Vendita di domini e siti Web: la guida

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Vendita di domini e siti Web: come trasformare gli indirizzi Web in un’opportunità di business per guadagnare online. Le modalità di tassazione dei guadagni provenienti dalla cessione di un dominio o di un sito Web.

Sul Web esiste ormai da alcuni anni un mercato dedicato alla vendita di domini e siti Web su cui ormai moltissime persone e aziende speculano, cercando di trarne un profitto. Si tratta di un vero e proprio mercato virtuale di incontro tra domanda e offerta, dove è possibile acquistare e vendere il dominio o interi siti Web. Negli ultimi anni alcuni provider si stanno dedicando all’attività di registrazione a proprio nome i domini scaduti ritenuti di valore e poi metterli all’asta fra differenti pretendenti, con lo scopo di trarne profitto.

In questo contributo andremo ad analizzare quali sono le caratteristiche peculiari che rendono profittevole un dominio, senza dimenticare l’aspetto fiscale correlato alla tassazione dei guadagni derivanti da questa attività.

Cosa è un dominio?

Un dominio rappresenta l’indirizzo di un sito Web: in pratica per dominio si intende tutto quello che viene dopo il famoso www. e che finisce con l’estensione (.it, .com, .net, etc). Il dominio nasce per identificare in modo univoco un sito Web. Da ciò ne discende, necessariamente, che il dominio deve essere univoco per evitare che si possano sovrapporre due siti involontariamente. Non potendo esistere due nomi di dominio identici, come puoi capire, alcuni domini possono arrivare a valere cifre considerevoli soltanto per la strategicità del loro nome.

I punti peculiari da affrontare per chi volesse iniziare una attività di vendita di domini internet o di siti web sono essenzialmente due:

  • Come fare una valutazione del prezzo dei domini;
  • Dove vendere un dominio o un sito web, magari tramite i servizi come le aste di domini.

Fattori che determinano il valore di un dominio

Se vuoi capire da solo quanto può valere il tuo dominio è necessario conoscere i fattori che ne determino la quotazione. In generale, comunque, valutare il valore di un dominio o un sito web è una stima che tiene conto di numerosi fattori ed è bene che sia effettuata attraverso la consulenza di un esperto. Quello che possiamo fare in questa sede è elencare le caratteristiche principali che deve possedere un dominio per avere valore sul mercato, ossia deve:

  1. Essere un dominio premium – I domini di una singola parola con una estensione facile da ricordare (Soldi.it, Giochi.it o Prestiti.it, etc) sono considerati “domini premium“, in quanto facili da ricordare e quindi da raggiungere per gli utenti. Ormai di domini premium disponibili ce ne sono davvero pochi, ma bisogna essere attenti e cogliere il momento giusto quando vengono coniate nuove parole o quando parole estere entrano nel nostro vocabolario, nel tempo potrebbero diventare profittevoli;
  2. Lunghezza del dominio – Il nome del dominio ha quanto più valore minora è la sua estensione. I nomi troppo lunghi, generalmente oltre i 20 caratteri risultano molto scomodi da ricordare e quindi considerati di poco valore. Considerate che hanno moltissimo valore i domini di tre caratteri o di tre cifre. Ricordate, più il dominio è breve, più facilmente sarà ricordato, e quindi la sua capacità di generare traffico aumenta;
  3. Page Rank del dominio – Negli ultimi tempi il Page Rank è diventato un fattore scarsamente influente nell’ambito del posizionamento del sito sui motori di ricerca, ma nell’ambito della vendita di un dominio, rimane un indicatore da tenere in considerazione: maggiore è il Page Rank dei link in entrata del sito, maggiore sarà la sua valutazione. In generale tenete presente che un Page Rank del sito da vendere maggiore di 4, comporterà una valutazione maggiore;
  4. Estensione adatta – L’estensione migliore per i motori di ricerca è sicuramente .COM, per questo possedere questa estensione è considerato un altro elemento che attribuisce valore al dominio. Tuttavia, se ci si rivolge a un pubblico localizzato, i domini a più alto valore sono quelli della zona prescelta (.IT per l’Italia e via discorrendo). L’ideale sarebbe comunque possedere entrambi e poterli poi rivendere in blocco, per aumentarne il valore;
  5. Storia del dominio – Un dominio con una storia importante che ha ospitato in passato un sito frequentato, con traffico elevato, non può che avere una valutazione elevata. In questo caso è da tenere in considerazione che se stai vendendo un sito completo e non solo un dominio, i dati di traffico estratti da software di Web Analytics come Google Analytics possono influire sensibilmente sulla stima di prezzo del sito;
  6. Advertising e affiliazioni – se sul sito ospitato sul dominio vi sono dei guadagni costanti da Google Adsense o sistemi di affiliazione, questo può aumentare la quotazione del sito web tra gli acquirenti.

