Autofattura: guida ai casi di emissione

Condivisioni

Cos’è l’autofattura? Chi la deve emettere? Quali sono i termini di emissione? Vediamo in cosa consiste l’autofattura e come viene trattata dalla normativa Iva. Tutti i casi di emissione della autofattura. Le sanzioni applicabili in caso di errore.

Quando parliamo di autofattura ci riferiamo ad un documento fiscalmente rilevante che il soggetto passivo (professionista o impresa), sia azienda che persona fisica, va ad emettere nei confronti di se stesso.

In pratica emettere un’autofattura significa effettuare una vendita nei confronti di se stessi. Vendita che deve essere certificata da un documento valido fiscalmente l’autofattura.

Si tratta di un istituto che può essere utilizzato esclusivamente in particolari fattispecie specificate dalla legge, che andremo ad analizzare in questo contributo, al fine di offrirvi un supporto per la comprensione di questo istituto derivante dalla normativa sull’Imposta sul valore aggiunto (Iva).

Di seguito scopriremo le varie fattispecie per le quali è obbligatoria l’emissione dell’autofattura e come deve essere redatta.

Tutte le info sull’autofattura nella nostra guida.

autofattura

Autofattura

L’autofattura è una particolare tipologia di fattura che si caratterizza per il fatto che l’obbligo di applicare l’Iva e di emettere la fattura è posto a carico del cessionario/committente (al posto del soggetto prestatore). L

a fattura, in questo caso prende il nome di “autofattura“.

Questa è un’eccezione alla normale fatturazione che prevede che chi deve ricevere il pagamento emetta la fattura.

Vediamo di seguito i termini di emissione e annotazione dell’autofattura e tutte le fattispecie in cui la normativa Iva prevede l’emissione dell’autofattura.

Autofattura: Termini e modalità di registrazione

Sono soggette ad autofattura le operazioni effettuate da soggetti extra UE (articolo 17, comma 2 del DPR n. 633/72), territorialmente rilevanti in Italia e le operazioni per le quali non sia stata emessa la fattura entro i termini da parte del soggetto obbligato (articolo 21, comma 4, lettera d) del DPR n. 633/72).

L’autofattura deve essere emessa in unico esemplare (articolo 21, comma 5, del DPR n. 633/72), con indicazione:

  • Dell’Iva, se si tratta di un’operazione imponibile;
  • Del titolo di non imponibilità o di esenzione, se si tratta di un’operazione non imponibile o esente da imposta.

Sul documento deve essere riportata la dicitura “autofatturazione” di cui all’articolo 21, comma 6-ter del DPR n. 633/72).

Cessioni di beni e prestazioni di servizi specifici

Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi specifici, l’autofattura deve essere emessa nel momento di effettuazione dell’operazione determinato a norma dell’articolo 6 del DPR n. 633/72.

Per servizi specifici si intendono quelli contenuti negli articoli 7-quater e 7-quinquies del DPR n. 633/72.

L’autofattura deve esse annotata:

  • Nel registro delle fatture emesse entro 15 giorni e con riferimento alla data di emissione (articolo 23, comma 1, primo periodo del DPR n. 633/72);
  • Nel registro degli acquisti anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale viene esercitata la detrazione (articolo 25 del DPR n. 633/72).

Prestazioni di servizi generici

Le prestazioni di servizi generici (di cui all’articolo 7-ter del DPR n. 633/72), si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi (articolo 6, comma 6, del DPR n. 633/72).

Le stesse prestazioni, se effettuate in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore a un anno e se non comportano pagamenti anche parziali nel medesimo periodo, si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare fino all’ultimazione delle prestazioni medesime.

La ricezione di un qualsiasi documento emesso dal fornitore, volto a certificare l’operazione posta in essere, è indice di ultimazione dell’operazione o di maturazione del corrispettivo.

Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nel primo periodo è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, la prestazione di servizi si intende effettuata, limitatamente all’importo pagato, alla data del pagamento.

L’autofattura deve essere emessa al momento di effettuazione dell’operazione (articolo 21, comma 4, lettera d) del DPR n. 633/72) ed annotata:

  • Nel registro delle fatture emesse entro il termine di emissione, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione (articolo 23, comma 1, secondo periodo, del DPR n. 633/72);
  • Nel registro degli acquisti anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale viene esercitata la detrazione.
Utilizzo di registri sezionali

In analogia a quanto già riconosciuto dall’Amministrazione finanziaria in materia di acquisti intracomunitari di beni, gli obblighi di numerazione e di registrazione si considerano regolarmente adempiuti attraverso un’unica numerazione e registrazione delle autofatture su un apposito registro sezionale.

Registro che funge da registro sezionale sia del registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi), sia del registro degli acquisti.

Autofattura per omaggi

Tutte le imprese, per promuovere la loro attività si possono trovare di fronte alla situazione di dover effettuare delle cessioni gratuite di beni (c.d. “omaggi“) per promuovere la propria attività. Per omaggi si intendono tutte le cessioni gratuite di beni che configurano spese di rappresentanza, cioè quelle sostenute per promuovere l’immagine globale dell’impresa nella sua configurazione esterna. Quanto si parla di omaggi dobbiamo sempre tenere presente che:

  • In ogni caso, l’impresa ha la possibilità di scegliere di non detrarre l’Iva a credito relativa all’acquisto dei beni oggetto dell’attività e destinati a essere ceduti come omaggio. Al fine di non assoggettare a Iva la successiva cessione gratuita;
  • Qualora si ritenga che la spesa relativa al bene oggetto dell’attività ceduto gratuitamente possa essere qualificata come “spesa di rappresentanza“, l’Iva a credito sarà detraibile solo per i beni di costo unitario non superiore a €. 50,00. Mentre la cessione del bene è rilevante ai fini Iva indipendentemente dal valore dello stesso. Ferma restando l’esclusione da Iva della cessione gratuita se questa non è stata detratta sull’acquisto;
  • Qualora si ritenga che la spesa relativa al bene oggetto dell’attività ceduto gratuitamente non possa essere qualificata quale spesa di rappresentanza, l’Iva a credito è detraibile a prescindere dall’importo e la cessione gratuita sarà rilevante ai fini Iva indipendentemente dal valore del bene, ferma restando la possibilità di rinunciare alla detrazione escludendo così dall’Iva la cessione gratuita.

Autofatturazione omaggi

Inoltre, è da tenere in debita considerazione che la rivalsa dell’Iva non è obbligatoria, come disposto dall’articolo 18, DPR n. 633/72. Come spesso accade, l’Iva rimane a carico del cedente e costituisce per quest’ultimo un costo indeducibile ex articolo 99, comma 1, del DPR n. 617/86. Ai fini pratici, si potrà:

  • Emettere una fattura con applicazione dell’Iva, senza addebitare la stessa al cliente, specificando che trattasi di “omaggio senza rivalsa dell’Iva ex articolo 18, DPR n. 633/72“;
  • Emettere un’autofattura in unico esemplare, con indicazione del valore dei beni come sopra individuato (prezzo di acquisto o di costo), dell’aliquota e della relativa imposta, specificando che trattasi di “autofattura per omaggi“. La stessa può essere: singola per ciascuna cessione (“autofattura immediata“); globale mensile per tutte le cessioni effettuate nel mese (“autofattura differita“).

Per approfondire: “Omaggi: la disciplina Iva

Autofattura per autoconsumo

Quando i beni acquistati dall’azienda per la propria attività tipica vengono vengono destinati ad una finalità diversa da quella prevista originariamente, ed estranea all’attività d’impresa, si parla di “autoconsumo“. E’ possibile distingue fra:

  • Autoconsumo interno: ovvero i beni sono assegnati all’uso o al consumo dei soci (cosiddetto autoconsumo interno);
  • Autoconsumo esterno : ovvero i beni sono destinati ad altre finalità (donati per esempio per un fine di liberalità e beneficenza a terzi per finalità di pura cortesia, che non hanno cioè nessun collegamento con l’incremento o il mantenimento della clientela e/o del fatturato).

Il tratto comune di entrambe la situazione è il cambiamento di destinazione, da una finalità inerente all’attività aziendale, ad una finalità estranea e non inerente.

Ai fini Iva l’autoconsumo è assimilato ad una cessione di beni perciò trattasi di operazione imponibile indipendentemente dal valore e dalla tipologia del bene stesso. L’unica eccezione si ha quando al momento dell’acquisto del bene l’Iva non è stata detratta, in questo caso il bene viene considerato fuori campo Iva.

Quindi, in caso di autoconsumo, è necessario documentare l’operazione procedendo con le seguenti operazioni:

  • Emettere un DDT con causale “autoconsumo“, con destinatario il soggetto che autoconsuma i beni;
  • Emettere un’autofattura, la quale deve essere registrata nel registro delle fatture emesse (e non in quello degli acquisti).

Autofattura denuncia

Non è raro riscontrare nella pratica il caso in cui si sia di fronte al mancato ricevimento della fattura da parte del fornitore, nonostante il pagamento della stessa sia stato correttamente effettuato.

Si tratta, di un elemento molto importante, in quanto, come sappiamo, ai fini Iva, ma anche per la determinazione del reddito imponibile, non è possibile prescindere dall’aspetto documentale dell’operazione, al fine di legittimare la deduzione del costo, o la detrazione dell’Iva pagata al fornitore.

