Artisti italiani all’estero: la tassazione

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Le modalità di tassazione estera dei redditi degli artisti italiani, realizzati in esibizioni svolte all’estero. Analogamente lo stesso principio di tassazione trova applicazione anche per la tassazione in Italia dei redditi ivi prodotti da parte di artisti residenti all’estero.

Quando si parla di redditi percepiti in Paesi esteri, deve essere sempre tenuta in considerazione la normativa nazionale, ma anche e soprattutto quanto disposto dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulata tra due stati esteri: quello di residenza dell’artista e quello ove ha svolto la propria esibizione artistica.

Questo è fondamentale per riuscire ad applicare correttamente la tassazione nel Paese corretto (di residenza o di produzione del reddito). Per questo motivo, con questo contributo vogliamo andare a definire le regole di tassazione estera dei redditi degli artisti italiani, realizzati in esibizioni tenutesi in Paesi esteri. Questo senza dimenticare che lo stesso principio, applicato in maniera analoga può essere applicato anche per determinare la tassazione in Italia dei redditi ivi prodotti da parte di artisti residenti in Paesi esteri.

Tanto per fare un esempio pratico, un caso per il quale recentemente ci è stato chiesto un quesito è quello riguardante un artista italiano (cantante e musicista) che si è esibito in un teatro a Berlino. Il compenso percepito deve essere soggetto ad imposizione in Italia oppure in Germania? Scopriamolo insieme.

Artisti e redditi esteri

Residenza fiscale

La prima cosa da fare quando siamo di fronte a situazioni riguardanti la tassazione di redditi percepiti all’estero, è quella, prima di tutto, di andare a verificare se il soggetto che li ha percepiti è considerato fiscalmente residente in Italia, ai sensi di quanto disposto dalla normativa nazionale, contenuta nell’articolo 2 del DPR n. 917/86.

Tale articolo prevede che un soggetto è considerato fiscalmente residente quando, per la maggior parte del periodo di imposta ha mantenuto in Italia il domicilio o la residenza, ai fini civilistici. Una volta verificato questo aspetto (per maggiori approfondimenti vi rimando a questo nostro contributo “La residenza fiscale delle persone fisiche“), è necessario andare ad analizzare quale Stato ha la potestà impositiva sul reddito percepito all’estero.

Potestà impositiva

La potestà impositiva è delineata preliminarmente dalla normativa interna e, successivamente, dal disposto convenzionale. In base all’articolo 3, comma 1, del DPR n. 917/86 i soggetti residenti sono tassati  in Italia per tutti i loro redditi, ovunque percepiti (“worldwide taxation“), mentre i soggetti non residenti sono tassati esclusivamente sui redditi prodotti nel territorio dello Stato. L’elenco di tali redditi è contenuto nell’articolo 23 del DPR n. 917/86. Sulla base di questo articolo, si considerano prodotti in Italia:

  • I redditi di lavoro autonomo derivanti da attività esercitate nel territorio dello Stato (articolo 23, comma 1, lettera d) del DPR n. 917/86);
  • I redditi di collaborazione coordinata e continuativa corrisposti da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni italiane di soggetti non residenti (articolo 23, comma 2, lettera b) del DPR n. 917/86).

Capire la corretta potestà impositiva è fondamentale per arrivare a determinare la tassazione del reddito estero, percepito dall’artista italiano, delineato nel nostro esempio di partenza. Non vi sono dubbi, in questo caso, che la potestà impositiva sul reddito estero percepito dall’artista sia nel suo Stato di residenza (Italia). Vediamo adesso cosa di dice il disposto convenzionale.

Disciplina convenzionale

I redditi percepiti dagli artisti sono disciplinati dall’articolo 17 del Modello di Convenzione Ocse contro le doppie imposizioni. Le convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia si ispirano a tale Modello.

Il Commentario Ocse, del modello di convenzione contro le doppie imposizioni, all’articolo 17 evidenzia come non sia possibile fornire una definizione precisa di artista: si propongono, come esempi, l’attore cinematografico, l’attore di teatro, il musicista ossia tutte le prestazioni nelle quali è presente un elemento di “intrattenimento” del pubblico.

Diversamente, non rientrano in tale categoria degli artisti, gli “speaker” in una conferenza, i registi e coloro che svolgono un’attività di supporto come, per esempio, il “cameraman” di un film.

Per quanto riguarda la potestà impositiva, il paragrafo 1 dell’articolo 17 stabilisce che il reddito percepito da un artista di teatro, del cinema, della radio o della televisione o un musicista, per la sua attività personale esercitata in un altro Stato, può essere assoggettato a tassazione in questo altro Stato (stato di percezione del reddito).

La regola di tassazione

In base a quanto abbiamo potuto analizzare sino ad ora possiamo riassumere che l’artista che percepisce redditi per una prestazione effettuata all’estero è assoggettato a tassazione sia nel Paese di esecuzione dell’opera o della prestazione (nel nostro caso in Germania), sia nel Paese di residenza fiscale (nel nostro caso l’Italia): manca, infatti, l’avverbio “soltanto” (può essere tassato soltanto in questo altro Stato) che determina la potestà impositiva esclusiva di uno Stato contraente.

Differenza con il lavoro autonomo

A differenza degli altri lavoratori autonomi, le cui modalità di tassazione, sono definiti dall’articolo 5 del modello di Convenzione, la tassazione dell’artista, presenta alcune particolarità. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, essi possono essere assoggettati a tassazione nello Stato in cui erogano il servizio, soltanto se, in detto Stato, è presente una sede fissa stabile della loro attività (stabile organizzazione). Altrimenti, il loro reddito percepito all’estero si rende tassabile solo nel loro Paese di residenza fiscale.

Per quanto riguarda gli artisti, invece, è stata prevista una particolare modalità di tassazione: la tassazione dei redditi dell’artista, infatti, sportivo può avvenire in uno Stato per il solo fatto che la prestazione è ivi resa, a prescindere dalla sussistenza di una stabile organizzazione. Quindi, per riprendere il nostro esempio iniziare e fornire una risposta, possiamo dire che i redditi percepiti in Germania da parte di un artista italiano si rendono tassabili esclusivamente in Germania.

Il diverso trattamento  fiscale degli artisti, rispetto alla generalità del lavoro autonomo, si giustifica con l’esigenza di assoggettare a tassazione, nello Stato in cui si manifestano, prestazioni artistiche che per la loro intrinseca natura permettono di conseguire notevoli redditi in un arco temporale molto ristretto.

Tassazione territoriale

Al fine di evitare situazioni di doppia tassazione di uno stesso reddito la Convenzione Ocse ha deciso di applicare una tassazione del reddito dell’artista che effettua prestazioni estere sulla base del requisito territoriale, ovvero la potestà impositiva sul reddito è dello Stato ove materialmente si svolge la prestazione artistica.

Questo meccanismo, al pari del credito di imposta, permette di evitare la doppia tassazione del reddito e permette anche di evitare situazioni di possibile evasione fiscale.

Infatti, in assenza di una previsione specifica come quella contenuta nell’articolo 17 della Convenzione, un artista di successo potrebbe risiedere in uno Stato a fiscalità privilegiata ed esibirsi occasionalmente in Stati esteri usufruendo della non tassazione in ragione della ridotta permanenza.

La Star Company 

Poniamo un altro esempio: un personaggio dello spettacolo straniero partecipa ad un evento in Italia senza disporre nel nostro Paese di una sede stabile. Come detto, in base all’articolo 17 della Convenzione, il compenso percepito può essere tassato in Italia. E’ il caso di sottolineare come l’espressione “può essere tassato” va inteso nel senso che la Convenzione ammette la potestà impositiva del nostro Paese.

Al fine di eludere le disposizioni convenzionali illustrate, l’artista potrebbe costituire una società estera (c.d. “star company“) che assume l’artista incaricandolo di esibirsi in vari Paesi esteri. Mancando la stabile organizzazione nei Paesi esteri della star company, il compenso percepito dalla società non potrebbe essere tassato negli altri Paesi, ma esclusivamente nel Paese di residenza della stessa.

Ad esempio, l’artista del caso precedente potrebbe essere assunto da una società residente nel Jersey. L’artista si esibisce in vari Paesi ma, tuttavia, poiché la società del Jersey non ha una stabile organizzazione in tali altri Stati, tali compensi saranno tassati solo nel Jersey dove l’imposizione è molto più favorevole.

Al fine di prevenire questa possibile manovra elusiva, il paragrafo 2 dell’articolo 17 della Convenzione Ocse stabilisce che quando il reddito derivante dalle attività svolte dall’artista sono imputate ad un altro soggetto, la star company, i redditi possono comunque essere tassati nello stato in cui è erogata la prestazione.

La nostra consulenza

Se hai letto questo articolo molto probabilmente sei interessato a conoscere in maniera approfondita le modalità di tassazione dei compensi percepiti da artisti residenti in Italia che svolgono prestazioni all’estero, oppure, vuoi conoscere l’eventuale tassazione italiana applicabile ai redditi di artisti residenti all’estero.

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