Dispensa dagli adempimenti Iva: la procedura

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I soggetti passivi che effettuano le operazioni esenti da Iva, ex articolo 10 del DPR n. 633/72, possono optare per la dispensa dagli adempimenti e dagli obblighi di fatturazione e di registrazione. In questo modo rinunciano al diritto alla detrazione dell’Iva, e sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione Iva annuale. Vediamo tutte le informazioni utili. 

La normativa in materia di Iva consente a taluni soggetti passivi di optare per la dispensa dagli adempimenti contabili di fatturazione e di registrazione. Questo ai sensi dell’articolo 36-bis del DPR n. 633/72. I soggetti passivi che effettuano le operazioni esenti da Iva possono, infatti, essere dispensati dagli obblighi di fatturazione e di registrazione.

Per esempio, la holding può optare per la separazione delle attività al ine di distinguere l’attività industriale da quella finanziaria, con imputazione specifica a ciascuna di esse dell’Iva relativa agli acquisti (Risoluzione n. 305/E/2008 Agenzia delle Entrate).

Gli obblighi di fatturazione e di registrazione permangono relativamente alle altre operazioni eventualmente poste in essere dal contribuente, ivi compreso l’obbligo di rilascio della fattura, se richiesta dal cliente.

Operazioni non agevolate

L’agevolazione in esame non si applica a determinate operazioni esenti, ossia alle:

  • Cessioni di oro da investimento (articolo 10, comma 1, n. 11 DPR n. 633/72);
  • Prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione (articolo 10, comma 1, n. 18 DPR n. 633/72);
  • Prestazioni di ricovero e cura (articolo 10, comma 1, n. 19 DPR n. 633/72).

Dispensa dagli adempimenti: divieto di detrazione

Optando per la dispensa dagli adempimenti, non è possibile per il soggetto passivo esercitare la detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti e sulle importazioni (articolo 36-bis, comma 2, del DPR n. 633/72). In pratica, si presume che tutti i beni/servizi acquistati o importati siano riferibili all’attività esente, con la conseguente totale indetraibilità dell’imposta. La dispensa sarà, pertanto, richiesta soltanto qualora:

  • Le operazioni imponibili effettuate siano di trascurabile rilevanza;
  • In caso contrario, previa opzione per la separazione delle attività, imponibile ed esente (R.M. 29.12.90 n. 450565).

Regime di esenzione nella fase di rivendita dei beni

L’indetraibilità che deriva dalla dispensa dagli adempimenti, avendo natura speciale rispetto al generale divieto di detrazione, legittima la lettura in chiave formale della norma di esenzione prevista per la rivendita di beni con Iva integralmente indetraibile (articolo 10, n. 27-quinquies del DPR n. 633/72). Di conseguenza, devono essere assoggettate a Iva le cessioni di beni per i quali, a monte, abbia trovato applicazione il divieto di detrazione conseguente all’opzione per il regime agevolato.

Il divieto di detrazione risulta, infatti, connaturato ad uno specifico regime di tipo opzionale, attivabile cioè solo a seguito di un’esplicita scelta del soggetto passivo, sicché ne discende la diversa natura dell’indetraibilità, rispetto a quella che scaturisce dalle norme che regolano, in via ordinaria, il diritto di detrazione. La normativa Iva prevede già in modo specifico i casi in cui, in via derogatoria, opera la detassazione a valle dei beni oggetto di indetraibilità a monte. Si tratta delle cessioni gratuite di beni, escluse da Iva, tra l’altro, se non sia stata operata, all’atto dell’acquisto o dell’importazione, la detrazione dell’imposta, anche se per effetto dell’opzione per la dispensa dagli adempimenti (articolo 2, comma 2, n. 4 del DPR n. 633/72).

Regime opzionale

La dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione, configurandosi quale regime opzionale, implica – come effetto “naturale” – che il soggetto passivo rinunci volontariamente al recupero dell’imposta “a monte”. Da questo punto di vista, non si riscontrano differenze sostanziali tra la rinuncia volontaria sottesa all’opzione per la dispensa dagli adempimenti e quella discendente dalla scelta del contribuente in ordine alla destinazione del bene acquistato.

