Prestazioni di servizi: Iva nelle operazioni estere

Condivisioni

Prestazioni di servizi: gli adempimenti in materia di fatturazione nelle operazioni con l’estero. Ecco alcune semplici regole da seguire, e tutte le indicazioni da riportare in fattura. 

I soggetti, sia imprese che professionisti, operanti in Italia, che eseguono prestazioni di servizi devono rispettare alcune regole, previste dalla disciplina sull’Imposta sul valore aggiunto, quando si trovano di fronte un committente estero (sia privato che titolare di partita Iva).

Le prestazioni di servizi, negli ultimi anni, si stanno evolvendo e si sta aprendo sempre di più verso l’estero, grazie anche, alle tante piattaforme Web in grado di mettere a contatto aziende e professionisti di ogni parte del mondo per commissionare prestazioni e collaborazioni.

In questo contributo ci occuperemo di riepilogare gli adempimenti previsti dalla disciplina dell’Imposta sul valore aggiunto (DPR n. 633/72), per le operazioni di servizi svolte da imprese e professionisti nei confronti di committenti esteri. Sia che questi siano soggetti economici, che privati.

Prestazioni di servizi

Prestazioni di servizi estere

La normativa in materia di Imposta sul valore aggiunto, prevede all’articolo 1 del DPR n. 633/72 che l’Iva si applichi su tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni.

Da questa definizione generale si capisce come vi sia una netta distinzione tra le operazioni effettuate all’interno del territorio nazionale, rispetto a quelle effettuate fuori da confini del nostro Paese.

In particolare, le consulenze prestata da professionisti residenti in Italia a committenti residenti in un Paese estero seguono precise regole legate all’applicazione dell’Iva, diverse a seconda dei rapporti e dalla residenza del committente estero.

Le fattispecie in cui un professionista può imbattersi prevedono due variabili da tenere in considerazione: la residenza UE o extra-UE del committente, e la tipologia di operazione “B2B“, se la stessa avviene tra due soggetti passivi e “B2C“, se il committente estero è un soggetto privato, non titolare di partita Iva.

Di seguito andremo ad analizzare ognuna di queste variabili al fine di capire le modalità di fatturazione che i professionisti sono tenuti ad effettuare in ciascuna di queste situazioni.

Territorialità delle prestazioni di servizi

Per risolvere ognuna di queste fattispecie dobbiamo preliminarmente analizzare la normativa disciplinata dal DPR n. 633/72 in tema di territorialità delle prestazioni di servizi. In particolare, dobbiamo prendere a riferimento i seguenti articoli che disciplinano:

  • La regola generale sulla territorialità delle prestazioni di servizi – L’articolo 7-ter disciplina la regola generale, secondo cui le prestazioni di servizi sono rilevanti ai fini Iva nel territorio dello Stato al verificarsi di due fattispecie:
    • Quando sono rese a committenti soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato;
    • Quando sono rese a committenti non soggetti passivi d’imposta da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato.
  • Deroghe alla disciplina generale – Gli articoli da 7-quater a 7-septies contengono delle deroghe rispetto alla regola generale della territorialità per le prestazioni di servizi, prevedendo differenti criteri per stabilire la rilevanza territoriale di alcune tipologie di servizi in funzione della natura del committente del servizio stesso. Stiamo parlando, ad esempio, delle seguenti tipologie di prestazioni:
    • Prestazioni di servizi relative a beni immobili;
    • Prestazione di trasporto passeggeri;
    • Prestazioni di ristorazione e catering;
    • Prestazioni di intermediazione, etc.

Disciplina generale della territorialità nelle prestazioni di servizi

Riassumendo, quindi, l’articolo 7-ter del DPR n. 633/72 prevede che le prestazioni di servizi si considerino effettuate nel territorio dello Stato, cioè in Italia, quanto sono rese a soggetti passivi (imprese) aventi partita Iva stabiliti in Italia (operazioni “B2B”), o quando sono rese a soggetti privati da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato (operazioni “B2C”).

