Regime speciale del “Mini One Stop Shop” (Moss)

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Le modalità di registrazione al regime speciale del “Mini One Stop Shop” da parte dei soggetti che effettuano attività di E-commerce indiretto, nei confronti di consumatori finali residenti in altri Paesi UE.

I soggetti che esercitano un’attività economia legata alla cessione di beni in E-commerce, attraverso il c.d. E-commerce indiretto, nei confronti di soggetti privati in paesi UE, devono tenere in considerazione la territorialità ai fini Iva di queste operazioni, la quale prevede che l’Iva sia imponibile nel Paese di residente del soggetto acquirente.

Questo particolare regime di territorialità fa si che il soggetto che esercita un’attività di E-commerce indiretto sia costretto ad identificarsi ai fini Iva in ogni Paese UE, ove è residente l’acquirente che acquista i prodotti. In alternativa, al fine di semplificare gli adempimenti è possibile aderire al regime speciale del “Mini One Stop Shop” (Moss). Questo regime consente di effettuare il versamento dell’Iva in modalità semplificata, e consente a tutti i commercianti online di semplificare gli adempimenti da porre in essere in queste fattispecie.

In questo contributo andremo ad analizzare le modalità di registrazione al regime  speciale del “Mini One Stop Shop” (Moss).

Regime speciale del Moss: chi può iscriversi

Possono registrarsi al regime speciale del Moss in Italia esclusivamente le seguenti categorie di soggetti:
  • soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dell’Unione europea, non stabiliti e non identificati in altri Paesi membri, ai fini dell’assolvimento degli obblighi Iva per i servizi digitali resi a clienti non soggetti passivi d’imposta domiciliati o residenti all’interno della UE, Italia compresa (articolo 74-quinquies, comma 1, del DPR n. 633/72);
  • soggetti passivi domiciliati o residenti in Italia, oppure ivi residenti che non abbiano stabilito il domicilio all’estero, identificati in Italia, ai fini dell’assolvimento degli obblighi Iva per i servizi digitali resi a clienti non soggetti passivi d’imposta domiciliati o residenti in altri Paesi UE (articolo 74-sexies, comma 1, del DPR n. 633/72);
  • soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dell’Unione europea in possesso di una stabile organizzazione in Italia; in caso di possesso di una stabile organizzazione anche in altri Paesi membri, l’opzione per registrazione al Moss in Italia non può essere revocata prima del termine del secondo anno successivo a quello del suo esercizio (articolo 74-sexies, comma 2, del DPR n. 633/72);

Soggetti in regime forfettario

I soggetti che operano in regime forfetario (di cui all’articolo 1, commi 56 e seguenti, della Legge n. 190/2014), con riferimento alle prestazioni di servizi, applicano alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti non residenti o rese ai medesimi le disposizioni in materia di territorialità previste dagli articoli 7-ter e seguenti del DPR n. 633/72 (articolo 1, comma 58, lettera d) della Legge n. 190/2014). Di conseguenza, nell’ipotesi di servizi elettronici resi nei confronti sia di soggetti passivi d’imposta (B2B) sia di privati consumatori comunitari (B2C), tali operazioni devono essere assoggettate ad Iva nel luogo ove il committente è stabilito, ovvero ha il domicilio o la residenza.

Pertanto, anche laddove tali operazioni siano rese nell’ambito del regime agevolato, l’Iva relativa all’operazione è assolta:

  • Nei rapporti B2B, dal committente nel proprio Paese, essendo l’operazione “fuori campo Iva” in Italia;
  • Nei rapporti B2C, ai fini del corretto assolvimento degli obblighi Iva, il prestatore è tenuto ad identificarsi in ciascuno Stato membro in cui presta tali servizi oppure, in alternativa, può avvalersi del regime speciale del Moss.

La procedura di registrazione

La registrazione al Moss, avviene esclusivamente, in via diretta ed elettronica, attraverso le funzionalità rese disponibili sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate. In particolare:
  • I soggetti passivi domiciliati nel territorio dello Stato o ivi residenti che non abbiano stabilito il domicilio all’estero, identificati ai fini Iva in Italia, nonché i soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea che dispongono di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, utilizzano le funzionalità ad essi rese disponibili, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, previo inserimento delle proprie credenziali personali;
  • I soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non stabiliti né identificati in alcuno Stato membro, che scelgono di identificarsi in Italia, richiedono la registrazione compilando un modulo on line disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione a libero accesso redatta in lingua inglese. L’Agenzia, per il tramite del Centro Operativo di Venezia, effettuate le necessarie verifiche, comunica al richiedente, via mail, al fine di completare il processo di registrazione:
    • Il numero di identificazione Iva attribuito;
    • Il codice identificativo per l’accesso ai servizi telematici dell’Agenzia;
    • La password di primo accesso e le prime quattro cifre del codice PIN, unitamente alle istruzioni per accedere alle funzionalità, esposte in lingua inglese.

Cause di esclusione dal regime speciale

L’esclusione dal regime speciale è disposta quando il soggetto passivo:

  • Comunica di non fornire più servizi digitali;
  • Si presume che abbia cessato l’attività di fornitura di servizi digitali;
  • Non soddisfa più i requisiti richiesti per il regime speciale;
  • Persiste a non osservare le disposizioni che disciplinano il regime speciale.

Esonero dagli obblighi formali Iva

I soggetti registrati al Moss, per i servizi digitali resi a “privati consumatori“, sono esonerati dagli obblighi di cui al Titolo II del DPR n. 633/72 (es. fatturazione, registrazione, ecc.) (articolo 74-quinquies, comma 2, del DPR n. 633/72). Nello specifico, la dispensa dagli obblighi in esame si riferisce:
  • Ai soggetti extra-UE, per i servizi digitali resi a privati consumatori stabiliti nella UE;
  • Ai soggetti italiani, per i servizi digitali resi a privati consumatori stabiliti in altri Paesi UE;
  • Ai soggetti UE o extra-UE registrati in altro Paese UE, per i servizi digitali resi a privati consumatori stabiliti in Italia.

Con il D.M. 27.10.2015 è stato previsto l’esonero anche dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi relativi ai servizi digitali resi a privati consumatori italiani (articolo 7, comma 2, del D.Lgs. n. 42/2015).

Dichiarazione Iva trimestrale

I soggetti registrati al regime speciale del Moss sono tenuti a presentare una dichiarazione per ciascun trimestre dell’anno solare, anche nell’ipotesi in cui non abbiano prestato servizi digitali. La dichiarazione, da trasmettere per via telematica entro il giorno 20 del mese successivo al trimestre di riferimento, deve contenere (articolo 74-quinquies, comma 6, e 74-sexies, comma 4, del DPR n. 633/72):

  • Il numero di identificazione;
  • L’ammontare delle prestazioni di servizi digitali effettuate nel trimestre di riferimento, distintamente per ciascuno Stato membro di domicilio o di residenza dei clienti e suddiviso per aliquote, al netto dell’Iva;
  • Le aliquote applicate in relazione allo Stato membro di domicilio o di residenza dei clienti;
  • L’ammontare dell’Iva, suddiviso per aliquote, spettante a ciascuno Stato membro di domicilio o di residenza dei clienti;
  • Per i soggetti che dispongono di stabili organizzazioni in altri Paesi membri:
    • L’ammontare dei servizi digitali resi tramite una stabile organizzazione in ciascuno Stato membro, diverso da quello in cui quest’ultima è localizzata e in cui clienti hanno il domicilio o la residenza;
    • Il numero individuale di identificazione Iva o il numero di registrazione fiscale della stabile organizzazione stessa.

Per i servizi digitali il cui corrispettivo è fissato in una valuta diversa dall’euro, la dichiarazione trimestrale deve essere compilata utilizzando il tasso di cambio pubblicato dalla BCE: l’ultimo giorno del trimestre di riferimento, ovvero, in mancanza il primo giorno successivo di pubblicazione.

Il modello di dichiarazione

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 56191/2015 ha stabilito che la dichiarazione trimestrale deve essere compilata sulla base dello schema:

  • Di cui all’allegato C, per i soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non stabiliti né identificati in alcuno Stato membro;
  • Di cui all’allegato D, per i soggetti passivi domiciliati nel territorio dello Stato o ivi residenti che non abbiano stabilito il domicilio all’estero, identificati ai fini Iva in Italia, nonché i soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea che dispongono di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato.
I soggetti registrati al MOSS, entro il termine di presentazione della dichiarazione, effettuano il versamento dell’imposta dovuta in base alla dichiarazione stessa (art. 74-quinquies, comma 9, del DPR 633/72).

Modalità di versamento dell’Iva

L’imposta deve essere versata (articolo 1, comma 1, del D.M. 30 aprile 2015):
  • Con addebito sul proprio conto aperto presso un intermediario della riscossione convenzionato con l’Agenzia delle Entrate. Le somme riscosse sono trasferite giornalmente sulla contabilità speciale aperta presso la tesoreria statale, intestata all’Agenzia delle Entrate. Nella richiesta di addebito inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite il portale Moss, l’operatore deve indicare:
    • Il codice IBAN del conto;
    • Il numero di riferimento unico della dichiarazione a cui si riferisce il versamento;
  • Nel caso in cui l’operatore non disponga del conto aperto presso un intermediario della riscossione convenzionato con l’Agenzia delle Entrate, mediante bonifico da accreditare su un’apposita contabilità speciale aperta presso la tesoreria statale, intestata all’Agenzia delle Entrate, secondo le istruzioni fornite dalla medesima Agenzia tramite il portale Moss. Nella causale del bonifico è indicato il numero di riferimento unico della dichiarazione a cui si riferisce il versamento.

Non è prevista la possibilità: di effettuare il pagamento tramite modello F24; di utilizzare eventuali crediti d’imposta in compensazione orizzontale.

Versamenti in eccesso

Nell’ipotesi in cui:

  • L’Italia, Stato membro di identificazione, rilevi un versamento eccedente rispetto a quanto dichiarato dal contribuente nella dichiarazione trimestrale, l’Agenzia delle Entrate rimborsa l’eccedenza di versamento entro 30 giorni dalla data di ripartizione. Laddove non fosse possibile abbinare il versamento in base al numero di riferimento unico della dichiarazione indicato dal soggetto passivo, l’intero importo riscosso è rimborsato entro 30 giorni sul conto indicato dal soggetto passivo;
  • L’Italia, Stato membro di consumo, rilevi, in seguito ad un controllo automatico, un versamento eccedente rispetto a quanto dovuto dal contribuente, l’Agenzia delle Entrate comunica, per via elettronica, allo Stato membro di identificazione, l’importo del rimborso già effettuato e del rimborso di competenza dello Stato membro di identificazione;
  • L’Italia, Stato membro di identificazione, riceva da uno Stato membro di consumo l’avviso che al contribuente è stata rimborsata una quota-parte di imposta versata, ma non dovuta, con la conseguenza che la restante quota-parte deve essere rimborsata dallo Stato membro di identificazione, l’Agenzia delle Entrate comunica, per via elettronica, allo Stato membro di consumo, l’importo del rimborso erogato.
Sulle somme rimborsate si applicano gli interessi nella misura del 2% annuo, con decorrenza dal trentunesimo giorno successivo alla data:
  • Di ripartizione, nel primo caso;
  • Di conclusione del controllo automatico, nel secondo caso;
  • Di ricevimento della comunicazione elettronica dello Stato di membro consumo, nel terzo caso.

Documentazione da conservare

I soggetti registrati al regime speciale del Moss conservano un’idonea documentazione delle relative operazioni fino alla fine del decimo anno successivo a quello di effettuazione delle medesime (articolo 74-quinquies, comma 10, del DPR n. 633/72).

La forma e il contenuto della documentazione oggetto di conservazione non hanno carattere discrezionale. Per essere considerata sufficientemente dettagliata, la documentazione conservata dal soggetto passivo deve contenere le seguenti informazioni:
  • Lo Stato membro di consumo in cui il servizio è prestato;
  • Il tipo di servizio prestato;
  • La data della prestazione del servizio;
  • La base imponibile con l’indicazione della valuta utilizzata;
  • Eventuali aumenti o riduzioni successivi della base imponibile;
  • L’aliquota Iva applicata;
  • L’importo dell’Iva esigibile con l’indicazione della valuta utilizzata;
  • La data e l’importo dei pagamenti ricevuti;
  • Gli eventuali acconti ricevuti prima della prestazione del servizio;
  • In caso di emissione di fattura, le informazioni riportate nella stessa;
  • Il nome del destinatario, se noto al soggetto passivo;
  • Le informazioni utilizzate per determinare il luogo in cui il destinatario è stabilito o ha l’indirizzo permanente o è abitualmente residente.
La documentazione oggetto di conservazione è fornita, su richiesta, all’Amministrazione finanziaria e alle Autorità fiscali degli Stati membri al cui interno le operazioni sono state effettuate.

Le informazioni che deve contenere la documentazione devono essere registrate dal soggetto passivo in modo tale da poter essere messe a disposizione per via elettronica tempestivamente e per ciascuna prestazione di servizi.

Divieto di detrazione e diritto di rimborso

Riguardo:
  • Ai soggetti passivi italiani registrati al Moss:
    • E’ vietato l’esercizio della detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti di beni/servizi effettuati in Italia, fatta eccezione per quelli relativi alle operazioni effettuate nell’ambito di attività non soggette al regime speciale;
    • E’ ammessa la detrazione dell’imposta sugli acquisti effettuati in altri Paesi membri, alla duplice condizione che l’operatore nazionale sia identificato ai fini Iva in tali Paesi e che i suddetti acquisti non siano relativi all’attività soggetta al regime speciale;
    • E’ ammesso il rimborso dell’Iva assolta sugli acquisti di beni/servizi effettuati in altri Paesi membri attraverso la procedura prevista dall’articolo 38-bis1 del DPR n. 633/72; quest’ultima, in particolare, si applica anche se, nel Paese di rimborso, sono stati resi servizi digitali ivi territorialmente rilevanti;
  • Ai soggetti passivi extra-UE registrati al Moss in Italia:
    • E’ vietato l’esercizio della detrazione per gli acquisti di beni/servizi effettuati in Italia;
    • E’ ammesso il rimborso dell’Iva assolta sugli acquisti di beni/servizi effettuati in Italia attraverso la procedura prevista dall’articolo 38-ter del DPR n. 633/72; quest’ultima, in particolare, si applica anche in assenza della condizione di reciprocità (attualmente ammessa per i rimborsi chiesti dai soggetti stabiliti in Svizzera, Norvegia e Israele) e anche se, in Italia, sono stati resi servizi digitali ivi territorialmente rilevanti.

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