Descrizione dell’azienda nel business plan

Condivisioni

La fase della descrizione dell’azienda nella predisposizione del business plan. I punti chiave da inserire in questo step e le domande per realizzarlo al meglio. 

La realizzazione di un business plan avviene attraverso lo sviluppo di una serie di step, consecutivi e complementari tra loro, il primo di questi è l’executive summary, seguito dalla descrizione dell’azienda. Questo secondo step, che andremo ad approfondire in questo contributo rappresenta l’apertura del corpo centrale del business plan.

Questo secondo step, tenendo presente che il business plan generalmente deve essere composto tra le 30 e le 40 pagine, è formato da non più di 3 o 4 pagine, che hanno l’obiettivo di descrivere il tipo di organizzazione, a quale clientela si indirizza, la locazione e il raggio di azione, se locale, nazionale o internazionale dell’azienda.

L’organizzazione dell’azienda

Questo secondo step di realizzazione del business plan è volto ad identificare il nome e il tipo di organizzazione e danno una breve presentazione del concetto di business, oggetto dell’organizzazione. L’obiettivo è quello di mettere in evidenza gli obiettivi aziendali o della organizzazione, se cerca per esempio di conquistare parte della supply chain prendendo il controllo della catena o se vuole portare l’azienda a un certo livello per poi cederla a listino o a un concorrente.

Naturalmente questi obiettivi strategici vanno messi in evidenza e devono apparire realistici e raggiungibili. In pratica, attraverso questo step il business plan guida il lettore in una logica di progressione con l’obiettivo di creare una comprensione della visione aziendale rendendola tangibile.

I punti chiave nella descrizione dell’azienda

Questo è lo step con il quale il lettore entra nel percorso della strategia, capisce come funziona e quali sono state le decisioni che hanno portato l’organizzazione cui si trova. E’ bene partire dal passato mettendo in evidenza le performance che hanno creato la struttura per gli sviluppi del futuro, facendo capire che lo stesso piano crea valore aggiunto sia all’organizzazione che al mercato.

Il modello da applicare è quello di dividere il documento in sezioni, mettendo in evidenza i seguenti paragrafi:

  • Il background;
  • Lo status corrente;
  • Le competenze;
  • Il piano futuro.

Il background

Viene analizzata la storia dell’organizzazione dal momento della nascita, con la descrizione della forma di business, del luogo dove è localizzata, dei differenti traguardi raggiunti in termini di successo, delle crisi incontrate e di come sono state risolte. Se la descrizione riguarda una start-up, questa sezione deve esporre gli stage di sviluppo su cosa è stato fatto e quali sono le task da sviluppare per avviare l’iniziativa.

Lo status corrente

E’ l’esposizione dello status corrente, in cui si mostrano i punti di forza e gli ostacoli interni ed esterni, in cui viene fatta una breve introduzione relativa al mercato sia geografico (locale, nazionale e internazionale), sia demografico (riferito ad un gruppo di consumatori), sia psicologico (bisogni, stili di vita, trend, interessi), mettendo in evidenza il posizionamento del prodotto  o servizio sul mercato stesso. C’è una breve descrizione della parte operativa, ossia il sistema, le procedure e i metodi per convertire input in output.

Competenze

Devono essere descritte le competenze dell’organizzazione accennando a quelle manageriali e ai punti di forza, quali esperienze tecniche, di mercati specifici, servizi, tecnologie etc. Devono essere, inoltre, esposti i valori che hanno contribuito e definito il carattere dell’organizzazione orientandola per esempio al servizio per il cliente, al lavoro in team, al rispetto dell’individuo, dell’ambiente e della comunità alla quale appartiene.

Piano futuro

Si tratta l’esposizione dello scopo (cosa deve essere fatto), del piano di sviluppo del business plan, degli obiettivi (perché realizziamo questo piano), delle attività principali (completamento dei task principali del piano), e dei tempi e delle risorse occorrenti. Tutti insieme costituiscono il tracciato sul quale verranno sviluppate le varie task nel dettaglio. Questo passo finale è estremamente importante, è un flash che da al lettore la visione di quello che si vuole realizzare canalizzando la strategia in un piano di azioni ben dettagliato applicando tecniche di project management.

L’analisi SWOT

Nella realizzazione del business plan nell’ottica di trasmettere al lettore la visione strategica dell’organizzazione bisogna partire da dove l’azienda si trova al momento di partenza del progetto, ovvero, quali sono i suoi punti di forza e di debolezza nel suo mercato di riferimento e nei confronti dei suoi principali competitor. Per raggiungere questo obiettivo può essere determinante utilizzare l’analisi SWOT.

Swot

La SWOT analysis è uno strumento di pianificazione strategica, frequentemente usato nel mondo del marketing per valutare i punti di forza (Strenghts), di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto in una determinata fase del suo ciclo di vita, permettendo così di analizzare la strutturazione di un’idea fin dal momento in cui nasce da quatto diversi punti di vista.

I punti di forza e di debolezza sono fattori interni che possono creare o distruggere valore. Possono comprendere attività, abilità, o risorse che un’azienda ha a disposizione, paragonate a quelle dei suoi competitor. Possono essere misurate tramite valutazioni interne oppure benchmarking esterni.

Le opportunità e le minacce sono fattori esterni incontrollabili per l’azienda: questi al tempo stesso possono comportare la creazione o la distruzione del valore. Tali fattori vengono spesso riassunti con l’abbreviazione “PEST“: fattori Politici e Legali, Economici, Sociali e Demografici, Culturali, Tecnologici (Innovazione). Inoltre possono emergere dinamiche competitive dell’industria o dei mercati che possono rappresentare, di volta in volta, opportunità o minacce per l’impresa.

Ogni azienda deve cercare di adeguarsi costantemente ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente esterno. Il diagramma SWOT è uno strumento utile per analizzare le forze e le debolezze (interne) di un’azienda e le opportunità e minacce (esterne) che la circondano. Deve essere chiaro però che quest’analisi rappresenta solo un primo passo. Il lavoro più difficile è operare, all’interno dell’azienda, i cambiamenti necessari per restare al passo con l’evoluzione dell’ambiente esterno.

Domande chiave

A queste domande, da sottoporsi per la stesura della descrizione dell’organizzazione, vanno date risposte flash e dirette, che integrate tra loro aiutano a creare la descrizione dell’organizzazione.

  • Quando e dove è nata l’organizzazione?
  • Chi sono i fondatori?
  • Quali sono le opportunità con le quali hanno avviato l’iniziativa?
  • Qual’è la forma dell’organizzazione?
  • Dove è localizzata?
  • Come si è sviluppata l’attività in questo periodo?
  • Quali sono i maggiori traguardi raggiunti?
  • Quali sono le caratteristiche del prodotto o servizio?
  • Come funziona il processo operativo del prodotto/servizio?
  • Qual’è il vantaggio competitivo del processo operativo?
  • Qual’è il mercato dell’organizzazione?
  • Che cosa è attraente nel prodotto o servizio?
  • Quali sono le competenze guida dell’organizzazione?
  • In che area geografica si muove l’organizzazione?
  • Quali sono le principali caratteristiche che differenziano il prodotto/servizio?
  • Che sono le persone del top management e le figure principali nell’organizzazione? già esistono o sono ancora da individuare?
  • Quali sono le responsabilità principali del top management?
  • Qual’è il giro d’affari attuale?
  • Qual’è il piano di sviluppo futuro?
  • Cosa si intende per realizzare? Quali i vantaggi in termini di valore e competitività?
http://transferwise.7eer.net/c/279734/208336/3511 http://transferwise.7eer.net/c/279734/300531/3511 http://transferwise.7eer.net/c/279734/300522/3511

Check Also

redditi esenti

Redditi esenti da non inserire in dichiarazione: la guida

Quali sono i redditi esenti da imposizione Irpef? Quali redditi possono essere esclusi dalla dichiarazione …

metalli preziosi

Metalli preziosi: plusvalenza e monitoraggio fiscale

Le modalità di tassazione, ai fini delle imposte dirette, delle plusvalenze derivanti dalla cessione di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni