Multiattività nel regime forfettario: regole applicative

Condivisioni

Come gestire una multiattività nel regime forfettario? Come si determina il limite massimo di ricavi quando si svolgono attività diverse? Come si determina il reddito? Quali conseguenze ci sono al superamento della soglia massima di ricavi, utile per restare nel regime? In questo contributi le risposte a queste domande. 

Il regime forfettario, introdotto dall’articolo 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014, così come modificato dalla Legge n. 208/2015, è il regime naturale per persone fisiche che esercitano attività di impresa o di lavoro autonomo che rispettano i requisiti indicati dalla normativa. Il vantaggio del regime forfettario è quello di essere un regime ad adesione permanente, quindi senza scadenza predeterminata, a patto di rispettare i requisiti di permanenza nel regime.

Per maggiori approfondimenti sui requisiti e sulle modalità di funzionamento del regime forfettario vi rimandiamo a questo contributo: “Regime forfettario per i contribuenti minori“.  Di seguito, invece, andremo ad analizzare due particolarità che riguardano i contribuenti in regime forfettario, ovvero, l’esercizio di multiattività contemporanee da parte del contribuente e le conseguenze in caso di superamento dei ricavi massimi consentiti.

Soggetti multiattività

Quando un soggetto apre partita Iva deve indicare le attività professionali o di impresa che andrà a svolgere. Ognuna di queste attività è identificata, ai fini Iva, ed in Camera di commercio, con uno specifico codice attività. Ogni codice identifica una tipologia di attività, che per il soggetto che la svolge può essere prevalente oppure secondaria. Può succedere, ad esempio, che ci si trovi a dover svolgere due attività contemporaneamente. Classico caso può essere quello dell’artigiano che effettua vendite online in ecommerce, oppure il professionista che svolge due diversi tipi di attività professionali.

Per i soggetti in regime forfettario è possibile l’esercizio in multiattività, ma ci sono delle regole particolari da rispettare sia per verificare il limite annuo dei ricavi da non superare per la permanenza nel regime, sia per determinare il reddito imponibile ai fini dell’imposta sostitutiva, ai fini delle imposte dirette.

Limite dei ricavi per soggetti in multiattività

Il limite dei ricavi annui conseguibili con il regime forfettario è diverso a seconda dell’attività esercitata dal contribuente. Il riferimento è, alla condizione prevista dal comma 54, lettera a), della Legge n. 190/2014, quella cioè che preclude l’adesione al regime forfetario nel caso in cui il contribuente abbia conseguito ricavi ovvero abbia percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori ai:

limiti indicati nell’allegato n. 4 annesso alla presente legge, diversi a seconda del codice Ateco che contraddistingue l’attività esercitata”

Di seguito potete trovare l’elenco dei limiti di reddito, ricavi/fatturato e coefficiente di redditività divisi a seconda del settore economico di riferimento:

Settore di di attività
Soglia dei ricavi/compensi
Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande€. 45.00040%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio€. 50.00040%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande€. 40.00040%
Commercio ambulante di altri prodotti€. 30.00054%
Costruzioni e attività immobiliari€. 25.00086%
Intermediari del commercio€. 25.00062%
Attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione€. 50.00040%
Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi€. 30.00078%
Altre attività economiche€. 30.00067%

Per quanto riguarda i soggetti in multiattività il limite annuo di ricavi è stato incrementato, qualora il soggetto eserciti più attività che rientrino in più settori, ai fini della permanenza nel regime occorre fare riferimento all’ammontare di ricavi più elevato, tra le varie categorie di attività esercitate.

Verificare i requisiti dei ricavi per l’uscita dal forfettario

Per verificare la permanenza nel regime agevolato ed evitare, quindi, il passaggio al regime ordinario,  i soggetti in mutliattività sono chiamati ad effettuare alcune operazioni, che comportano:

  • La verifica sul limite dei ricavi per la ciascuna categoria di attività esercitata;
  • Di individuare il limite massimo di ricavi per la categoria con ricavi più alti;
  • Verificare che la somma dei ricavi ottenuti tra tutte le attività esercitate non superi la soglia di ricavi più alta precedentemente individuata.

Particolari perplessità sorgono quando un soggetto che svolge due attività contraddistinte da codici Ateco diversi, nell’anno consegua ricavi sono per una categoria di attività, poniamo quella con il limite di ricavi più basso, superando il limite solo per questa categoria, ma restando nel limite massimo se si considera la multiattività. In questo caso, a nostro avviso la permanenza nel regime è comunque preclusa, visto che la seconda attività, nell’anno, di fatto non è stata concretamente esercitata. Se ciò non fosse l’esercizio in mutliattività permetterebbe a tutti i contribuenti in regime forfettario di poter arrivare alla soglia massima di ricavi consentita, anche se nello specifico, l’attività concretamente esercitata prevede un limite di ricavi inferiore.

Superamento dei ricavi in corso d’anno: conseguenze

Nel precedente regime dei minimi, il solo superamento dei limiti dei ricavi nell’anno in corso era tra le cause di una immediata uscita dall’applicazione delle condizioni agevolate previste al suo interno, comportando diversi problemi dal punto di vista pratico nel passaggio ad un nuovo regime ordinario. Nel regime forfettario, invece, tale limite è stato superato, prevedendo una uscita differita al successivo anno, anche laddove la soglia dei ricavi incassati sia superiore al 50% dei ricavi consentiti.

Ciò cosa implica a livello burocratico e fiscale? In primo luogo, che nel nuovo anno fiscale si potrà rientrare solo nel regime ordinario sulle partite Iva (poiché è venuto meno uno dei requisiti per l’adesione al forfettario). Il contribuente, impresa o libero professionista è poi tenuto a rispettare dei nuovi adempimenti sulla propria attività lavorativa come l’addebito Iva, di tenuta dei registri contabili, ed è soggetto allo spesometro, ed eventualmente anche all’applicazione dell’Irap (tutti adempimenti non previsti al contrario nel regime forfettario).

Determinazione del reddito imprese in multiattività

In caso di esercizio di multiattività, le istruzioni del quadro LM del modello Unico prevedono che il contribuente per ogni rigo debba indicare il codice Ateco dell’attività svolta, indicando i ricavi annui incassati e la relativa percentuale del coefficiente di redditività. In particolare, in caso di svolgimento di più attività professionali o di impresa, è necessario distinguere i seguenti casi:

  • Attività dello stesso codice Ateco – Se le attività fanno parte dello stesso gruppo di settore deve essere compilato un solo rigo indicando il codice Ateco dell’attività prevalente e il totale dei compensi e dei corrispettivi percepiti;
  • Attività con codici Ateco diversi – Se le attività esercitate fanno parte di gruppi di settore differenti deve essere compilato un rigo per  ciascun gruppo di settore, indicando il codice Ateco dell’attività prevalente e i compensi e i corrispettivi percepiti riguardanti tutte le attività ricomprese nello stesso gruppo.

In questo modo verrà fuori o un solo reddito (in caso di attività con unico codice Ateco), oppure più distinti redditi (in caso di attività con codici Ateco diversi). Il reddito così determinato, dovrà essere poi assoggettato ad imposta sostitutiva.

Check Also

Termini di accertamento

Termini di accertamento in caso di dichiarazione integrativa

I termini di accertamento ripartono dal momento in cui viene inviata la dichiarazione integrativa. Tuttavia, …

Decadenza dalla rateazione

Decadenza dalla rateazione di una cartella: ecco cosa fare SUBITO

Il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, determina la decadenza dalla rateazione delle …

Locazione di immobile in comodato

Locazione di Immobile in comodato: chi dichiara il reddito?

Nella locazione di immobile in comodato il reddito deve essere dichiarato dal soggetto comodante. Ovvero …

Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo

Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo

La Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo comprende prestazioni occasionali, provvigioni e compensi  a …

Presentazione della dichiarazione dei redditi

Presentazione della dichiarazione dei redditi 2018 entro il 31 ottobre

Entro il 31 ottobre i contribuenti saranno chiamati alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Modello …

Abrogazione dei registri IVA

Abrogazione dei Registri IVA 2019: le implicazioni

Obbligo di emettere e ricevere fatture in formato elettronico e abrogazione dei Registri IVA. Agevolazione …

27 comments

  1. I requisiti per il regime forfettario si verificano sempre sull’anno precedente a quello in cui si applica il regime.

  2. Buonasera,
    sono interessato ad aprire una nuova attivita’ con due diversi codice Ateco in quanto vorrei occuparmi di vendita al dettaglio di accessori di abbigliamento (limite reddito euro 50.000), ma anche occuparmi di prodtti di design quali ad esempio gioielli (limite di reddito euro 30.000).
    Dai post precendeti ho capito che devo dichiarare l’attivita’ prevalente in fase di apertura dell’attività (che per me sarebbe il commercio) e quindi non dovrò superare il limite annuo di ricavi di 50.000 euro, ma allo stesso tempo devo verificare di non superare il limite di euro 30.000 dell’attività secondaria per non incorrere nel rischio di uscire dal regime dei minimi.
    Il mio dubbio però è relativo alla gestione dei contributi previdenziali, in quanto la prima attività prevede l’iscrizione alla sezione Commercio/Artigiani con l’obbligo di versamenti minimi di euro 2.400 annui, mentre la seconda attività prevede l’iscrizione alla gestione separata con versamento in base al reddito prodotto.
    Come mi dovrei comportare in questo caso?
    Vale sempre la regola dell’attività prevalente?
    Grazie in anticipo

  3. Salve Albrerto, in questi casi si deve tenere una sorta di “contabilità separata”. Se vuole possiamo occuparci noi di questi aspetti, tramite la nostra consulenza continuativa annuale. Se interessato, mi faccia sapere, altrimenti possiamo fissare una consulenza telefonica per spiegarle come procedere per quanto riguarda la parte previdenziale.

  4. Buongiorno,
    sono un lavoratore dipendente per un’industria chimica nel settore privato. Ho intenzione di aprire un’attività inquadrabile con un codice ATECO 72 (pubblicità/sito online). Per poter usufruire del regime forfettario devo controllare la retribuzione ottenuta come lavoratore dipendente o rientro in automatico visto che aprirei una attività per la prima volta?

    Grazie e buon lavoro

  5. Per poter operare in regime forfettario deve rispettare tutti i requisiti richiesti per l’accesso. Se vuole siamo a disposizione per assisterla da un punto di vista fiscale ed evitarle errori.

  6. Buonasera,
    sono nel regime forfettario come procacciatore (limite 25K, coefficiente redditività 62%).
    A breve dovrei aggiungere un nuovo codice ateco come consulente (limite 30K, coefficiente redditività 78%), che dovrebbe diventare prevalente.
    Mi è chiaro che devo rispettare i limiti di ciascuna attività e il limite massimo totale di 30K.
    Solo per conferma, per quanto riguarda la tassazione, ciascuna attività segue il proprio coefficiente, giusto?
    Grazie in anticipo per la risposta
    Federico

  7. Sono due attività sparate con regole di tassazione diverse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condivisioni