributo inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito, i mesi accreditati sono proporzionalmente ridotti.

Per approfondire: Contributi Inps artigiani e commercianti 2016

Diritto Camerale

Il diritto camerale è un tributo che tutti i soggetti iscritti nel Registro delle Imprese sono tenuti a versare ogni anno a favore della Camera di Commercio competente territorialmente.

La misura del diritto annuale è stabilita annualmente con un apposito decreto interministeriale e ogni anno, all’avvicinarsi della scadenza, le Camere di Commercio inviano gli iscritti una comunicazione con gli importi e le modalità di pagamento.

L’importo del tributo fissato dalle Camere di Commercio solitamente ammonta circa a un centinaio di euro.

Consigli per decidervi ad aprire partita Iva

Aprire Partita Iva e diventare autonomi non è semplice, richiede costanza, pazienza e capacità di non abbattersi, nemmeno quando non si vedono potenziali clienti all’orizzonte. Non è un lavoro per tutti, ma è altrettanto vero che il lavoro in forma autonoma garantisce delle soddisfazioni incredibili. Quello che vogliamo fare adesso è lasciarvi alcuni motivi che vi dovranno indurre ad aprire partita Iva, e diventare un Web Designer freelance.

Credibilità sul mercato – Potenziali clienti scarteranno subito i preventivi che arrivano da soggetti non titolari di partita Iva. Essere senza partita Iva, vi farà sembrare meno credibili, il cliente penserà che state facendo questo lavoro solo per passatempo e non che siete dei veri professionisti del settore. La partita Iva rappresenta una sorta di certificazione che attesta la vostra competenza, la vostra bravura. Fa capire al cliente che siete talmente bravi che addirittura c’è qualcun altro che vi paga periodicamente e per la vostra professionalità;

Deduzione dei costi – La partita Iva vi consente di dedurre i costi che sostenete per la vostra attività, ma soprattutto attraverso l’emissione della fattura, il vostro cliente potrà dedursi fiscalmente il costo sostenuto per la vostra attività. Cosa che non possono fare se non avete partita Iva. In pratica, se avete a che fare con professionisti, o imprese (anche e soprattutto se straniere), entrambi dotati di partita Iva, è impossibile che questi soggetti non vi richiedano una fattura, perché dalla vostra fattura il cliente può: sottrarre il costo sostenuto dai loro ricavi in modo da versare meno tasse; sottrarre l’Iva che vi hanno versato da quella da loro dovuta allo Stato. In pratica se il cliente non effettuare queste operazioni, a parità di professionalità, andrà a cercare un altro Web Designer che può emettergli fattura.

Web Designer come libero professionista?

E’ una delle domande che i Web Designer si pongono spesso, in quanto a prima vista questa attività sembrerebbe maggiormente affine a quella di un professionista, rispetto che a quella di un artigiano.

La Camera di Commercio, tuttavia, ritiene che questa attività sia inquadrabile tra le attività di impresa, precisamente tra le attività artigianali, in quanto, il Web Designer realizza veri e propri siti Web. L’unico caso in cui il Web Designer può essere considerato un professionista è quanto questi si limita a fornire consulenza in ambito Web senza la realizzazione di alcun prodotto (sito Web).

Tuttavia, in questo caso non stiamo più parlando dell’attività propria di un Web Designer ma di quella di un consulente informatico, attività del tutto professionale.

La nostra consulenza

E tu, sei un Web Designer e vuoi provare a diventare un freelance? Scrivici i tuoi dubbi nei commenti, saremo lieti di risponderti nel modo più chiaro ed esaustivo possibile. Potrai usufruire della nostra consulenza per aiutarti ad avviare la tua attività.

4 comments

  1. Buonasera, mi chiamo Mariano ed ho 32 anni,ho un buon lavoro da dipendente part time e per passione ed hobby dopo aver frequentato corsi online e da autodidatta nel tempo libero mi diletto a realizzare siti web.
    I primi siti sono stati realizzati gratuitamente ad amici ma ora intendo pubblicizzarmi affinchè possa arrotondare qualcosa nel tempo libero.
    Essendo all’inizio non sò se riuscirei a pagare le spese di apertura P. IVA e i “temuti” contributi previdenziali pertanto vi chiedo un consiglio su come posso procedere rispettando la legge per non incorrere a sanzioni.

    grazie per la disponibilità e complimenti per l’articolo

    • Fiscomania

      Salve, purtroppo non ci sono vie di mezzo o scorciatoie. Se si decide di effettuare questo tipo di attività è necessario farlo in modo professionale, sia per essere in regola da un punto di vista fiscale e contributivo. L’unica strada per evitare il pagamento dei contributi Inps è dimostrare di avere un’attività prevalente, come un lavoro dipendente a tempo pieno. In tutti gli altri casi i contributi Inps sono dovuti. Tenga presente che potrebbe rientrare nel regime forfettario, e quindi avere un agevolazione sotto forma di riduzione dei contributi Inps del 35%.

  2. Buon giorno,

    io sono agli inizi, per ora ho iniziato ad utilizzare la ritenuta d’acconto sia nel 2016 sia ad inizio di quest’anno. Ora per regolarizzare la mia posizione (superamento soglia RA), mi trovo a dover pensare ad aprire una partita IVA. Mi è stato consigliato di posizionarmi come artigiano – grafico pubblicitario / regime forfettario.

    Il mio ruolo è quello di UX/UI designer e quindi mi occupo oltre che di creare e promuovere un brand (logo, cataloghi, impaginati vari, sito web), anche quello di studiare delle strategie di marketing, advertising ma principalmente di usabilità tra uomo/macchina.

    Visto che vedo delle ottime competenze da parte vostra, avreste qualche suggerimento in merito?

    grazie!

    • Fiscomania

      La strada da seguire è quella giusta, inquadramento come artigiano in regime forfettario. Non ci possono essere alternative se l’attività svolta è questa. Se vuole un preventivo per la consulenza legata all’avvio dell’attività e alla tenuta della contabilità e dichiarativi mi faccia sapere.

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