Investire in azioni: tutto quello che devi sapere

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Che cosa sono i titoli azionari? Perché investire in azioni? Come si compra comprare un’azione? Quale tassazione sui guadagni? Come proteggere i vostri investimenti dalla volatilità dei mercati finanziari.

Investire in azioni è alla portata chiunque, ma non tutti conoscono le dinamiche legate all’andamento dei mercati azionari. Ogni anno il numero di risparmiatori che decide di interessarsi al mondo dei mercati azionari è in continuo aumento. Questo fenomeno si accentua soprattutto in periodi di forte volatilità del mercato azionario, in quanto i guadagni (ma anche le perdite) possono essere più ingenti.

Prima di entrare nei mercati finanziari ed iniziare ad investire in azioni sarebbe opportuno conoscere preventivamente le opportunità e i rischi del mercato, ed informarsi sulle caratteristiche delle società emittenti. Come abbiamo visto nel post della scorsa settimana (“Investimenti finanziari: 6 errori da evitare“), la salute dei propri investimenti finanziari passa per l’osservanza di alcune semplici regole: diversificare, fissare i propri obiettivi, gestire il rischio. Concentrare i propri investimenti in un’area geografica ristretta, in un solo settore o in un’unica azione sono errori da evitare. E’ palese, quindi, che per poter far ciò occorre essere in possesso quantomeno delle nozioni basilari inerenti agli investimenti.

In questo contributo analizzeremo le principali caratteristiche dell’investimento in azioni, dandovi qualche consiglio per proteggere i vostri investimenti dalla volatilità dei mercati finanziari.

Cosa sono le azioni?

Le azioni sono dei titoli rappresentativi del capitale di una Società per azioni. In Italia queste società sono le uniche che possono rilasciare titoli azionari, ed alcune di queste società utilizzano la quotazione alla Borsa valori di Milano per mettere in contatto potenziali acquirenti e soci venditori, che vogliono acquistare o vendere azioni. La Borsa, quindi, è un vero e proprio mercato dove ogni giorno si acquistano o vendono azioni ad un prezzo stabilito dalla domanda o dall’offerta presente sul mercato.

Come abbiamo detto, l’azione rappresenta una porzione del capitale sociale di una società. Questo significa che quando andiamo ad acquistare un’azione diventiamo proprietari (soci) di quella società, sebbene per una quota, rappresentata dal valore nominale di quell’azione moltiplicata per il numero di azioni acquistate. Questo significa che per ogni azione acquistata si acquisiscono particolari diritti amministrativi (è possible influire sulla gestione della società, partecipando alle assemblee dei soci), e patrimoniali (diritto a percepire i dividendi deliberati dalla società).

L’aspetto che attira molto i risparmiatori è legato al fatto che con le azioni è possibile guadagnare molto in poco tempo, cosa impossibile con altri investimenti come le obbligazioni. Tutto vero, ma non bisogna mai dimenticare il diverso grado di rischio dei due investimenti (azioni/obbligazioni): a differenza dell’obbligazione, l’azione non prevede un diritto di credito nei confronti della società emittente, l’unico modo per recuperare il capitale investito è quello di rivendere il titolo ad altri investitori. Infatti, se da un lato le azioni offrono maggiori potenzialità di crescita (aumento di valore nel medio lungo termine) e di guadagno, dall’altro espongono gli azionisti, in quanto soci, a rischi connessi all’oscillazione negativa del valore azionario sul mercato (volatilità).

Quali tipi di azioni esistono?

Le azioni possono essere suddivise in tre categorie principali: azioni ordinarie, azioni di risparmio e azioni privilegiate. Vediamo le caratteristiche di ognuna:

  • Azioni ordinarie – Sono la categoria più classica di azioni. Si tratta di azioni nominative che garantiscono all’azionista il diritto ai dividendi, il diritto al rimborso del capitale in caso di liquidazione della società ed il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie. Queste azioni non garantiscono alcun privilegio patrimoniale, e sono la categoria di azioni più comune sul mercato;
  • Azioni di risparmio – Sono particolari azioni emesse esclusivamente da società quotate in mercati regolamentati che godono di alcuni privilegi patrimoniali stabiliti dalla società emittente. In generale, quando si comprano queste azioni, si perdono alcuni diritti relativi alla gestione della società, ma aumentano i diritti economico-patrimoniali. In sostanza, mentre si perde la possibilità di voto nelle assemblee ordinarie o straordinarie, si guadagna un privilegio in termini di distribuzione del dividendo, che si manifesta con un minimo garantito oppure con uno scarto minimo rispetto alle azioni ordinarie.
  • Azioni privilegiate – Si tratta di una particolare tipologia di azione, con una sorta di assicurazione incorporata. Anche in questo caso si perdono alcuni di diritti amministrativi (diritto di voto solo nelle assemblee straordinarie), ma si beneficia di diritti economici e patrimoniali, in quanto si ha diritto ad un privilegio in fase di distribuzione degli utili e sul rimborso del capitale in caso di fallimento.

Ogni risparmiatore ha la facoltà di acquistare ognuna di queste tipologie di azione, ma la scelta è limitata all’offerta esistente sul mercato, in quanto, in caso di nuova emissione spetta alla società emittente stabilire le caratteristiche della nuova emissione di azione, mentre in caso di acquisto di titoli già esistenti sul mercato, per acquistare una particolare tipologia di azione deve esserci qualcun’altro disposto a venderla.

La Borsa Valori

La Borsa è un mercato che mette in contatto potenziali venditori con potenziali acquirenti di titoli finanziari. In pratica la Borsa aggrega da un lato la domanda (società che hanno bisogno di capitali) e l’offerta (investitori che voglio impiegare i propri risparmi), offrendo l’enorme vantaggio di semplificare il processo diretto di ricerca, potendo agire direttamente online in un mercato con informazioni pubbliche ed accessibili.

Per accedere la mercato della Borsa è sufficiente una connessione internet e le chiavi di accesso da parte del vostro istituto bancario di riferimento. In pochi secondi sarete in grado di vedere come funziona investire in azioni.  Pertanto, se vuoi iniziare questa attività, sia come integrazione del reddito sia come una vera e propria professione, allora devi prepararti ad affrontare l’investimento in borsa con corsi specifici. I materiali presenti in rete vanno bene quando cerchi informazioni sul significato di alcuni termini tecnici, oppure per avere un’infarinatura generale, ma non se vuoi veramente che qualcuno di riveli delle tecniche serie che ti mettano in condizione di guadagnare investendo in borsa, devi per forza dirigerti verso investitori professionali.

Il mercato della Borsa valori si divide in due settori: mercato primario e mercato secondario. Sul mercato primario le aziende hanno la possibilità di vendere le azioni societarie di nuova emissione. Sul mercato secondario gli azionisti hanno la possibilità di rivendere i titoli azionari acquistati sul mercato primario. In sintesi, le aziende operano esclusivamente sul mercato primario; gli acquirenti (azionisti) operano sia su quello primario che su quello secondario. Per comprare azioni esistono tre diverse modalità:

  • Rivolgersi alle cosiddette SIM (Società di Intermediazione Mobiliare);
  • Recarsi presso uno sportello bancario e affidarsi ad un consulente;
  • Acquistarle attraverso le piattaforme di trading on line.

Le regole da seguire per investire in azioni

Una volta analizzato come funziona un azione e dove possiamo acquistarla, di seguito alcune regole da seguire per investire in azioni in modo oculato e proteggere i vostri investimenti dall’eccessiva volatilità dei mercati. Naturalmente il nostro consiglio è sempre quello di rivolgervi ad intermediari esperti, per evitare spiacevoli sorprese. Per questo potrete utilizzare questi accorgimenti per valutare l’operato del vostro intermediario.

  1. Conoscere dove si investe – Quando si investono i propri soldi bisogna conoscere i fondamentali del settore. Se abbiamo investito nel settore informatico, conoscere il ciclo produttivo è fondamentale per anticipare il mercato, e capire il momento giusto per disinvestire. Se vi sono aspetti di un’azienda che non convincono, come ad esempio un settore senza grandi barriere all’entrata, con profitti molto alti, meglio pensarci bene prima di effettuare l’investimento. Conoscere il settore di riferimento dell’investimento serve proprio a questo, evitare brutte sorprese. Ricordatevi che in Borsa niente è uguale al giorno precedente.
  2. Solidità patrimoniale della società – La maggior parte delle società in fallimento presentano uno squilibrio finanziario già molto tempo prima del fallimento. Per questo motivo bisogna essere in grado di valutare se lo stato patrimoniale dell’azienda dove vogliamo investire offre adeguate garanzie di solidità. Uno stato patrimoniale solido, invece, indica innanzitutto che le probabilità di fallimento sono molto basse. Per valutare la solidità patrimoniale, però, oltre a valutare il passivo è fondamentale anche analizzare l’attivo e come viene utilizzato, ad esempio se è eccessivo per il tipo di attività svolto o se è messo a rischio con investimenti in strumenti finanziari derivati. Lo stato patrimoniale è la struttura portante di un’azienda: ricordatelo.
  3. Pensare a lungo termine – Investire in azioni offre rendimenti spesso elevati in periodi medio lunghi. A meno che non si abbia l’esigenza di ritirare a breve il proprio investimento, è consigliabile investire in un’ottica a lungo termine ed evitare di farsi coinvolgere nelle oscillazioni dei mercati. Innanzitutto, l’orizzonte temporale degli investimenti deve essere allineato con quello delle società in cui si investe. Tutte le aziende solide, infatti, operano in una prospettiva di lungo periodo. Pensate ad un’azienda che investe in un processo produttivo, sicuramente prevede che renda per almeno dieci anni; chi vi investe, di conseguenza, deve prevedere che tale investimento possa rendere per lo stesso periodo.
  4. Vantaggio competitivo – Alcuni settori generano più profitti di altri. In generale, l’entità dei profitti di un settore spesso è in funzione delle barriere all’entrata. La presenza di elevate barriere di ingresso può pertanto assicurare un vantaggio competitivo sostenibile a chi già opera nel settore. Scegliere di investire in uno di questi settori può essere vantaggioso, ma tenete presente che come voi anche gli altri investitori vorranno fare la stessa cosa, per questo il valore di queste azioni potrebbe essere molto alto. Il vero investimento sta nell’anticipare il mercato ed investire prima degli altri in settori che potrebbero diventare profittevoli in futuro.
  5. Diversificare il portafoglio – E’ il consiglio chiave per ridurre il rischio di volatilità dei mercati. Rispetto al passato i mercati sono molto più correlati tra di loro, ma è altrettanto vero che ogni paese o regione presenta delle sue specificità, sia di carattere economico sia politico, che possono essere neutralizzate solo attraverso un adeguato frazionamento della propria esposizione azionaria su diverse regioni o scegliendo titoli di società multinazionali con una presenza globale. L’alternativa rispetto a dividere la propria esposizione sui diversi mercati è quella di selezionare  società che sono diversificate già al loro interno, poiché fortemente esposte sui mercati globali. Un altro tipo di diversificazione possibile è quello settoriale. In un portafoglio ben bilanciato, l’esposizione a titoli particolarmente legati al ciclo economico deve avere come contrappeso un adeguato investimento in società appartenenti a comparti più difensivi. L’obiettivo, in questo caso, è che periodi di congiuntura negativa o un forte ribasso del prezzo delle materie prime possano far evaporare i rendimenti. Il settore bancario è senza dubbio tra quelli più ciclici.

Tassazione dei guadagni azionari

Ai sensi dell’articolo 67comma 1, lettera c) e c-bis) del Tuir, le plusvalenze derivanti dalle cessioni a titolo oneroso delle partecipazioni azionarie realizzate dalle persone fisiche residenti rientrano tra i redditi diversi, purché esse non siano conseguite nell’esercizio di impresa (articoli 81 e seguenti del Tuir), di arti o professioni (articoli 53 e 54 del Tuir). In particolare, tali proventi costituiscono redditi diversi di natura finanziaria che sono assoggettati, in maniera differenziata, al regime del capital gain, a seconda della qualificazione della partecipazione ceduta.

La tassazione viene effettuata o direttamente dall’istituto bancario se scegliete l’applicazione del regime del risparmio amministrato o del risparmio gestito, altrimenti la tassazione avviene direttamente in dichiarazione dei redditi. In questo caso può esservi utile questo nostro contributo “Cessione di partecipazioni: la tassazione“, per capire qual’è il regime di tassazione da applicare.

Se tutto questo non dovesse bastare?

Allora chiedici maggiori informazioni compilando il form sottostante, sarai ricontattato nel più breve tempo e potrai interagire con un professionista preparato.



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