Costi auto: trattamento fiscale Iva

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Le spese legate ai costi auto sostenute nell’esercizio di impresa o nell’esercizio di arte o professione sono deducibili ai fini delle imposte dirette secondo quanto disposto dall’articolo 164 del DPR n. 917/86. Per la detrazione dell’Iva, i limiti sono previsti dall’articolo 19-bis 1) del DPR n. 633/72. Di seguito la nostra guida. 

In questo contributo andremo ad analizzare la disciplina riguardante la deducibilità dei costi auto sostenuti da imprese e professionisti ai fini della determinazione delle imposte dirette (articolo 164 del DPR n. 917/86), e verificheremo quando prevede la normativa attuale per quanto riguarda la detraibilità dell’Iva (articolo 19-bis 1) del DPR n. 633/72).

Tutte le informazioni utili per conoscere la possibilità di dedurre i costi sostenuti durante l’anno per il tuo autoveicolo nella nostra guida che trovi di seguito.

Deducibilità dei costi auto: imposte dirette

I veicoli utilizzati dalle imprese e dai professionisti si distinguono in due categorie: veicoli a deducibilità integrale e veicoli a deducibilità limitata. I primi sono disciplinati dall’articolo 164, comma 1, lettera a), i secondi dall’articolo 164, comma 1, lettere b) e b-bis) del DPR n 917/86.

Per tutte le altre categorie di autoveicoli non espressamente disciplinati dal DPR n. 917/86, la deducibilità è regolata dal principio generale dell’inerenza, ai sensi dell’articolo 109, comma 5, del DPR n. 917/86.

Di seguito andremo ad analizzare con maggiore dettaglio ciascuna di queste discipline fiscali.

Veicoli a deducibilità integrale

Le spese e gli altri componenti negativi relativi agli autoveicoli sono integralmente deducibili nei seguenti casi tassativamente indicati dall’articolo 164, comma 1, lettera a) del Tuir:

  • Veicoli usati esclusivamente come beni strumentali – veicoli indispensabili per lo svolgimento dell’attività, senza i quali la stessa non sarebbe configurabile. È il caso, per esempio, delle autovetture per le imprese di autonoleggio e per le autoscuole;
  • Veicoli adibiti ad uso pubblico – veicoli la cui destinazione ad uso pubblico è riconosciuto da un atto proveniente dalla pubblica amministrazione, come, per esempio, le autovetture utilizzate dai taxisti o dalle imprese che effettuano attività di noleggio con conducente;
  • Veicoli strumentali per natura – sono integralmente deducibili, le spese e gli altri componenti negativi relativi a veicoli non ricompresi nell’articolo 164, comma 1, lettera a), a condizione che siano inerenti all’attività di impresa. Si tratta di veicoli strumentali per natura, come, per esempio, gli autocarri.

Autocarri

Gli autocarri sono “veicoli destinati al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse“. Non esistono norme specifiche che regolano la deducibilità degli autocarri, le cui spese, quindi, sono integralmente deducibili purché siano inerenti all’attività di impresa (Risoluzione n. 244/e/2002).

L’Agenzia delle Entrate contrasta l’utilizzo dei cosiddetti “falsi autocarri” (Provvedimento n. 184192/2006), assimilandoli alle autovetture e assoggettandoli alla deducibilità limitata.

L’autocarro è considerato falso quando ricorrono tutte le condizioni di seguito riportate: immatricolazione come N1 (veicoli destinati al trasporto di merci con massa non superiore a 3,5 tonnellate); codice carrozzeria F0; numero posti a sedere maggiore o uguale a 4; potenza motore(kw)/portata (tonnellate) maggiore o uguale a 180.

Veicoli a deducibilità limitata

Fatta eccezione per i casi indicati nel paragrafo precedente, le spese e gli altri componenti negativi di reddito relativi ai veicoli aziendali sono deducibili in misura limitata. La percentuale di deducibilità varia a seconda dell’utilizzo del veicolo. In pratica le spese e gli altri componenti negativi relativi ai veicoli disciplinati dall’articolo 164, comma 1, lettera b), del Tuir, ossia i veicoli: non utilizzati esclusivamente come beni strumentali, né adibiti ad uso pubblico; né assegnati in uso promiscuo ai dipendenti, sono deducibili nella misura del 20%.

Tale limite è stabilito dal legislatore come presunzione assoluta di utilizzo promiscuo che non ammette prova contraria, in quanto trattasi di norma di sistema finalizzata a forfettizzare l’uso privato del veicoli (Risoluzione n.  190/E/2007, Circolare n. 9/E/2016). Il limite del 20%, si applica sia al costo di acquisizione del veicolo, qualunque sia il titolo di detenzione (acquisito, leasing, noleggio); sia alle spese di impiego (carburante, pedaggio, assicurazione ecc.).

Oltre al suddetto limite percentuale di deducibilità, si applica anche un tetto al costo di acquisizione dei veicoli che varia in funzione del titolo di detenzione dei veicoli (proprietà, leasing o noleggio), come riportato nella tabella seguente.

Mezzi di trasporto
(acquisto o leasing)
Costo massimo
fiscalmente riconosciuto
Costo massimo
fiscalmente deducibile (20%)
Autovetture€. 18.075,99€. 3.615,20
Autocaravan€. 18.075,99€. 3.615,20
Motocicli€. 4.131,66€. 826,33
Ciclomotori€. 2.065,83€. 413,17

Costi auto: deduzione costo Acquisto

Qualora l’impresa detenga i veicoli a titolo di proprietà, si applicano due limiti: il limite percentuale di deducibilità del 20% e il limite sul costo di acquisto che varia a seconda del tipo di veicolo, che come abbiamo visto nella tabella precedente è pari a: €. 18.075,99 per le autovetture e gli autocaravan; €. 4.131,66 per i motocicli; €. 2.065, 83 per i ciclomotori. Il costo di acquisto rilevante per verificare il superamento del suddetto limite è il costo del veicolo comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione quali, ad esempio, l’Iva indetraibile e la tassa di immatricolazione.

Ad esempio si consideri un’autovettura acquistata al costo €. 10.000 + €. 2.200 di Iva per un totale di €. 12.200. Il costo rilevante per la verifica del limite fiscale dei €. 18.075,99. Il costo di acquisto (€. 10.000) al lordo dell’Iva indetraibile (60% x 2.200 = €. 1.320), ossia €. 11.320 è minore di €. 18.075,99.

Poiché il limite fiscale è rispettato, l’azienda potrà dedurre complessivamente il 20% di €. 11.320 ossia €. 2.264. Nel caso in cui, invece, il costo di acquisto superi il limite fiscale consentito l’azienda complessivamente potrà dedurre soltanto il 20% di €. 18.075,99 ossia €. 3.615,20.

Costi auto: deduzione Ammortamento

Il limite del 20% si applica alle quote di ammortamento dell’autoveicolo che sono deducibili in misura non superiore all’importo che risulta dall’applicazione del coefficiente stabilito dal D.M. 31.12.1988, pari al 25%, ridotto alla metà nel primo esercizio (articolo 102, comma 2 del Tuir).

Ad esempio, si consideri un’autovettura acquistata al costo, comprensivo di Iva indetraibile, di €. 30.000, superiore al limite dei €. 18.075,99. Le quote di ammortamento dell’auto sono deducibili in un arco temporale non inferiore a 5 anni. Per il primo anno l’aliquota di ammortamento civilistica è del 12,5% (25% ridotto alla metà), e l’ammortamento fiscale consentito è pari a (€. 18.075,99 * 12,5% = €. 2.259), mentre l’ammortamento fiscale deducibile è pari al 20% di €. 2.259, pari a €. 452.

Riepilogando, al fine di calcolare la quota di ammortamento fiscalmente deducibile in un singolo periodo d’imposta occorre applicare la seguente formula:

Costo massimo fiscalmente riconosciuto × Limite di deducibilità (20%) × Coeff. di ammortamento (25%)

Costi auto: deduzione spese di impiego

Le spese di impiego degli autoveicoli (ad esempio: carburante, assicurazione, bollo auto, parcheggio, pedaggi autostradali, lavaggio ecc.) seguono la regola di deducibilità del veicolo a cui si riferiscono. Pertanto tali spese, qualunque sia il modo di acquisizione del veicolo (proprietà, leasing, noleggio), sono deducibili:

  • Al 100% se il veicolo è utilizzato esclusivamente come bene strumentale o è adibito ad uso pubblico;
  • Al 70% se il veicolo è assegnato in uso promiscuo ai dipendenti;
  • Al 20% se il veicolo non è assegnato.

Le spese di impiego dei veicoli non sono soggette a limiti d’importo. Tra questa spese una disciplina particolare è prevista per le spese di manutenzione, ai sensi dell’articolo 102, comma 6, del DPR n. 917/86.

Si tratta di spese che consentono al veicolo di mantenere la propria funzionalità (cambio gomme, tagliando etc.). Queste spese sono soggette: non solo al limite percentuale di deducibilità previsto per il veicolo a cui si riferiscono (100%, 70% o 20%); ma anche all’ulteriore limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili che risultano all’inizio dell’esercizio dal registro dei beni ammortizzabili senza considerare i beni acquistati o ceduti in corso d’anno.

L’eventuale eccedenza rispetto al plafond è deducibile in quote costanti nei 5 esercizi successivi.

Veicoli assegnati in uso promiscuo ai dipendenti

Gli autoveicoli assegnati in uso promiscuo ai dipendenti beneficiano di un regime più favorevole di quello ordinario, in quanto la percentuale di deducibilità delle spese è pari al 70% e inoltre non esiste un limite al costo di acquisizione del veicolo. Il limite del 70% si applica:

  • Sia al costo di acquisizione del veicolo, qualunque sia il titolo di detenzione (acquisito, leasing, noleggio);
  • Sia alle spese di impiego (carburante, pedaggio, assicurazione ecc.).

Per poter beneficiare di tale regime di deducibilità è necessario, però, che siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  • L’uso dell’auto deve rientrare tra le mansioni del dipendente e non deve essere occasionale l’auto deve essere assegnata per la maggior parte del periodo d’imposta del datore di lavoro;
  • L’assegnazione può essere anche discontinua ed è possibile cumulare i giorni di utilizzo da parte di più dipendenti;
  • L’assegnazione deve risultare da idonea documentazione (per esempio da una clausola del contratto di assunzione o da un contratto di comodato).

Veicoli assegnati agli amministratori

Agli autoveicoli assegnati in uso promiscuo agli amministratori non è applicabile il regime di deducibilità previsto per i dipendenti, sebbene il trattamento fiscale del fringe benefit sia lo stesso. L’impresa in questo caso:

  • Deduce al 100% le spese relative all’autoveicolo fino a concorrenza del fringe benefit che concorre a formare il reddito dell’amministratore, secondo quanto disposto dall’articolo 95, comma 5, del DPR n. 917/86 che prevede la deducibilità dei compensi spettanti agli amministratori;
  • Deduce le spese eccedenti il benefit secondo le regole generali previste dall’articolo 164, comma 1, lettera b per le auto aziendali ossia applicando il limite percentuale del 20% e quello sul costo di acquisizione. L’uso promiscuo deve essere provato da idonea documentazione.

Veicoli assegnati ai soci

Le spese relative agli autoveicoli assegnati in godimento a soci che non rivestono la qualifica di dipendenti, amministratori o lavoratori autonomi della società, sono deducibili secondo le regole generali dell’articolo 164, comma 1, lettera b, del DPR n. 917/86, applicando quindi il limite del 20% e quello sul costo di acquisizione.

Pertanto, non trova applicazione la regola di indeducibilità prevista dal D.L. n. 136/2011 che ha introdotto la “Disciplina dei beni in godimento ai soci“. L’assegnazione dell’auto al socio, tra l’altro, genera un reddito diverso da assoggettare a tassazione e, al ricorrere di alcune condizioni, comporta anche l’obbligo di effettuare un apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Costi auto: professionisti e agenti

I lavoratori autonomi deducono le spese e gli altri componenti negativi relativi ai veicoli applicando gli stessi limiti di deducibilità previsti per le imprese (articolo 164, comma 1, lettera. b del DPR n. 917/86): limite percentuale del 20%; limite sul costo di acquisizione del veicolo, ma possono dedurre le spese relative a un solo veicolo.

Gli agenti, invece, possono beneficiare di regole di deducibilità più favorevoli:

  • Il limite percentuale di deducibilità è fissato all’80% anziché al 20%;
  • Il limite sul costo di acquisto delle autovetture è fissato pari a €. 25.822,84 anziché €. 18.075,99.

I limiti sul costo di acquisto di autocaravan, motocicli e ciclomotori sono invece uguali a quelli previsti per le imprese (rispettivamente pari a €. 18.075,99, €. 4.131,66 e €. 2.065,83).

Di seguito riepiloghiamo nella tabella seguente, l’attuale trattamento fiscale dei costi legati agli autoveicoli utilizzati da imprese e soggetti esercenti arti o professioni:

SoggettiUtilizzo del veicolo% di deducibilità
ImpresaEsclusivamente strumentali100%
ImpresaAdibiti ad uso pubblico100%
ImpresaUtilizzati dai dipendenti (uso promiscuo)70%
ImpresaAltri utilizzi aziendali20%
Professionisti20%
Agenti e rappresentanti80%
Contribuenti "minimi"50%

Indicazione nel modello Unico

Per le società di capitali, ai sensi dell’articolo 164 del Tuir, nel rigo RF 18 del modello Unico S.C. “va indicato l’ammontare indeducibile delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati, in applicazione dei criteri stabiliti dall’articolo 164 del DPR n. 917/86“.

Ad esempio, si supponga che nel corso dell’anno di imposta “n” la società A abbia sostenuto spese relative ai propri autoveicoli aziendali, non esclusivamente strumentali, pari a €. 5.000. Considerando che, come sopra esposto, la quota deducibile è pari al 20%: i costi deducibili sono pari a €. 1.000; i costi indeducibili sono pari a €. 4.000.

Quindi, nel rigo RF 18 “Spese per mezzi di trasporto indeducibili di cui all’articolo 164 del DPR n. 917/86“, la variazione in aumento pari alla quota di costi indeducibile sarà pari a €. 4.000.

Detraibilità Iva dei costi auto

La normativa sulla detraibilità dell’Iva sulle spese di acquisto e importazione degli autoveicoli in base al regime attuale (articolo 19 bis 1, del DPR n. 633/72), prevede la detrazione dell’Iva relativa all’acquisto o all’importazione di veicoli stradali a motore sia ammessa, con particolari modalità. Vediamo di seguito le regole di detraibilità Iva dei costi legati agli autoveicoli:

  • Detraibilità Iva 100% – Autoveicoli ad utilizzo esclusivo dell’impresa. In particolare si tratta di veicoli stradali a motore per trasporto persone (pullman) o cose (camion) con peso almeno pari ai 35 quintali o con almeno 8 posti oltre a quello del conducente; trattori, veicoli oggetto di produzione o commercio da parte del contribuente o senza i quali non può svolgere l’attività (es. – taxisti, noleggiatori auto, ecc);
  • Detraibilità Iva 40% – Autoveicoli utilizzati ad uso promiscuo. Si tratta di veicoli stradali a motore per trasporto persone o cose, inferiori ai 35 quintali di peso e con massimo otto posti, oltre a quello del conducente;
  • Nessuna detraibilità  – In generale riguarda solo le moto con cilindrata di almeno 350 c.c., ed anche in tutti gli altri casi ove non venga rispettato il requisito di inerenza con l’attività svolta.

La disciplina di detrazione Iva sopra menzionata non riguarda gli agenti e rappresentanti, che possono detrarre il 100% dell’Iva, a condizione che possano dimostrare di possedere almeno un altro autoveicolo per gli scopi privati.

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