Infine, è opportuno ricordare che quelli appena elencati sono soltanto alcuni aspetti da tenere in considerazione nella valutazione di un dominio Web. In questi casi l’ultima parola per la valutazione effettiva spetta al mercato. Non deve essere dimenticato che vi è un mercato in notevole fermento anche in Italia, per quanto riguarda la compravendita di domini. Senza una domanda che tira verso quel settore o quello specifico nome di dominio, possedere anche la maggior parte di queste caratteristiche potrebbe non essere sufficiente a fare un buon affare.

Per questi motivi, l’ausilio di esperti nella valutazione di domini e siti Web è fondamentale. Fare in autonomia e senza esperienza nel campo significa rischiare. Considerate che soltanto in Italia ogni giorno vengono creati oltre 1.000 nuovi domini. Questo può aiutarvi a capire quanto può essere ampio il mercato, ma anche le possibilità che tra tutti questi domini ve ne siano molti di valore elevato.

Vendita di domini: disciplina fiscale

Come tutti i guadagni anche quelli derivanti dalle attività online devono essere dichiarati al Fisco e su di essi devono essere calcolate le imposte. Per quanto riguarda l’attività di vendita di domini le modalità di tassazione del guadagno ottenuto dipendono dal regime fiscale del soggetto che ha ceduto il dominio. In particolare possiamo tra vendita di domini e vendita di un sito Web.

Vendita di domini

In caso di vendita di domini possiamo avere due diverse casistiche, a seconda del soggetto che ha posto in essere la vendita sia un:

  • Soggetto privato – Se la vendita del dominio è effettuata da un privato (soggetto non dotato di partita Iva), la stessa è considerata come una cessione di tipo occasionale, ed ai fini reddituali, il Tuir, la classifica all’interno dell’articolo 67, e sarà assoggettata ad Irpef. Naturalmente per poter rientrare in questa fattispecie è necessario che la vendita sia effettivamente a carattere occasionale: se un soggetto vende costantemente domini o siti Web, è tenuto ad aprire partita Iva ed operare come un commerciante, mentre se la vendita è solo episodica ed occasionale, è possibile rientrare nella disciplina disposta dall’articolo 67 del Tuir. In questo caso il compenso percepito dovrà essere indicato nel quadro D del modello 730, oppure nel quadro RL del modello Unico P.F. ed essere assoggettato ad Irpef.
  • Impresa commerciale – Se la vendita del dominio è effettuata da una impresa commerciale il guadagno dovrà essere assoggetto alla disciplina del reddito di impresa, ai sensi degli articoli 55 e seguenti del Tuir. Questo vale sia se la vendita avviene da parte di un’impresa che ha come oggetto principale della sua attività tutt’altro settore, ma si trova a dover vendere un dominio precedentemente acquistato, sia se l’attività di vendita è promossa da un impresa che si occupa come oggetto principale della sua attività di cessione di domini o siti Web. Secondo il principio generale di attrazione del reddito di impresa, infatti, ogni compenso percepito da imprese commerciali è soggetto a questo tipo di tassazione.

La tassazione effettiva della vendita di domini dipenderà poi dalla forma giuridica adottata, Irpef, se si tratta di imprenditore individuale o società di persone, Ires, se si tratta di società di capitali.

Vendita sito Web

In caso di cessione di sito Web valgono le ipotesi indicate in precedenza, con un’unica particolarità legata alla fattispecie in cui la vendita del sito Web sia effettuata dal soggetto che lo ha creato. Ai sensi della Legge n. 633/41 il creatore del sito Web è tutelato dalla disciplina del diritto di autore. Sono protette ai sensi di questa Legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con Legge n. 399/78, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione intellettuale dell’autore.

Con la creazione dell’opera l’autore acquista a titolo originario i diritti sulla stessa (art. 2576 c.c.). Non c’ è bisogno di alcuna registrazione. Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale. Il creatore può quindi disporre di diritti morali: diritto alla paternità,all’inedito, all’integrità dell’opera, diritto di pentimento; e diritti patrimoniali: riprodurre, eseguire, diffondere, distribuire, noleggiare trasformare e modificare.

Da questi diritti deriva poi il riconoscimento di una particolare disciplina fiscale prevista dal all’articolo 53, comma 2, lettera b) del Tuir, secondo il quale non vi è differenza fra i proventi da cessione definitiva dei diritti d’autore e le royalties derivanti da semplice concessione. Perché si parli di “opere dell’ingegno” è necessario che siano presenti congiuntamente tre requisiti: creatività (è stato realizzato qualcosa di nuovo), originalità (dev’essere facilmente distinguibile da altre opere, e dunque non trattarsi di una semplice variazione di altre creazioni) e concretezza (l’opera deve essere riproducibile e quindi sfruttabile commercialmente).

In questo caso, quando la vendita del sito Web è effettuata direttamente dall’autore dello stesso si rende quindi applicabile la disciplina legata allo sfruttamento del diritto di autore. Il reddito percepito rientra nel novero dei redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo, tassato secondo il principio di cassa (in base alla data di effettivo incasso), con l’applicazione di una deduzione forfettaria delle spese sostenute del 25% o del 40% del reddito percepito.

Per maggiori informazioni sull’applicazione della disciplina sul diritto di autore: Redditi da diritto di autore: disciplina fiscale

I nostri consigli

Riassumendo, la vendita di domini o siti web necessita di 3 passi fondamentali:

  1. capire quanto vale il tuo dominio;
  2. capire se il mercato ha una domanda per quel dominio;
  3. verificare la normativa fiscale per assoggettare correttamente a tassazione la vendita.

E tu che esperienza hai in proposito? Raccontacelo lasciandoci un commento.


5 comments

  1. Buongiorno, ma siete sicuri che in Italia vendere un dominio sia legale?
    Leggendo da più parti su internet pare essere illegale, addirittura penale secondo alcuni

    Avete riferimenti legislativi a riguardo per poter approfondire?
    Grazie

  2. Nell’ambito del diritto è tutto lecito se non c’è una norma che lo vieta. Casomai hai ragione se trovi una norma valida in Italia che vieta la cessione di domini web.

  3. Detto ciò è bene precisare subito che vendere un dominio è illegale, infatti, si vende un qualcosa che non ci appartiene.

    Il dominio è, infatti, del TDL o del CCTDL che lo ha assegnato (non venduto) per un periodo di 12 mesi ad una persoma (fisica o giuridica). Alla base di ogni contratto di vendita è che il venditore sia il proprietario del bene posto in vendita o che ne sia stato autorizzato. Siccone qui si è in presenza di una sola assegnazione di nome a dominio (prova ne è che se non se ne paga il rinnovo il TDL/CCTDL revoca il domino) si è in presenza dei retai di cui al ex art. 640 C.P. (Truffa); ex art. 646 C.P. (appropriazione indebita) ed ex art. 648 C.P (Ricettazione) oltre ai reati fiscali connessi.

    La legge, però, nel caso della compravendita dei domini sembra inspiegabilemnte non applicata in Italia e molte persone vivono acquistado e vendendo domini.ttenzione, io non intendevo dire che sia illegale. Cercavo di dipanare il mio dubbio sul fatto che lo sia o meno.

    Se mi è possibile riportare qui un commento trovato su di un forum, lo metterei in calce al messaggio, con dovuto link alla pagina di provenienza. Sapendo che il messaggio verrà moderato e quindi, nel caso non fosse possibile farlo, potrete cancellarlo direttamente.

    Segue copia/incolla di quanto ho trovato in rete:

  4. Quello che afferma è sicuramente condivisibile, ma non vedo in quello che scrive una norma del diritto italiano che vieti questa forma di vendita. Manca la fonte di quanto affermato.

  5. Avevo messo il link da dove avevo preso l’estratto in un secondo messaggio non pubblicato.
    Purtroppo scrivendo da smartphone l’impaginazione non è delle migliori, infatti anche nel messaggio precedente si è spezzato e mischiato in parte.

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