Università non statali: detrazione Irpef

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Detrazione Irpef legata alle spese sostenute per la frequenza di Università non statali. Criteri per l’individuazione dei limiti di spesa detraibile e le informazioni utili per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

La Legge n. 208/2015 ha modificato la lettera e) del comma 1, dell’articolo 15 del Tuir, che disciplina la detrazione Irpef del 19% legata alle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso: Università statali; Università non statali, in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle Università statali.

Con la nuova disciplina il legislatore ha voluto fornire un riferimento certo al fine di determinare l’ammontare detraibile delle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione in Università non statali. In relazione alle Università private, infatti, la detrazione spettava in misura non superiore a quella stabilita in relazione alle tasse e ai contributi degli istituti statali e, a tali fini, la Circolare n. 11/E/1987 aveva individuato i seguenti criteri:

  • Identità o affinità dei corsi di laurea tenuti presso l’Università libera con i corsi tenuti presso un’Università statale;
  • Equiparazione dei corsi così identificati, tenuti presso l’Università libera, con i corsi, identici od affini, tenuti presso l’Università statale ubicata nella stessa città ove ha sede l’Università libera, ovvero sita in una città della stessa Regione.

In caso di Università estere, occorreva fare riferimento a quella più vicina al domicilio fiscale del contribuente (Circolare n. 95/E/2000). I suddetti criteri erano applicabili anche in caso di Università telematiche (Risoluzione n. 6/E/2007 Agenzia delle Entrate). La ricerca di tale equiparazione tra Università statale e Università privata (o estera) poteva però rivelarsi difficoltosa, esponendo a contestazioni sull’effettivo ammontare delle spese detraibili.

In attuazione della nuova disciplina, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il Decreto Ministeriale n. 288/2016, ha quindi individuato l’importo massimo detraibile delle spese per la frequenza di Università non statali. La nuova disciplina introdotta dalla Legge n. 208/2015 si applica a partire dal periodo di imposta 2015, quindi con effetto già dai modelli 730/2016 e Unico 2016 PF.

Università non statali: ammontare delle spese detraibili

Il Decreto Ministeriale n. 288/2016 ha individuato l’importo massimo detraibile al 19% ai fini Irpef, in relazione al periodo di imposta 2015, delle spese relative alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle Università non statali:

  • Per ciascuna area disciplinare di afferenza (sulla base della classificazione contenuta in allegato al presente DM e di seguito riportata);
  • In base alla Regione in cui ha sede il corso di studio.

L’importo massimo della spesa detraibile al 19% per la frequenza di Università non statali è riportato nella tabella seguente:

AREA
DISCIPLINARE
CORSI ISTRUZIONE
NORDCENTROSUD E ISOLE
Medica€. 3.700,00€. 2.900,00€. 1.800,00
Sanitaria€. 2.600,00€. 2.200,00€. 1.600,00
Scientifico -
Tecnologica
€. 3.500,00€. 2.400,00€. 1.600,00
Umanistico/Sociale€. 2.800,00€. 2.300,00€. 1.500,00

Per permettere di identificare le aree geografiche, riportiamo di seguito la distinzione fornita dal Decreto:

  • Nord“: la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria e l’Emilia Romagna;
  • Centro“: la Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo e il Lazio;
  • Sud e Isole“: la Campania, il Molise, la Puglia, la Basilicata, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna.

Agli importi detraibili previsti dal Decreto Ministeriale n. 288/2016 deve essere sommato l’ammontare relativo alla tassa regionale per il diritto allo studio universitario, di cui all’articolo 3, commi da 20 a 23 della Legge n. 549/95.

Università non statali: detrazione per dottorato specializzazione e master

Con riferimento agli studenti iscritti ai corsi di dottorato, di specializzazione e ai master universitari di primo e secondo livello, in Università non statali,  la spesa massima detraibile al 19%, prevista dal Decreto Ministeriale n. 288/2016, è pari alle seguenti soglie:

  • €. 3.700,00, per i corsi e i master aventi sede nelle Regioni del Nord;
  • €. 2.900,00, per i corsi e i master aventi sede nelle suddette Regioni del Centro;
  • €. 1.800,00, per i corsi e i master aventi sede nelle suddette Regioni del Sud e delle Isole.

Università non statali: chiarimenti delle Entrate

Con la Circolare n. 18/E/2016, al paragrafo 2.2, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, in via generale, che le modifiche apportate dalla Legge n. 208/2015 non riguardano l’ambito oggettivo di applicazione della detrazione Irpef del 19%, di cui all’articolo 15 del Tuir, ma soltanto la modalità di determinazione dell’importo massimo di spesa ammesso alla detrazione per la frequenza di corsi universitari presso Università private, secondo quanto stabilito con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Dal periodo di imposta 2015, quindi, occorrerà fare riferimento a quanto stabilito dal Decreto Ministeriale n. 288/2016 sopra esaminato per la detrazione.

Detrazione per Università estere

Ai fini della detrazione Irpef del 19% delle spese per la frequenza all’estero di corsi universitari, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18/E/16 ha quindi chiarito che occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per:

  • La frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla medesima area disciplinare;
  • La zona geografica in cui ricade il domicilio fiscale del contribuente.

Detrazione per le Università telematiche

Ai fini della detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per i corsi di laurea svolti dalle Università telematiche, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18/E/2016 ha chiarito che tali spese, al pari di quelle per la frequenza di altre Università non statali, possono essere detratte facendo riferimento:

  • All’area tematica del corso;
  • Per l’individuazione dell’area geografica, alla Regione in cui l’Università ha la sede legale.

Detrazione corso di laurea in Teologia

Per quanto riguarda la detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea in teologia presso le Università Pontificie, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18/E/2016 ha chiarito che sono detraibili nella misura stabilita per i corsi di istruzione appartenenti all’area disciplinare “Umanistico – Sociale“. Per quanto concerne la zona geografica di riferimento, l’Agenzia ritiene che, per motivi di semplificazione, debba essere individuata nella Regione in cui si svolge il corso di studi, anche nel caso in cui il corso sia tenuto presso lo Stato Città del Vaticano.

Spese sostenute per familiari

Ai sensi dell’articolo 15, comma 2, del Tuir, le spese legate alla frequenza di corsi universitari continuano ad essere detraibili anche se sono sostenute nell’interesse dei familiari (classico caso dei figli), a condizione che siano fiscalmente a carico ai sensi dell’articolo 12 del Tuir, ovvero, se nel corso del periodo di imposta non hanno percepito redditi superiori alla soglia di €. 2.840,52.

Per approfondire: Detrazioni Irpef per familiari a carico

Università non statali: aggiornamento degli importi detraibili

Gli importi detraibili ai fini Irpef delle spese relative alla frequenza delle Università non statali saranno aggiornati ogni anno, mediante decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Per approfondire: Detrazione Irpef per spese universitarie

2 comments

  1. Buongiorno, chiedo gentilmente se secondo voi è possibile portare in detrazione le spese sostenute per l’iscrizione ad un master nato dalla collaborazione di Gruppo24ore e dell’alta formazione di Università cattolica di Milano
    I miei dubbi riguardano
    – la natura del master stesso: Il fatto che sia gestito da un ente privato e dalla società di alta formazione di un università privata costituisce un ostacolo alla condizione “…sia gestito da istituti universitari, pubblici o privati (circolare n. 101/E/2000).”?
    – la misura della detrazione: Si fa riferimento al “Decreto Ministeriale 29 aprile 2016 n. 288
    Spesa massima corsi di istruzione per le Università non statali di cui all’art. 15, comma 1, lettera e) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917” oppure al “Decreto Ministeriale n. 288/2016”?
    Grazie.

    • Fiscomania

      Salve, per la detraibilità di un master è necessario che lo stesso sia post-universitario, gestito da istituti universitari, pubblici o privati. Se viene rispettato questo requisito iniziale l’importo detraibile è quello previsto dal D.M. 288/2016. Nel suo caso mi sembra di capire che il master sia gestito da un ente privato, cosa non ne permette la detraibilità.

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