Holding company on-shore e off-shore come rifugio fiscale

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Pianificazione fiscale internazionale: utilizzo di holding company on-shore e off-shore come rifugio fiscale. Esempi e vantaggi di holding estere per beneficiare di tassazioni ridotte. Tutte le informazioni nella nostra guida.

Un contribuente, sia esso persona fisica o giuridica, può trarre vantaggio dall’utilizzo di una holding company, detenendo in prima persona o per via interposta le azioni al fine di convogliarvi il reddito prodotto dal proprio investimento o dalle proprie attività economiche esercitate da società operative.

Sebbene occorra prendere in considerazione l’esistenza di norme anti-elusive, tali società possono essere utilizzate come un rifugio fiscale (“tax shelter“). Ci sono due tipi di regimi applicabili alle holding company  che vengono così denominate internazionalmente on-shore holding companies  e off-shore holding companies.

Di seguito andremo ad analizzare le caratteristiche e i motivi che possono spingere un contribuente alla creazione di uno di questi due istituti giuridici.

Holding company on-shore

Nell’ambito di una certa giurisdizione le on-shore holding companies  vengono assoggettate allo stesso trattamento fiscale previsto per tutte le società che svolgono un’attività economica.

Generalmente in capo a tali società viene riconosciuta l’applicazione della participation exemption o di altre forme di trattamento fiscale più favorevole (quali ad esempio il credito di imposta indiretto riconosciuto negli Stati Uniti).

Occorre ricordare che le holding company on-shore, in genere, possono svolgere anche altre attività economiche oltre alla detenzione di partecipazioni. Ogni profitto derivante dallo svolgimento di tali attività viene tassato ordinariamente secondo le aliquote normali. Oltre al vantaggio derivante dall’applicazione della participation exemption, vi sono altre importanti motivazioni per costituire e operare attraverso una on-shore holding company.

Minimizzare le ritenute su dividendi

La prima motivazione consiste nella possibilità di minimizzare l’applicazione delle ritenute alla fonte sui dividendi mediante la tecnica del treaty routing. Al riguardo occorre distinguere le seguenti situazioni:

  • L’utilizzo di una holding company qualora lo Stato di residenza della società madre applichi il sistema dell’esenzione per l’eliminazione della doppia imposizione; ciò può implicare la perdita del credito per le ritenute subite, in modo particolare quando si applica il regime della participation exemption;
  • L’utilizzo di una holding company qualora lo Stato di residenza della società madre applichi il metodo del credito per l’eliminazione della doppia imposizione e la ritenuta applicata all’estero non possa essere recuperata: in tal caso si verifica che il totale delle imposte applicate nello Stato estero è superiore al totale dell’ammontare delle imposte dovute nello Stato della casa madre; ne deriverà che l’importo in eccesso del credito per le imposte pagate all’estero potrà essere riportato negli anni successivi o si potrà verificare la perdita del credito stesso.

Esenzione delle plusvalenze

La seconda ragione importante per l’utilizzo di una holding company  può essere il vantaggio fiscale ritraibile in caso di cessione della partecipazione, vantaggio consistente o in una totale esenzione da imposizione o in un differimento nel tempo della tassazione stessa.

In tale caso occorre distinguere diverse ipotesi fra cui:

  • Il caso in cui lo Stato della residenza della casa madre assoggetti a imposizione le plusvalenze derivanti dalla cessione delle partecipazioni: in tale ipotesi l’utilizzo delle società holding  potrebbe evitare tale imposizione;
  • Il caso in cui lo Stato di residenza della casa madre applichi la participation exemption  sui dividendi percepiti: in tale ipotesi la holding company  permette la conversione della plusvalenza tassabile realizzata sulla partecipazione in dividendi non tassabili in capo alla società madre;
  • Il caso in cui, invece, lo Stato di residenza della società madre applichi il metodo del credito: in tale ipotesi la holding company  serve quale strumento per convertire l’effettiva plusvalenza in futuri dividendi tassabili.

Applicazione del metodo del credito

La terza ragione per cui può essere rilevante l’utilizzo di una holding company consiste nell’evitare un’ulteriore tassazione in capo alla società madre qualora lo Stato di residenza della società madre applichi il metodo del credito e, inoltre, le imposte pagate all’estero siano inferiori rispetto alle imposte dovute nello Stato della residenza della casa madre.

Mediante l’interposizione di una società holding  si può evitare l’ulteriore imposizione in capo alla casa madre.

Esempio

Un esempio potrà meglio illustrare tale ipotesi.

Si ipotizza il caso in cui gli utili di una società sussidiaria S nello Stato di residenza siano assoggettati a un’imposta pari al 25% (incluse le ritenute) e gli utili della società madre P nel suo Stato di residenza siano assoggettati a un’imposta pari al 35%.

Si prevede, inoltre, che lo Stato di residenza della società madre adotti il credito ordinario quale metodo per l’eliminazione della doppia imposizione. Ne consegue che la società P dovrebbe pagare ulteriori imposte, pari al 10%, in caso di distribuzione di dividendi da parte della società S.

Se tra la società madre e la società sussidiaria si interpone una società holding  che sia residente in uno Stato che applica il metodo dell’esenzione, quest’ultima non dovrà corrispondere ulteriori imposte relativamente ai dividendi percepiti dalla società sussidiaria.

Occorre inoltre rilevare che non è possibile ritrarre i suddetti vantaggi dall’utilizzo di una holding company nel caso in cui lo Stato di residenza della società madre abbia introdotto una normativa in materia di Controlled Foreign Company  (CFC) quale misura anti-elusiva.

Localizzazione della holding

Ci sono altri importanti elementi che occorre considerare dal punto di vista fiscale quando si sceglie la localizzazione in un determinato Stato della società holding; fra cui:

  • L’esistenza di un regime di participation exemption favorevole, applicabile sia ai dividendi percepiti che alle plusvalenze realizzate per partecipazioni qualificate;
  • Un network  di trattati contro la doppia imposizione efficace sia per il numero di trattati stipulati che per la bassa percentuale delle ritenute applicabili;
  • Ritenute ridotte o pari a zero sulla distribuzione di dividendi in uscita e il pagamento di interessi;
  • Limitata esistenza di norme anti-elusive sia nella giurisdizione della holding company che nella giurisdizione della società madre;
  • Ridotta applicazione di imposte residuali quali imposte locali, imposte sul patrimonio, imposte di registro, ecc.

Holding company off-shore

Diversamente dalle società holding on-shore , le società holding off-shore  vengono assoggettate a un trattamento fiscale diverso rispetto alle società che svolgono una attività economica nello stesso Stato.

Le società holding off-shore, in genere, sono ubicate in paradisi fiscali.

Un esempio conosciuto di società holding off-shore  è la holding company lussemburghese del 1929. Questo regime è stato abolito a decorrere dal 1° gennaio 2007 a causa della sua incompatibilità con la normativa UE. Inoltre, fino al primo gennaio 2003, anche il regime delle holding company di Cipro era considerato “off-shore“; questo regime è stato di fatto abolito a partire dal 31 dicembre 2005 a fronte della riforma fiscale posta in atto dallo Stato di Cipro in seguito alla propria adesione all’Unione Europea.

Utilizzo di holding off-shore

Le società holding off-shore  vengono utilizzate per varie ragioni, anche diverse da quelle fiscali, e in particolare si ricorda la detenzione di marchi, brevetti, licenze, la necessità di salvaguardare il proprio patrimonio, la gestione del patrimonio, l’attività finanziaria, la gestione valutaria e i controlli di natura valutaria.

Nonostante il regime fiscale favorevole cui sono assoggettate la maggior parte delle holding company off-shore, occorre rilevare che il maggior svantaggio cui va incontro chi opera mediante tali società è quello della non applicazione di trattati.

Infatti le giurisdizioni ove il più delle volte si localizzano tali società non hanno concluso trattati contro la doppia imposizione. Anche in presenza di trattati, il più delle volte a questo tipo di holding companies non vengono riconosciuti i benefici convenzionali.

Le holding companies off-shore sono particolarmente utili qualora derivino il proprio reddito da Stati che non applicano ritenute su specifiche categorie di reddito, o solo in quei limitati casi in cui le holding companies off-shore beneficiano di un trattato.

Nel passato, un esempio molto conosciuto di tale caso era dato dal trattato fra i Paesi Bassi e le Antille Olandesi. Le giurisdizioni ad alta tassazione sempre più frequentemente introducono norme anti-elusive contro l’utilizzo di società off-shore indipendentemente dal fatto che queste società siano utilizzate per ridurre l’applicazione delle ritenute o per accumulare reddito.

Fra tali norme anti-elusive si annoverano le norme CFC e le misure contro l’abuso dei trattati, altrimenti denominato treaty shopping.

Attività anti abuso dell’OCSE

L’OCSE da anni svolge un’attività volta a contrastare l’abuso dei trattati contro le doppie imposizioni e la formazione di centri off-shore ove situare società al solo fine di eludere materia imponibile.

Nel 2013 l’Unione europea ha dato vita ad una iniziativa volta a contrastare l’abuso dello strumento delle società holding qualora esse siano costituite esclusivamente con lo scopo principale di ridurre la tassazione nello stato della fonte, oltre a colpire la rete di trattati contro la doppia imposizione che facilitano questo tipo di holding companies, come nel caso di Paesi Bassi e Lussemburgo.

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