Rimborsi da 730 pensionati Inps e dipendenti

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Rimborso 730 Inps pensionati e dipendenti. Modalità di liquidazione e pagamento dei rimborsi da 730 in busta paga e senza busta paga per dipendenti e pensionati relativi alle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Rimborsi da 730 allungati se superiori a €. 4.000. Tutte le informazioni utili sui rimborsi Inps e Agenzia delle Entrate riguardanti la presentazione del modello 730 precompilato. 

Il modello 730 è destinato in prevalenza, alla dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Si tratta di tutti coloro che possono beneficiare dell’assistenza di un sostituto di imposta che possa effettuare le operazioni di conguaglio (rimborsi o trattenute) nei tempi previsti.

Arrivati alla fine del mese di luglio, con il termine della campagna dichiarativa dei modelli 730, dipendenti e pensionati si chiedono i tempi per il rimborso del credito. Per questo motivo ho dedicato questo contributo per chiarire i tempi di rimborso dei crediti del modello 730 (precompilato o ordinario).

Il vantaggio principale del modello 730  (precompilato o ordinario) è quello di consentire ai contribuenti che possono utilizzarlo di ottenere in tempi molto brevi i rimborsi (o le eventuali trattenute fiscali) nella propria busta paga o nella rata della pensione, a partire dal mese di luglio per i lavoratori dipendenti, e a partire dal mese di agosto per i pensionati.

Tuttavia, quando il dipendente o pensionato decide di modificare la dichiarazione precompilata (senza rivolgersi ad un intermediario, Caf o dottori Commercialisti), oppure quando il credito Irpef supera i €. 4.000 le procedure di rimborso diventano più lunghe. Occorre, infatti, aspettare almeno sei mesi per ottenere il rimborso in busta paga.

Vediamo, di seguito, tutte le informazioni utili sulle modalità di rimborso delle imposte derivanti dal modello 730 (Irpef, relative addizionali e cedolare secca) e i controlli che devono essere effettuati da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Rimborsi da 730

Modello 730 Inps e Agenzia Entrate: trattenute e rimborsi

Nel modello 730 il riepilogo dei versamenti, degli acconti, dei crediti e delle ritenute di acconto è indicato all’interno del quadro F (“Acconti, ritenute, eccedenze e altri dati“).

Il sostituto di imposta (datore di lavoro o Inps per i pensionati) non effettuerà il pagamento delle imposte a debito o il rimborso degli eventuali crediti di imposta se il valore dell’imposta non sarà superiore alla soglia di minima di €. 12,00.

Rimborso 730 precompilato: i tempi

Sia per i contribuenti che hanno presentato il normale 730, sia per quelli che si sono avvalsi del modello 730 precompilato i tempi di rimborso (o di effettuazione delle trattenute) sono gli stessi. L’unica eccezione, come vedremo meglio di seguito, è data dal rimborso dei crediti di importo superiore ai €. 4.000,00.

Dalla retribuzione di competenza del mese di luglio, il datore di lavoro o l’ente pensionistico deve effettuare i rimborsi relativi all’Irpef e alla cedolare secca. Oppure, trattenere le somme o le rate, se è stata chiesta la rateazione, dovute a titolo di saldo e primo acconto, relativi all’Irpef, alla cedolare secca, addizionale regionale e comunale e di acconto su alcuni redditi soggetti a tassazione separata.

Le operazioni di conguaglio sopra indicate per i pensionati sono effettuate a partire dal mese di agosto o di settembre, anche se è stata chiesta la rateazione. Se le somme erogate nel mese sono insufficienti per pagare i debiti, la parte residua, maggiorata dell’interesse previsto per le ipotesi di incapienza, dovrà essere trattenuta nei mesi successivi fino alla fine del periodo di imposta.



Rimborsi da 730 senza sostituto

I contribuenti che non sono dotati di un sostituto di imposta, come ad esempio i soggetti che sono stati licenziati in corso d’anno, possono comunque decidere di presentare il modello 730. Sia il modello 730 (precompilato o ordinario), con una particolare modalità, denominata “730 senza sostituto di imposta“.

Attraverso la presentazione di questo modello dichiarativo il contribuente può presentare la propria dichiarazione, e se dalla stessa dovesse scaturire un credito Irpef o cedolare secca, da rimborsare, sarà la stessa Agenzia delle Entrate ad effettuare il rimborso del credito.

Il rimborso nel 730 senza sostituto attraverso l’accredito sul conto corrente bancario del contribuente.

Al fine di permettere all’Agenzia delle Entrate di effettuare nei tempi visti sopra, l’accredito al contribuente, lo stesso dovrà preventivamente comunicare all’Agenzia delle Entrate le proprie coordinate bancarie (a questo link trovate il modello per la comunicazione “Modello comunicazione coordinate bancarie“).

Il contribuente dovrà compilare e firmare il modello e consegnarlo presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Da quel momento l’Agenzia potrà effettuare il bonifico.

In caso contrario, ove il contribuente non abbia comunicato all’Agenzia delle Entrate le proprie coordinate bancarie: il contribuente stesso riceverà un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale per riscuotere il rimborso Irpef in contanti, nel caso in cui lo stesso sia di importo non superiore a €. 1.000.

Per rimborsi Irpef di importo superiore il contribuente riceverà un vaglia della Banca d’Italia con cui potrà riscuotere il rimborso.

Trattenute nel modello 730: i tempi

Il contribuente può chiedere la suddivisione in rate mensili di uguale importo, per il saldo, il primo acconto Irpef, l’addizionale comunale e regionale dell’Irpef, la cedolare secca e le eventuali altre imposte dovute. In questo caso è necessario indicare nella IV sezionale, al rigo F6, colonna 7, il numero delle rate, da 2 a 5 (massimo 4 per i pensionati), in cui si intende frazionare il debito e il sostituto di imposta calcolerà gli interessi dovuti per la rateazione, pari allo 0,33% mensile (4% annuale).

Nel caso di 730 presentato senza sostituto di imposta, il numero delle rate è compreso tra 2 a 7, con le stesse scadenze previste per i pagamenti derivanti dal modello Unico. Il pagamento deve, in ogni caso, concludersi, entro novembre. In ogni caso non è possibile frazionare la seconda rata di acconto dell’Irpef in pagamento a novembre.

Nel mese di novembre dovrà essere effettuata la trattenuta delle somme dovute a titolo di seconda o unica rata di acconto relativa all’Irpef e alla cedolare secca.

Rimborsi da 730 sopra i €. 4.000: tempi più lunghi

Il contribuente con una dichiarazione che presenta un credito superiore a €. 4.000 dovrà attendere tempi più lunghi per il rimborso. Questo ai sensi del comma 3-bis, articolo 5, D.Lgs. n. 175/2014.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, i contribuenti la cui dichiarazione abbia generato un credito superiore ai €. 4.000, potranno essere soggetti a un controllo preventivo volto a verificare l’effettiva spettanza del credito.

Soltanto dopo l’effettuazione dei controlli, se non si saranno verificate anomalie, sarà l’Agenzia delle Entrate ad effettuare l’accredito delle somme dovute al contribuente, tramite bonifico bancario. Le modalità sono le stesse viste in precedenza.

Anche i lavoratori dipendenti dotati di sostituto di imposta, con crediti Irpef superiori ai €. 4.000 si vedranno costretti a vedersi arrivare il rimborso dall’Agenzia delle Entrate, e non dal loro sostituto di imposta.

Vediamo, adesso, quali sono i contribuenti a maggior rischi di controllo.

Crediti superiori a €. 4.000 da 730 ed elementi di incoerenza

I lavoratori dipendenti e pensionati con 730 (precompilato o ordinario) a maggior rischio di controllo sono quelli che presentano congiuntamente:

  • Presenza elementi di incoerenza (Provvedimento n. 108815 del 9/6/2017) nella dichiarazione dei redditi presentata;
  • Credito a rimborso è superiore a €. 4.000 (comma 3-bis, articolo 5, D.Lgs. n. 175/2014).

Con la Circolare n. 12/E/2016, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli indicatori di incoerenza possono essere collegati alla tipologia e all’entità delle integrazioni effettuate dal contribuente. Oppure al maggior rimborso determinato rispetto alla dichiarazione precompilata.

Individuazione degli elementi di incoerenza nel 730

Per intercettare anomalie e incoerenze il provvedimento n. 108815 dell’Agenzia delle Entrate individua i seguenti criteri:

  • Scostamento per importi significativi dei dati risultanti nei modelli di versamento nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dell’anno precedente;
  • Presenza di altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle certificazioni uniche;
  • Presenza di situazioni di rischio individuate in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti.

I criteri adottati non sono legati a parametri quantitativi bensì a criteri generici e sistematici che potrebbero lasciare ampia discrezionalità all’Agenzia delle Entrate di bloccare la dichiarazione.

In questi casi, quindi, il rimborso da 730 sarà bloccato in attesa dei controlli, che termineranno entro quattro mesi dalla scadenza di presentazione del modello 730 (7 luglio). Il rimborso dovrà essere effettuato al massimo entro il 7 gennaio dell’anno successivo.

730 precompilato non modificato libero da controlli

Ad ogni modo, a prescindere dall’entità del credito, se il precompilato viene presentato direttamente dal contribuente (o dal sostituto) senza modifiche che impattino sulla liquidazione predisposta dalle Entrate, non scatta alcun blocco preventivo e il rimborso sarà effettuato direttamente dal datore di lavoro, senza transitare per il controllo dell’amministrazione finanziaria.

I controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, sono dovuti, ai sensi del comma 3-bis dell’articolo 5 del D.Lgs. n. 175/2014, solo in caso di presentazione della dichiarazione “direttamente ovvero tramite il sostituto di imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata“.

La casistica non dovrebbe interessare nemmeno il 730 a credito presentato da un intermediario che appone il visto di conformità.

Tuttavia, nella Circolare n. 12/E/2016, è stato precisato che “i controlli preventivi possono trovare applicazione anche con riferimento alle dichiarazioni presentate ai Caf o ai professionisti abilitati“.



Il nostro consiglio: crediti in compensazione

Per accelerare le operazioni di rimborso, evitando il controllo preventivo delle Entrate, vi consigliamo utilizzare il quadro I del modello 730 (“Imposte da compensare“). Nel quadro deve essere indicata la volontà di utilizzare il credito risultante dalla liquidazione del 730 in compensazione con altri tributi, utilizzando il modello F24.

Utilizzando il credito, o parte di esso, in compensazione, anziché a rimborso, avrete la possibilità di evitare i controlli legati ai rimborsi sopra i €. 4.000, utilizzando parte del credito per il pagamento di altre imposte, pagabili con modello F24, come ad esempio l’IMU.

Per fare questo sarà sufficiente modulare il credito scaturito dal 730 suddividendolo in parte a rimborso, ed in parte a compensazione orizzontale. Vediamo di seguito le istruzioni operative.

Compilazione del quadro I: compensazione e rimborso

In colonna 1, del quadro I del 730 dovrà essere indicata la parte di credito che si intende utilizzare in compensazione, con modello F24, per pagare i debiti, in questo modo, soltanto la parte di credito eccedente sarà rimborsata dal sostituto di imposta.

Mentre, se il contribuente intende destinare a compensazione tutto il credito, dovrà esclusivamente barrare la casella numero 2, e non indicare niente nella colonna 1.

Il contribuente che sceglie l’utilizzo in compensazione del credito dovrà comunque presentare i modelli F24, con l’indicazione del pagamento in compensazione. In questo caso potranno verificarsi due ipotesi:

  • Debito da pagare inferiore al credito utilizzabile – in questo caso il modello F24 chiuderà a zero, ma dovrà comunque essere presentato tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, o tramite una banca autorizzata;
  • Debito da pagare superiore al credito utilizzabile – in questo caso il modello F24 chiuderà con un debito da versare. Qualora il debito sia superiore ai €. 1.000 la presentazione dovrà avvenire tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Oppure tramite una banca autorizzata, in caso contrario il modello F24 potrà essere pagato in banca anche in modalità cartacea.

In presenza di un credito liquidato superiore a €. 4.000, se viene operata una compensazione tra imposte, il credito rimasto a rimborso si riduce. Questa operazione deve avvenire previa compilazione del quadro I del 730 e presentazione di un modello F24 (per compensare per esempio Imu, Tasi o Tari)

Se quel credito, per effetto della compensazione scende sotto la soglia di controllo, allora l’Irpef residua potrà venire rimborsata direttamente dal sostituto di imposta. L’utilizzo di parte del credito in compensazione potrebbe permettere al contribuente di velocizzare le tempistiche per il rimborso.

Per approfondire: Modello 730: tutte le novità

105 comments

  1. Certamente Olga, sarà la nuova azienda a farle la trattenuta dovuta in busta paga.

  2. l’azienda in cui lavoro è in crisi, e il mio datore di lavoro, il credito me lo da a natale, posso chiederlo in altro modo ? Grazie

  3. Non è il datore di lavoro che può decidere quando erogare il credito. Il credito una volta verificato va utomaticamente in busta paga, secondo la diponibilità delle ritenute applicate dall’aizenda.

  4. Se il credito è superiore ai 4.000 euro per effetto del recupero delle detrazioni da ristrutturazioni può essere in ogni caso verificato dall’Agenzia delle entrate?
    Saluti

  5. I rimborsi sopra la soglia di 4.000 possono essere soggetti a controllo dell’AdE.

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