Quadrangolazioni Iva e vendite a catena: la guida

Condivisioni

Nelle vendite a catena, nella cui disciplina rientrano anche le cd. “quadrangolazioni“, a fronte di un unico trasferimento del bene (nel Paese di destinazione) intervengono nell’operazione più soggetti. Vediamo la guida alla disciplina di queste operazioni dal punto di vista dell’Imposta sul valore aggiunto.

Al pari delle triangolazioni, anche nelle vendite a catena, nella cui disciplina rientrano le cd. “quadrangolazioni“, a fronte di un unico trasferimento del bene (nel Paese di destinazione), intervengono nell’operazione più soggetti.

In ambito comunitario, le vendite a catena, aventi per oggetto beni provenienti da un altro Stato membro, con un’unica spedizione al cessionario finale, vanno scomposte nelle distinte operazioni poste in essere. In particolare, si considera “intracomunitaria” la sola cessione, con spedizione o trasporto dei beni da un Paese membro ad un altro, alla quale corrisponde l’acquisto (intracomunitario), tassato nel Paese del cessionario, ossia nel luogo in cui i beni si trovano al momento dell’arrivo della spedizione o del trasporto a destinazione dell’acquirente (articolo 40 della Direttiva n. 2006/112/CE). L’altra cessione assume invece rilevanza impositiva nello Stato membro di arrivo dei beni o in quello di partenza, a seconda della natura della prima cessione (intracomunitaria o interna).

Ai fini dell’individuazione dell’operazione avente natura intracomunitaria, da considerare non imponibile Iva, è irrilevante chi effettua il trasporto del bene, assumendo invece importanza il momento in cui si verifica il passaggio del potere di disporre del bene come proprietario da un operatore all’altro.

Quadrangolazioni Iva: presupposti

Le vendite a catena che coinvolgono quattro soggetti passivi, residenti in Stati membri diversi hanno formato oggetto di esame in ambito comunitario. A differenza, tuttavia, di quanto avvenuto per le operazioni triangolari, le problematiche connesse alle quadrangolazioni non hanno trovato soluzione per una serie di motivazioni legate:
  • Da un lato alla territorialità dell’Iva;
  • Dall’altro alle difficoltà di controllo e alla legittimità della compilazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (modelli Intrastat) da parte di tutti i soggetti partecipanti alle transazioni economiche.

Scomposizione dell’operazione

Le quadrangolazioni Iva, non potendo usufruire delle agevolazioni previste per le triangolazioni, presuppongono la riduzione del numero dei soggetti passivi coinvolti attraverso l’identificazione Iva (diretta o indiretta) nel Paese membro di partenza (o di destinazione) dei beni, in modo che si possa effettuare un’operazione interna a tale Paese.

In sostanza, con l’identificazione in esame, la quadrangolazione viene scomposta in una triangolazione e in un’operazione interna o viceversa. L’Amministrazione finanziaria ha esemplificato il regime Iva di un’operazione quadrangolare, mettendo in luce come, senza l’identificazione nel Paese di partenza o di destinazione dei beni, i rapporti posti in essere dai soggetti passivi italiani sono irrilevanti ai fini Iva in Italia (Circolare n. 145/E/98, § 8).

Quadrangolazioni con nomina del rappresentante fiscale

Per ricondurre la suddetta operazione quadrangolare alla fattispecie delle operazioni triangolari comunitarie è necessaria la nomina di un rappresentante fiscale nello Stato membro di partenza o di arrivo dei beni oggetto di vendita (ovvero, in alternativa, la “registrazione diretta” in tale Stato).

Per capire meglio come funziona una quadrangolazione Iva e come essa possa andare ad inquadrarsi tra le operazioni triangolari comunitarie abbiamo deciso di lasciare la spiegazione tramite un esempio pratico, suddiviso in due diverse fattispecie: nella prima l’identificazione diretta avviene nel Paese di partenza delle merci, mentre nella seconda l’identificazione avviene nel Paese di destinazione.

Rappresentante fiscale nel Paese di partenza della merce

In questo esempio ipotizziamo che l’operatore economico IT nomini un proprio rappresentante fiscale in Francia IT1 per l’acquisto di merci dall’operatore FR, che saranno spedite direttamente all’operatore spagnolo ES, dopo altri passaggi di proprietà. L’operazione di quadrangolazione viene quindi scomposta in una cessione interna francese di beni ed in una triangolazione, con queste modalità:

  • Tra l’operatore francese FR ed il rappresentante fiscale francese di IT (IT1) si realizza un’operazione “interna”, assoggettata ad Iva francese;
  • Tra il rappresentante fiscale francese IT1, IT2 ed ES si pone in essere un’operazione triangolare comunitaria, in quanto il rappresentante fiscale francese IT1 effettua una cessione intracomunitaria nei confronti di IT2 e, su incarico di quest’ultimo, consegna i beni direttamente al cliente finale spagnolo.

quadrangolazioni

Fatturazione

Nello specifico, IT2:

  • Riceve la fattura senza addebito d’imposta che deve integrare e registrare (articoli 46, comma 1, e 47 comma 1, del D.L. n. 331/93), senza esporre l’Iva in applicazione (articolo 40, comma 2, del D.L. n. 331/93);
  • Emette fattura non imponibile Iva (articolo 41, comma 1, lettera a) del D.L. n. 331/93), da annotare distintamente nel registro delle fatture emesse, designando espressamente, in fattura, il cliente spagnolo quale responsabile, in sua sostituzione, del pagamento dell’imposta in Spagna all’atto dell’arrivo dei beni;
  • Compila gli elenchi riepilogativi degli acquisti (modelli Intra-2 e 2 bis) e delle cessioni (modelli Intra-1 e 1 bis) ai soli fini fiscali; dagli stessi deve risultare che si tratta di un’operazione triangolare con intervento dell’operatore italiano come promotore della triangolazione.

Rappresentante fiscale nel Paese di destinazione

In questo esempio, invece, il promotore dell’operazione, l’operatore economico italiano, nomina un proprio rappresentante fiscale in Spagna IT2. Nel rapporto tra l’operatore francese, IT1 ed il rappresentante fiscale spagnolo di IT2 pone viene posta in essere un’operazione triangolare comunitaria.

quadrangolazioni2

Fatturazione

In particolare, IT1:
  • Riceve la fattura senza addebito d’imposta che deve integrare e registrare ai sensi (articolo 46, comma 1 e 47, comma 1, del D.L. n. 331/93), senza esporre l’Iva (articolo 40, comma 2,del D.L. n. 331/93);
  • Emette fattura non imponibile Iva (articolo 41, comma 1, lettera a) del D.L. n. 331/93), da annotare distintamente nel registro delle fatture emesse, designando espressamente, in fattura, il rappresentante fiscale spagnolo di IT2 quale responsabile, in sua sostituzione, del pagamento dell’imposta all’atto dell’arrivo dei beni in Spagna;
  • Compila gli elenchi riepilogativi degli acquisti (modelli Intra-2 e 2 bis) e delle cessioni (modelli Intra-1 e 1 bis) ai soli fini fiscali; dagli stessi deve risultare che si tratta di un’operazione triangolare con intervento dell’operatore italiano come promotore della triangolazione.

Tra il rappresentante fiscale spagnolo di IT2 e l’acquirente finale spagnolo viene, invece, posta in essere un’operazione interna, assoggettata ad Iva spagnola.

Quadrangolazioni senza rappresentante fiscale

Si consideri il caso in cui un operatore italiano (IT1) acquista i beni da un operatore economico francese (FR) e, successivamente, li cede ad un altro soggetto passivo italiano (IT2), il quale, a sua volta, li rivende ad un operatore spagnolo (ES). I beni vengono inviati dalla Francia direttamente in Spagna.

Rapporto tra FR e IT1

IT1:

  • Non effettua un acquisto intracomunitario, in quanto i beni acquistati non arrivano materialmente in Italia, ma vengono spediti direttamente in Spagna;
  • Non effettua un’operazione triangolare comunitaria, in quanto non può designare come debitore d’imposta l’operatore spagnolo (ES), atteso che IT1, nei confronti di quest’ultimo, non assume la veste di fornitore.

IT1, nella descritta situazione di fatto, effettua un’operazione esclusa dal campo di applicazione dell’Iva (articolo 7-bis, comma 1, del DPR n. 633/72).

Rapporto tra IT1 e IT2

L’operazione tra i due operatori italiani IT1 e IT2 è esclusa da Iva (articolo 7-bis, comma 1, del DPR n. 633/72), in quanto i beni, all’atto vendita, non sono fisicamente presenti nel territorio dello Stato italiano.

Poiché la carenza del presupposto territoriale esclude anche la possibilità di configurare la predetta operazione come triangolazione comunitaria interna (articolo 58, comma 1, del D.L. n. 331/93), ne deriva che l’operazione realizzata tra IT1 e IT2 assume rilevanza, ai fini Iva, in Francia.

Rapporto tra IT2 e ES

L’operazione posta in essere tra IT2 ed ES non è configurabile come cessione intracomunitaria, non imponibile Iva, ma come operazione soggetta ad Iva in Spagna.

Quadrangolazioni con soggetto extra-UE

L’Amministrazione finanziaria ha esaminato il regime Iva applicabile alle operazioni relative a quadrangolazioni così strutturate (nota DRE per la Lombardia 59889/96):

  • IT1 vende i beni a IT2 che, a sua volta, li vende ad un soggetto UE;
  • Quest’ultimo li rivende al proprio cliente extra-comunitario, con consegna operata da IT1.

Regime Iva

Il rapporto tra i soggetti passivi italiani (IT1 e IT2) si configura come cessione all’esportazione, non imponibile Iva (articolo 8, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72), vertendosi in tema di triangolazioni all’esportazione.

Laddove, in particolare, il trasporto o la consegna dei beni al di fuori dal territorio comunitario sia effettuata a cura o a nome del cedente (IT1) per incarico del proprio cessionario (IT2), la cessione deve inquadrarsi nella triangolare all’esportazione (articolo 8, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72).

In tal caso, sia la cessione da IT1 a IT2, che da quest’ultimo al soggetto UE, sono oggettivamente non imponibili a condizione che:

  • Il primo cedente (IT1) dimostri di aver dato esecuzione alla consegna o spedizione mediante la consegna al di fuori del territorio doganale;
  • Il cessionario (IT2) sia intestatario della bolletta di esportazione. Qualora infatti la bolletta di esportazione si intestata a IT1 si ricade nel caso dell’esportazione diretta semplice e, quindi, solamente questa operazione sarà riconducibile al regime di non imponibilità.

Il rapporto tra IT2 e il suo cliente comunitario integra, invece, una cessione “fuori campo Iva” (ex articolo 7-bis del DPR n. 633/72) se ed in quanto vengano ceduti beni già fuori dal territorio comunitario.

Vendite a catena e depositi Iva

Le vendite a catena, la cui disciplina è stata introdotta al fine di semplificare le operazioni multiple relative a determinati beni (in particolare, materie prime), possono essere realizzate anche nell’ambito dei depositi Iva (di cui all’articolo 50-bis del D.L. n. 331/93).

Si considerano, infatti, effettuate senza pagamento dell’imposta le cessioni dei beni (elencati nella tabella A-bis allegata al D.L. n. 331/93), eseguite mediante introduzione in un deposito Iva, effettuate nei confronti di soggetti diversi da quelli identificati nella UE (articolo 50-bis, comma 4, lettera d) del D.L. n. 331/93).

Rappresentante fiscale del soggetto UE in Italia

Resta estranea allo schema delle vendite a catena l’operazione che coinvolge una società UE, proprietaria di un deposito Iva in un diverso Paese UE dal quale vengono movimentati i beni, in esso precedentemente introdotti, ai fini della vendita a clienti comunitari (Risoluzione n. 4/E/2003, Agenzia delle Entrate).

Tenuto conto che, nel caso considerato, la società risulta identificata in Italia tramite un rappresentante fiscale, si tratta di comprendere se la stessa realizzi, per i beni ceduti direttamente ai cessionari italiani, soggetti passivi, per il tramite del rappresentante fiscale, un acquisto intracomunitario “assimilato”, siccome effettuate nell’ambito della stessa impresa (articolo 38, comma 3, lettera b) del D.L. n. 331/93).

Posizione dell’Agenzia delle Entrate

Il perfezionamento dell’acquisto intracomunitario, realizzato dal rappresentante fiscale italiano del soggetto Iva, non è comunque ostacolato dalla circostanza che i beni vengano inviati direttamente al cliente finale soggetto passivo d’imposta in Italia.

Infatti, fermo restando che, in caso di rapporto diretto tra cedente e cessionario italiano, entrambi soggetti passivi, l’operazione si qualificherebbe come intracomunitaria, attraverso l’utilizzo del rappresentante fiscale, la movimentazione fisica dei beni direttamente dal cedente inglese al cessionario italiano dà luogo ad:

  • Un acquisto intracomunitario da parte del rappresentante fiscale (articolo 38, comma 3, lettera b) del D.L. n. 331/93);
  • Una cessione “interna”, imponibile Iva in Italia, effettuata dal rappresentante nei confronti del cliente italiano.

In sostanza, il rappresentante fiscale, riguardo all’acquisto intracomunitario effettuato, deve provvedere all’integrazione e alla registrazione della fattura ricevuta (articolo 46, comma 1 e 47 comma 1, del D.L. n. 331/93).

La cessione “interna” successivamente realizzata in Italia deve essere, invece, assoggettata a Iva dal cessionario italiano, nella specie attraverso la procedura di integrazione prevista per gli acquisti intracomunitari (articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/72); al rappresentante fiscale italiano, pertanto, resta preclusa la possibilità di emettere fattura con Iva (Risoluzione n. 89/E/2010 Agenzia delle Entrate).

Check Also

Diritti di Immagine: tassazione dello sfruttamento economico

Sportivi, artisti e personaggi del mondo dello spettacolo agganciano alle loro entrare anche i proventi …

Splafonamento Iva: come rimediare?

Come regolarizzare lo splafonamento Iva? Quali sono le sanzioni in caso di splafonamento? Esempi pratici …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni