Fattura errata: la procedura per correggerla

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Quali sono i più comuni errori di compilazione di una fattura? Come modificare e correggere una fattura errata evitando le sanzioni? Qual’è la giusta procedura per modificare una fattura che contiene errori di compilazione. La nostra guida con tutte le informazioni utili.  

L’emissione di una fattura è sempre un momento molto delicato e particolare. Anche se ci sembra un’adempimento scarsamente rilevante la fattura rappresenta uno degli strumenti più importanti da un punto di vista amministrativo e fiscale per ogni impresa e per ogni esercente arti o professioni.

Sovente può capitare di commettere uno o più errori, per distrazione o altro, nella compilazione della fattura, ed è quindi necessario andare a correggerli, con l’obiettivo di evitare l’applicazione delle sanzioni amministrative. Vediamo, quindi qual’è la giusta procedura da seguire quando abbiamo di fronte una fattura errata e dobbiamo andare a correggerla. Di seguito vedremo un elenco dei principali errori, e le giuste modalità per correggere ognuno di essi.

Fattura errata: tipologie di errori

Priva di vedere le principali tipologie di errori che è possibile commettere nella compilazione di una fattura, è necessario chiarire che qualsiasi tipo di errore che viene commesso prima della consegna della fattura al cliente può essere corretto immediatamente senza rischiare di incorrere in alcun tipo di sanzione.

Aspetto più complicato è sicuramente la correzione di una fattura errata quando è già stata consegnata al cliente. Nella prassi più comune, gli errori su una fattura possono essere suddivisi in due grandi gruppi:

  • Errori nella parte descrittiva – La parte descrittiva della fattura è quella ove sono indicati: i dati della società emittente, i dati del cliente, la partita Iva, la data ed il numero progressivo di emissione della fattura;
  • Errori nella parte numerica – La parte numerica della fattura è quella ove sono indicati gli importi dei beni o servizi venduti o erogati e dove avviene il calcolo dell’imponibile, dell’imposta (Iva) e del totale fattura, ovvero l’importo che dovrà essere pagato dal cliente.

Fattura errata: errori nella parte descrittiva

La parte descrittiva della fattura è quella che contiene i dati qualitativi della stessa. Tali dati sono quelli che riguardano i dati della società emittente, i dati del cliente, la partita Iva, la data ed il numero progressivo di emissione della fattura.

Quando ci si accorge di aver commesso un errore in questa sezione della fattura, e possibile intervenire chiedendo al cliente la correzione della fattura già emessa, ma soltanto nel caso in cui il cliente non abbia ancora provveduto alla registrazione della stessa nel registro Iva acquisti. Ricordiamo che il soggetto che riceve una fattura ha tempo sino al termine di presentazione della dichiarazione Iva del secondo anno successivo a quello in cui la fattura è stata emessa.

Per approfondire: Guida all’emissione della fattura

Fattura già registrata

Nel caso in cui, invece, la fattura sia già stata registrata dal cliente, l’unica alternativa possibile è quella di emettere una nota di variazione, a storno totale della fattura errata e successivamente riemettere una nuova fattura, contenente i dati corretti.

Fattura errata: errori nella parte numerica

Gli errori che riguardano la parte numerica della fattura sono sicuramente quelli più gravi, in quanto possono comportare l’applicazione di una sanzione amministrativa. Gli errori che possono essere commessi nella parte numerica della fattura possono riguardare l’imponibile sbagliato oppure l’errata indicazione dell’Iva.

In tutti i casi l’errore può essere sanato attraverso l’emissione di una nota di variazione Iva, in aumento o in diminuzione, a seconda dei casi. Le fattispecie che possiamo trovarci di fronte sono quelli di seguito elencati.

Errore in aumento dell’imponibile

Nel caso in cui l’importo fatturato sia maggiore dell’importo effettivo dell’operazione, l’Iva applicata in fattura sarà maggiore rispetto a quella dovuta. Per sanare l’errore occorrerà emettere una nota di credito per la variazione in diminuzione della fattura già emessa. Ricordiamo che il termine per l’emissione della nota di credito, relativamente alla correzione di una fattura errata, è di un anno dal giorno di emissione della fattura originaria.

Poniamo ad esempio che il 01.06.n venga emessa una fattura per €. 102 + Iva, ma che l’importo effettivo dell’operazione sia di €. 100. Entro il 31.05.n+1 potrà essere emessa dal soggetto emittente una nota di credito a storno dei €. 2 + Iva, per correggere imponibile e Iva della fattura originaria, che erano di importo sbagliato.

Errore in diminuzione dell’imponibile

Nel caso in cui l’importo fatturato sia inferiore rispetto all’importo effettivo dell’operazione, l’Iva applicata in fattura sarà inferiore rispetto a quella dovuta. Per sanare l’errore occorrerà emettere una nota di debito per la variazione in aumento della fattura già emessa. Per l’emissione di una nota di debito non ci sono termini di emissione, tuttavia, l’emissione di una nota di debito, comporta sempre l’applicazione di sanzioni amministrative, se la stessa si è resa necessaria per correggere una fattura errata.

Fattura elettronica errata: come rimediare?

La fattura elettronica è la sola modalità di emissione della fattura che è accettata dalla Pubblica Amministrazione. Questa modalità di emissione della fattura coinvolge un soggetto terzo, il Sistema di Interscambio (SdI), che ha il compito di ricevere e controllare l’esattezza dei file. Questo sistema permette di ridurre il rischio di commettere errori nella fattura elettronica.

Un primo controllo sulla fattura può essere effettuato dal soggetto emittente attraverso l’utilizzo dell’applicazione “Controlla fattura PA“, presente sul sito fatturapa.gov.it, che permette di controllare se il file telematico è corretto. Il controllo successivo viene effettuato direttamente dal Sistema di Interscambio: se il controllo viene superato, viene emessa una ricevuta di notifica di esito positivo, e sarà possibile inviare la fattura al soggetto destinatario. Se, invece, dal controllo risultasse che la fattura è errata, la stessa viene inviata al soggetto emittente che dovrà correggerla ed inviarla nuovamente al Sistema di Interscambio. Per permettere una più facile individuazione dell’errore commesso il Sistema di Interscambio fornisce il codice dell’errore che è stato riscontrato nella fattura.

Se comunque questo tipo di controllo non dovesse riscontrare l’errore, anche lo stesso Ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario della fattura ha facoltà di chiedere al soggetto emittente di modificare la fattura per un errore sull’imponibile o sull’imposta. In questo caso, come per le normali fatture, il soggetto emittente dovrà emettere una nota di credito o una nota di debito con le modalità viste in precedenza.

Violazioni dell’obbligo di fatturazione

Commettere un’errore nella compilazione di una fattura può portare al verificarsi di alcune fattispecie di sanzione amministrativa in materia di Iva, in quanto viene meno l’obbligo della corretta fatturazione dell’operazione. Le sanzioni in merito all’obbligo di fatturazione ai fini Iva sono quelle disciplinate dall’articolo 6 del D.Lgs. n. 471/97, e si dividono in tre diverse fattispecie:

  • Fatturazione omessa o infedele di operazioni imponibili;
  • Fatturazione omessa o infedele di operazioni non imponibili o esenti;
  • Fatturazione con dati inesatti relativi all’indicazione delle parti.

Fatturazione omessa o infedele di operazioni imponibili

L’omissione della fattura o l’omissione della registrazione contabile di operazioni imponibili ai fini Iva, è sanzionata con l’applicazione di una sanzione amministrativa che va dal 100% al 200% dell’imposta dovuta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato, con un minimo di €. 516. La sanzione si riduce ad 1/10 del minimo (10%) se la violazione viene sanata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva, relativa all’anno di commissione della violazione.

Ricordiamo che la stessa sanzione viene applicata anche per il contribuente che fattura un’imposta inferiore a quella effettivamente dovuta.

Fatturazione omessa o infedele di operazioni non imponibili o esenti

L’omissione della fattura o l’omissione della registrazione contabile di operazioni non imponibili o esenti Iva, è sanzionata con l’applicazione di una sanzione amministrativa che va dal 5% al 10% del corrispettivo dell’operazione, con un minimo di €. 516. In questo caso la sanzione non è calcolata sull’imposta in quanto si tratta di operazioni per le quali l’Iva non è dovuta. La sanzione si riduce ad 1/10 del minimo (10%) se la violazione viene sanata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva, relativa all’anno di commissione della violazione.

La decisione di sanzionare anche le operazioni non soggette ad Iva è connessa all’obbligo di documentare con fattura anche le cessioni di beni e prestazioni di servizi che risultano non avere il requisito della territorialità.

Fatturazione con dati inesatti relativi all’indicazione delle parti

Anche la redazione di una fattura con dati inesatti relativi alle parti è oggetto di violazione, per la quale viene applicata una sanzione amministrativa fissa che va dai €. 258 ai €. 2.065. La sanzione si riduce ad 1/10 del minimo (pari a €. 25,80) se la violazione viene sanata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva, relativa all’anno di commissione della violazione.

Sanzioni sulla fatturazione: la recidività

Nel caso in cui il contribuente abbia effettuato ripetute violazioni delle disposizioni Iva, sopra descritte, è soggetto all’applicazione dell’istituto della “continuazione“, il quale prevede una sanzione calcolata sulla violazione più grave aumentata da un quarto al doppio.

In pratica se si verificano ripetute omissioni di fatture o ripetute omissioni di registrazione, la continuazione scatta sia che non vi faccia seguito una falsa dichiarazione, sia quando all’omissione di fattura o di registrazione faccia seguito anche l’infedele dichiarazione.

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15 comments

  1. Salve. Abbiamo bisogno di un consiglio operativo chiaro e che non ci faccia incorrere in sanzioni. Un cliente, spa, con cui al momento non intratteniamo alcun rapporto, visto che la nostra opera è stata interrotta, sta insistendo nel richiedere a noi, piccola srl fornitrice di servizi industriali, di correggere l’oggetto della fattura nel senso di descrivere con altre parole la prestazione fornita nel marzo del 2017, solo ad oggi settembre 2017.
    Alla nostra resistenza oppone un’ostinata e pressante richiesta di cambio o modifica dell’oggetto…: quindi NON dell’importo, della data, dell’IVA, del corrispettivo…ecc.ecc. E’ lecito tutto ciò ? Ma sopratutto si può fare ? Perchè la spa sostiene che non succeda nulla in nessun caso : ma NOI nutriamo seri dubbi….!
    Vi ringraziamo fin d’ora x la cortese attenzione che vorrete prestarci.

    dott. Enrico Di Stasio

    • Fiscomania

      Se la prestazione indicata in fattura da voi corrisponde alla prestazione effettuata, non avete alcun obbligo di modificare quella fattura.

  2. Salve,
    nel caso sia stata emessa a inizio mese una fattura per l’esportazione, che poi è stata seguita dalla relativa bolla doganale, ma sbagliando il numero della fattura perchè non si era considerato che mancavano da fare tutte le fatture del 31 del mese precedente, come si può fare?

    Esempio: al 2 aprile fattura nr.100, ma al 31 marzo fatture da fare dal nr. 100 al nr. 140
    Risulta quindi esserci un buco nella numerazione, e un salto nella datazione.
    Che non sono possibile andare a colmare perchè esiste una bolla doganale già emessa.

    Grazie

  3. Salve, un quesito un pò intrecciato.
    Un nostro cliente estero extra UE ci chede di acquistare degli imballaggi da un nostro fornitore italiiano per poter vendere gli articoli da loro ordinati negli imballaggi personalizzati del cliente.
    Quindi acquistiamo questi imballaggi con l’accordo che gli stessi ci vengano pagati subito dal cliente.
    Considerando che non sappiamo quanto tempo può servirci per esaurire queste scorte, e che lo stesso cliente ha un’altra azienda collegata in Unione Europea, e che alcuni di questi imballaggi verranno utilizzati con fatturazione in UE, come deve essere emessa la fattura di questi imballaggi al nostro cliente?
    Con IVA?
    successivamente dovrà essere fatta qualche altra operazione man mano che si utilizzano questi imballaggi?

    Inoltre, se abbiamo emesso una fattura con codice IVA A08 ad un cliente Extra UE, e la stessa non ha mai fatto dogana perchè la merce non è mai uscita dall’Italia, possiamo annullarla a distanza di 9 mesi con una nota credito? ci sono altri obblighi?
    Grazie

    • Fiscomania

      L’acquisto degli imballaggi è operazione nazionale soggetta ad Iva, a meno che non chiediate al fornitore la non imponibilità, a seguito di invio di dichiarazione di intento. Nel momento in cui spedite la merce la fattura seguirà la normale gestioen Iva. La fattura emessa per beni mai partiti può essere rettificata con nota di credito.

  4. Buongiorno,
    Abbiamo ricevuto diverse fatture con nostro indirizzo errato (vecchia sede). Le fatture sono state già registrate nei mesi scorsi, cosi come lato cliente, E’ possibile apportare una modifica a biro sulle nostre fatture? Nel caso di controllo fiscale, è un errore formale rilevante?
    Grazie

    • Fiscomania

      Chieda all’azienda emittente di riemettere le fatture corrette. Per loro non sarà un problema correggere e inserire vostra corretta anagrafica.

  5. Salve siccome. E stata fatta una fattura di fine lavori. .però con data sbagliata ..e ora il cliente non me la vuole dare più la copia .si può annullare e mettere la data giusta

    • Fiscomania

      Se si è accorto dell’errore, la cosa migliore è emettere nota di credito e riemettere una nuova fattura facendola avere al cliente.

  6. Buongiorno, mi si sono stampate 2 FT con la stessa numerazione (entrambe già consegnate ai clienti) posso modificare il numero di una delle 2 fatture a penna? o posso lasciare la stessa numerazione? La ringrazio!!

  7. Salve,
    ho emesso una fattura dove il totale delle singole voci a sommatoria è errato (errore di battitura, ho invertito due cifre), ma le singole voci che compongono il totale sono corrette.
    Il cliente mi dice che l’ha già registrata nella contabilità del mese scorso con il totale sbagliato e mi chiede nota di credito per la differenza (il totale in fattura è maggiore dell’importo effettivamente pagato) e nuova fattura.
    La procedura è corretta? oppure si può fare diversamente?
    Grazie!

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