Nel primo caso (B2B), la regola di applicazione dell’Iva secondo il principio di territorialità prevede che sia rilevante la sede del committente (se la sede è territorialmente rilevante in Italia l’operazione è imponibile), ai sensi dell’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72, mentre nel secondo caso (B2C), è rilevante la sede del professionista esecutore della prestazione (se la prestazione a privato estero è effettuata da professionista con sede in Italia, l’operazione è imponibile).

A questo punto, tenendo sempre presente le regole appena commentate, occorre valutare i vari casi in cui possono trovarsi i soggetti passivi nazionali prestatori di servizi.

Trattandosi della disciplina generale abbiamo trattato i casi prendendo a riferimento i professionisti, che sono esclusivamente interessati dalla disciplina generale di cui all’articolo 7-ter, pertanto gli esempi di fatturazione seguenti, prendono a riferimento le prestazioni professionali.

Prestazioni di servizi a committenti UE privi di partita Iva

Siamo di fronte al caso in cui un professionista Italiano effettui una prestazione di servizi nei confronti di un soggetto privato (non titolare di partita Iva), residente in un Paese UE.

Classico esempio è un avvocato che offre la propria consulenza online ad un soggetto tedesco, non titolare di partita Iva. Secondo la regola della territorialità prevista dall’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, quando siamo di fronte ad operazioni B2C, la prestazione è imponibile nello Stato ove il professionista esecutore della prestazione ha la propria sede.

Nel nostro esempio, la sede del professionista è in Italia, quindi, la prestazione professionale si rende imponibile Iva in Italia. Il professionista, quindi, emetterà la fattura con Iva italiana, applicando l’aliquota in vigore per la prestazione professionale effettuata. Naturalmente, nella fattura non dovrà essere applicata alcuna ritenuta d’acconto.

Vediamo un esempio di compilazione della parte numerica della fattura:

Prestazione professionale €. 1.000
Iva 22% (su €. 1.000) €. 220
Netto a pagare €. 1.220

Prestazioni di servizi a committenti UE titolari di partita Iva

In questo caso il professionista ha ricevuto l’incarico di effettuare la propria prestazione professionale da un soggetto titolare di partita Iva (persona fisica o società), residente in un altro Paese UE.

Prendete l’esempio di un architetto italiano che esegue una prestazione professionale per una società francese. Anche in questo caso, dobbiamo prendere a riferimento quanto indicato nell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, che per le operazioni B2B, prevede che la prestazione sia imponibile nello Stato di residenza del soggetto committente la prestazione, che nel nostro caso è la società francese.

Questo significa che per le prestazioni di servizi rese a committenti UE titolari di partita Iva, il professionista italiano emetterà a quest’ultimo una fattura per consulenza che ai fini Iva risulterà “non soggetta”, ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72. In fattura dovrà essere specificatamente indicata la dicitura “inversione contabile”: si tratta di una nomenclatura prevista dall’articolo 21, comma 6-bis, lettera a) del DPR n. 633/72.

Esempio fattura non soggetta Iva

Vediamo un esempio di compilazione della parte numerica della fattura:

Prestazione professionale €. 1.000
Iva non soggetta ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72 “inversione contabile
Netto a pagare €. 1.000

Il professionista è tenuto a presentare il modello intrastat trimestralmente per l’indicazione delle operazioni effettuate con committenti residenti in Paesi UE.

Ricordiamo che anche in questo caso in fattura non dovrà essere riportata la ritenuta d’acconto, in quanto il soggetto committente, anche se titolare di partita Iva, non assume la veste di sostituto di imposta, in quanto avente sede fuori dai confini nazionali.

Prestazioni di servizi a committenti extra-UE privi di partita Iva

Questa fattispecie si presenta molto simile a quella prevista per il committente privato UE, ma con delle particolarità non di poco conto. Poniamo di essere di fronte al caso di un avvocato che presta il proprio servizio nei confronti di un privato residente in Paese extra-UE.

Anche in questo caso, per quanto riguarda i rapporti B2C, da un lato la regola generale dell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, prevede che le prestazioni di servizi si considerano effettuate in Italia quando un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato effettua tali prestazioni a soggetti privati, dall’altro lato vi è una deroga dettata dall’art 7-septies del DPR n. 633/72, secondo la quale:

in deroga a quanto stabilito dall’art. 7-ter, comma 1, lett. b), non si considerano effettuate nel territorio dello Stato … quando sono rese a committenti non soggetti passivi domiciliati e residenti fuori della Comunità: … c) le prestazioni di consulenza e assistenza tecnica o legale

In tutti questi casi, previsti dall’articolo 7-septies del DPR n. 633/7, quindi, prestazioni di assistenza tecnica e legale, la prestazione non sarà imponibile Iva in Italia. In base alla disciplina analizzata, il professionista italiano, dovrà:

  • Emettere fattura con l’annotazione “operazione non soggetta” (secondo quanto previsto dall’articolo 21, comma 6-bis, del DPR n. 633/72) ai sensi dell’articolo 7- septies, comma 1, lettera i), DPR n. 633/72;
  • Verificare nel paese extra-Ue eventuali obblighi Iva.

Prestazioni di servizi a committenti extra-UE imprese

In questo caso il professionista ha ricevuto l’incarico di effettuare la propria prestazione professionale da un soggetto titolare di partita Iva (persona fisica o società), residente in un Paese extra-UE. Prendete l’esempio precedente dell’architetto italiano che esegue una prestazione professionale, questa volta per una società degli Stati uniti.

Anche in questo caso, dobbiamo prendere a riferimento quanto indicato nell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, che per le operazioni B2B, prevede che la prestazione sia imponibile nello Stato di residenza del soggetto committente la prestazione, che nel nostro caso è la società americana.

Questo significa che per le prestazioni di servizi rese a committenti extra-UE titolari di partita Iva, il professionista italiano emetterà a quest’ultimo una fattura per consulenza che ai fini Iva risulterà “non soggetta“, ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72. In fattura dovrà essere specificatamente indicata la dicitura “operazione non soggetta“, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 21, comma 6-bis, lettera b) del DPR n. 633/72.

Fattura extra Ue non soggetta ad Iva

Vediamo un esempio di compilazione della parte numerica della fattura:

Prestazione professionale €. 1.000
Iva non soggetta ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72 “operazione non soggetta
Netto a pagare €. 1.000

Anche in questo caso, ricordiamo che anche in questo caso in fattura non dovrà essere riportata la ritenuta d’acconto, in quanto il soggetto committente, anche se titolare di partita Iva, non assume la veste di sostituto di imposta, in quanto avente sede fuori dai confini nazionali.

Per approfondire: Guida all’emissione della fattura

Prestazioni di servizi estere: disciplina derogatoria

Come abbiamo visto il punto di partenza per la corretta analisi ai fini Iva della territorialità delle prestazioni di servizi dei professionisti è la regola generale dettata dall’articolo 7-ter, del DPR n. 633/72. In base alla normativa la territorialità delle prestazioni di servizi è definita con le seguenti modalità:

  • Per le prestazioni BB rileva la sede del committente (art. 7 -ter, co. 1, lett.a), D.P.R. 633/1972);
  • Per le prestazioni BC rileva la sede del prestatore (art. 7- ter, co. 1, lett.b), D.P.R. 633/1972).

In deroga alla regola generale dettata dall’articolo 7-ter, del DPR n. 633/72, gli articoli da 7-quater a 7- septies, disciplinano la territorialità di alcune categorie di prestazioni di servizi, per le quali si prevedono criteri di individuazione del luogo di tassazione.

Articolo 7-quater

L’articolo 7-quater contiene alcuni servizi, per i quali la rilevanza territoriale ai fini Iva in Italia è individuata con un criterio differente rispetto a quello del luogo di stabilimento del committente.

La deroga in esame rientra nell’ambito di quelle “assolute“, e quindi applicabili sia nelle prestazioni “B2B”, sia in quelle “B2C”. Di seguito sono riepilogate le prestazioni di servizi cui si rende applicabile la deroga in esame:

Articolo 7-quater, lettera a) – Prestazioni di servizi relative a beni immobili (comprese le perizie, le prestazioni di agenzia, la fornitura di alloggio nel settore alberghiero o in settori aventi analoga funzione, le concessioni di diritti di utilizzazione di beni immobili e le prestazioni inerenti alla preparazione ed al coordinamento dell’esecuzione dei lavori immobiliari). Tali operazioni sono rilevanti, ai fini Iva in Italia, se l’immobile è situato nel territorio dello Stato.

Art. 7-quater, lettera b) – Prestazioni di trasporto di passeggeri. Tali operazioni sono rilevanti ai fini Iva in Italia, in proporzione alla distanza percorsa nel territorio dello Stato.

Articolo 7-quater, lettera c) – Prestazioni di ristorazione e di catering (non rese a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto di passeggeri effettuato all’interno della Comunità). La prestazione è imponibile in Italia, quando sono materialmente è eseguita all’interno del territorio dello Stato.

Art. 7-quater

Art. 7-quater, lettera d) Prestazioni di ristorazione e di catering (rese a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto di passeggeri effettuato all’interno della Comunità). Le prestazioni di servizi sono imponibili in Italia, se il luogo di partenza del trasporto è situato all’interno del territorio dello Stato.

Articolo 7-quater, lettera e) – Prestazione di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, a breve termine, di mezzi di trasporto. Il criterio è quello del mezzo di trasporto messo a disposizione del destinatario:

Nel territorio dello Stato: rilevano se il mezzo è utilizzato all’interno della Ue;

Al di fuori del territorio della Ue: rilevano se il mezzo è utilizzato nel territorio dello Stato.

Articolo 7-quinquies

L’articolo 7-quinquies contiene la disciplina relativa alla territorialità di alcuni servizi, per i quali la rilevanza ai fini Iva nel territorio dello Stato è ancorata alla materiale esecuzione dell’attività nel territorio stesso. Si tratta di:

  • Prestazioni di servizi per l’accesso a manifestazioni culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative o affini, quali fiere ed esposizioni. Nonché servizi accessori connessi con l’accesso prestati ad un soggetto passivo. In questo caso il luogo impositivo è coincidente con quello in cui tali manifestazioni si svolgono effettivamente.
  • Prestazioni di servizi relative ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative o affini, quali fiere ed esposizioni, ivi compresi i servizi prestati dall’organizzatore di tali attività. Nonché i servizi accessori, prestati ad una persona che non è soggetto passivo. In questo caso il luogo impositivo è coincidente con quello in cui tali attività si svolgono effettivamente.

Articolo 7-sexies

L’articolo 7-sexies, del DPR n. 633/72 contiene la disciplina della territorialità Iva in relazione ad alcune tipologie di prestazioni di servizi, sul presupposto, tuttavia, che siano rese a committenti non soggetti passivi (deroga “relativa“).

Le casistiche sono:

Articolo 7-sexies, lettera a) – Prestazioni di intermediazione in nome e per conto del cliente. L’operazione è rilevante in Italia se le operazioni oggetto dell’intermediazione sono effettuate nel territorio dello Stato.

Articoli 7-sexies, lettera b) – Prestazioni di trasporto di beni diverse dal trasporto intracomunitario. L’operazione è rilevante in Italia, in proporzione alla distanza percorsa nel territorio dello Stato.

Articolo 7-sexies, lettera c) – Prestazioni di trasporto intracomunitario di beni. La prestazione è rilevante in Italia se l’esecuzione del trasporto ha inizio nel territorio dello Stato.

Articolo 7-sexies, lettera d) – Prestazioni di lavorazione, nonché le perizie, relative a beni mobili materiali, e le operazioni rese in attività accessorie ai trasporti, quali quelle di carico, scarico, movimentazione e simili. L’operazione è rilevante in Italia se l’esecuzione è nel territorio dello Stato.

