Effetto dividendo sul valore delle azioni

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Effetto dividendo: cos’è e come prevederlo. Come la distribuzione di dividendi di società quotate può influenzare la quotazione dell’azione e come prevedere l’andamento del titolo.

Abbiamo deciso nelle scorse settimane di inaugurare questa sezione del sito dedicata al risparmio e agli investimenti per aiutarvi a migliorare la vostra formazione finanziaria, permettendovi una migliore e più oculata attività di investimento. Nel contributo di oggi andremo ad analizzare il c.d. “effetto dividendo” quando si vuole investire in azioni. Inutile dire che la possibilità di incassare un dividendo sia uno dei principali motivi per cui gran parte dei risparmiatori decide di investire in azioni. I dividendi, infatti, rappresentano dei guadagni extra, oltre ai normali profitti che derivano dall’andamento del titolo azionario nel tempo.

Quello che però molti risparmiatori non sanno è come la distribuzione del dividendo possa influenzare l’andamento del titolo azionario della società che ha deciso di fornire una remunerazione ai propri azionisti. Questo è quello che andremo a scoprire in questo contributo.

La politica dei dividendi

I dividendi nell’ambito finanziario rappresentano una parte di profitto che un’azienda decide di distribuire agli azionisti. In pratica, l’assemblea degli azionisti di una società può deliberare la distribuzione degli utili, in base alla proposta pervenuta dagli amministratori. Sono gli amministratori, infatti, che decidono come destinare l’utile dell’esercizio, ovvero la differenza positiva tra i redditi percepiti e i costi sostenuti nell’anno. I motivi per cui gli amministratori possono decidere per la distribuzione dei dividendi, piuttosto che per il loro reinvestimento in azienda possono essere i più disparati, dalla volontà di remunerare ai soci, alla dimostrazione di quanto possa essere profittevole l’azienda rispetto ai concorrenti. In linea generale, però, solitamente i manager di grandi aziende, non sono molto propensi a distribuire dividendi agli azionisti, in quanto, così facendo riducono le risorse finanziarie a loro disposizione, quindi, indirettamente riducono il proprio potere e i proprio compensi. Gli amministratori solitamente preferisco utilizzare le risorse per finanziare la crescita. Questo è il motivo per cui, specialmente in settori in crescita, non si assistono a frequenti distribuzioni di dividendi.

I dividendi sono rituali, invece, nei settori maturi del mercato, in aziende che hanno profitti costanti nel tempo, in quanto il dividendo rappresenta una sorta di premio per l’azionista che decide di restare agganciato nel tempo a quell’azienda. In ogni periodo di tempo prestabilito, solitamente annuale, le aziende decidono di versare una percentuale che può variare dal 2 al 5% del valore del titolo azionario, per destinarla agli azionisti. Per conoscere le date di stacco dei dividendi, e l’ammontare dell’azione, è necessario verificare queste informazioni sul sito Web dell’azienda oppure direttamente sui siti finanziari specializzati.

Le cosiddette start-up e le altre imprese con una forte crescita attesa, come quelle nei settori della tecnologia o delle biotecnologie, raramente offrono dividendi perché tutti i loro profitti vengono reinvestiti per contribuire a sostenere una crescita superiore alla media e per soddisfare le esigenze di espansione. Le società più mature e grandi, tendono ad emettere dividendi regolari (piuttosto che reinvestirli), dividendi che cercano di massimizzare la ricchezza degli azionisti. Le aziende che presentano più alti rendimenti con i dividendi sono quelle che operano nei seguenti settori: materiali base, petrolio e gas, banche e settore finanziario, sanità e beni farmaceutici, utilities, e società immobiliari.

Una società che emette i dividendi lo fa in un ottica strategica e di lungo termine utilizzando uno dei seguenti metodi:

  • Politica stabile dei dividendi – Si tratta del metodo di distribuzione dei dividendi delle grandi società. In pratica, anche se gli utili aziendali sono in continuo mutamento nel tempo, la politica stabile dei dividendi si concentra sul mantenimento di un dividendo base per azione stabile nel tempo fissato ad una certa cifra, o all’interno di uno “spread“. Negli anni in cui gli utili sono maggiori rispetto al dividendo deliberato si accumuleranno delle riserve che saranno utilizzate per distribuire dividendi nel momento in cui gli utili saranno inferiori rispetto al dividendo da corrispondere;
  • Modello residuo dei dividendi – Metodo applicato dalle aziende in crescita. In questo caso i dividendi sono basati sui guadagni, meno i fondi che l’azienda necessita per finanziare la quotazione azionaria e i suoi investimenti futuri. In pratica il dividendo è basato esclusivamente sull’eventuale quota di utili residua dopo la remunerazione degli investimenti futuri. Per questo non sempre è garantita la distribuzione del dividendo.

Tassazione dei dividendi

La tassazione dei dividendi percepiti dipende dal tipo di partecipazione posseduta. I casi possono essere due:

  • Tassazione dividendi con partecipazioni non qualificate – Nel caso di persona fisica residente fiscalmente in italia che è in possesso di azioni con partecipazione non qualificata di un’azienda italiana o estera, la tassazione prevede una ritenuta a titolo di imposta del 26% sull’intero importo dei dividendi.
  • Tassazione dividendi con partecipazioni qualificate – Nel caso di partecipazioni qualificate dunque i dividendi percepiti sono tassati nella misura del 49,72% del loro ammontare e concorreranno alla determinazione del reddito imponibile Irpef.

Per approfondire: Dividendi: il regime fiscale di tassazione

Effetto dividendo sul valore delle azioni

Una volta capito quali sono le aziende che emettono dividendi e con quali modalità, vediamo adesso qual’è il vero appeal dei dividendi? Sicuramente è un maggiore rendimento che può offrire un titolo azionario: un investitore può acquistare azioni di una società che ha un business molto stabile ed una stabile crescita degli utili, e potrà dormire sonni tranquilli con la consapevolezza che il valore del suo investimento iniziale molto difficilmente potrà scendere in modo sostanziale, e quindi potrà trarre profitto dal pagamento dei dividendi della società. Inoltre, in quanto la società continua a crescere, i dividendi stessi possono crescere, offrendo ancora più valore per l’investitore.

Quello appena descritto è solo un modo per investire con i dividendi: solitamente, la strategia più utilizzata è quella di andare a cercare azioni con dividendi. Alcuni investitori cercano di acquistare il titolo subito dopo che il dividendo è annunciato, per poi cercare di venderlo allo stesso prezzo dopo che hanno percepito il dividendo. In caso di successo, l’investitore avrà praticamente ricevuto il dividendo a costo zero. In realtà, però, è molto difficile che questo possa accadere, grazie all’effetto dividendo.

Come abbiamo visto le azioni sono titoli rappresentativi del capitale di un’impresa. La loro remunerazione, detta dividendo, rappresenta una frazione dell’utile che l’azienda ha prodotto nel corso dell’anno. La quotazione azionaria, risente di ogni variazione del valore del capitale dell’azione, che incorpora sia il valore capitale del titolo, sia l’ipotetico pezzo di dividendo maturato. In ambito azionario sia che tu investa in un azione al primo dell’anno il giorno prima dello stacco del dividendo avrai diritto a ricevere comunque tutto il dividendo deliberato.

Quello che voglio dire è che la quotazione delle azioni non distingue il valore capitale dal rateo del dividendo maturato, semplicemente perché, a differenza delle obbligazioni (per le quale vi è un rateo di interessi proporzionale al tempo di detenzione), l’utile di un’impresa non è proporzionale al tempo. E questo può creare un grosso problema se non gestito correttamente.

Quando un investitore acquista azioni a ridosso del pagamento del dividendo, egli ha diritto di ricevere un utile non totalmente di competenza. La tentazione di molti investitori è, quindi, quella di acquistare azioni pochi giorni prima del pagamento del dividendo, credendo di speculare proprio sullo stacco del dividendo per guadagnare subito. Quello che, forse, non sanno è che:

il giorno dello stacco del dividendo la quotazione delle azioni scende generando una diminuzione di valore pari al valore del dividendo percepito

La spiegazione l’abbiamo vista prima, se l’azione ha un valore che riflette il patrimonio dell’azienda, quando l’azienda riduce il proprio patrimonio per destinarlo alla remunerazione degli azionisti, il valore dell’azione non può che ridursi. In pratica, comprando azioni in prossimità dello stacco del dividendo è come se l’investitore anticipasse, attraverso il prezzo pagato al venditore, un ipotetico rateo di dividendo. La quotazione azioni subirà un ribasso al momento dello stacco, che riporterà il suo valore ad un livello più basso.

Effetto dividendo con un esempio

Per capire meglio proviamo a fare un semplice esempio: ipotizziamo una quotazione dell’azione ad inizio anno pari a €. 10, un valore di quotazione prima dello stacco del dividendo di €. 11 e una quotazione dopo lo stacco del dividendo pari a €. 10. Le ipotesi in cui possiamo trovarci sono due:

  • Investitore che ha acquistato ad inizio anno – L’investitore che ha investito in azioni ad inizio anno avrà a disposizione tutto il dividendo, che è di sua competenza. Ha pagato le azioni €. 10, e le ritrova sempre a €. 10 dopo lo stacco, ma ha incassato un dividendo di €. 1, che rappresenta un guadagno;
  • Investitore che ha acquistato appena prima dello stacco del dividendo – L’investitore che, invece, ha cercato di fare il furbo ed hai investito in borsa il giorno prima dello stacco del dividendo ha pagato €. 11 le azioni, che il giorno dopo sono scese fino a €. 10 ma hai un dividendo di €. 1. In pratica, questi non ha ancora guadagnato nulla.

In conclusione

Quello che possiamo dire, è che l’andamento di un titolo azionario è influenzato dalla politica di dividendi adottata dalla società: dopo l’annuncio della distribuzione di dividendi inevitabilmente il titolo inizia a salire, perché tutti vogliono acquistarlo, e dopo lo stacco del dividendo il titolo scende inesorabilmente perché il valore del patrimonio della società è diminuito per effetto della distribuzione degli utili. Capire queste dinamiche e governarle nel modo giusto può evitare di generare perdite dai propri investimenti.

La scelta di quando investire in titoli azionari deve essere basata sullo studio dei fondamentali economici dell’azienda e dai trend e non sulla data di pagamento del dividendo. I dividendi sono quindi senza ombra di dubbio il miglior metodo per investire nei mercati finanziari. Permettono di guadagnare con rischi molto bassi, ma è necessario prestare attenzione a scegliere il momento giusto per acquistare un titolo azionario che stacchi i dividendi.

Qual’è stata la tua esperienza? Se vuoi puoi raccontarcela nei commenti.

 

 

 

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