Codice tributo 4001 modello F24: guida all’utilizzo

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Il codice tributo 4001 è un codice necessario alla compilazione del modello F24 di pagamento, per i contribuenti che hanno presentato il modello Unico persone fisiche. Il codice tributo 4001 identifica il versamento del saldo Irpef risultante dal modello Unico, relativo all’anno di imposta oggetto di dichiarazione.

Il codice tributo 4001 è un codice istituito dall’Agenzia delle Entrate, necessario alla compilazione del modello di pagamento F24, relativo al versamento del saldo dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), che hanno compilato il modello Unico P.F. L’imposta Irpef a debito che scaturisce dalla dichiarazione dei redditi deve essere versata all’Erario, tramite il modello F24, dal contribuente entro il 16 giugno, dell’anno di imposta successivo rispetto a quello cui si riferisce la dichiarazione dei redditi presentata.

Di seguito andiamo ad analizzare come deve essere utilizzato, la modalità di compilazione del modello F24 ed un esempio pratico di utilizzo del codice tributo 4001.

Codice tributo 4001: cosa identifica?

Il codice tributo 4001 deve essere utilizzato nella sezione Erario del modello di pagamento F24 dai contribuenti, persone fisiche, che hanno compilato la dichiarazione, modello Redditi, e che si trovano a dover effettuare il versamento del saldo Irpef, per l’anno di imposta oggetto di dichiarazione. In particolare, al fine di poter utilizzare il codice tributo 4001 è necessario che il contribuente abbia redditi imponibili Irpef all’interno del modello Redditi.

Ricordiamo che sono obbligati a pagare l’Irpef tutti i contribuenti che nel modello Redditi hanno compilato il rigo RN33 assegnando un valore superiore a €. 51,65. L’Irpef risultante dalla dichiarazione dei redditi può essere a debito, se è compilato il rigo RN45, colonna 2, oppure a credito, nel caso è compilato il rigo RN46.

Irpef: il funzionamento

L’Irpef rappresenta, nel sistema tributario italiano, l’imposta più importante, in quanto è l’imposta progressiva richiamata nell’articolo 53 della Costituzione. L’Imposta sul reddito delle persone fisiche nasce con la riforma tributaria del 1973. Sono soggette all’applicazione di questa imposta le persone fisiche e le società di persone, che però la versano attraverso i soci.

L’Irpef è un’imposta progressiva: vuol dire che la quota percentuale di reddito assorbita dall’imposta aumenta in proporzione al reddito stesso. Questo risultato è ottenuto con l’applicazione di aliquote crescenti sui diversi scaglioni di reddito, attenuate dall’applicazione di deduzioni e detrazioni di imposta.

Le Aliquote Ipref

L’Irpef lorda viene calcolata applicando al reddito imponibile del contribuente, indicato al rigo RN33 del modello Redditi, le aliquote progressive per scaglioni. Come potete vedere dalla tabella sottostante, ad ogni scaglione di reddito corrisponde una diversa aliquota di prelievo.

Le aliquote nominali attualmente in vigore sono:

  • Il 23 per cento fino a €. 15.000;
  • Il 27 per cento oltre €. 15.000 e fino a €. 28.000;
  • Il 38 per cento oltre i €. 28.000 e fino a €. 55.000:
  • Il 41 per cento da €. 55.000 e fino a €. 75.000;
  • Il 43 per cento oltre questo livello.

Così ad esempio, su un reddito imponibile di €.25.000 l’Irpef lorda è uguale al 23 per cento dei primi €. 15.000 (pari a €. 3.450) più il 27 per cento per i restanti 10.000 (pari a €. 2.700), per un totale di €. 6.150 (€. 3.450 + €. 2.700). Su €. 90.000, invece, l’Irpef lorda è pari a €. 31.870.

aliquote-irpef

Come agiscono le detrazioni?

All’imposta lorda così calcolata vengono applicate le detrazioni di imposta. Le detrazioni permettono di ridurre l’imposta lorda, determinando così quella netta.

Vengono riconosciute per spese sostenute dal contribuente, oppure sono legate alla sua condizione, come quella di lavoro dipendente, pensionato, persona che ha familiari a carico e così via. Possono essere in misura fissa oppure decrescente al crescere del reddito. Ad esempio viene riconosciuta una detrazione pari al 19 per cento della spesa sostenuta per gli interessi passivi dei mutuo fino a ad un massimo di €. 4.000: quindi dall’imposta possono essere detratti fino a €. 760. Nel caso di un lavoratore dipendente con reddito di €. 25.000 la relativa detrazione Irpef vale €. 1.113,30: sottratta all’imposta lorda (€. 6.150) dà un’imposta netta di €. 5.036,70.

Irpef da versare a saldo

L’imposta netta al netto degli acconti di imposta versati, determina l’imposta che scaturisce dalla dichiarazione dei redditi. Questa imposta, può risultare a credito o a debito. Se la dichiarazione chiude con un credito di imposta, indicato al rigo RN46 del modello Redditi, non ci saranno versamenti a saldo da effettuare. Il credito potrà essere utilizzato in compensazione per il pagamento di altre ulteriori imposte. Se, invece, la dichiarazione chiude con un debito di Irpef, indicato al rigo RN45, colonna 2, il contribuente dovrà effettuare il versamento entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello oggetto di dichiarazione.

Ad esempio il versamento del saldo Irpef relativo all’anno di imposta “n” deve essere versato con modello F24 entro il 16 giugno dell’anno successivo, quindi entro il 16 giugno dell’anno di imposta “n+1”.

Esempio di compilazione

codice tributo 4001 debito

Nell’esempio di compilazione, tratto dal sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile vedere come l’importo a debito debba essere inserito nella sezione Erario del modello F24, nella colonna “Importi a debito” dovuti, riportando l’anno di riferimento, che coincide sempre con l’anno di imposta oggetto della dichiarazione dei redditi (in caso di pagamento in un unica soluzione inserire 0101). Se si sta versando il codice 4001 con ravvedimento operoso, l’anno di imposta da indicare è quello per il quale si sarebbe dovuto effettuare il versamento). Tutti gli altri campi del modello di pagamento non devono essere compilati.

Il codice tributo 4001 può essere pagato direttamente oppure compensato con qualsiasi tributo erariale o contributivo a credito, compilando le apposite sezioni del modello F24.

Nel secondo esempio, si fa riferimento ad un importo a credito che viene utilizzato in compensazione.

codice-tributo-4001-credito

Ravvedimento operoso

Il contribuente può utilizzare il codice tributo 4001 anche per effettuare il versamento del saldo Irpef, relativo agli anni di imposta precedenti (non pagati alle scadenze stabilite). Naturalmente il versamento può essere effettuato prima della notifica di un atto di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

In questo caso, andando a sanare un omesso versamento è necessario che assieme al versamento dell’imposta con codice 4001 sia compilato, sempre nella sezione Erario, del modello F24, un rigo per l’indicazione della sanzione, con codice tributo8901” e gli interessi, per il ritardato versamento, con codice tributo1989“.

Per maggiori informazioni sul ravvedimento operoso dell’acconto Irpef in unica soluzione o del secondo acconto Irpef delle persone fisiche vi mandiamo a questo specifico contributo: “Ravvedimento operoso per carenti od omessi versamenti“.

La nostra consulenza

Se vi serve aiuto per la compilazione del modello F24 relativo alla corretta indicazione del codice tributo 4001, contattaci lasciandoci un messaggio. Riceverai una nostra risposta nel più breve tempo.

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