Spese funebri: la detrazione fiscale

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La detrazione Irpef del 19% per spese funebri spetta in dipendenza della morte di persone senza alcun limite di importo, senza considerare alcun grado di parentela rispetto al defunto. In questa guida tutte le informazioni per portare in detrazione la spesa.

Una delle agevolazioni fiscali che il Legislatore ha concesso ai contribuenti è la possibilità di detrarsi dall’Irpef (l’imposta sui redditi delle persone fisiche), le spese funebri sostenute per i familiari, ma anche per soggetti non legati dal vincoli di parentela.

La detrazione fiscale è concessa anche nel caso in cui il soggetto deceduto non sia a carico o convivente con il familiare che ha sostenuto la spesa (e che quindi, ha diritto di beneficiare dell’agevolazione fiscale).

L’articolo 1, comma 954, lettera a), della Legge n. 208/2015 ha sostituito, la lettera d) dell’articolo 15, comma 1, del DPR n. 917/86, in materia di detrazione Irpef del 19% legata alle spese funebri.

Di seguito andremo ad analizzare la disciplina fiscale legata all’agevolazione fiscale per il sostenimento delle spese funebri, sia per i contribuenti tenuti a presentare il modello 730, che per quelli che devono presentare il modello Redditi PF.

Spese funebri: ambito soggettivo

Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento delle spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone a prescindere dal vincolo di parentela, ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera d) del DPR n. 917/86.

La detrazione Irpef legata alle spese funebri spetta in relazione alle spese sostenute “in dipendenza della morte di persone“, senza più alcuna limitazione di importo.

In precedenza, la detrazione spettava limitatamente alle spese sostenute in dipendenza della morte delle persone indicate nell’articolo 433 del codice civile, vale a dire il coniuge, i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, i discendenti prossimi, anche naturali, i genitori, gli ascendenti prossimi, anche naturali, gli adottanti, i fratelli, le sorelle, i generi e le nuore, il suocero e la suocera.

In pratica, possono essere detratte le spese funebri sostenute per persone non legate da vincoli di coniugio/parentela/affinità, ad esempio conviventi e coppie di fatto.

E’ stato, quindi, eliminato il riferimento al grado di parentela con il de cuius, consentendo così la detrazione in dipendenza del solo evento della morte.

Il riferimento al grado di parentela è stato eliminato per superare le difficoltà di acquisizione di questa informazione, indispensabile per capire se la spesa fosse o meno detraibile.

Spese funebri: ambito oggettivo

La definizione legale di spesa funebre non esiste ma, per essa si intende l’erogazione di denaro a compenso di ogni operazione occorrente per la salma.

L’ambito oggettivo di applicazione non è stato modificato da alcun intervento legislativo. L’aspetto fondamentale da un punto di vista oggettivo è che le spese funebri devono rispondere ad un criterio di attualità rispetto all’evento in cui sono finalizzate.

Sono detraibili, perciò, le spese che sono riconducibili al funerale, quali la ricevuta del versamento effettuato al Comune per i diritti cimiteriali, la fattura dell’agenzia di pompe funebri e, se fatturati a parte, la spesa per il fiorista, quella relativa agli annunci funebri, etc.

Inoltre, sono escluse dall’ambito di applicazione dell’agevolazione fiscale le spese sostenute anticipatamente dal contribuente in previsione delle future spese di onoranze funebri (acquisto del loculo o di una tomba familiare). Non può essere considerata spesa funebre la traslazione della salma avvenuta, per motivi igienico sanitari, successivamente alla tumulazione.

Allo stesso modo non possono essere detratte le spese sostenute successivamente, come ad esempio, le spese di esumazione e re-inumazione della salma.

La detraibilità della spesa

Il limite massimo di spesa funebre detraibile è pari ad €. 1.550,00, quindi, l’abbattimento massimo dell’imposta è pari a €. 294,50.

Resta fermo che il limite di spesa agevolabile di €. 1.550,00 è applicabile per ciascun decesso (e non per periodo di imposta), quindi costituisce l’importo massimo complessivo di detraibilità anche in caso di più soggetti che sostengono spese funebri relative allo stesso defunto.

La detrazione deve rispettare il criterio di cassa che regola, in linea generale, la detraibilità ai fini Irpef degli oneri, pertanto, tale spesa deve essere portata in detrazione dal soggetto che ha sostenuto la spesa, con riferimento al periodo di imposta in cui è stato versato l’importo indicato nel documento contabile.

Sulla base dei chiarimenti forniti dalla Circolare n. 26/E/1979 dell’Agenzia delle Entrate:

  • Il predetto limite non può essere superato neppure per effetto di pagamenti della spesa funebre ripartiti su più anni;
  • La spesa funebre può essere detratta da più persone che l’hanno sostenuta, ancorché il documento contabile (ricevuta o fattura) sia intestato o rilasciato ad una sola di esse, a condizione che nel documento contabile originale sia annotata la dichiarazione di ripartizione della spesa sottoscritta dallo stesso intestatario del documento.

Documentazione da conservare

Se la spesa funebre è sostenuta da soggetti diversi dall’intestatario della fattura, affinché questi possano fruire della detrazione è necessario che nel documento originale di spesa sia riportata una dichiarazione di ripartizione della stessa sottoscritta anche dall’intestatario del documento.

Indicazione della spesa in dichiarazione

I contribuenti che intendono portare in detrazione le spese funebri all’interno della propria dichiarazione dei redditi, devono conservare la seguente documentazione: fatture o ricevute fiscali attestanti la spesa.

Rientrano in questa tipologia di documenti, le fatture e/o ricevute fiscali rilasciate dall’agenzia di pompe funebri e dal fioraio, la ricevuta di versamento dei diritti cimiteriali pagati al comune, annunci funebri e tutte le altre spese inerenti.

Le spese funebri devono essere inserite nel modello Redditi persone fisiche:

  • Nei righi da RP 8 a RP 14, colonna 2;
  • Indicando il codice “14”, nella colonna 1.

Le spese funebri da indicare nel modello 730 devono essere riportate:

  • Nei righi da E 8 a E 12, colonna 2;
  • Indicando il codice “14”, nella colonna 1.

Nel caso di più eventi funebri, occorre utilizzare più righi da RP 8 a RP 14 (o ad E 8 a E 12 se stiamo utilizzando il modello 730), riportando in ognuno di essi il codice “14” e la spesa relativa a ciascun decesso.

Ricordiamo inoltre, che la stessa documentazione deve essere conservata e mostrata all’occorrenza, in sede di apertura della successione, in quanto le spese funerarie devono essere inserite durante la compilazione della dichiarazione di successione.

Spese funebri e 730 precompilato

Ogni anno i soggetti titolari di attività pompe funebri sono tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il 28 febbraio di ogni anno (con riferimento all’anno precedente), le fatture emesse nei confronti dei clienti che hanno usufruito del loro servizio al fine di inserire tale spesa all’interno del modello 730 precompilato (D.M. 13 gennaio 2016).

Sul tema l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che tale obbligo riguarda esclusivamente i dati relativi alle fatture emesse dagli esercenti in relazione all’evento funebre. Non si tiene conto delle ulteriori spese sostenute in dipendenza del decesso, quali ad esempio le spese sostenute per l’acquisto di fiori o per la lavorazione di marmi e lapidi. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nelle FAQ.

Per questo motivo i soggetti che usufruiscono del modello 730 precompilato potrebbero trovare un dato sulle spese funebri non completo, pertanto, è opportuno verificare gli importi riportati nella dichiarazione precompilata, e ove opportuno, procedere alla loro integrazione o correzione, conservando il giustificativo di spesa (fattura o ricevuta), ed il pagamento.

La nostra consulenza

Se ha dubbi su come detrarre correttamente le spese funebri che hai sostenuto lasciaci un commento. Ti risponderemo nel più breve tempo.

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48 comments

  1. Mio papa’ e’ morto il 30 ottobre 2017 e le spese per il funerale sono state sostenute da me (figlia) al 75% e da mia madre al 25 %. Purtoppo la pensione di reversibilita’ e’ arrivata con mesi di ritardo e mia madre non puo’ detrarre la sua parte per mancata capacita’ redittuale. La fattura e’ intestate solo a mia madre. Mi e’ stato detto che con una dichiarazione congiunta, mia e di mia madre, allegata alla fattura, e che specifichi quanto e’ stato pagato da chi, posso detrarre la mia parte di spesa. Se questo e’ vero, a fronte del pagamento da parte mia di 4500 euro, devo poi indicare nel 730 quello che ho effettivamento pagato o devo indicare il massimo detraibile (1550 euro)?

  2. Potrà indicare la cifra pagata, ma in ogni caso non otterrà una detrazione superiore al massimo consentito.

  3. Ho una fattura per il funerale di mia madre deceduta nell’agosto 2017. Ed ho la partita IVA da contribuente minimo aperta nel 2015. Nel 2017 non ho conseguito redditi, quindi non ho emesso fatture. Vorrei sapere se con l’assenza di redditi posso portare in detrazione la fattura del funerale.

  4. buongiorno, lo scorso anno il padre di mia moglie è deceduto. L’impresa di pompe funebri ha emesso fattura intestandola a mia moglie, la quale risulta a mio carico.
    La spesa l’ho pagata con bonifico dal mio conto corrente.
    Posso portare la spesa in detrazione nella mia dichiarazione 730?
    Dovrà mia moglie produrre un’autocertificazione indicando che io ho sostenuto la spesa o basta solo l’annotazione in fattura con la sua firma?
    Grazie per la risposta.

  5. Se non ha redditi imponibili Irpef non potrà sfruttare la detrazione in oggetto.

  6. Lei potrà portare in detrazione la spesa sostenuta al 100%.

  7. Buongiorno,
    avrei bisogno di sapere se è possibile emettere fattura di decesso a società.
    Chi recupera la spesa?
    grazie

  8. Se la fattura viene emessa ad una società nessuno recupera la spesa, e vedo difficile per la società dedursi il costo.

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