Prestazioni di servizi: Iva nelle operazioni estere

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Prestazioni di servizi: gli adempimenti in materia di fatturazione nelle operazioni con l’estero. Ecco alcune semplici regole da seguire, e tutte le indicazioni da riportare in fattura. Fattura per prestazione di servizi con controparti estere. La guida.

I soggetti, sia imprese che professionisti, operanti in Italia, che eseguono prestazioni di servizi devono rispettare alcune regole, previste dalla disciplina sull’Imposta sul valore aggiunto, quando si trovano di fronte un committente estero (sia privato che titolare di partita Iva).

Le prestazioni di servizi, negli ultimi anni, si stanno evolvendo e si sta aprendo sempre di più verso l’estero. Questo grazie anche, alle tante piattaforme Web in grado di mettere a contatto aziende e professionisti di ogni parte del mondo per commissionare prestazioni e collaborazioni.

Se anche tu stai effettuando prestazioni di servizi con controparti estere, questo articolo ti sarà di fondamentale importanza. La corretta applicazione dell’Iva, in questi casi è indispensabile per evitare di incorrere in sanzioni.

In questo contributo ho deciso di riepilogare gli adempimenti previsti dalla disciplina dell’Imposta sul valore aggiunto (DPR n. 633/72), per le operazioni di servizi.

Prestazioni svolte da imprese e professionisti nei confronti di committenti residenti in Paesi esteri.

Sia che questi siano soggetti economici, che privati.

Vediamo, quindi, come applicare correttamente l’Iva in queste fattispecie.

PRESTAZIONI DI SERVIZI IVA

Prestazioni di servizi estere

La normativa in materia di Imposta sul valore aggiunto, prevede all’articolo 1 del DPR n. 633/72 che l’Iva si applichi su tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni.

Da questa definizione generale si capisce come vi sia una netta distinzione tra le operazioni effettuate all’interno del territorio nazionale. Rispetto a quelle effettuate fuori da confini del nostro Paese.

In particolare, le consulenze prestate da professionisti residenti in Italia a committenti residenti in un Paese estero seguono precise regole legate all’applicazione dell’Iva, diverse a seconda dei rapporti e dalla residenza del committente estero.

Le fattispecie in cui un professionista può imbattersi prevedono due variabili da tenere in considerazione:

  1. La residenza UE o extra-UE del committente, e
  2. La tipologia di operazione:
    • B2B“, se la stessa avviene tra due soggetti passivi e
    • B2C“, se il committente estero è un soggetto privato, non titolare di partita Iva.

Di seguito andrò ad analizzare ognuna di queste variabili. L’obiettivo è quello di capire le modalità di fatturazione che i professionisti sono tenuti ad effettuare in ciascuna di queste situazioni.

Territorialità delle prestazioni di servizi

Per risolvere ognuna di queste fattispecie è necessario preliminarmente analizzare la normativa disciplinata dal DPR n. 633/72 in tema di territorialità delle prestazioni di servizi.

In particolare, dobbiamo prendere a riferimento i seguenti articoli che disciplinano:

  • La regola generale sulla territorialità delle prestazioni di servizi – L’articolo 7-ter disciplina la regola generale, secondo cui le prestazioni di servizi sono rilevanti ai fini Iva nel territorio dello Stato al verificarsi di due fattispecie:
    • Quando sono rese a committenti soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato;
    • Quando sono rese a committenti non soggetti passivi d’imposta da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato.
  • Deroghe alla disciplina generale – Gli articoli da 7-quater a 7-septies contengono delle deroghe rispetto alla regola generale della territorialità per le prestazioni di servizi, prevedendo differenti criteri per stabilire la rilevanza territoriale di alcune tipologie di servizi in funzione della natura del committente del servizio stesso. Stiamo parlando, ad esempio, delle seguenti tipologie di prestazioni:
    • Prestazioni di servizi relative a beni immobili;
    • Prestazione di trasporto passeggeri;
    • Prestazioni di ristorazione e catering;
    • Prestazioni di intermediazione, etc.

