Servizi di trasporto: disciplina Iva

Condivisioni

I servizi di trasporto di beni resi a soggetti passivi d’imposta sono territorialmente rilevanti nel Paese in cui il committente è residente: questa è la regola generale ai fini Iva. La determinazione del luogo di effettuazione dell’operazione non è influenzato dalla tratta percorsa.

L’obiettivo di questo contributo è andare a riepilogare le norme che regolano la territorialità dei servizi di trasporto di beni resi a soggetti passivi di imposta.  Tali servizi rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72, che definisce la regola generale per individuare il luogo di effettuazione delle prestazioni di servizi rese a soggetti passivi di imposta.

I servizi di trasporto: disciplina Iva

Con il contratto di trasporto il vettore si obbliga, dietro pagamento di un corrispettivo, a trasferire persone o cose da un luogo ad un altro (articolo 1678 c.c.). Per quanto riguarda il trasporto di cose il vettore si assume la responsabilità del trasporto delle stesse da un luogo di presa in carico fino al luogo finale di destinazione, avvalendosi anche di soggetti terzi (sub-trasportatori), ai sensi dell’articolo 1683 e seguenti del codice civile.

Il trasporto di beni ha natura di prestazione di servizi: l’articolo 3, comma 1, del DPR n. 633/72 stabilisce che costituiscono prestazioni di servizi le prestazioni, a fronte di corrispettivo, dipendenti da contratti di trasporto. Le prestazioni di servizi di trasporto di beni, resi nei confronti di committenti soggetti passivi di imposta, rientrano nella disciplina prevista dall’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72. Tali servizi, dunque, sono soggetti ad Iva nel Paese (stato Membro della UE o Paese extra-comunitario) in cui è stabilito il committente.

Ai sensi dell’articolo 7-ter, comma 2, del DPR n. 633/72, si considerano soggetti passivi di imposta ai fini Iva per le prestazioni di servizi ad essi rese:

  • I soggetti esercenti attività di impresa, arti o professioni;
  • Gli enti pubblici, le associazioni senza personalità giuridica e le altre organizzazioni di cui all’articolo 4, comma 4, del DPR n. 633/72, anche quando agiscono al di fuori delle attività commerciali o agricole;
  • Gli enti, le associazioni e le altre organizzazioni, non soggetti passivi, che si sono identificati ai fini Iva.

L’applicazione della norma in parola comporta le seguenti implicazioni:

  • Committente residente in Italia – servizi di trasporto resi interamente fuori dal territorio nazionale, sono soggetti ad Iva in Italia;
  • Committente non residente (stato Membro della UE o Paese extra-comunitario) – servizi di trasporto resi interamente nel territorio nazionale, siano fuori dal campo di applicazione dell’Iva in Italia, poiché il committente soggetto passivo di imposta non è ivi residente.

Da questa regola generale ne discendono le seguenti implicazioni:

  • Trasporti intracomunitari – La disciplina di cui all’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72 si applica anche alle prestazioni di servizi di trasporto intracomunitari, ossia di servizi di trasporto con luogo di partenza e luogo di arrivo in due diversi stati membri. Inoltre, a seguito dell’abrogazione dell’articolo 40, comma 5 del D.L. n. 331/93, tali prestazioni di servizi non godono più del regime di non imponibilità;
  • Trasporti internazionali – Ai sensi dell’articolo 9, comma 1, n. 2 del DPR n. 633/72, sono non imponibili i servizi di trasporto relativi a beni: in esportazione, in transito, in importazione temporanea, in importazione definitiva, i cui corrispettivi sono inclusi nel valore delle merci dichiarato in dogana all’atto dell’importazione, ai sensi dell’articolo 69, comma 1, del DPR n. 633/72. Come confermato dalla Circolare n. 37/E/2011 devono intendersi: per beni esportazione, quei beni che lasciano non già il territorio italiano, ma il territorio comunitario; per beni in importazione, quei beni che sono introdotti non già in territorio italiano, ma in territorio comunitario.

Affrontiamo di seguito alcune delle casistiche più frequenti riscontrabili nella pratica.

Per approfondire: Disciplina dei trasporti internazionali

Servizi di trasporto: vettore e committente italiani

Le prestazioni di servizi di trasporto rese da un vettore italiano ad un soggetto di imposta stabilito in Italia, prevedono l’imponibilità ai fini Iva della prestazione, ai sensi dell’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72. Vediamo però cosa accade a seconda che il trasporto avvenga nel territorio dello Stato, oppure nel caso in cui vi sia un trasporto intracomunitario di beni:

  • Trasporto di beni nel territorio dello Stato – I beni sono presi in consegna in Italia ed il luogo di destinazione si trova nel territorio italiano. L’operazione è territorialmente rilevante in Italia, soggetta ad imposta, con aliquota Iva ordinaria. Il vettore è tenuto ad emettere fattura nei confronti del committente, applicando l’imposta dovuta. Qualora il vettore sia un soggetto non stabilito in Italia, registrato ai fini Iva in Italia mediante nomina di un rappresentante fiscale (articolo 17, comma 3, del DPR n. 633/72) o mediante identificazione diretta (articolo 35-ter del DPR n. 633/72), l’imposta è applicata dal committente nazionale, con il meccanismo del “reverse charge” (o inversione contabile), ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/72;
  • Trasporto intracomunitario di beni – I beni sono presi in consegna in Italia ed il luogo di destinazione si trova nel territorio di un altro Stato UE. L’operazione, territorialmente rilevante in Italia, è soggetta ad imposta, con aliquota Iva ordinaria. Il vettore è tenuto ad emettere fattura nei confronti del committente, applicando l’imposta dovuta. Qualora il vettore sia un soggetto non stabilito in Italia, registrato ai fini Iva in Italia mediante nomina di un rappresentante fiscale (articolo 17, comma 3, del DPR n. 633/72) o mediante identificazione diretta (articolo 35-ter del DPR n. 633/72), l’imposta è applicata dal committente nazionale, con il meccanismo del “reverse charge” (o inversione contabile), ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/72. Le osservazioni che precedono restano valide anche nel caso in cui i beni sono presi in consegna nel territorio di un altro Stato membro ed il luogo di destinazione si trova in territorio nazionale, ed anche nel caso in cui i beni sono presi in consegna ed hanno come luogo di destinazione due differenti Stati membri che non siano l’Italia;
  • Trasporto di beni in esportazione – I beni sono presi in consegna in Italia ed il luogo di destinazione si trova nel territorio di un Paese extra-comunitario. L’operazione, territorialmente rilevante in Italia, beneficia del regime di non imponibilità di cui all’articolo 9, n. 2 del DPR n. 633/72. Il vettore è tenuto ad emettere fattura nei confronti del committente, indicando, in luogo dell’imposta, che si tratta di operazione “non imponibile“, facoltativamente riportando il riferimento all’articolo 9. Qualora il vettore sia un soggetto non stabilito in Italia, registrato ai fini Iva in Italia mediante nomina di un rappresentante fiscale (articolo 17, comma 3, del DPR n. 633/72) o mediante identificazione diretta (articolo 35-ter del DPR n. 633/72), il committente nazionale, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/72:
    • integrerà la fattura ricevuta dal vettore comunitario;
    • emetterà autofattura, accludendo la fattura emessa se trattasi di vettore extracomunitario, riportando, in luogo dell’imposta, che si tratta di operazione “non imponibile“, facoltativamente riportando il riferimento all’articolo 9. Le osservazioni che precedono restano valide anche nel caso in cui i beni sono presi in consegna in uno Stato membro diverso dall’Italia e da questo sono esportati e trasportati in un Paese extracomunitario;
  • Trasporto di beni in importazione – I beni sono presi in consegna in un Paese extra-UE ed il luogo di destinazione si trova nel territorio dello Stato. L’operazione, territorialmente rilevante in Italia, beneficia del regime di non imponibilità di cui all’articolo 9, n. 2 del DPR n. 633/72, a condizione che le spese di inoltro fino al luogo di destinazione all’interno del territorio della Comunità sia incluso nel valore dei beni importati, su cui è applicata l’imposta in dogana all’atto dell’importazione. Il vettore deve emettere fattura nei confronti del committente, indicando, in luogo dell’imposta, che si tratta di operazione “non imponibile“, facoltativamente riportando il riferimento all’articolo 9. Qualora il vettore sia un soggetto non stabilito in Italia, registrato ai fini Iva in Italia mediante nomina di un rappresentante fiscale (articolo 17, comma 3, del DPR n. 633/72) o mediante identificazione diretta (articolo 35-ter del DPR n. 633/72), il committente nazionale, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/72:
    • integrerà la fattura ricevuta dal vettore comunitario o emetterà autofattura, accludendo la fattura emessa dal vettore extracomunitario, riportando, in luogo dell’imposta, che si tratta di operazione “non imponibile“, facoltativamente riportando il riferimento all’articolo 9. Le osservazioni che precedono sono valide anche nel caso in cui i beni sono presi in consegna in un Paese extra-UE e sono trasportati ed importati in uno Stato membro diverso dall’Italia, purché le spese di trasporto concorrano a formare il valore delle merci dichiarato presso l’Ufficio doganale comunitario all’atto dell’importazione;
  • Trasporto di beni all’estero – I beni sono presi in consegna ed hanno come luogo di destinazione due differenti Paesi extra-UE. L’operazione, territorialmente rilevante in Italia, è soggetta ad imposta, con aliquota Iva ordinaria. Il regime di non imponibilità di cui all’articolo 9, n. 2 del DPR n. 633/72 non trova applicazione nel caso in esame in considerazione del fatto che i beni non provengono, né sono destinati al territorio comunitario, ma restano allo stato estero. Non rientrano dunque nella casistica dell’articolo 9 (ad es. beni in esportazione, in importazione, ecc.). Il vettore, pertanto, è tenuto ad emettere fattura nei confronti del committente, applicando l’imposta dovuta. Qualora il vettore sia un soggetto non stabilito in Italia, registrato ai fini Iva in Italia mediante la nomina di un rappresentante fiscale rappresentante fiscale (articolo 17, comma 3, del DPR n. 633/72) o mediante identificazione diretta (articolo 35-ter del DPR n. 633/72), l’imposta è applicata dal committente nazionale, con il meccanismo del “reverse charge” (o inversione contabile), ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/72.

Servizi di trasporto: vettore italiano committente comunitario

Nel caso in cui ci si trovi di fronte a prestazioni di servizi di trasporto di beni, rese da parte di un vettore soggetto italiano che effettua la prestazione nei confronti di un soggetto passivo di imposta stabilito in un altro Stato membro della UE, ai sensi dell’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72, i servizi di trasporto di beni, non rientrano nel campo di applicazione dell’Iva in Italia. Tale operazione sarà quindi non soggetta ad Iva in Italia, il vettore applicherà in fattura la dicitura “inversione contabile“, ed il soggetto committente applicherà l’imposta nel proprio Paese, con il meccanismo del “reverse charge” (o inversione contabile), ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/72.

Servizi di trasporto: vettore italiano committente extra-UE

Nel caso in cui ci si trovi di fronte a prestazioni di servizi di trasporto di beni, rese da parte di un vettore soggetto italiano che effettua la prestazione nei confronti di un soggetto passivo di imposta stabilito in un Paese extra-comunitario, ai sensi dell’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72, i servizi di trasporto di beni, non rientrano nel campo di applicazione dell’Iva in Italia. Tale operazione sarà quindi non soggetta ad Iva in Italia, il vettore applicherà in fattura la dicitura “operazione non soggetta“.

2 comments

  1. Cosa accade quando i beni con destinazione altro paese comunitario o paese extracomunitario devono essere spostati sul territorio Italiano? L’IVA Italiana va applicata o no al trasporto relativamente alla tratta nazionale?

    • Fiscomania

      Se il bene è destinato all’esportazione, l’operazione è non imponibile ex art. 8, anche se il bene percorre una tratta in Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *