Compilazione della fattura nel regime forfettario

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Compilazione della fattura per i soggetti che adottano il regime forfettario: le indicazioni obbligatorie, i riferimenti normativi da indicare e la compilazione numerica della fattura. 

La Legge n. 190/2014 (così come modificata dalla Legge n. 208/2015, articolo 1, commi da 111 a 113) ha introdotto un regime fiscale agevolato rivolto alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arte o professioni, in forma individuale (comprese le imprese familiari), che rispettano determinati requisiti.

Si tratta del c.d. “Regime forfettario“, che a partire dal dal 2016 è divenuto l’unico regime agevolato per i soggetti che intendono avviare una nuova attività.

Il regime ha come peculiarità la determinazione forfettaria del reddito imponibile, che viene poi tassato con un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap.

La tassazione avviene con aliquota fissata al 15%. Tuttavia, al verificarsi di alcuni requisiti può essere ridotta fino al 5%, per i primi cinque periodi di imposta).

Per chi volesse maggiori informazioni sui requisiti di accesso e i requisiti di permanenza nel regime, vi segnalo la nostra guida al regime forfettario, disponibile a questo link: Guida al regime forfettario.

In questo contributo andremo ad analizzare le modalità di compilazione della fattura per i contribuenti che adottano il regime forfettario, di cui alla Legge n. 190/2014.

Compilazione della fattura

Fattura in regime forfettario

Il regime forfettario ha il vantaggio di essere un regime fiscale semplificato, in quanto non vi sono obblighi di tenuta della contabilità, se non quello legato alla conservazione e numerazione delle fatture attive e passive emesse e ricevute.

Tuttavia, tra gli adempimenti dai quali il contribuente non è esonerato vi rientra la necessità di continuare ad emettere fattura per le operazioni attive poste in essere: sia per le cessioni di beni che per le prestazioni di servizi.

In fattura non deve essere addebitata l’Iva, in quanto il regime forfettario, è fuori dal campo di applicazione dell’Iva, e non si deve neppure applicare la ritenuta d’acconto.

Cassa professionale

In fattura è possibile inserire l’applicazione del contributo soggettivo dovuto alle Casse professionali di appartenenza dei professionisti, oppure l’applicazione della rivalsa del contributo previdenziale Inps alla gestione separata.

Infine, ricordiamo che deve essere apposta una apposita dicitura per rendere adotti i soggetti committenti che il prestatore adotta il regime forfettario.

Apposite annotazioni devono essere applicate anche in caso di effettuazione di cessioni di beni o prestazioni di servizi in ambito UE o extra-UE.

Reverse charge

Vale la pena soffermarsi sul fatto che il contribuente in regime forfettario è escluso dall’applicazione del c.d. “reverse charge interno“, ma è tenuto ad effettuare il “reverse charge” per le operazioni intracomunitarie che risultano essere territorialmente rilevanti in Italia, ai sensi del D.L. n. 331/93 e del DPR n. 633/72.

Per i contribuenti in regime forfettario non trova applicazione l’esclusione dall’effettuazione delle operazioni di cessione all’esportazione.

Compilazione della fattura in regime forfettario

Dopo aver visto gli elementi che caratterizzano la fattura in regime forfettario, andiamo a vedere, di seguito quali sono le modalità di compilazione della fattura.

Questo avendo riguardo di considerare che la fattura deve in ogni caso contenere tutti i dati previsti dall’articolo 21 del DPR n. 633/72, ai fini della sua validità.

Elementi essenziali della fattura

Gli elementi essenziali di una fattura in regime forfettario sono:

  • Data data di emissione – La data di emissione è sempre la data nella quale viene rilasciata la fattura al committente. La data deve prevedere l’indicazione di giorno mese e anno di emissione;
  • Numero progressivo – E’ il numero che identifica la fattura in modo univoco. Il numero è progressivo e annualmente deve essere ripresa da zero la numerazione;
  • Denominazione del soggetto emittente – Il soggetto che emette la fattura è tenuto ad indicarvi la ditta, nome e cognome, residenza o domicilio relativo alla sede dell’attività professionale o commerciale esercitata;
  • Numero di partita Iva del soggetto emittente – Il soggetto che emette la fattura deve inserire il proprio numero di partita Iva. Se la fattura viene emessa verso un soggetto estero, il numero della partita Iva deve essere accompagnato dal prefisso IT;
  • Denominazione del committente – Devono essere indicate la ditta, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente della prestazione;
  • Numero di partita Iva del committente – In caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, numero di identificazione Iva attribuito dallo Stato membro di stabilimento. L’emittente deve avere cura di verificare nell’archivio Vies, la corretta iscrizione della partita Iva;
  • Codice fiscale del committente – Nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, codice fiscale;
  • Natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto dell’operazione – Nella parte numerica della fattura devono essere indicati la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi oggetto dell’operazione. Ricordiamo che il professionista in regime forfettario ha facoltà di addebitare in fattura al committente il contributo previdenziale soggettivo (Cpa del 2% o del 4%), o la rivalsa relativa alla gestione separata Inps (4%);
  • Corrispettivo pattuito – Deve essere indicato il corrispettivo ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono.

Dicitura per fattura regime forfettario

Al fine di completare la compilazione della fattura in regime forfettario è necessario riportare la seguente dicitura:

Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014, così come modificato dalla Legge n. 208/2015, non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi del comma 67 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario

Imposta di bollo in fattura

Quando si emette una fattura in regime forfettario è necessario tenere presente che deve essere assolta l’imposta di bollo.

In particolare è dovuta l’applicazione del contrassegno relativo all’imposta di bollo di €. 2,00 se il compenso fatturato è superiore alla soglia di  €. 77,47.

In base all’articolo 6 del DPR n. 633/1972, l’Iva e l’imposta di bollo sono tra loro alternative.

Quindi, l’imposta di bollo deve essere assolta su tutte quelle fatture in cui non è assolta l’Iva (come nel caso del regime forfettario).

Per quanto riguarda il versamento dell’imposta di bollo da parte dei contribuenti in regime forfettario si rimanda a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 7/E/2008.

L’imposta di bollo, come detto, deve essere assolta mediante contrassegno telematico da applicare in fattura.

L’applicazione del contrassegno è a carico del soggetto emittente la fattura, tuttavia il costo del bollo, può essere addebito al soggetto committente direttamente in fattura.

Ricordo che l’assolvimento del bollo può essere effettuato anche in modo virtuale ed in tal caso sulla fattura deve essere riportata la seguente dicitura:

Imposta di bollo assolta in modo virtuale, ai sensi del D.M. 17/06/2014

Risultano essere esenti dall’applicazione del bollo, le fatture che riguardano acquisti intracomunitari di beni e servizi e quelle per le quali il soggetto, in regime forfettario risulta essere debitore di Iva.

Classico caso è quello del ricevimento di fatture intracomunitarie, per le quali deve essere assolta l’Iva con il meccanismo del reverse charge.

Regime forfettario: le operazioni estere

Andiamo adesso ad  analizzare le regole di fatturazione che i soggetti che adottano il regime forfettario sono tenuti ad osservare quando effettuano operazioni estere:

  • Sia per le operazioni intracomunitarie, e quindi per i relativi obblighi intrastat,
  • Sia per le operazioni estere verso operatori extra-UE. Di seguito tutte le varie casistiche possibili.

Cessione di beni in ambito UE

NEI CONFRONTI DI ALTRI OPERATORI ECONOMICI

Le operazioni estere riguardanti le cessioni di beni effettuate nei confronti di altri operatori UE, non sono qualificabili come operazioni intracomunitarie, ai sensi dell’articolo 41, comma 2, del D.L. n. 331/93.

Infatti, qualora il soggetto che aderisce al regime forfettario effettui la cessione di un bene verso un soggetto passivo Iva comunitario, la stessa è considerata come “cessione interna“, e per questo non deve essere applicata l’Iva.

La fattura conterrà la dicitura:

la seguente non costituisce cessione intracomunitaria, ai sensi dell’articolo 41, comma 2, del D.L. n. 331/93“,

e pertanto non dovrà essere presentato alcun modello Intrastat, per le cessioni di beni, relativamente a questo tipo di operazioni.

NEI CONFRONTI DI UN PRIVATO

Le operazioni estere riguardanti le cessioni di beni effettuate nei confronti di soggetti privati seguono le stesse regole previste per le cessioni effettuate verso gli operatori UE. Pertanto.

Anche in questo caso dovrà essere riportata la dicitura:

la seguente non costituisce cessione intracomunitaria, ai sensi dell’articolo 41, comma 2, del D.L. n. 331/93“,

e non dovrà essere presentato alcun modello Intrastat.

Esportazioni di beni

Per le operazioni estere di esportazione di beni il contribuente che aderisce al regime forfettario è tenuto ad osservare le regole disciplinate dal DPR n. 633/72 in tema di importazioni, esportazioni, ed operazioni assimilate.

In pratica, nel caso di esportazione di beni, il contribuente in regime forfettario deve procedere alla compilazione della fattura senza addebitare alcuna imposta.

Questo in quanto tale operazione risulta essere “non imponibile” Iva, ai sensi dell’articolo del DPR n. 633/72.

Prestazione di servizi in ambito UE ed Extra-UE

Per le operazioni estere riguardanti le prestazioni di servizi attivi e passivi operanti sia in ambito UE, che verso Paesi extra-UE, si rendono applicabili le disposizioni contenute nell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72.

Si tratta della normativa che disciplina la “territorialità” dei servizi generici resi dai contribuenti.

Nel caso in cui un contribuente in regime forfettario effettui una prestazione di servizi nei confronti di un committente avente sede in uno dei Paesi dell’Unione Europea dovrà effettuare la compilazione della fattura senza addebito di Iva.

Nella fattura riporterà al dicitura “Reverse charge“, o “inversione contabile“.

La stessa regola si rende applicabile anche nel caso in cui il committente sia un soggetto extracomunitario, sempre ai sensi dell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, avendo cura di indicare “operazione non soggetta” come annotazione obbligatoria.

Ricordo che, se la prestazione di servizi viene effettuata verso consumatori privati UE o extra-UE, l’operazione si considera assimilata ad una prestazione interna, per la quale non vi è applicazione dell’Iva.

In ogni caso, qualora la controparte della prestazione di servizi sia un soggetto passivo avente sede all’interno della comunità europea è obbligatorio, per il contribuente forfettario, compilare il modello intrastat, relativamente alle prestazioni di servizi rese o ricevute (Circolare n. 36/E/2010, Agenzia delle Entrate).

Di seguito una tabella riepilogativa con tutte le modalità relative alle operazioni estere dei contribuenti in regime forfettario:

Operazione effettuataDisciplina IvaModello IntrastatVersamento IVA entro 16 mese successivo
Cessioni di beniOperazione interna - No IvaNoNo
Acquisto di beni < €. 10.000Operazione come privato - Iva nel Paese del cedenteNoNo - Iva al momento dell'acquisto
Acquisto di beni > €. 10.000Operazione intracomunitaria in Reverse ChargeNoSi
Servizi resiOperazione intracomunitaria in Reverse ChargeSiNo
Servizi ricevutiOperazione intracomunitaria in Reverse ChargeSiSi

Per approfondire: Le operazioni estere nel regime forfettario

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