Disciplina generale della territorialità nelle prestazioni di servizi

Riassumendo, quindi, l’articolo 7-ter del DPR n. 633/72 prevede che le prestazioni di servizi si considerino effettuate nel territorio dello Stato, cioè in Italia, quanto sono rese a soggetti passivi (imprese) aventi partita Iva stabiliti in Italia (operazioni “B2B“), o quando sono rese a soggetti privati da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato (operazioni “B2C“).

Nel primo caso (B2B), la regola di applicazione dell’Iva secondo il principio di territorialità prevede che sia rilevante la sede del committente (se la sede è territorialmente rilevante in Italia l’operazione è imponibile), ai sensi dell’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72, mentre nel secondo caso (B2C), è rilevante la sede del professionista esecutore della prestazione (se la prestazione a privato estero è effettuata da professionista con sede in Italia, l’operazione è imponibile).

A questo punto, tenendo sempre presente le regole appena commentate, occorre valutare i vari casi in cui possono trovarsi i soggetti passivi nazionali prestatori di servizi.

Trattandosi della disciplina generale ho deciso di trattare i casi prendendo a riferimento i professionisti, che sono esclusivamente interessati dalla disciplina generale di cui all’articolo 7-ter.

Pertanto gli esempi di fatturazione seguenti, prendono a riferimento le prestazioni professionali.

Prestazioni di servizi a committenti UE privi di partita Iva

Siamo di fronte al caso in cui un professionista Italiano effettui una prestazione di servizi nei confronti di un soggetto privato (non titolare di partita Iva), residente in un Paese UE.

Classico esempio è un avvocato che offre la propria consulenza online ad un soggetto tedesco, non titolare di partita Iva.

Secondo la regola della territorialità prevista dall’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, quando siamo di fronte ad operazioni B2C, la prestazione è imponibile nello Stato ove il professionista esecutore della prestazione ha la propria sede.

Nel nostro esempio, la sede del professionista è in Italia, quindi, la prestazione professionale si rende imponibile Iva in Italia.

Il professionista, quindi, emetterà la fattura con Iva italiana, applicando l’aliquota in vigore per la prestazione professionale effettuata. Naturalmente, nella fattura non dovrà essere applicata alcuna ritenuta d’acconto.

Vediamo un esempio di compilazione della parte numerica della fattura:

Prestazione professionale €. 1.000
Iva 22% (su €. 1.000) €. 220
Netto a pagare €. 1.220

Prestazioni di servizi a committenti UE titolari di partita Iva

In questo caso il professionista ha ricevuto l’incarico di effettuare la propria prestazione professionale da un soggetto titolare di partita Iva (persona fisica o società), residente in un altro Paese UE.

Prendete l’esempio di un architetto italiano che esegue una prestazione professionale per una società francese.

Anche in questo caso, dobbiamo prendere a riferimento quanto indicato nell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, che per le operazioni B2B, prevede che la prestazione sia imponibile nello Stato di residenza del soggetto committente la prestazione, che nel nostro caso è la società francese.

Questo significa che per le prestazioni di servizi rese a committenti UE titolari di partita Iva, il professionista italiano emetterà a quest’ultimo una fattura per consulenza che ai fini Iva risulterà “non soggetta“, ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72.

In fattura dovrà essere specificatamente indicata la dicitura “inversione contabile“: si tratta di una nomenclatura prevista dall’articolo 21, comma 6-bis, lettera a) del DPR n. 633/72.

Esempio fattura non soggetta Iva

Vediamo un esempio di compilazione della parte numerica della fattura:

Prestazione professionale €. 1.000
Iva non soggetta ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72 “inversione contabile
Netto a pagare €. 1.000

Il professionista è tenuto a presentare il modello intrastat trimestralmente per l’indicazione delle operazioni effettuate con committenti residenti in Paesi UE.

Ricordiamo che anche in questo caso in fattura non dovrà essere riportata la ritenuta d’acconto, in quanto il soggetto committente, anche se titolare di partita Iva, non assume la veste di sostituto di imposta, in quanto avente sede fuori dai confini nazionali.

Prestazioni di servizi a committenti extra-UE privi di partita Iva

Questa fattispecie si presenta molto simile a quella prevista per il committente privato UE, ma con delle particolarità non di poco conto. Poniamo di essere di fronte al caso di un avvocato che presta il proprio servizio nei confronti di un privato residente in Paese extra-UE.

Anche in questo caso, per quanto riguarda i rapporti B2C, da un lato la regola generale dell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, prevede che le prestazioni di servizi si considerano effettuate in Italia quando un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato effettua tali prestazioni a soggetti privati, dall’altro lato vi è una deroga dettata dall’art 7-septies del DPR n. 633/72, secondo la quale:

in deroga a quanto stabilito dall’art. 7-ter, comma 1, lett. b), non si considerano effettuate nel territorio dello Stato … quando sono rese a committenti non soggetti passivi domiciliati e residenti fuori della Comunità: … c) le prestazioni di consulenza e assistenza tecnica o legale

In tutti questi casi, previsti dall’articolo 7-septies del DPR n. 633/7, quindi, prestazioni di assistenza tecnica e legale, la prestazione non sarà imponibile Iva in Italia. In base alla disciplina analizzata, il professionista italiano, dovrà:

  • Emettere fattura con l’annotazione “operazione non soggetta” (secondo quanto previsto dall’articolo 21, comma 6-bis, del DPR n. 633/72) ai sensi dell’articolo 7- septies, comma 1, lettera i), DPR n. 633/72;
  • Verificare nel paese extra-Ue eventuali obblighi Iva.

Prestazioni di servizi a committenti extra-UE imprese

In questo caso il professionista ha ricevuto l’incarico di effettuare la propria prestazione professionale da un soggetto titolare di partita Iva (persona fisica o società), residente in un Paese extra-UE. Prendete l’esempio precedente dell’architetto italiano che esegue una prestazione professionale, questa volta per una società degli Stati uniti.

Anche in questo caso, dobbiamo prendere a riferimento quanto indicato nell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, che per le operazioni B2B, prevede che la prestazione sia imponibile nello Stato di residenza del soggetto committente la prestazione, che nel nostro caso è la società americana.

Questo significa che per le prestazioni di servizi rese a committenti extra-UE titolari di partita Iva, il professionista italiano emetterà a quest’ultimo una fattura per consulenza che ai fini Iva risulterà “non soggetta“, ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72. In fattura dovrà essere specificatamente indicata la dicitura “operazione non soggetta“, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 21, comma 6-bis, lettera b) del DPR n. 633/72.

Fattura extra Ue non soggetta ad Iva

Vediamo un esempio di compilazione della parte numerica della fattura:

Prestazione professionale €. 1.000
Iva non soggetta ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72 “operazione non soggetta
Netto a pagare €. 1.000

Anche in questo caso, ricordiamo che anche in questo caso in fattura non dovrà essere riportata la ritenuta d’acconto, in quanto il soggetto committente, anche se titolare di partita Iva, non assume la veste di sostituto di imposta, in quanto avente sede fuori dai confini nazionali.

Per approfondire: Guida all’emissione della fattura

Prestazioni di servizi estere: disciplina derogatoria

Come abbiamo visto il punto di partenza per la corretta analisi ai fini Iva della territorialità delle prestazioni di servizi dei professionisti è la regola generale dettata dall’articolo 7-ter, del DPR n. 633/72. In base alla normativa la territorialità delle prestazioni di servizi è definita con le seguenti modalità:

  • Per le prestazioni BB rileva la sede del committente (art. 7 -ter, co. 1, lett.a), D.P.R. 633/1972);
  • Per le prestazioni BC rileva la sede del prestatore (art. 7- ter, co. 1, lett.b), D.P.R. 633/1972).

In deroga alla regola generale dettata dall’articolo 7-ter, del DPR n. 633/72, gli articoli da 7-quater a 7- septies, disciplinano la territorialità di alcune categorie di prestazioni di servizi, per le quali si prevedono criteri di individuazione del luogo di tassazione.

Articolo 7-quater

L’articolo 7-quater contiene alcuni servizi, per i quali la rilevanza territoriale ai fini Iva in Italia è individuata con un criterio differente rispetto a quello del luogo di stabilimento del committente.

La deroga in esame rientra nell’ambito di quelle “assolute“, e quindi applicabili sia nelle prestazioni “B2B”, sia in quelle “B2C”. Di seguito sono riepilogate le prestazioni di servizi cui si rende applicabile la deroga in esame:

Articolo 7-quater, lettera a) – Prestazioni di servizi relative a beni immobili (comprese le perizie, le prestazioni di agenzia, la fornitura di alloggio nel settore alberghiero o in settori aventi analoga funzione, le concessioni di diritti di utilizzazione di beni immobili e le prestazioni inerenti alla preparazione ed al coordinamento dell’esecuzione dei lavori immobiliari). Tali operazioni sono rilevanti, ai fini Iva in Italia, se l’immobile è situato nel territorio dello Stato.

Art. 7-quater, lettera b) – Prestazioni di trasporto di passeggeri. Tali operazioni sono rilevanti ai fini Iva in Italia, in proporzione alla distanza percorsa nel territorio dello Stato.

Articolo 7-quater, lettera c) – Prestazioni di ristorazione e di catering (non rese a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto di passeggeri effettuato all’interno della Comunità). La prestazione è imponibile in Italia, quando sono materialmente è eseguita all’interno del territorio dello Stato.

Art. 7-quater

Art. 7-quater, lettera d) Prestazioni di ristorazione e di catering (rese a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto di passeggeri effettuato all’interno della Comunità). Le prestazioni di servizi sono imponibili in Italia, se il luogo di partenza del trasporto è situato all’interno del territorio dello Stato.

Articolo 7-quater, lettera e) – Prestazione di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, a breve termine, di mezzi di trasporto. Il criterio è quello del mezzo di trasporto messo a disposizione del destinatario:

Nel territorio dello Stato: rilevano se il mezzo è utilizzato all’interno della Ue;

Al di fuori del territorio della Ue: rilevano se il mezzo è utilizzato nel territorio dello Stato.

Articolo 7-quinquies

L’articolo 7-quinquies contiene la disciplina relativa alla territorialità di alcuni servizi, per i quali la rilevanza ai fini Iva nel territorio dello Stato è ancorata alla materiale esecuzione dell’attività nel territorio stesso. Si tratta di:

  • Prestazioni di servizi per l’accesso a manifestazioni culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative o affini, quali fiere ed esposizioni. Nonché servizi accessori connessi con l’accesso prestati ad un soggetto passivo. In questo caso il luogo impositivo è coincidente con quello in cui tali manifestazioni si svolgono effettivamente.
  • Prestazioni di servizi relative ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative o affini, quali fiere ed esposizioni, ivi compresi i servizi prestati dall’organizzatore di tali attività. Nonché i servizi accessori, prestati ad una persona che non è soggetto passivo. In questo caso il luogo impositivo è coincidente con quello in cui tali attività si svolgono effettivamente.

Articolo 7-sexies

L’articolo 7-sexies, del DPR n. 633/72 contiene la disciplina della territorialità Iva in relazione ad alcune tipologie di prestazioni di servizi, sul presupposto, tuttavia, che siano rese a committenti non soggetti passivi (deroga “relativa“).

Le casistiche sono:

Articolo 7-sexies, lettera a) – Prestazioni di intermediazione in nome e per conto del cliente. L’operazione è rilevante in Italia se le operazioni oggetto dell’intermediazione sono effettuate nel territorio dello Stato.

Articoli 7-sexies, lettera b) – Prestazioni di trasporto di beni diverse dal trasporto intracomunitario. L’operazione è rilevante in Italia, in proporzione alla distanza percorsa nel territorio dello Stato.

Articolo 7-sexies, lettera c) – Prestazioni di trasporto intracomunitario di beni. La prestazione è rilevante in Italia se l’esecuzione del trasporto ha inizio nel territorio dello Stato.

Articolo 7-sexies, lettera d) – Prestazioni di lavorazione, nonché le perizie, relative a beni mobili materiali, e le operazioni rese in attività accessorie ai trasporti, quali quelle di carico, scarico, movimentazione e simili. L’operazione è rilevante in Italia se l’esecuzione è nel territorio dello Stato.

Articolo 7-sexies lettere e) – f)- g)

Articolo 7-sexies, lettera e) – Prestazione di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, non a breve termine, di mezzi di trasporto. L’operazione è rilevante in Italia se il committente è stabilito nel territorio dello Stato e se il mezzo è utilizzato nel territorio della Comunità. Le medesime prestazioni se rese ad un soggetto domiciliato e residente al di fuori del territorio della Comunità si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono ivi utilizzate.

Articolo 7-sexies, lettera. f) – Prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici. L’operazione è rilevate in Italia se il prestatore è stabilito al di fuori del territorio della Comunità: se il committente è domiciliato nel territorio dello Stato (o ivi residente senza domicilio all’estero).

Art. 7-sexies, lettera g) – Prestazioni di telecomunicazione e di tele radiodiffusione. L’operazione è rilevante in Italia se:

  • Prestatore è stabilito nel territorio dello Stato: se committente residente o domiciliato nel territorio della Comunità ed ivi utilizzate;
  • Prestatore stabilito al di fuori del territorio della Comunità: se utilizzate nel territorio dello Stato.

Articolo 7-septies

L’articolo 7-septies, del DPR n. 633/72 contiene la seconda delle deroghe cd. “relative“, nel senso che per i servizi elencati in tale deroga, si stabilisce che non si considerano effettuati nel territorio dello Stato (e quindi sono fuori campo Iva), se sono resi nei confronti di un soggetto non passivo d’imposta residente in un Paese extra-UE. Tali servizi sono:

Articolo 7-septies, lettera a) – Prestazioni di cui all’art. 3, co. 2, n. 2), D.P.R. 633/1972 (cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d’autore, quelle relative ad invenzioni industriali, modelli, disegni, processi, formule e simili e quelle relative a marchi e insegne, nonché le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti o beni similari ai precedenti).

Articolo 7-septies, lett. b) – Prestazioni pubblicitarie.

Art. 7-septies, lettera c) – Prestazioni di consulenza e assistenza tecnica o legale, nonché quelle di elaborazione e fornitura di dati e simili.

Articolo 7-septies, lettera d) – Operazioni bancarie, finanziarie e assicurative, comprese le operazioni di riassicurazione ed escluse le locazioni di casseforti.

Art. 7-septies

Art. 7-septies, lett. e) – Messa a disposizione del personale.

Articolo 7-septies, lettera f) – Prestazioni derivanti da contratti di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili di beni mobili materiali diversi dai mezzi di trasporto.

Art. 7-septies, lettera g) – Concessione dell’accesso ai sistemi di gas naturale o di energia elettrica, il servizio di trasporto o di trasmissione mediante gli stessi e la fornitura di altri servizi direttamente collegati.

Articolo 7-septies, lettera h) – Servizi di telecomunicazione e di tele radiodiffusione, esclusi quelli utilizzati nel territorio dello Stato, ancorché resi da soggetti che non siano vi stabiliti.

Art. 7-septies), lettera i) – Servizi prestati per via elettronica.

Articolo 7-septies, lett. l) – Prestazioni di servizi inerenti all’obbligo di non esercitare interamente o parzialmente un’attività o un diritto di cui alle lettere precedenti.

Prestazioni di servizi Iva: consulenza

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Prestazione occasionale 2019: funzionamento e limiti

70 comments

  1. Se la prestazione è tra aziende italiane direi che è imponibile Iva, ma bisogna leggere i contratti per averne certezza.

  2. Salve avrei un quesito da provi.
    Un mio cliente avvocato svolge prestazioni di lavoro a committenti ex ue privati, quindi nelle fatture emesse non applica l’IVA secondo l’art. 7 septies.
    Ora il mio problema è un altro; secondo voi le fatture acquisti come andrebbero registrate? L’IVA è deducibile al 100% o bisogna applicare un pro rata?
    Aggiungo e finisco che il mio cliente fattura anche a committenti italiani con normale applicazione dell’IVA al 22%.

    Spero in una risposta visto che sono un neo laureato che entra nel mondo del lavoro.

    Grazie

  3. Trovo diverse imprecisioni nella sua descrizione. Se vuole posso chiarirle tutti i suoi dubbi tramite consulenza. Mi contatti in privato.

  4. SONO UN ARTIGIANO EDILE SOGGETTO IVA ITALIANO, HO EFFETTUATO PRESTAZIONI PER UN PRIVATO IN SVIZZERA, INTONACO APPARTAMENTO IN COSTRUZIONI, QUINDI PRESTAZIONI DI SERVIZI SU IMMOBILI, DEVO FARE LA FATTURA NON SOGGETTA AD IVA ART. 7 QUATER COMMA 1 LETTERA A,
    MA COME VIENE VERSATA POI IVA IN SVIZZERA ?

  5. Attenzione non è corretto emettere la fattura 7-quater, deve fare attenzione ed affidarsi ad un commercialista esperto. Se vuole sono a disposizione.

  6. antonino dimino

    molto chiaro l’articolo, grazie

    vediamo se ho ben capito

    dovrei fare fattura a committente UE GRAN BRETAGNA per una prestazione di restauro beni, sono in regime forfettario iscritto al VIES il committente no
    faccio fattura con reverse charge articolo 7-ter, del DPR n. 633/72 e poi intra

  7. Legga anche questo articolo dedicato alle prestazioni estere in regime forfettario: “Operazioni estere in regime forfettario“.

  8. Nel articolo manca un pezzo importante di informazione.

    Una delle fattispeci è stata trascurata

    Una società Italiana titolare della partità IVA in Italia che presta un servzi SUL TERRITORIO ITALIANO ad una società residente in Francia con una partita iva francese.

    Esempi: Corsi di formazazione per impiegati della socità francese che si svolgano sul territorio Italiano. iva è da pagarsi in Itlaia per il principio di territorialità. L’Iva si paga la dove il servizio si è consumato.

    la vendita degli stand pubblicitari alle fiere e eventi tenuti in Italia devono essere tassati in Italia anch se l’acqurente è di fatto residente all’astero

    Manutenzioni e riparazione di macchinari che avviene sul territorio Italiano deve indipendentemente dalla natura del cliente, sia un bussines un privato, con o senza partita iva, residente o no in europa.

  9. Buongiorno e complimenti per l’articolo! Una domanda: una societá italiana che opera una pagina web registrata negli Stati Uniti per conto di una societá statunitense, e che vende prodotti digitali intangibili in tutto il mondo B2C, dovrá applicare l’IVA a tali soggetti acquirenti?

  10. Bisogna prima di tutto capire cosa vende la società italiana e a chi. Solo a quel punto si potrà capire se e come dovrà essere applicata Iva italiana. Se vuole ne parliamo in privato con maggiore dettaglio.

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