Dichiarazione annuale

In caso di dispensa dagli adempimenti, permane l’obbligo di presentare la dichiarazione Iva annuale (articolo 36-bis, comma 2, del DPR n. 633/72). Come si evince, tuttavia, dalle istruzioni relative alla compilazione del modello di dichiarazione Iva, quest’ultima non deve essere presentata, tra l’altro, quando, nell’anno solare precedente:

  • Siano state registrate esclusivamente operazioni esenti;
  • Quando, a seguito dell’opzione per la dispensa, siano state effettuate soltanto operazioni esenti. Resta, tuttavia, inteso che i contribuenti interessati a presentare la dichiarazione annuale (per esempio, per evidenziare un credito d’imposta riportato in detrazione dall’anno precedente) possono comunque avvalersi di tale facoltà (C.M. 10.2.92 n. 7/440063).

L’esonero dalla presentazione della dichiarazione annuale non si applica qualora il contribuente:

  • Abbia effettuato anche operazioni imponibili, ancorché gestite con contabilità separata;
  • Ovvero, abbia registrato operazioni intracomunitarie (articolo 48, comma 2, del D.L. n. 311/93, convertito in Legge n. 427/93);
  • Ovvero, abbia eseguito le rettifiche della detrazione (articolo 19-bis2 del DPR n. 633/72);
  • Ovvero, abbia effettuato acquisti di beni per i quali l’imposta è dovuta dal cessionario (es. oro e argento puro, rottami, etc.).

Comunicazione dati Iva

Come per la dichiarazione annuale, anche la comunicazione dati Iva non deve essere presentata dai contribuenti che abbiano effettuato soltanto operazioni esenti, anche se a seguito dell’opzione per la dispensa dagli adempimenti. Fermo restando che si decade dall’esonero in esame nei casi sopra indicati a proposito della dichiarazione annuale, i contribuenti che si siano avvalsi della dispensa, anche se tenuti a presentare la dichiarazione annuale in conseguenza dell’effettuazione della rettifica della detrazione, restano esonerati dalla presentazione della comunicazione dati Iva, salvo che i medesimi:

  • Abbiano registrato operazioni intracomunitarie;
  • Ovvero, abbiano effettuato acquisti di beni per i quali l’imposta è dovuta dal cessionario.

Opzione per la dispensa dagli adempimenti

L’opzione per la dispensa degli adempimenti:

  • Si esercita in base al c.d. “comportamento concludente” del contribuente e deve essere comunicata all’Amministrazione finanziaria barrando la casella posta nel rigo VO5 del quadro VO della dichiarazione Iva relativa all’anno in cui la scelta è stata operata;
  • Ha effetto fino a quando non sia revocata e, in ogni caso, per almeno 3 anni; anche la revoca va comunicata per mezzo della dichiarazione Iva, barrando l’apposita casella contenuta nel citato rigo VO5 del modello.

Se sopravvengono modifiche normative o eventi che incidono sulla scelta originariamente operata è possibile revocare l’opzione ancorché non sia decorso il triennio, comunicando la revoca in sede di dichiarazione annuale, fermo restando il comportamento concludente del contribuente (Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 344/2002, C.M. 27.8.98 n. 209/E e C.M. 21.7.89 n. 36/550751).

Secondo un diverso orientamento (Sentenza n. 19974 del 29.09.2011 della Cassazione), il divieto di detrazione conseguente all’opzione per la dispensa dagli adempimenti non viene meno in caso di comunicazione di variazione dati (nella specie, è stato dichiarato l’inizio di un’attività di costruzioni edili oggettivamente non rientrante nel regime di esenzione Iva di cui all’articolo 10 del DPR n. 633/72). In altri termini, l’opzione in esame può essere revoca esclusivamente attraverso la dichiarazione Iva annuale ed ha effetto dall’anno successivo (articolo 36-bis comma 3 del DPR n. 633/72).

In pratica, l’esigenza di chiarezza e di certezza in ordine alla posizione fiscale del contribuente implica che non sia ammessa alcuna revoca implicita o con atto da intendersi come equipollente.

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