Promotore finanziario: la guida all’attività

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Come si diventa promotore finanziario? Quali sono i requisiti da rispettare per avviare l’attività di promotore finanziario? Il promotore finanziario è un imprenditore commerciale che esercita la sua attività per conto di un intermediario finanziario abilitato all’offerta fuori sede. In questo contributo tutte le informazioni utili per chi volesse avviare questa attività commerciale.

Il promotore finanziario è la persona che, in qualità di dipendente, agente o mandatario, esercita professionalmente l’offerta fuori sede di strumenti finanziari e servizi di investimento, con l’obbligo di instaurare un rapporto esclusivo con un solo intermediario abilitato all’offerta fuori sede (Banca, SIM, SGR, etc).

La figura del promotore finanziario è disciplinata dal Testo Unico dell’intermediazione finanziaria (Tuf).

Il promotore finanziario è un professionista che si occupa di vendere e acquistare per conto di altre persone  (risparmiatori), nel mercato di riferimento il prodotto finanziario che possa meglio adattarsi alle loro esigenze e che abbia il miglior rapporto qualità-prezzo, con l’obiettivo di ottenere un guadagno dalle operazioni di vendita e di acquisto di un prodotto azionario.

L’Agente finanziario, quindi, si occupa di promuovere e concludere contratti, sia di finanziamento che per la prestazione di servizi, su mandato diretto di intermediari finanziari, istituti di pagamento, banche o Poste italiane. E’ importante sottolineare fin da subito che i promotori o agenti finanziari possono svolgere esclusivamente l’attività sopra indicata, nonché attività connesse o strumentali alla medesima (articolo 128-quater, comma 1, del TUB).

Si tratta dunque di un lavoro incentrato principalmente sulla gestione e sull’investimento di capitali finanziari.

In questo contributo andremo ad analizzare con maggiore dettaglio come si diventa promotore finanziario, quali sono i requisiti da rispettare e l’inquadramento, da un punto di vista Iva dell’attività.

Promotore finanziario: iscrizione all’albo

Requisito indispensabile per l’esercizio dell’attività di promotore finanziario è l’iscrizione all’Albo Unico dei promotori finanziari, tenuto dall’Organismo per la tenuta dei promotori finanziari, a cui il promotore presenta domanda di iscrizione dopo aver superato l’esame di idoneità allo svolgimento dell’attività.

Per potersi iscrivere all’Albo unico dei promotori finanziari i soggetti interessati devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità fissati con decreto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentito il parere della CONSOB (art 31, comma 5, TUF).

In particolare i requisiti richiesti sono:

  • Requisiti di onorabilità:
    • Non essere interdetto, inabilitato, fallito o condannato ad una pena che comporta l’interdizione, anche temporanea dai pubblici uffici o l’incapacità di esercitare uffici direttivi;
    • Non essere stato sottoposto a misure di prevenzione disposte dalla norma antimafia, salvi gli effetti di riabilitazione;
    • Non aver svolto, per due esercizi precedenti, funzioni di amministrazione, direzione o controllo, di aziende sottoposte a fallimento, liquidazione coatta amministrativa, in imprese operanti nel settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo poste in amministrazione straordinaria;
  • Requisiti di professionalità:
    • Il possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di un corso di durata quinquennale o quadriennale, integrato dal corso annuale previsto per Legge;
    • Il superamento di una prova valutativa (cosiddetto esame di idoneità, costituito da un esame scritto e da un colloquio orale). Sono esonerati dall’esame coloro che risultano avere un’esperienza triennale nelle seguenti attività: agente di cambio; negoziatore abilitato all’attività nei mercati regolamentati; funzionario di banca o impresa di investimento addetto ai servizi di investimento o commercializzazione dei prodotti finanziari della banca.

Attività del promotore finanziario

Le forme contrattuali che intermediario abilitato (Banca, SIM, SGR) e promotore finanziario possono concludere nella prassi sono: il contratto di lavoro subordinato; il contratto di mandato e il contratto di agenzia.

Il promotore finanziario per qualificarsi come imprenditore individuale, deve eseguire una serie di adempimenti, tra i quali, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività:

  • Iscrizione nel Registro delle imprese, sezione ordinaria presso la Camera di commercio nella cui circoscrizione è iscritta l’impresa;
  • Richiesta di attribuzione del numero di partita Iva all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il codice attività “66.19.2 – Attività di promotori e mediatori finanziari“;
  • Iscrizione alla Gestione commercianti dell’Inps (potete trovare maggiori informazioni sui contributi dovuti a questo link).

Tali adempimenti possono essere assolti tramite la compilazione di una sola comunicazione, la cosiddetta ComUnica, trasmessa in via telematica tramite in intermediario abilitato (Dottore Commercialista). Con la presentazione di questo modello viene assegnato al promotore finanziario il numero di partita Iva.

Dovrà poi essere presentato un modello SCIA, cioè una dichiarazione di inizio attività da presentare al Registro Imprese della Camera di Commercio competente per territorio. Con la presentazione del modello SCIA il Registro Imprese assegna al promotore finanziario la qualifica di agente/rappresentante di commercio.

L’intermediario mandante provvederà, per conto del promotore, all’iscrizione all’Enasarco, la cassa di previdenza degli agenti/rappresentanti di commercio (maggiori info a questo link).

Promotore finanziario: attività compatibili

Come abbiamo visto da subito, l’attività del promotore finanziario è esclusiva. E’ quindi, incompatibile con questa attività il contemporaneo esercizio di altra attività professionale, artigianale o commerciale.

Sono compatibili, e dunque esercitabili da parte di un Agente in attività finanziaria, le attività di agenzia di assicurazione e quella di promotore finanziario, fermo restando i rispettivi obblighi di iscrizione nel relativo elenco, albo o registro (articolo 17, comma 4-bis, del D.Lgs. n. 141/2010).

Deroghe

Non costituisce esercizio di agenzia in attività finanziaria (articolo 12 del D.Lgs. n. 141/2010):

  • La promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti di finanziamento unicamente per l’acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con le banche e gli intermediari finanziari. In tali contratti non sono ricompresi quelli relativi al rilascio di carte di credito;
  • La promozione e la conclusione, da parte di banche, intermediari finanziari, imprese di investimento, società di gestione del risparmio, SICAV, imprese assicurative, istituti di pagamento e Poste italiane S.p.A. di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di pagamento;
  • La stipula, da parte delle associazioni di categoria e dei Confidi, di convenzioni con banche, intermediari finanziari ed altri soggetti operanti nel settore finanziario finalizzate a favorire l’accesso al credito delle imprese associate;
  • Non costituisce esercizio di agenzia in attività finanziaria la promozione e il collocamento di contratti relativi alla concessione di finanziamenti o alla prestazione di servizi di pagamento da parte dei promotori finanziari iscritti nell’albo (art. 31 del D.Lgs. n. 58/1998) effettuate per conto del medesimo soggetto abilitato che ha conferito loro l’incarico di promotore finanziario, purché i finanziamenti o i servizi di pagamento siano volti a consentire agli investitori di effettuare operazioni relative a strumenti finanziari;
  • Non costituisce esercizio di agenzia in attività finanziaria la promozione e il collocamento di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma da parte degli agenti di assicurazione regolarmente iscritti nel Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi (articolo 109, comma 2, lettera a), del D.Lgs. n. 209/2005), su mandato diretto di banche ed intermediari finanziari previsti dal titolo V del TUB.

Per l’esercizio dell’attività di incasso di fondi su incarico di soggetti autorizzati alla prestazione di servizi di pagamento non è necessaria l’iscrizione nell’Elenco degli Agenti in attività finanziaria, a condizione che detta attività sia svolta sulla base di un contratto di esternalizzazione, che ne predetermini le modalità di svolgimento, abbia carattere meramente materiale e in nessun caso sia accompagnata da poteri dispositivi.

I soggetti che svolgono esclusivamente la prestazione dei servizi di pagamento devono iscriversi nella sezione speciale dell’elenco.

Requisiti per l’iscrizione all’Albo

I requisiti richiesti per l’iscrizione all’Albo degli Agenti o mediatori creditizi delle persone fisiche sono:

  • Cittadinanza italiana o di uno stato UE o di uno stato diverso secondo le disposizioni dell’articolo 2 D.Lgs. n. 286/1998;
  • Domicilio in Italia;
  • Possesso dei requisiti di onorabilità ai sensi dell’articolo 109 TUB;
  • Titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di un corso di durata quinquennale ovvero quadriennale integrato dal corso annuale previsto per legge, o un titolo di studio estero ritenuto equipollente a tutti gli effetti di legge;
  • Frequenza di un corso di formazione professionale nelle materie rilevanti nell’esercizio dell’agenzia in attività finanziaria;
  • · superamento dell’apposita prova d’esame indetta dall’Organismo, volta ad accertare il possesso di un’adeguata conoscenza in materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecniche.
  • Possesso di una casella di posta elettronica certificata e di una firma digitale con lo stesso valore legale della firma autografa ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e relative norme di attuazione.

E’ necessaria altresì la stipula di una polizza di assicurazione di responsabilità civile per i danni arrecati nell’esercizio dell’attività derivanti da condotte proprie o di terzi del cui operato l’agente risponde a norma di legge.

La prova di esame da promotore finanziario

L’esame (o prova valutativa) per diventare promotore finanziario è organizzata dall’Organismo della tutela dell’Albo dei Promotori Finanziari.

L’esame è composto da 60 domande a risposta multipla per una durata di 85 minuti e per ogni domanda sono previste quattro risposte multiple. A 40 delle 60 domande (28 teoriche e 12 pratiche) sono assegnati 2 punti per ogni risposta giusta; le restanti 20 domande (anch’esse teoriche) un solo punto. 
Il totale dei punti ottenibili è 100 e l’esame risulta superato se si forniscono almeno 80 risposte giuste.

L’esame viene svolto online, ad ogni partecipante viene assegnato un computer e l’esito viene comunicato appena conclusa la prova.

Per la prova sono previste in tre sessioni all’anno e i quesiti vengono estratti in maniera casuale fra i 5 mila possibili e consultabili sul sito dell’Organismo.

Promotore finanziario: disciplina Iva

L’attività economica tipica del promotore è l’intermediazione di strumenti finanziari e di strumenti di investimento per conto di un intermediario abilitato (Banca, SIM, SGR), da cui percepisce una provvigione, quale corrispettivo della propria prestazione. Oltre all’attività principale, il promotore finanziario svolge anche altre attività, quali, ad esempio:

  • Attività di intermediazione nell’accensione di conti correnti o nella custodia e amministrazione di strumenti finanziari;
  • Attività di segnalazione di potenziali clienti.

L’attività caratteristica del promotore finanziario è, ai fini Iva, esente, sotto un duplice profilo:

  • Ai sensi dell’articolo 10, comma 1, n. 4 del DPR n. 633/72, sono esenti Iva le operazioni relative ad azioni, obbligazioni o altri titoli e strumenti finanziari; l’esenzione si rende applicabile proprio per le specifiche operazioni elencate nella norma;
  • Ai sensi dell’articolo 10, comma 1, n. 9 del DPR n. 633/72, sono esenti Iva anche le operazioni di mandato, mediazione e intermediazione relative ai medesimi titoli, in quanto seguono il medesimo trattamento fiscale previsto per le operazioni cui si riferiscono.

Quindi, le provvigioni percepite dal promotore finanziario, per l’attività caratteristica di intermediazione o agenzia per conto di un intermediario abilitato di prodotti di natura finanziaria, sono esenti Iva.

L’esenzione ha una portata oggettiva, in quanto è applicabile solo alle specifiche operazioni contenute negli articoli citati, relativi all’attività del promotore finanziario.

L’esenzione, quindi, riguarda solo l’attività caratteristica, non potendo estendersi anche ad altre operazioni (ad esempio l’attività di intermediazione nell’accensione di conti correnti o mutui), che, quali servizi generici sono imponibili Iva, ad aliquota ordinaria.

Fatturazione delle provvigioni

Maturata la provvigione, al momento del pagamento del corrispettivo da parte dell’intermediario, ovvero, anche di un suo acconto, il promotore finanziario è tenuto ad emettere fattura.

L’emissione della fattura è un adempimento obbligatorio a carico del promotore finanziario, tuttavia, lo stesso può conferire incarico al proprio intermediario affinché predisponga le fatture, in suo nome e per suo conto, per l’attività svolta. Si tratta della cosiddetta “fatturazione su incarico“.

Ritenute di acconto

L’intermediario abilitato è tenuto a operare la ritenuta di acconto al momento del pagamento delle provvigioni. L’aliquota della ritenuta è pari al 23% ed è commisurata al 50% dell’ammontare delle provvigioni corrisposte. Ad esempio, nel caso di provvigioni di €. 5.000, la ritenuta d’acconto, calcolata su €. 2.500 è pari a €. 575.

Se il promotore finanziario dichiara al proprio intermediario che nell’esercizio della propria attività si è avvalso, in via continuativa dell’opera di collaboratori o dipendenti, la ritenuta è commisurata al 20% dell’ammontare delle provvigioni.

La dichiarazione in esame, per la richiesta di riduzione dell’applicazione della ritenuta d’acconto deve essere inviata, per ciascun anno solare, entro il 31 dicembre dell’anno precedente.

L’intermediario obbligato al versamento delle ritenute d’acconto effettuate sulle provvigioni pagate nell’anno, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, è tenuto ad inviare al promotore finanziario la certificazione delle provvigioni erogate e delle ritenute d’acconto trattenute e versate nell’anno precedente.

Tale certificazione consente al promotore di scomputare dalla propria dichiarazione dei redditi gli importi delle ritenute che l’intermediario ha dichiarato di aver versato.

Imposta di bollo

Sulle fatture esenti e di importo superiore a €. 77,47 si è tenuti ad applicare una marca da bollo da €. 2,00, al fine di assolvere l’imposta di bollo, che è un’imposta alternativa all’Iva. Per le fatture cartacee, l’imposta di bollo si assolve mediante apposizione del contrassegno autoadesivo rilasciato dagli intermediari dell’Agenzia delle Entrate.

Per le fatture elettroniche, invece, l’imposta di bollo deve essere assolta in modo virtuale, ossia, mediante il versamento con modello F24. Deve essere utilizzato il codice tributo “2505“, presentando all’Agenzia delle Entrate una comunicazione per indicare il numero di documenti che si prevede di emettere nell’anno.

Entro il mese di gennaio dell’anno successivo, si comunica il numero effettivo dei documenti emessi nell’anno precedente, con il versamento del conguaglio, se è dovuta l’imposta di bollo, o viceversa, richiesta di rimborso o compensazione.

Esempio di fattura

Mario Bianchi
Via Roma,15
Roma
P.Iva 0123444111

Fatturare a:
Gamma SIM
Via Nazionale, 7
Bologna

Fattura n. 1 del 01/04/nn

Descrizione: Provvigioni maturate nel periodo 01/01/nn al 31/03/nn.

“operazione esente Iva ex art. 10, comma 1, n. 9 DPR n. 633/72

Importo €. 5.000

Enasarco €. 337,50

Ritenuta di acconto 23% €. 575

Totale fattura €. 4.807,50

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