Ai sensi di quanto disposto dall’articolo 6, commi 8 e 9 del D.Lgs. n. 471/97, l’imprenditore o il professionista che, nell’esercizio della propria attività, non dovesse ricevere la fattura dal proprio fornitore entro quattro mesi dall’effettuazione dell’operazione, o che riceva una fattura irregolare è tenuto ad adottare i seguenti provvedimenti:

  • Mancato ricevimento della fattura – In caso di mancato ricevimento della fattura entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, deve, entro il trentesimo giorno successivo, pagare l’imposta relativa all’operazione e presentare all’Ufficio competente un’autofattura in duplice esemplare. Avvenuta la regolarizzazione, un esemplare del documento, con l’attestazione della regolarizzazione e del pagamento, deve essere restituito dall’Ufficio al contribuente che deve registrarlo nel registro degli acquisti;
  • Ricevimento di una fattura irregolare – In caso di ricevimento di una fattura irregolare entro il trentesimo giorno successivo a quello di registrazione della stessa deve presentare all’Ufficio competente un’autofattura integrativa in duplice esemplare previo versamento della maggiore imposta dovuta. Un esemplare dell’autofattura, con l’attestazione di avvenuto pagamento o di intervenuta regolarizzazione, è restituita dall’Ufficio competente all’interessato che provvederà entro il mese di emissione ad anno.

Per approfondire: “Mancato ricevimento della fattura: quali rimedi?

Autofattura per acquisti extra UE

Quando un soggetto passivo Iva residente in Italia acquista beni o servizi da parte di aziende che sono residenti in Paesi Extra-UE o che comunque non hanno nessun tipo di rappresentanza legale nel nostro Paese, si rende necessaria l’emissione di un’autofattura, fatta eccezione per quei casi in cui l’Imposta sul valore aggiunto può essere desunta dalla bolletta doganale che accompagna le merci.

L’autofattura è costituita da un nuovo esemplare di fattura che il cessionario o committente Italiano è tenuto ad emettere nei confronti di se stesso.

Tale documento deve essere datato e protocollato per l’annotazione nel registro Iva vendite e nel registri Iva acquist. Inoltre, deve necessariamente possedere i sotto indicati requisiti, ai fini della sua corretta validità:

  • L’annotazione della dicitura “autofatturazione“;
  • I dati del fornitore residente in Stato Extra-UE;
  • Natura qualità e quantità dei beni acquistati;
  • L’ammontare delle operazioni esenti, non imponibili, e imponibili con l’indicazione della relativa imposta.

Per approfondire: “Operazioni con l’estero: reverse charge

Autofattura per acquisti da impresa agricola

Per i piccoli agricoltori il nostro regime fiscale prevede un particolare regime di esonero, disciplinato dal comma 6 dell’articolo 34 del DPR n. 633/72.

Si tratta del regime fiscale naturale per gli imprenditori agricoli con volume di affari annuo non superiore a €. 7.000 costituito per almeno due terzi dalla cessione di prodotti agricoli.

Questo regime consente all’imprenditore agricolo di essere esonerato da qualunque adempimento ai fini Iva se non quello di conservare e numerare progressivamente tutte le fatture di acquisto. Conservare copia delle autofatture emesse da parte degli acquirenti in quanto sono essi stessi che emettono autofattura in luogo dell’emissione della fattura dal parte del soggetto cedente che adotta questo particolare regime di esonero.

Il regime in questione non è assolutamente obbligatorio, ma può essere appunto scelto se e solo se non si supera un volume di affari di €. 7000 per anno solare.

In questo caso, l’obbligo contabile in caso di acquisti ricade in capo ai clienti dell’agricoltore esonerato. Questi, quando acquistano merci o servizi, sono chiamati ad emettere autofattura.

Nell’autofattura deve essere indicato l’imponibile e l’imposta relativa, che viene stabilita seguendo quelle che sono le aliquote che corrispondono alle proprie percentuali di compensazione. Spetta all’imprenditore agricolo in regime di esonero conservare l’autofattura.

L’Iva dovrà, quindi, essere scorporata dall’importo totale da pagare all’imprenditore agricolo ed eventualmente documentato dal documento di trasporto redatto dal cedente.

Chi invece acquista la merce registrerà l’autofattura, tenendola separatamente nel registro degli acquisti.

Per approfondire: “Imprenditore agricolo: il regime di esonero

I nostri consigli

Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai a che fare con una delle fattispecie che prevedono l’emissione di un’autofattura per regolarizzare un’operazione professionale o commerciale di cui sei parte in causa.

L’emissione di autofattura è un adempimento richiesto dalla normativa fiscale e pertanto, al fine di evitare l’applicazione di sanzioni, è necessario predisporre questo documento avendo cura di verificare la corretta applicazione della fattispecie in cui ne è richiesta l’emissione, ma anche la correttezza della compilazione del documento stesso.

Per questo, se hai bisogno di aiuto, contattaci attraverso il nostro servizio di consulenza online, potrai avere la consulenza di un professionista che ti aiuterà a risolvere i tuoi dubbi, in merito all’autofatturazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni