Tassa sui rifiuti: parametri e modalità di calcolo

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Tassa sui rifiuti: come verificare il calcolo fatto dai Comuni. Occupanti e metri quadri le due variabili da monitorare per il calcolo della Tari. Tutte le informazioni utili per il calcolo della tassa sui rifiuti domestici.

Ogni Comune italiano applica sui contribuenti residenti nel suo territorio la tassa sui rifiuti. Essa serve a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. La normativa prevede che le tariffe debbano essere calcolate in modo tale da coprire integralmente i costi di investimento e di esercizio. Si tratta dei costi delle discariche, inclusi anche quelli sostenuti dopo la loro chiusura.

In pratica la gestione dei rifiuti solidi urbani comprende il trasporto, la raccolta, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati. In pratica siamo di fronte ad un servizio di pubblico interesse dal quale nessuno può esimersi dal prelievo. Il Calcolo della tassa sui rifiuti viene effettuato direttamente da ogni comune, ed inviato al domicilio del contribuente.

In questo contributo andremo ad analizzare i presupposti, le modalità di calcolo e di pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti solidi urbani per utenze domestiche.

Tassa sui rifiuti: il presupposto

Il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte, a qualsiasi usi adibiti, suscettibili di produrre rifiuti solidi urbani. Quello che rileva per la norma è quindi la suscettibilità a produrre rifiuti, indipendentemente dal fatto che vi sia un effettivo utilizzo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Vi sono, però, superfici escluse per legge come le aree scoperte pertinenziali o accessorie ai locali tassabili, parcheggi ed aree verdi. Sono invece tassabili le aree scoperte operative delle aziende, quali i magazzini a cielo aperto. Sono parimenti escluse le aree scoperte pertinenziali o accessorie delle abitazioni, come i balconi, le terrazze scoperte, i posti auto scoperti, i cortili, ed i giardini. L’esclusione opera anche per le aree comuni condominiali, a condizione che non siano detenute od occupate in via esclusiva (androni, scale stenditoi, etc).

Sono escluse le superfici non suscettibili di produrre rifiuti e quelle per le quali vi è l’obbligo di provvedere autonomamente allo smaltimento dei rifiuti, come quelle ove si producono continuativamente rifiuti speciali non assimilati. Infine, sono sottoposte a tassazione le aree destinate in modo temporaneo e non continuativo ad attività quali mercati ambulanti, fiere, mostre ed attività similari.

Soggetti tenuti al pagamento

La tassa sui rifiuti è dovuta da chiunque possieda o detenga i locali e le aree assoggettabili, ed in caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento. La normativa precisa che in caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi, nello stesso anno solare, la Tari è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree, a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie. Quindi, negli affitti transitori che restano al di sotto di sei mesi (come il caso delle locazioni turistiche), è obbligato al pagamento solo il proprietario dell’immobile.

Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati, il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento della Tari dovuta per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.

Calcolo della tassa sui rifiuti

La tassa sui rifiuti è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare coincidente con un autonoma obbligazione tributaria ed è calcolata a giorni. La normativa prevede diverse modalità di determinazione delle tariffe. Il criterio normalmente seguito è quello stabilito dal DPR n. 158/99, ovvero il c.d. “metodo normalizzato“, che prevede per le utenze domestiche, una tassazione sia in base alla superficie occupata che in base al numero degli occupanti.

Il calcolo della Tari è sicuramente la questione che più interessa tutti i contribuenti. Il punto di partenza per il calcolo è la considerazione che la tassa è direttamente proporzionale alla superficie calpestabile dell’immobile. Tale superficie è individuabile facendo un’apposita visura al catasto dei fabbricati. Su tutti gli immobili a destinazione abitativa l’Agenzia delle Entrate ha inserito in visura l’indicazione della superficie catastale utile ai fini Tari.

Ogni proprietario ha, quindi, a disposizione nella visura la superficie utile ai fini del calcolo del tributo. Naturalmente la stessa informazione è a disposizione anche dei Comuni, che provvedono ad effettuare il calcolo della tassa per i contribuenti.

Anche se non è stato ancora previsto un criterio di misurazione dei rifiuti effettivamente prodotti, di norma versano di più i contribuenti che vivono in case di dimensioni maggiori e il cui nucleo familiare è più numeroso. I comuni devono, inoltre, seguire la regola europea seconda la quale la tassa deve coprire integralmente i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Parte e parte variabile

Partendo dalla superficie catastale, la Tari si ottiene con un calcolo che prevede l’applicazione di una tariffa fissa, e di una tariffa variabile, come di seguito indicato:

  • Tariffa fissa – Si determina moltiplicando la superficie calpestabile dell’immobile per il coefficiente stabilito ogni anno dal Comune;
  • Tariffa variabile – Si determina in relazione al numero dei soggetti occupanti l’immobile ad uso abitativo.

Questo metodo di calcolo è valido sia per gli immobili ad uso abitativo che per gli immobili commerciali. Ogni Comune stabilisce annualmente diversi coefficienti di calcolo per ogni categoria di immobili, relativi ad utenze domestiche e non domestiche. Vi consigliamo di verificare annualmente sul sito del vostro Comune, la delibera di approvazione di queste aliquote.

Tari giornaliera

L’occupazione di suolo pubblico a qualsiasi titolo da luogo all’applicazione della Tari giornaliera. Le aree occupate dagli ambulanti del mercato settimanale, ma anche quelle relative alle varie sagre di paese, sono tutte assoggettate a tassa. La tariffa giornaliera è commisurata ai metri quadri di superficie occupata e ai giorni. Per la misura si considera la tariffa annuale della categoria di appartenenza rapportata al giorno e maggiorata di una percentuale stabilita dal regolamento, che non superi il 100%.

Modalità di pagamento

Per quanto riguarda le modalità di pagamento della tassa sui rifiuti, ogni singolo Comune è chiamato ogni anno ad inviare direttamente a casa dei contribuenti i modelli di pagamento della tassa già precompilati con gli importi dovuti con le scadenze di pagamento previste dal Comune (ogni Comune decide autonomamente le proprie). Possono esserci due tre o quattro rate annuali, ferma restando la possibilità per il contribuente di pagare l’intero importo dovuto in un unica soluzione.

Le modalità di pagamento della Tari possono essere:

  •  Il bollettino postale;
  •  Il modello F24.

Codici tributo

L’Agenzia delle Entrate con le Risoluzioni n. 45/E, 46/E e 47/E del 24 aprile 2014 ha individuato gli specifici codici tributo da utilizzare i versamenti tramite modello F24 per la Tari. I codici tributo da utilizzare per il versamento della Tassa sui rifiuti sono i seguenti:

  • Codice tributo 3944 – Tari: tassa sui rifiuti – articolo 1, comma 639, Legge n. 147/2013;
  • Codice tributo 3945  – Tari: Interessi – articolo 1, comma 639, Legge n. 147/2013;
  • Codice tributo 3946 – Tari: Sanzioni – articolo 1, comma 639, Legge n. 147/2013.

Compilazione modello F24

I suddetti codici tributo devono essere esposti nella “Sezione Imu e altri tributi locali” facendo attenzione a riportare le seguenti indicazioni di compilazione:

  • Nello spazio “codice ente/codice comune“, indicare il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, reperibile nella tabella pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it;
  • Nello spazio “Ravv.“, barrare se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • Nello spazio “numero immobili“, indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre);
  • Nello spazio “rateazione/mese rif.”, indicare il numero della rata nel formato “NNRR” dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. Si precisa che, in caso di pagamento in un’unica soluzione, il campo è valorizzato con “0101”;
  • Nello spazio “anno di riferimento“, indicare l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “Ravv.” indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.

La dichiarazione Tari

Sotto il profilo dichiarativo, la tassa sui rifiuti, facendo parte della Iuc, si rende applicabile la regola generale che prevede la presentazione della dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettate al tributo. Si tratta, però di termine modificabile con regolamento comunale. Per questo è opportuno verificare il termine stabilito dai singoli Comuni.


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