Articolo 7-sexies lettere e) – f)- g)

Articolo 7-sexies, lettera e) – Prestazione di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, non a breve termine, di mezzi di trasporto. L’operazione è rilevante in Italia se il committente è stabilito nel territorio dello Stato e se il mezzo è utilizzato nel territorio della Comunità. Le medesime prestazioni se rese ad un soggetto domiciliato e residente al di fuori del territorio della Comunità si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono ivi utilizzate.

Articolo 7-sexies, lettera. f) – Prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici. L’operazione è rilevate in Italia se il prestatore è stabilito al di fuori del territorio della Comunità: se il committente è domiciliato nel territorio dello Stato (o ivi residente senza domicilio all’estero).

Art. 7-sexies, lettera g) – Prestazioni di telecomunicazione e di tele radiodiffusione. L’operazione è rilevante in Italia se:

  • Prestatore è stabilito nel territorio dello Stato: se committente residente o domiciliato nel territorio della Comunità ed ivi utilizzate;
  • Prestatore stabilito al di fuori del territorio della Comunità: se utilizzate nel territorio dello Stato.

Articolo 7-septies

L’articolo 7-septies, del DPR n. 633/72 contiene la seconda delle deroghe cd. “relative“, nel senso che per i servizi elencati in tale deroga, si stabilisce che non si considerano effettuati nel territorio dello Stato (e quindi sono fuori campo Iva), se sono resi nei confronti di un soggetto non passivo d’imposta residente in un Paese extra-UE. Tali servizi sono:

Articolo 7-septies, lettera a) – Prestazioni di cui all’art. 3, co. 2, n. 2), D.P.R. 633/1972 (cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d’autore, quelle relative ad invenzioni industriali, modelli, disegni, processi, formule e simili e quelle relative a marchi e insegne, nonché le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti o beni similari ai precedenti).

Articolo 7-septies, lett. b) – Prestazioni pubblicitarie.

Art. 7-septies, lettera c) – Prestazioni di consulenza e assistenza tecnica o legale, nonché quelle di elaborazione e fornitura di dati e simili.

Articolo 7-septies, lettera d) – Operazioni bancarie, finanziarie e assicurative, comprese le operazioni di riassicurazione ed escluse le locazioni di casseforti.

Art. 7-septies

Art. 7-septies, lett. e) – Messa a disposizione del personale.

Articolo 7-septies, lettera f) – Prestazioni derivanti da contratti di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili di beni mobili materiali diversi dai mezzi di trasporto.

Art. 7-septies, lettera g) – Concessione dell’accesso ai sistemi di gas naturale o di energia elettrica, il servizio di trasporto o di trasmissione mediante gli stessi e la fornitura di altri servizi direttamente collegati.

Articolo 7-septies, lettera h) – Servizi di telecomunicazione e di tele radiodiffusione, esclusi quelli utilizzati nel territorio dello Stato, ancorché resi da soggetti che non siano vi stabiliti.

Art. 7-septies), lettera i) – Servizi prestati per via elettronica.

Articolo 7-septies, lett. l) – Prestazioni di servizi inerenti all’obbligo di non esercitare interamente o parzialmente un’attività o un diritto di cui alle lettere precedenti.

Consulenza

Hai bisogno di aiuto nella fatturazione di prestazioni di servizi UE o Extra UE? Vuoi sapere se stai facendo una fatturazione corretta da un punto di vista Iva?

Contattami attraverso il servizio di consulenza fiscale online.

35 comments

  1. Certo che parlare di IVA a livello europeo senza mai citare il relativo regolamento ma solo un DPR del 72…Ci salvi chi puo’!

    • Fiscomania

      L’Iva è regolamentata in Italia dal DPR n. 633/72 che viene di volta in volta modificato da Direttive europee. Come lei ben saprà la direttiva europea non è direttamente applicabile nei vari Paesi, ma deve essere recepita da Leggi che nel corso degli anni sono andate ad aggiornare quel DPR. Parlare del DPR non significa parlare di una norma di anno fa, ma di un testo unico continuamente aggiornato che contiene tutta la normativa Iva italiana, aggiornata secondo le varie direttive UE.

  2. Salve,
    ho effettuato un trasporto auto nel territorio italiano per conto di una ditta di Tenerife che non ha partita Iva.
    Come dovro’ procedere nella redazione della fattura? Con Iva o senza? A quale testo normativo fare riferimento?
    La ringrazio.

  3. domanda : un sito internet registrato in italia vende a privato con dropshippinh con estero ed emette fattura articolo 7bis DPR n. 633/72, in quanto operazione non soggetta ad IVA per mancanza del requisito territoriale. La fattura va registrata nella propria contabilità inserendo a costo l’intero importo della stessa.

    Il cliente privato è tenuto a pagare iva ?, l’azienda puo emettere fattura a privato articolo 7bis DPR n. 633/72, in quanto operazione non soggetta ad IVA

  4. Un’Agenzia Viaggi Italiana, vende dei servizi turistici ad altra agenzia viaggi, soggetto passivo IVA, in un paese extra UE.. I servizi venduti dall’ADV italiana consistono in: prenotazione alberghiera in hotel in Italia, transfer da aeroporto ad hotel e viceversa in Italia, a volte anche qualche escursione. In pratica l’agenzia italiana funge da intermediario per il committente Extra UE, e non fornisce poi di fatto i servizi in loco, non essendo né il proprietario dell’Hotel, né del mezzo utilizzato per i transfers; servizi questi forniti dai vari fornitori locali.
    Quale regime fiscale dovrebbe utilizzare l’ADV italiana? il 74TER è escluso, visto che non si tratta di pacchetti viaggio, ma semmai di soggiorni viaggio.

    Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

    Saluti

    • Fiscomania

      In linea generale, se la prestazione non è qualificabile come “pacchetto turistico”, bisogna applicare l’Iva in modo ordinario. Tuttavia, è necessario analizzare il tutto in modo più dettagliato, per evitare errori. In questo articolo, abbiamo approfondito l’attività delle Agenzie di viaggio ai fini Iva “Agenzie di viaggio: regime fiscale Iva

  5. Quando si parla di “committente estero […] titolare di partita Iva” cosa si intende? Non si tratta di una partita Iva italiana ma dell’equivalente nell’altro stato extra-UE? In particolare, una società Gmbh in Svizzera possiamo dire che è titolare di partita Iva?

    • Fiscomania

      Se il committente è una società è sicuramente un soggetto estero che esercita attività commerciale (che se fosse in Italia sarebbe dotato di partita Iva).

      • Volevo sapere se la prestazione di servizi (configurazione software, prestati per via elettronica) da un titolare di partita Iva residente in Italia, verso una società Svizzera, è una operazione non soggetta? Il D.P.R. 633/1972 che regola la territorialità all art. 7-ter lascia capire che è soggetta ad applicazione Iva, ma forse è applicabile una delle deroghe 7-quater o 7-septies, per cui è operazione non soggetta?

        • Tuttavia, l’art. 7-septies, co. 1, lett. i), D.P.R. 633/1972, sancisce, in deroga a quanto stabilito dall’articolo 7-ter, comma 1, lettera b), “che non si considerano effettuate nel territorio dello Stato le seguenti prestazioni di servizi, quando sono rese a committenti non soggetti passivi domiciliati e residenti fuori della Comunità […] i) i servizi prestati per via elettronica”. Quindi non dovrebbe essere operazione non soggetta?

  6. Salve, complimenti per la competenza e la professionalità sia nella scrittura degli articoli, Vorrei sottoporre alla vostra attenzione questo dubbio:
    Premetto di non essere iscritta all’albo degli agenti e rappresentanti commerciali, sono laureata in ingegneria gestionale e sono lavoratore dipendente di una società di consulenza (contratto di apprendistato 30 mesi), ma sto per stipulare con un committente estero (distributore Polacco che vorrebbe estendere il suo business anche in italia avvalendosi per l’appunto di un promotore) un contratto di agenzia internazionale che mi garantirebbe un tot. di provvigioni superiore ai 5000 euro.
    Non riesco però ad avere un idea sul profilo fiscale dell’operazione nel suo complesso.
    Essendo il committente estero la ritenuta d’acconto sull’imposta non dovrebbe essere trattenuta dalla controparte polacca in quanto non avendo alcun rappresentante fiscale in Italia non potrebbe operare come sostituto d’imposta, quindi Una volta corrisposto l’importo lordo delle provvigioni a quali prelievi fiscali andrei incontro?
    Se ricorro al regime dei minimi aprendo la partita iva andrei a pagare solo il 5% di imposta sostitutiva in base alle soglie di reddito, codice ATECO, e redditività?
    E per quanto riguarda i contributi previdenziali? il committente estero pagherebbe i 2/3 del 23% all’INPS o ne sarebbe completamente esonerato?

    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che mi potrebbe riservare.

    • Fiscomania

      Salve Paola, lei deve operare con partita Iva come agente, verificando preliminarmente se ha i requisiti per poter esercitare questa attività. Ogni altra alternativa non la renderebbe in regola. Se vuole mi contatti in privato e approfondiamo la situazione con maggiore dettaglio.

  7. Buongiorno. In caso che un prestatore UE effettui, a seguito stipula di un contratto di appalto, lavori su impianti elettrici di un fabbricato in Italia, in un cantiere della società IT, deve fatturare senza iva e il committente italiano deve fare inversione contabile e presentare l’INTRA servizi?
    Grazie

    • Fiscomania

      Mi dispiace, ma la disciplina Iva non prevede questo nella sua fattispecie, è necessario verificare quanto indicato nell’articolo 7-quater.

  8. Salve, sono un fisioterapista con partita iva. Le mie fatture sono esenti iva anche in italia. Nel caso in cui io effettuassi una prestazione in territorio Ue ad un cittadino Ue non dotato di partita iva come dovrei comportarmi con la fatturazione? E poi dovrei in ogni caso compilare il modello intrastat? Grazie

    • Fiscomania

      La fatturazione sarebbe imponibile Iva in Italia, quindi rientrerebbe nel regime di esenzione soggettiva. Se il committente è privato non si presenta intrastat.

  9. BUONGIORNO
    SIAMO UN’AZIENDA CHE LAVORA IN ITALIA E AVREMMO BISOGNO DI UN’INFORMAZIONE.
    DA UN ANNO CIRCA LAVORIAMO CON UNA AZIENDA CHE DALLA SERBIA PORTA DEL MATERIALE A NOI E CHE NOI FINITI I VARI TRATTAMENTI CONSEGNAMO AD UN ALTRO NOSTRO CLIENTE IN ITALIA.
    QUINDI NOI FATTURIAMO A QUESTA DITTA SERBA
    FINO AD OGGI NON ABBIAMO MESSO IVA PROPRIO SEGUENDO LE NORMATIVE DI QUESTO ARTICOLO, E’ GIUSTO?
    ABBIAMO FATTO BENE A NON METTERE L’IVA?

  10. buongiorno,
    società italiana con partita iva deve effettuare un trasloco di beni dall’italia a madrid ad un soggetto privato residente in italia. La fattura come deve essere emessa? Tutta con iva al 22%? grazie

    • Fiscomania

      Il trasporto di beni nei confronti di committenti privati è regolato dall’articolo 7-sexties del DPR n. 633/72, secondo il quale si considerano effettuate in Italia le prestazioni di trasporto intracomunitario quando la relativa esecuzione ha inizio in Italia.

  11. Salve vorrei porvi una domanda: sono un professionista che deve fatturare la propria prestazione artistica ad un soggetto titolare di partita iva (società) residente in Germania. Al di la della ritenuta che non devo esporre in fattura, l’IVA invece la devo considerare o meno? considerando il fatto che la prestazione artistica stessa è stata svolta in Italia. Grazie mille per la risposta che riceverò e complimenti per le informazioni riportate sul sito.

    • Fiscomania

      Salve Veronica, quando si effettuano operazioni con l’estero è importante farsi assistere da un professionista esperto in materia, in quanto la possibilità di commettere errori è elevata. Quello che posso dirle è che bisogna verificare due aspetti, chi è il committente, che tipo di prestazione è stata svolta, qual’è il suo regime fiscale, e dove si è svolta la prestazione. In generale le prestazioni professionali B2C sono rilevanti ai fini Iva nel Paese del committente, attraverso il meccanismo del reverse charge. Potrebbe essere questo il suo caso, ma per averne certezza, servono ulteriori info. Se vuole posso farle un preventivo per la mia consulenza continuativa.

  12. Maurizio Barbera

    Sono Cittadino Americano residente in America, di recente ho venduto un immobile in Italia lasciatomi dei miei genitori. l’Agenzia immobiliare oltre alla commissione ha fatturato l”Iva del 22percento. Il Notaio, oltre alla sua parcella, ha fatturato l’Iva lo stesso, il nostro avvocato lo stesso, con un pagamento totale di oltre 2000 euro.
    Essendo cittadino Americano sono soggetto al pagamento del’Iva ? Mi riferisco all’articolo 7-ter,del DPR n. 633/7
    Grazie

  13. Salve, rif: intermediazione su affitto di immobili situati nel territorio italiano:
    Siamo una compagnia con sede in UK a dall’Italia riceviamo fattura con IVA 22.
    C’e’ sicuramente qualcosa che non va’.
    Questa IVA, che mi sembra di capire nel caso di immobili sis correttamente applicata, diventa per noi un costo.
    Qual’e’l’alternativa?
    Grazie

    • Fiscomania

      Con queste informazioni l’unica alternativa che mi viene in mente è operare tramite identificazione o stabile organizzazione in Italia.

  14. Buonasera, siamo una carrozzeria con sede in italia e dobbiamo effettuare una riparazione su una vettura targata Svizzera intestata ad una Società svizzera. La mia fattura dovrò emetterla con iva al 22% oppure esente iva? Saluti

    • Fiscomania

      Se la prestazione di servizi offerta supera i beni ceduti come riparazione, la fattura sarà fuori campo Iva ex articolo 7-ter DPR n. 633/72. Se, invece, i beni ceduti sono rilevanti le cose cambiano e la fattura dovrà essere suddivisa tra beni e servizi con disciplina Iva diversa. Per maggiori info mi contatti in privato.

  15. Buongiorno, nel caso di rilascio fattura da parte di società italiana per prestazione servizi (intermediazione) a carico di una controparte persona giuridica con sede presso le British Virgin Island (paese off -shore nella blackl ist di Bankit) valgono le stesse regole di esenzione?

    • Fiscomania

      Con queste informazioni posso rispondele che le regole descritte trovano applicazione. Per una risposta nel merito bisogna analizzare la situazione in dettaglio.

  16. Buongiorno, sono un intermediatore immobiliare con sede legale in germania ed IVA tedesca specializzato in locazioni brevi per fini turistici. Per intenderci affitto case vacanza in italia ad un utenza prevalentemente tedesca e quasi mai italiana (2 casi in 4 anni di attività). Il portale è situato in Germania ed il lavoro da me svolto anche. La commissione d’agenzia viene addebitata al cliente e non al proprietario italiano, in quanto per natura stessa del mio lavoro il servizio di ricerca e prenotazione della casa vacanza è erogato al cliente che, ricordo, è all’80 % tedesco e al 20% di altre nazionalità. Vorrei solo essere sicuro di non aver alcun obbligo IVA/di fatturazione in italia, per il fatto che gli immobili sono situati nello Stato. L’unica cosa che faccio per il proprietario è ricevere dal cliente il pagamento per la lacazione, che poi viene naturalmente trasmesso al locatore. Grazie in anticipo per la cordiale risposta.

    • Fiscomania

      L’intermediazione che sta facendo rientra nella territorialità Iva di cui all’articolo 7-quater del DPR n. 633/72, la quale prevede che tale prestazion sia imponibile Iva nel Paese ove è situato l’immobile. Quindi, dovrà operare tramite identificazione diretta o rappresentante fiscale italiano, ai fini dell’assolvimento corretto dell’Iva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni