Liquidazione Iva periodica: guida ai versamenti

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Periodicamente i soggetti passivi Iva sono tenuti a determinare la propria posizione Iva nei confronti dell’Erario (a debito o a credito). Questo avviene attraverso la liquidazione Iva mensile o trimestrale. Guida per la determinazione del versamento dell’Iva con periodicità mensile o trimestrale.

La liquidazione periodica dell’Iva è uno degli adempimenti più importanti, da un punto di vista contabile e fiscale, per imprese e professionisti.

Ogni mese o ogni trimestre, a seconda della periodicità, legata al volume di affari generato, i contribuenti sono chiamati a determinare il saldo periodico dell’Iva, per effettuare il versamento dell’Iva a debito all’Amministrazione finanziaria.

Con questa guida vi forniremo le informazioni indispensabili che vi consentiranno di effettuare in sicurezza la liquidazione periodica dell’Iva.

Troverete un esempio di liquidazione Iva, i codici tributo da utilizzare nel modello F24, le scadenze, e le indicazioni da riportare in dichiarazione Iva.

Siete pronti?! Si comincia!

Il funzionamento dell’Iva

Nella gestione ordinaria di aziende e professionisti vi sono fatture emesse ai clienti e fatture ricevute dai fornitori. In ognuno di questi documenti è presente un valore di imposta, l’Iva, che non è altro che una partita di giro.

Aziende e professionisti sono, infatti, soggetti passivi Iva, e non restano incisi dal tributo, come il consumatore finale. Aziende e professionisti, infatti, addebitano l’Iva in fattura ai clienti e pagano l’Iva ai propri fornitori.

L’Iva incassata è considerata “a debito” (deve essere riversata all’Erario), mentre quella pagata è considerata “a credito” (perché pagata ad un altro soggetto passivo, che la verserà all’Erario).

Periodicamente la normativa fiscale prevede che i soggetti passivi debbano effettuare il calcolo dell’Iva (somma algebrica tra Iva a debito e Iva a credito), al fine di versare all’Amministrazione finanziaria la differenza positiva dell’operazione (Iva a debito).

La formula da seguire è indicata di seguito:

Iva sulle vendite – Iva “detraibile” sugli acquisti = Iva da versare all’Erario

Possiamo affermare, quindi, che la differenza che in un certo periodo di tempo risulta tra l’Iva riscossa su tutte le vendite (Iva a debito) e l’Iva pagata su tutti gli acquisti (Iva a credito) costituisce l’ammontare dell’imposta da versare all’Amministrazione finanziaria.

E’ necessario prestare attenzione al fatto che nel calcolo dell’Iva a credito deve essere considerata soltanto l’Iva cosiddetta “detraibile”, in quanto esistono alcune operazioni Iva relative a beni e servizi che possono essere con Iva indetraibile (totalmente o parzialmente).

Questa regola è conosciuta come “deduzione di imposta da imposta” ed esprime il procedimento per il calcolo del saldo a debito dell’Iva.

Qualora l’Iva a debito risulti inferiore all’Iva a credito l’impresa determina un saldo a credito nei confronti dell’Erario e potrà dedurlo dall’eventuale liquidazione del periodo successivo.

La liquidazione Iva periodica

Il versamento dell’Iva attraverso le liquidazioni periodiche deve essere effettuato, ai sensi dell’articolo 18 del D.Lgs. n. 241/97, con periodicità mensile entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento.

Esistono però delle eccezioni per le quali è consentito fare la liquidazione trimestrale. 

In questo caso, il riferimento normativo è l’articolo 7 del DPR n. 542/99 (Risoluzione n. 15/E/2012) il quale prevede che le imprese e i professionisti che nell’anno di imposta precedente abbiano realizzato un volume di affari non superiore a:

  • €. 400.000 nel caso di prestazioni di servizi e
  • €. 700.000 nel caso di altre attività

possano optare per la liquidazione dell’Iva con cadenza trimestrale anziché mensile.

Nel caso, quindi, in cui il contribuente fosse stato trimestrale nell’anno di imposta precedente, ma avesse in tale periodo superato uno dei limiti suddetti, la sua periodicità di versamento dell’Iva diverrebbe mensile con primo versamento di imposta dell’anno successivo.

Versamento trimestrale dell’Iva

Il versamento derivante dalla liquidazione Iva trimestrale deve essere fatta entro il giorno 16 del secondo mese successivo a ciascuno dei tre trimestri solari (quindi 16 maggio per il primo trimestre, 16 agosto per il secondo trimestre e 16 novembre per il terzo trimestre, mentre la liquidazione del  quarto trimestre si effettua direttamente nella dichiarazione annuale). Quando il termine di versamento cade in giorno festivo o di sabato, il versamento può essere effettuato entro il giorno lavorativo immediatamente successivo.

La liquidazione Iva trimestrale comporta per il contribuente un aggravio di interessi nella misura dell’1% in fase di versamento. Ad esempio, il versamento dell’Iva del trimestre gennaio–febbraio-marzo deve avvenire entro il 16 maggio. Il quarto trimestre, tuttavia, verrà liquidato entro il 16 marzo (per i soggetti solari) ovvero in sede di presentazione della dichiarazione Iva annuale.

Ricordiamo che è comunque facoltà del contribuente scegliere la liquidazione mensile anche se ricorrono i presupposti per effettuare la liquidazione Iva trimestrale.

Trimestrali speciali

Infine, esiste una categoria detta dei “trimestrali speciali” che, indipendentemente dal volume di affari, possono optare per i versamenti con periodicità trimestrale. Rientrano in questa categoria gli esercenti impianti di distribuzione di carburante per uso autotrazione e gli autotrasportatori per conto terzi iscritti nell’apposito albo di cui alla Legge n.298/74.

Esempio di liquidazione Iva

Totale fatture emesse = imponibile €. 6.000,00 + Iva (22%) €. 1.320,00;

Totale fatture acquisti: imponibile €. 5.000,00 + Iva (22%) €. 1.100,00;

Iva da versare = 1.320-1.100 = €. 220.

Qualora, invece, l’Iva a debito sia inferiore alla somma dell’Iva a credito, la differenza può essere utilizzata per compensare le posizioni debitorie dei periodi successivi.

La detrazione dell’Iva

In linea generale, il contribuente ha  diritto a portare in detrazione (cioè a sottrarre dall’Iva dovuta) l’Iva relativa agli acquisti effettuati, purché siano soddisfatte determinate condizioni:

  • I beni o i servizi acquistati devono essere pertinenti o rilevanti rispetto all’attività esercitata dal contribuente (rispetto del principio dell’inerenza);
  • L’Iva deve essere esposta distintamente in fattura e la stessa fattura deve essere stata registrata nel registro Iva acquisti;
  • L’acquisto non deve rientrare nei casi di indetraibilità totale o parziale ai fini Iva stabiliti dalla legge (ad esempio spese per: auto, telefonia, vitto e alloggio, etc).

Il versamento dell’Iva non è dovuto se l’importo calcolato a debito nelle liquidazioni mensili o trimestrali non è superiore a €. 25,82, in tal caso, il debito deve essere portato in avanti e computato nella liquidazione successiva. In sede di dichiarazione annuale, tale importo si riduce, infatti non è dovuto alcun versamento se l’importo a debito è inferiore a €. 10,33 (per effetto degli arrotondamenti effettuati in dichiarazione diventa €. 10,00).

Il DPR n. 435/2001 (regolamento sulle semplificazioni) ha previsto che i contribuenti, a decorrere dalle liquidazioni del 2002 (siano mensili o trimestrali), non sono più tenuti ad annotare gli elementi necessari per il calcolo dell’imposta in una apposita sezione dei registri delle fatture o dei corrispettivi. Il contribuente dovrà però comunque essere in grado di fornire, in caso di controllo da parte dell’Amministrazione Finanziaria, gli elementi in base ai quali ha effettuato la liquidazione periodica. Viene anche meno:

  • L’obbligo di riportare nel registro degli acquisti il credito Iva risultante dalla dichiarazione annuale e portato in detrazione per l’anno successivo;
  • L’obbligo di effettuare l’annotazione degli estremi del versamento dell’imposta, relativa ai singoli periodi di liquidazione, sul registro delle fatture.

L’acconto Iva

La determinazione dell’Iva a credito deve essere effettuata attraverso il registro Iva acquisiti, mentre la determinazione dell’Iva a debito è determinata attraverso il registro Iva delle vendite oppure attraverso il registro dei corrispettivi di vendita.

A fine anno l’Erario chiede un anticipo dei versamenti IVA dovuti per la chiusura dell’anno fiscale attraverso il versamento di una percentuale dell’importo dovuto per il mese di dicembre dell’anno precedente (contribuenti mensili), ovvero dell’importo dovuto con la dichiarazione annuale dell’anno precedente (contribuenti trimestrali) da effettuare entro il 27 dicembre.

La percentuale può variare di anno in anno sulla base di decreti appositi. Qualora il contribuente stimi che l’importo da versare per la liquidazione di dicembre o del quarto trimestre o da dichiarazione sia inferiore rispetto a quanto calcolato sulla base dei periodi dell’anno precedente, può versare solo quanto previsto salvo in caso di errore incorrere nelle relative sanzioni.

Per approfondire: La determinazione dell’acconto Iva

Versamenti periodici IVA

I versamenti dell’Iva devono essere eseguiti utilizzando l’apposito modello F24. Il versamento periodico (mensile o trimestrale) dell’Iva a debito deve avvenire, come già detto, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento per i contribuenti mensili ed entro il giorno 16 del secondo mese successivo a quello di riferimento per i contribuenti trimestrali (eccetto per il versamento dell’acconto di Dicembre). 

La liquidazione del quarto trimestre ottobre-dicembre invece ha una particolarità in quanto si versa il 16 marzo, ad eccezione dei contribuenti Iva speciali che versano quest’utimo trimestre il 16 febbraio invece del 16 marzo (distributori di carburanti, medici o autotrasportatori). Il termine per il versamento è sempre prorogato al primo giorno lavorativo successivo quando ricade in un sabato o in un giorno festivo.

Per i contribuenti mensili i codici tributo da utilizzare vanno dal 6001 per la liquidazione Iva del mese di gennaio, al 6012 per la liquidazione Iva del mese di dicembre.

I codici tributo da utilizzare sono il codice 6031 per la liquidazione Iva del primo trimestre mentre il 6032 per il secondo trimestre e 6033 per il terzo trimestre. Il codice tributo 6034 invece sarà per il quarto trimestre.  Il versamento dell’acconto Iva invece segue regole diverse e si versa con il codice tributo 6035.

Se un versamento periodico non viene effettuato nei termini  è possibile sanare la situazione attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, che vi consentirà di versare l’Iva con sanzioni ridotte in base al tempo ed interessi di mora. Per maggiori informazioni: Ravvedimento operoso: omessi o ritardati versamenti

Registrazioni contabili

Vediamo ora come le imprese in contabilità ordinaria devono registrare la liquidazione periodica Iva. La prima operazione da effettuare è quella di girare i conti Iva vendite  e Iva acquisti al conto Iva c/Erario . Ipotizziamo la situazione seguente:

Vendite  e Iva Acquisti al conto Iva c/Erario . Ipotizziamo la situazione seguente:

Iva vendite €. 4.000 (Iva a debito);

Iva acquisti €. 1.000 (Iva a credito).

La scrittura contabile da effettuare è la seguente:

Iva vendite €. 4.000 (dare)

Iva c/erario €. 4.000 (avere)

Iva acquisti €. 1.000 (avere)

Iva c/erario €. 1.000 (dare)

Il conto Iva c/Erario evidenzia un debito di €. 3.000 relativo al periodo della liquidazione Iva.

Dichiarazione Iva

Una volta effettuata la liquidazione Iva periodica i contribuenti sono tenuti ad indicare i dati relativi alle liquidazioni periodiche negli appositi righi del quadro VH della dichiarazione Iva. I contribuenti mensili compileranno tutti i righi del quadro VH per ogni mensilità, riportando anche l’acconto Iva. I contribuenti trimestrali, invece, ai sensi dell’articolo 7 Decreto n. 542/99 devono indicare i dati relativi alle liquidazioni periodiche nei righi VH3, VH6, VH9 senza, pertanto, compilare il rigo VH12.

In questo caso l’Iva a debito o anche a credito maturata nell’ultimo trimestre dell’anno di imposta rientrerà nel calcolo della liquidazione Iva contenuta nella dichiarazione annuale. I contribuenti trimestrali, infatti, determinano l’Iva generata nell’anno senza considerare l’ultima liquidazione che rientra nel conto del saldo annuale, eventualmente da versare o da richiedere a rimborso. L’eventuale conguaglio deve essere indicato nel rigo VL32 se a debito o VL33 se Iva a credito.

Se l’importo dell’Iva dovuta non supera i €.25,82, comprensivo degli interessi dovuti dai contribuenti trimestrali, il versamento non deve essere effettuato ma indicato nella liquidazione periodica immediatamente successiva. Per i contribuenti trimestrali che versano l’Iva sono dovuti dei piccoli interessi che andranno indicati nel Rigo VL23 indicare in relazione alle prime tre liquidazioni periodiche comprensivi anche degli interessi per eventuali importi versati in ritardo con ravvedimento operoso.

I contribuenti Iva trimestrali che versano alla scadenza della dichiarazione unificata indicano  importi a debito versati della sezione Erario un unico importo comprensivo dell’Iva a titolo di conguaglio e degli interessi derivanti dalle liquidazioni trimestrali e anche gli interessi  dell’1 per cento e della maggiorazione dello 0,40% per il differimento.


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