Investimenti finanziari: 6 errori da evitare

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Quali sono gli errori più comuni quando si effettuano investimenti finanziari? Quali sono i fattori da tenere in considerazione quando si vuole investire? In questo contributo andremo ad analizzare gli errori più comuni degli investitori.

Sei un investitore professionale? Probabilmente se stai leggendo Fiscomania.com sei un risparmiatore che cerca di ridurre al massimo la propria pressione fiscale. Con questo contributo, che sarà il primo di una serie, abbiamo deciso di affrontare il tema del risparmio e degli investimenti finanziari, per offrirvi consigli, idee e regole che possano aiutarvi nell’investire al meglio, ponderando il rischio che volete assumervi, i vostri risparmi.

A nostro avviso, accanto ad una oculata riduzione del carico fiscale deve necessariamente esserci una accurata gestione del risparmio e dell’investimento, per evitare di vedere eroso nel tempo il potere di acquisto dei vostri risparmi. Il nostro obiettivo è quello di mettervi al ripario da truffe e cattivi investimenti per guidarvi verso investimenti oculati e sicuri. La cultura finanziaria nel nostro Paese, purtroppo, è ancora poco radicata e per questo si tendono a commettere sempre gli stessi errori.

In questo primo contributo andremo ad analizzare quali sono 6 principali errori che compiono i risparmiatori nel momento in cui decidono di effettuare investimenti in modo indipendente. Vediamo, quindi, una lista delle cose da non fare se non si vogliono perdere i propri risparmi investiti.

Investimenti finanziari: gli errori da evitare

Non vedere gli investimenti nella giusta prospettiva

Quando ci si occupa di trovare i giusti investimenti per i risparmi personali il primo obiettivo è quello di cercare di evitare le perdite, piuttosto che quello di guadagnare. Negli investimenti, esiste una asimmetria, da un punto di vista comportamentale, tra perdite e guadagni. Le perdite sono in grado di provocare un’emozione negativa molto superiore alla gioia che deriva dal guadagno. Questa prospettiva è quella che seguiamo quando facciamo un investimento, per evitare la perdita siamo disposti anche a non guadagnare.

Per questo gli investimenti non vengono visti nella giusta prospettiva. Dopo un rialzo prolungato delle Borse i risparmiatori corrono a comprare, mentre in realtà (per gli investitori) sarebbe il momento di sbarazzarsi delle azioni. Viceversa, quando i mercati crollano e vi sono molte occasioni in cui sarebbe opportuno acquistare azioni a buon mercato, per il risparmiatore c’è la voglia di trovare investimenti sicuri, comprando titoli di stato ed obbligazioni bancarie. Se ci pensate bene questa prospettiva distorta pervade i risparmiatori soltanto nelle scelte finanziarie (nel caso in cui i prezzi dei beni di consumo scendono gli acquisti aumentano).

Aspettative non in linea con gli investimenti

Quando si parla di investimenti nel lungo periodo si pensa ad un’adeguata copertura finanziaria per gli anni futuri. Investire nel lungo periodo è relativamente semplice, già crearsi una buon piano di previdenza complementare è un ottimo inizio, ma quando si vuole investire con periodi più brevi, le cose si complicano. In questo caso bisogna avere le idee chiare e capire davvero che tipo di investimenti siano necessari.

Nel mondo degli investimenti finanziari ci sono due categorie di persone: chi possiede una propensione all’investimento, e chi non ce l’ha. Chi appartiene a questa seconda categoria ha paura di investire, perché vuole generare ritorni senza rischio, e spesso quando investe ha prospettive irrealistiche poco fondate su risultati attendibili. Pensare di investire senza accettare un grado di rischio e aspettarsi ritorni elevati, è il sogno di tanti investitori, purtroppo senza alcuna propensione all’investimento.

La logica di fondo è giusta: meno si rischia meglio è, ma è impossibile non accettare nessun grado di rischio e ottenere ritorni monetari. L’aspettativa di ritorno deve essere adeguatamente correlata al grado di rischio che l’investitore vuole correre. Aspettarsi rendimenti elevati con rischi bassi è irrealistico, ma è quello che la maggior parte dei risparmiatori vorrebbe, purtroppo oggi il mercato non va in questa direzione, per questo è fondamentale calcolare bene il grado di rischio dell’investimento ponderato per la durata dello stesso. In pratica ” chi calcola i rischi evita i pericoli”.

Scarsa diversificazione degli investimenti

Diversificare gli investimenti è una scelta che richiede tempo ed oculatezza, per quanto quando un risparmiatore investe difficilmente decide di diversificare il proprio portafoglio. Spesso un risparmiatore investe su un titolo quantitativi per quantitativi elevati, invogliato dal rendimento dello stesso, dimenticandosi che in situazioni difficili se crolla il valore di quel titolo buona parte del suo patrimonio investito sarà in perdita.

Per questo la diversificazione degli investimenti, se effettuata con oculatezza, è uno strumento vincente per superare momenti di volatilità o di ribasso dei mercati. Quando alcuni titoli hanno rendimenti non soddisfacenti, altri potrebbero avere rendimenti positivi e solitamente vi sono anche relazioni precise tra le due cose. Potrebbe essere utile anche, per i più esperti, investire in mercati finanziari diversi, se un mercato subisce un crollo, gli altri, invece,  potrebbero avere rendimenti positivi. In questo modo il rischio di perdita è limitato.

Non avere visione prospettica

Gli investitori razionali credono che se uno strumento finanziario ha ottenuto buoni rendimenti in passato possa continuare a farlo anche in futuro. Per questo molti investimenti restano fermi, anche nel momento in cui sarebbe opportuno vendere ed incassare, oppure acquistare altre quote del titolo stesso. Su quell’investimento, spesso, si pagano commissioni di gestione basate sui passati rendimenti del titolo.

Quello che bisogna fare è mettersi nell’ottica che i mercati finanziari sono completamente imprevedibili: ogni azione avvenuta in passato, come il rendimento elevato di un titolo, non ha molte probabilità di rimanere costante in futuro, per questo una visione prospettica del mercato e degli investimenti da effettuare è fondamentale. Capire come variare e quando variare la consistenza del proprio portafoglio può aiutare a migliorare il rendimento medio del vostro investimento complessivo. Pensate che in media, ogni previsione sui mercati finanziari ha una probabilità di realizzarsi compresa tra il 40% e il 60%, per questo rimanere fermi troppo a lungo può rivelarsi un errore.

Non avere obiettivi finanziari

Avere dubbi sui propri obiettivi finanziari e sul piano da attuare per raggiungerli è una cosa molto comune nella maggior parte degli investitori. Il fatto di non avere obiettivi di tipo finanziario ben precisi, oltre al non avere uno specifico piano per riuscire a raggiungere questi stessi obiettivi è un errore molto comune in finanza. Di solito, si tende a non pianificare mai con attenzione il proprio futuro dal punto di vista finanziario.

In questo modo non si è in possesso di precisi obiettivi economici o di un piano concreto per portarli a compimento, e per questo le possibilità di raggiungere gli obiettivi si riducono drasticamente. Se non si ha un obiettivo da raggiungere sarà difficile anche trovare i giusti investimenti da attuare per raggiungere l’obiettivo. Tutto questo deriva da una scarsa cultura finanziaria, molto difficile da modificare in breve tempo.

Gli investitori devono assumere sempre più una prospettiva razionale agli investimenti che miri a raggiungere obiettivi ben definiti, piuttosto che rincorrere i mercati. La chiave per poter gestire meglio le trappole comportamentali (ansia e paura delle perdite) sta nel fare un check periodico del proprio portafoglio di investimenti.

Non considerare l’effetto dell’inflazione

L’inflazione è un evento da tenere costantemente sotto monitoraggio. In effetti, essa tende a ridurre il potere di acquisto del denaro nel corso del tempo. Per fare un esempio, ad un tasso di inflazione pari al 4%, una somma equivalente a €. 100.000 di dieci anni fa, al giorno d’oggi corrisponderebbe soltanto a €. 66.000 a causa di questa continua erosione del risparmio.

Non tenere conto degli effetti dell’inflazione è una cosa comune in tutti i risparmiatori. Pensare che tenere tutti i risparmi in conti correnti o strumenti monetari liquidi sia la giusta scelta per difendersi da potenziali rischi insiti negli investimenti, è un errore. Nel tempo i risparmi, in periodi di inflazione crescente perdono di valore, come visto nell’esempio precedente. I mercati finanziari sono disposti ad offrire premi per il rischio degli investimenti capaci quanto meno di pareggiare l’inflazione e per questo, anche volendo investire con rischi molto bassi, si riesce quanto meno a non vedere eroso nel tempo il proprio patrimonio.

Conclusioni

Gli investimenti sono molto legati alla sfera personale ed emotiva dei risparmiatori, ed è noto come l’istinto e l’emotività possano portare a decisioni di investimento spesso irrazionali. Ansia, paura e confusione sono tre elementi emotivi che possono impedire agli investitori di fare scelte oggettive e razionali legate al loro denaro. Molti risparmiatori, infatti, davanti alla volatilità dei mercati, spesso rimuovono, preferiscono ignorare ciò che li può turbare. Altri possono essere tentati dal voler risparmiare su un consulente finanziario in grado di poterli aiutare a raggiungere i propri obiettivi di investimento.

In ogni caso quando ci si trova a voler effettuare un investimento finanziario, per evitare di commettere errori, si dovrebbero sempre tenere in considerazione i seguenti fattori:

  • Orizzonte temporale di riferimento (breve/medio/lungo);
  • Quantitativo da investire (percentuale di risparmi da destinare ad investimento);
  • Rischio che ci si vuole assumere (alto/basso);
  • Obiettivo di rendimento medio (almeno pari al tasso medio di inflazione).



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