Lezioni private: come essere in regola?

Condivisioni

Come fare lezioni private ed essere in regola con la disciplina fiscale? Vi è mai capitato di voler fare lezioni private (in materie scolastiche o universitarie) ma di non sapere come regolarvi con gli adempimenti amministrativi e fiscali? In questo articolo andremo a chiarire tutti questi aspetti.

Vuoi avviare la tua attività di lezioni private? In questo articolo scoprirai come realizzare la tua attività.

Ricevo molte domande su questo argomento e per questo ho deciso di approfondire l’argomento.

Quello che voglio indicarti in questo contributo è il corretto comportamento da tenere da un punto di vista fiscale per tutti i contribuenti che effettuano lezioni private.

Sia che si tratti di impartire lezioni in materie scolastiche oppure universitarie.

L’argomento è di interesse sia per studenti, professori ed ex professori che si trovano a fornire ripetizioni a studenti, e vogliono essere in regola con la normativa fiscale.

Come vedrai, la prima distinzione da effettuare riguarda l’abitualità della prestazione relativa alle lezioni private. Successivamente, andrò ad analizzare gli adempimenti fiscali connessi.

Lezioni private

Lezioni private abitualità della prestazione

Stabilire se l’attività di ripetizioni private di materie scolastiche o universitarie è abituale può essere cosa non facile.

Il nostro sistributario, infatti, non prevede regole o parametri quantitativi per individuare in maniera univoca se l’attività prestata è occasionale oppure abituale.

La differenza è fondamentale. In quanto in corrispondenza di ciascuna situazione ci sono regole diverse da rispettare per la disciplina fiscale.

Orbene, sul piano fiscale pertanto valide le puntualizzazioni fino a ora effettuate dall’Amministrazione finanziaria. A partire da quella, ribadita in più occasioni, che, essendo incerta la distinzione tra abitualità e occasionalità, la valutazione circa l’esistenza dell’uno o dell’altro elemento deve essere fatta caso per caso.

Questo vuole dire che ogni situazione deve essere valutata sulla base delle fattispecie concrete che di volta in volta vengono in considerazione. Non esistendoci soluzioni valide a priori.

Definizione di abitualità della prestazione

L’elemento dell’abitualità, abbinato a quello della professionalità, starebbe a delimitare perciò una attività caratterizzata da:

  • Ripetitività,
  • Regolarità,
  • Stabilità e
  • Sistematicità di comportamenti.

Naturalmente, l’abitualità dell’attività di lavoro autonomo che non significa esclusività, è perfettamente compatibile con il parallelo esercizio di un’attività di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa. Oppure anche di attività di socio di società in genere.

Questo in quanto anche un’attività autonoma effettuata per poche ore al giorno o saltuariamente e, al limite, anche nei confronti di un solo committente, ma con costanza nel tempo, è considerta attività abituale.

Questo in quanto si offre ai terzi l’idea di rappresentare un modo ordinario di esercitare la propria attività di lavoro indipendente. Anche senza una particolare organizzazione e anche se poco remunerata, l’abitualità rappresenta il presupposto soggettivo per l’apertura della partita Iva.

Quindi, quello che conta è l’abitualità, e non limiti reddituali o di fatturato raggiunto.

Lezioni private: attività occasionale

L’effettuazione di lezioni private da parte di un soggetto rientra nella disciplina lavoro autonomo svolto in modo occasionale.

Come detto, questo vale soltanto se l’attività attività implica prestazioni episodiche, saltuarie e comunque non programmate.

In questo caso i compensi percepiti devono essere dichiarati nel quadro RL del modello Redditi P.F. oppure nel quadro D del modello 730.

Tali compensi confluiranno, quindi, nel reddito imponibile ai fini Irpef, assieme a tutti gli altri redditi percepiti dal contribuente, e su tale importo saranno calcolate le imposte da versare.

Se le lezioni private vengono svolte in modo del tutto episodico ed occasionale non sono richiesti al contribuente ulteriori adempimenti sia formali che sostanziali. Se non anche il rilascio di una ricevuta non fiscale da rilasciare al committente.

Ricevuta sulla quale deve essere apposta una marca da bollo da €. 2,00 se la prestazione supera i €. 77,47.

Si fa presente, inoltre, che l’attività sarà soggetta alla Gestione separata Inps al superamento della soglia di €. 5.000 lordi annui.

Per approfondire sulle prestazioni occasionali: Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale

Per approfondire sulla Gestione separata Inps: Lavoro autonomo occasionale e gestione separata Inps

Lezioni private: attività abituale

Come abbiamo visto non esistono regole chiare che consentano di individuare in maniera netta le differenze tra le attività occasionali e quelle abituali.

Per attività professionale svolta in modo abituale deve intendersi un costante indirizzo dell’attività del soggetto volta a coordinare l’attività in modo professionale e continuativo.

Classico esempio è quello dell’insegnate che svolge lezioni su materie scolastiche in un istituto privato.

In questo caso non vi è dubbio che l’attività svolta sia professionale ed abituale.

Riassumendo, sia in questo caso, ma anche in tutti i casi in cui l’insegnante effettui prestazioni di tipo abituale, da un punto di vista fiscale è considerato un professionista, e quindi un soggetto passivo ai fini Iva, obbligato ai seguenti adempimenti:

  • Aprire partita Iva ed iscriversi alla Gestione separata dell’Inps;
  • Scegliere il regime fiscale più conveniente per la sua situazione personale;
  • Fatturare le prestazioni svolte;
  • Presentare ogni anno il modello Unico e la dichiarazione Iva.

Per approfondire le modalità di fatturazione: Fattura del professionista: esempi di compilazione

Lezioni private: disciplina Iva

L’attività di lezioni private è disciplinata ai fini Iva dall’articolo 10, n. 20), del DPR n. 633/72, secondo il quale sono considerate esenti da Iva:

le prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS … nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale”

La normativa precisa che le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale sono esenti dall’applicazione dell’Iva.

Questo significa che il soggetto che svolge questa attività in modo abituale e professionale al momento del rilascio della fattura dovrà indicare la stessa è esente ai sensi dell’articolo 10 n. 20) del DPR n. 633/72, e pertanto non dovrà applicare l’Iva in fattura.

In alternativa al rilascio della fattura è sempre possibile emettere una ricevuta fiscale, nei casi in cui la prestazione rientra nella fattispecie prevista dall’articolo 10, n. 20) del DPR n. 633/72.

In entrambi i casi, tuttavia, dovrà essere esposta una marca da bollo da €. 2,00 quando il valore della prestazione supera i €. 77,47.

Attenzione, lo ribadiamo nuovamente, per avere l’esenzione dall’applicazione dell’Iva è necessario che l’attività sia esercitata da insegnanti, a titolo personale e per materie scolastiche e universitarie.

In tutti gli altri casi la fattura dovrà comprendere l’Iva.

Dipendenti pubblici e lavoro autonomo

Un ultimo argomento che riteniamo utile affrontare su questo aspetto riguarda i dipendenti pubblici, come gli insegnati, che svolgono attività di lezioni private, in quanto per essi vi sono delle particolari limitazioni.

Preliminarmente dobbiamo premettere che in Italia vige il principio dell’esclusività del rapporto di lavoro pubblico: il lavoratore del comparto statale è tenuto a garantire l’imparzialità e il buon andamento dell’attività amministrativa dedicandosi completamente alla propria attività lavorativa presso l’ufficio cui è destinato, senza distrarre le proprie energie lavorative verso attività diverse e non inerenti a quelle che hanno che fare con le sue precipue mansioni presso la Pubblica Amministrazione.

A questa regola generale è possibile derogare ricevendo una apposita autorizzazione da parte del proprio ufficio. L’obiettivo di questa regola è quello di evitare conflitti di interesse tra l’Amministrazione finanziaria e dipendenti pubblici.

Tale regola di esclusività del rapporto lavorativo non trova applicazione per i dipendenti pubblici che lavorano part-time, per i quali è possibile svolgere prestazioni occasionali (come collaborazioni a giornali, riviste, enciclopedie, etc) a patto però che le stesse non cagionino un pregiudizio al corretto espletamento dei compiti che il dipendente è chiamato a svolgere all’interno dell’Amministrazione.

In tutti gli altri casi, quindi, è tassativamente escluso che i dipendenti dell’Amministrazione Pubblica con contratto a tempo pieno possano esercitare un secondo lavoro concernente attività professionali libere, anche nel caso in cui non esista un conflitto di interessi.

Se tutto questo non dovesse bastare?

Se hai bisogno di ulteriori informazioni, oppure vuoi avere una consulenza più approfondita su questo argomento con un esperto, rivolgiti a noi attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

Ti risponderemo nel più breve tempo e potrai consultarti con un professionista pronto a sciogliere i tuoi dubbi.


15 comments

  1. Buonasera,
    sono uno studente universitario e ho intenzione di iniziare a impartire lezioni private di inglese. Siccome ho già da ora molta richiesta, volevo mettermi in regola con le tasse. La mia sarebbe una prestazione abituale perchè insegnerei a livello di corsi, non solo ripetizioni saltuarie. Sarei esente da applicazione di IVA? Aprire la partita IVA avrebbe un costo nel mio caso? Quali regimi fiscali sono presenti, tra cui posso scegliere? Quali sono le differenze tra di loro?
    Grazie mille in anticipo.

    Fabrizio

  2. Salve Fabrizio, se vuole le scrivo in privato. Così possiamo analizzare meglio la situazione e se vorrà potremo assisterla in tutti gli adempimenti fiscali della sua attività.

  3. Buongiorno, se un architetto, iscritto alla propria cassa, volesse tenere delle lezioni di software presso un istituto privato, può fatturare come architetto?

  4. Certamente si, è obbligata a fatturare, ma con modalità diverse da quelle con cui fa la fattura come architetto. Se vuole possiamo parlarne in privato.

  5. si grazie, come faccio a contattarla privatamente?

  6. Le ho scritto via mail.

  7. Buonasera, sono insegnante di ruolo della scuola primaria in part-time a 20 ore settimanali. Poichè ho acquisito competenze specifiche riguardanti l’apprendimento, vorrei seguire presso il mio domicilio bambini qualora si presentasse la richiesta, in soluzione di non continuità e quindi come prestazione occasionale.
    Vorrei sapere come comportarmi per essere in regola.
    Grazie

  8. Se l’attività si ripete nel tempo, deve operare con partita Iva. Anche se ricevesse ragazzi un pomeriggio a settimana per mesi, l’attività è abituale, quindi da non svolgere con prestazione occasionale. Dal 2015 la prestazione occasionale si può applicare solo in pochissimi casi. Se vuole ne parliamo meglio in privato, magari con una simulazione di quella che potrebbe essere la sua attività.

  9. Salve, sono una docente di una scuola secondaria (12 ore settimanali).
    Ho avuto molto richieste di lezioni private e vorrei aprire una “scuola”di ripetizioni, ma non so da dove iniziare…Mi potreste aiutare?
    Grazie.

  10. Meglio operare professionalmente a mio parere. Se vuole mi contatti in privato, così le darò maggiori informazioni.

  11. Salve, al momento sto seguendo alcuni ragazzini al mio domicilio in alcune materie scolastiche.
    Vorrei regolarizzare la mia situazione perché stanno aumentando le richieste e non svolgendolo a titolo di amicizia mi sembra giusto che entrambe le parti siano tutelate.
    Quali titoli devo dimostrare e cosa mi comporta aprire partita iva?
    Dovrei rilasciare una ricevuta per ogni lezione, ma poi i genitori non hanno la possibilità di scaricarla dalle tasse?
    Scusi la lunghezza e le tante domande ma la burocrazia mi appare ostile.
    Grazie

  12. Salve Elena, se vuole possiamo fissare un appuntamento ed approfondire la sua posizione chiarendo i suoi dubbi, le scrivo in privato.

  13. ELISA NICORELLI

    Buonasera,
    mi chiamo Elisa e sono un’imprenditrice nel mondo della ristorazione, che però aspira a fare l’insegnante, infatti sono iscritta nelle graduatorie di terza fascia nelle scuole secondarie e sono in attesa dell’uscita del bando per il concorso scuola. Dato che ho moltissime richieste di lezioni private vorrei capire come comportarmi perché mi piacerebbe essere in regola con il fisco. Mi potreste aiutare a capire la situazione dal punto di vista fiscale per favore?
    Grazie

  14. Salve Elisa, se vuole le scrivo in privato per approfondire il tutto ad aiutarla ad avviare la sua attività.

  15. Elisa Nicorelli

    Si grazie! Molto gentile…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.