Marketer e guadagni online: guida alla tassazione

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Aprire Partita Iva per guadagni online e affiliazioni, come e quando? La guida per pagare le imposte sui guadagni derivanti da banner pubblicitari, affiliazioni, e marketing. In questa guida vediamo le modalità di dichiarazione e i nostri consigli. Al termine della lettura sarai un Marketer migliore, ma soprattutto diminuirai le possibilità che l’Amministrazione finanziaria bussi alla tua porta.

Sei un giovane Marketer che ha appena aperto un blog?

Hai un business o stai per crearne uno online?

Vuoi iniziare a monetizzare il tuo blog con advertising, banner pubblicitari e affiliazioni?

Vuoi vendere i tuoi prodotti online?

Se hai risposto in modo affermativo anche solo ad una di queste domande, sono sicuro che il più grande dubbio che hai in testa è: come riuscire a districarsi nella normativa fiscale, devo aprire Partita Iva?

Bene, questo contributo è fatto a posta per te!

Gestisco gli adempimenti fiscali di business online da anni, e dalla mia esperienza personale posso dirvi che la maggior parte dei Marketer quando avvia la propria attività, ancora non conosce bene quali sono gli adempimenti fiscali e le modalità di tassazione dei propri guadagni.

Questo è frutto sia di una normativa interna non ancora delineata, ma soprattutto dalla grande confusione che regna sul web.

Se lavori con il web ti interesserà anche sapere quali siano le migliori strategie per gestire al meglio gli adempimenti fiscali legati ad affiliazioni, Google Adsense ed advertising online, questa è la guida per te.

Sei pronto? si comincia!

marketer

Marketer e guadagni online

Chi di voi gestisce un sito web, oppure un blog, e sta iniziando a guadagnare con l’affiliate marketing, in questa guida troverà tutte le risposte di cui ha bisogno, senza contare che potrete scrivere nei commenti i vostri ulteriori dubbi.

Ti spiegherò qual è l’errore più comune che quasi tutti commettono, la strada migliore per non correre rischi in ambito fiscale.

Nel caso in cui tu non conosca cosa siano le affiliazioni e l’affiliate marketing e come puoi guadagnare online ti suggerisco di leggere questa guida: “Affiliate marketing: guadagni e tassazione“.

Prima di proseguire, ci tengo precisare che quella che stai per leggere non è una guida per indirizzarti a quale sia la forma migliore di advertisement per il tuo blog. Oppure di quali siano le migliori strategie per guadagnare online, in giro ci sono centinaia di articoli che parlano di questo, fatti da persone sicuramente più preparate di me sull’argomento.

Quello che, invece, troverete di seguito è ciò che nessuno vi ha ancora detto sull’affiliate marketing e sul guadagno online. Ovvero come essere in regola fiscalmente con i guadagni derivanti da banner pubblicitari ed affiliazioni (per quanti di voi invece utilizzino un blog per fare e-commerce, la guida che fa per voi è indicata sotto).

A questo punto possiamo cominciare.

Affiliate marketing in Italia

Che tu sia un esperto di tecnologia, di giochi, o una fashion o travel blogger all’Amministrazione finanziaria poco importa.

L’aspetto fondamentale è che tu sappia che ogni guadagno effettuato tramite il tuo blog (derivante da affiliazioni o banner pubblicitari) deve essere dichiarato e soggetto a tassazione, ai fini delle imposte dirette.

Molte domande che ci arrivano dai nostri lettori derivano proprio dalla scarsa informazione che c’è su questo argomento.

Nessuno sa cosa deve fare. Spesso ci si affida al passaparola e si finisce con il commettere degli errori. Altri blogger, invece, preferiscono non inserire banner pubblicitari (come Adsense, Teads, Simply  o Plavid), soltanto perché non correttamente informati non vogliono trovarsi ad avere problemi fiscali legati a questo tipo di guadagni.

Niente di più sbagliato!

Quello che c’è da sapere è che al momento in Italia non esiste ancora una  vera e propria regolamentazione giuridica o fiscale che disciplini chiaramente come devono essere dichiarati i guadagni on-line derivanti da affiliazioni commerciali e advertising!

Per questo su internet si trovano informazioni spesso non corrette, frutto della confusione che ancora regna su questi argomenti (pareri improvvisati o soluzioni discutibili promosse da addetti ai lavori).

Invitandoti a seguire soltanto informazioni quanto più certificate e attendibili, vediamo quali sono i miei consigli sull’argomento.

Fatta questa doverosa premessa, per capire come dichiarare al Fisco i propri guadagni online. Bisogna monitorare e rendicontare i guadagni che ci arrivano dalle varie forme di advertisement.

Marketer e Partita Iva

“Se avvio un’attività di affiliate Marketing (o guadagni online) sul mio blog posso evitare di aprire Partita Iva?”

Questa è la domanda che  più spesso mi viene rivolta da giovani Marketer. Ovvero se possono evitare di aprire Partita Iva quando monetizzano sul loro blog.

Ebbene, a questa domanda c’è una sola risposta: aprire la Partita Iva non è una facoltà ma un obbligo se l’attività che stai svolgendo è un’attività commerciale esercitata abitualmente.

Per l’Amministrazione finanziaria l’attività di affiliate marketing e di gestione di banner pubblicitari all’interno di un sito web è considerata un’attività economica di tipo abituale. Come tale deve essere necessariamente gestita attraverso l’apertura di una Partita Iva (questo a prescindere dal volume di ricavi percepiti nell’anno).

Falsi miti del web

Su questo argomento in rete si trovano le più discordanti e fantasiose interpretazioni, come il falso mito dei €. 5.000.,ù

Limite al di sotto del quale sarebbe possibile operare senza Partita Iva.

Non è così, l’apertura della Partita Iva è condizionata a situazioni “di fatto” e non a parametri oggettivi. Come ad esempio può essere il fatturato.

Ogni caso deve essere valutato individualmente con l’ausilio di un commercialista esperto

Questa premessa alquanto doverosa, ci costringe però a fare delle riflessioni importanti!

Abbiamo detto che la Partita Iva è necessaria quando si vuole avviare un’attività di affiliate marketing o di gestione di banner pubblicitari all’interno di un sito web.

Questo perché tale attività commerciale è abituale e continuativa nel tempo.

Quindi, i piccoli siti web, come fanno a restare in regola con la normativa fiscale?

Valutazioni di convenienza

I piccoli siti web, o blog che ospitano banner pubblicitari o avviano le loro campagne di affiliazione sono tenuti a regolamentarsi tramite l’apertura di una Partita Iva, per dichiarare i guadagni, spesso davvero esigui, e per questo è bene capire se è conveniente aprire la Partita Iva.

Diciamo subito che aprire partita ha un costo, legato sia al Commercialista che vi seguirà per gli adempimenti fiscali periodici, sia per quanto riguarda la tassazione e i contributi previdenziali obbligatori da versare (circa €. 3.600 annue).

Si tratta di cifre che molti blogger non sono in grado di generare.

In tutti questi casi aprire Partita Iva non consentirà nemmeno di coprire tutti i costi legati alla gestione.

Quindi meglio lasciar perdere affiliazioni e pubblicità online?

Per guadagni esigui di qualche centinaia di euro all’anno sicuramente è la soluzione migliore.

Tuttavia quando i guadagni sono un po’ più alti e si inizia a percepire qualche migliaio di euro all’anno, si potrebbe pensare di tenere in sospeso i pagamenti (funziona disponibile sull’account Adsense).

I guadagni si dichiarano per cassa, quindi, se non vi sono guadagni incassati, non vi sono obblighi fiscali.

Quindi, tenere in sospeso i pagamenti ed aspettare che questi raggiungano cifre più importanti, può essere utile in questi casi. Ma quanto aspettare?

Almeno fino a quando i proventi non siano tali da coprire tutti i costi inerenti l’apertura della Partita Iva.

Oppure se ti occupi di vendita diretta può essere il caso di partire con un “temporay shop“.

Apertura della Partita Iva

Quando i guadagni iniziano a diventare più consistenti e riuscite a sostenere i costi per l’apertura della Partita Iva (che ricordo nuovamente è obbligatoria), non fate da soli!

Il miglior consiglio che posso darvi è quello di affidarvi ad un commercialista esperto in materia di E-commerce, affiliazioni e di guadagni online.

Se non ne hai uno di riferimento, contattami pure, sarò lieto di aiutarti!

Ci faremo una chiaccherata, anche su Skype, ci conosceremo meglio, ed analizzeremo insieme la tua attività.

In questo contesto valuteremo insieme le opzioni migliori per il tuo business.

Se decideremo di aprire Partita Iva, codice attività da utilizzare per l’esercizio di attività di affiliazioni e guadagni da advertising, il codice attività (ATECO 2007) è il seguente:

 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari

Assieme all’apertura della Partita Iva, dovrà essere effettuata l’iscrizione in Camera di Commercio (costo circa €. 80 annue se si opera individualmente).

Da un punto di vista previdenziale deve essere valutata l’iscrizione alla gestione commercianti dell’Inps (circa €. 3.600  annue, dovuti indipendentemente dai guadagni percepiti).

⚠️ Attenzione!

Non sempre i contributi alla gestione commercianti sono dovuti interamente. In alcuni casi, al verificarsi di alcuni requisiti, potrai essere esonerato dall’iscrizione, oppure, se detieni altri requisiti, potrai versare in misura ridotta.  Non dimenticarlo!

Parleremo di tutto questo insieme e se vorrai, mi occuperò io per voi di questi adempimenti!

Una volta che collaboreremo insieme, voi dovrete pensare esclusivamente al vostro business online!

Per gli adempimenti fiscali ci potrete contare sulla mia consulenza!

Il regime fiscale del marketer

aprire la partita iva giovaniUna volta aperta Partita Iva si deve scegliere il regime fiscale da adottare.

Per i soggetti che aprono Partita Iva per la prima volta, e che ne rispettano i requisiti di accesso, è possibile aderire al regime forfettario.

Si tratta di un regime fiscale particolarmente vantaggioso. Regime che consente di essere esonerati dagli adempimenti Iva, Irap e dalla compilazione degli studi di settore.

Si tratta di un regime fiscale di vantaggio che limita al massimo gli oneri fiscali per il contribuente, e che quindi si presenta un regime fiscale da sfruttare.

In pratica per i guadagni derivanti da affiliazioni e da banner pubblicitari, il contribuente potrà emettere la fattura sulla base dell’effettivo compenso versato sul conto corrente dall’agenzia pubblicitaria.

Con la Partita Iva ogni anno è necessario presentare la dichiarazione dei redditi, attraverso al compilazione del modello “Redditi PF“.

Le uscite per il pagamento delle imposte saranno pari al 5% del reddito netto (per i primi cinque anni di attività, poi al 15%). A cui poi dovranno aggiungersi i versamenti previdenziali Inps.

Per quanti di voi Marketer si chiedano quale sia il regime naturale nel momento in cui non è possibile accedere al regime forfettario,  la risposta è semplice.

Il regime fiscale da utilizzare in questo caso è quello della contabilità semplificata. Regime utile fino al raggiungimento di €. 700.000 annui di ricavi. In questo regime, naturalmente, gli oneri contributivi e gli adempimenti fiscali aumentano.

Questo vuol dire, adempimenti Iva, spesometro, ma soprattutto la tenuta delle scritture contabili!

Soluzione al problema dei contributi

Il problema maggiore che devono superare i Marketer che svolgono un’attività di affiliazione e che vorrebbero aprire la Partita Iva è rappresentato dai contributi fissi Inps dovuti alla gestione commercianti.

Contributi obbligatori da versare a prescindere dal proprio volume di affari.

Se l’attività di affiliazione è svolta in maniera continuativa hai capito che ciò implica l’apertura della Partita Iva. Tuttavia, se i ricavi sono di poche centinaia di euro all’anno, il rischio è che i contributi previdenziali superino il reddito.

Questo aspetto, non certo trascurabile, ha rappresentato negli anni uno dei deterrenti maggiori all’apertura della Partita Iva da parte dei web Marketer italiani.

Ma con il regime forfettario le cose migliorano!

Chi ha i requisiti per entrare in questo regime fiscale di vantaggio, può beneficiare di una riduzione del 35% dei contributi fissi.

Per poter beneficiare di questo regime contributivo agevolato è necessario inviare all’Inps un’apposita comunicazione telematica in sede d’iscrizione o, per coloro che sono già iscritti, entro il 28 febbraio dell’anno di decorrenza dell’agevolazione contributiva.

Marketer, non lasciatevi sfuggire questa occasione!

Marketer e fatturazione

Una volta scelto il regime fiscale più appropriato, non rimane che iniziare a dedicarsi al proprio business.

Naturalmente avendo cura di fatturare tutte le operazioni attive e passive riguardanti la vostra attività.

La tassazione, infatti, viene effettuata su quello che viene chiamato Reddito Imponibile costituito dalla differenza tra le operazioni attive (ricavi), e i componenti negativi (costi) relativi a ciascun periodo di imposta.

Quando, come nel caso di advertising o affiliazioni commerciali si percepiscono compensi da parte di soggetti esteri (compagnie di affiliazione, Google, o compagnie pubblicitarie), è necessario chiedersi come effettuare correttamente fattura nei confronti di questi soggetti.

Ogni fattura deve contenere, infatti, apposite indicazioni obbligatorie che permettano alla controparte di capire chi è il debitore di imposta per quanto riguarda l’Iva.

Per evitare di commettere errori nella fatturazione di queste operazioni vi consigliamo di chiedere sempre al vostro commercialista di fiducia.

Per approfondire vi lascio il link a due articoli nei quali ho trattato con maggior e dettaglio questi argomenti:

Google Adsense: la corretta fatturazione

Operazioni estere nel regime forfettario

Guadagni da e-commerce

Per quanto riguarda i guadagni derivanti da attività di E-commerce, vi ricordo che questa attività è considerata dall’Amministrazione finanziaria come una attività commerciale.

Per questo tale deve essere esclusivamente regolata attraverso l’apertura di una Partita Iva, a prescindere da quale sia il volume annuo dei vostri ricavi.

Si tratta di una disciplina piuttosto complessa che presuppone l’iscrizione anche alla gestione commercianti dell’Inps. La quale prevede il versamento di contributi minimi fissi, a prescindere dal reddito effettivamente percepito dall’attività.

Per questo motivo, prima di intraprendere questo tipo di attività è consigliabile rivolgersi ad un consulente (di solito ad un dottore commercialista), per pianificare insieme l’avvio dell’attività.

Pianificazione che passa attraverso la redazione di Business Plan, che possa aiutarti a pianificare la fase di Start-Up e valutare opportunamente costi e benefici di tutta l’operazione.

In ogni caso, per maggiori informazioni ti rimando a questo mio contributo: “Aprire Partita Iva per la vendita di beni in e-commerce“.

I miei consigli

Spero sinceramente di averti aiutato effettivamente a comprendere le modalità di tassazione dei guadagni derivanti dall’affiliate marketing e dall’advertising pubblicitario.

Ci tenevo soprattutto a metterti in guardia dalle imprecisioni che puoi trovare in rete su quest’argomento (e sono tante).

Ad ogni persona che mi contatta su questo argomento devo rispiegare per bene tutto questo, perché in rete le false informazioni che si leggono sono tantissime.

So che però i dubbi restano tanti, soprattutto in un campo di attività scarsamente regolamentato e che lascia spazio a molteplici interpretazioni.

Nell’incertezza, fatti guidare dall’esperienza e dalla professionalità di un commercialista.

Se sei un Marketer o vuoi diventarlo e  hai dei dubbi, domande, oppure ti va semplicemente di farmi conoscere il tuo parere, lasciami il tuo commento qui sotto!

Altrimenti puoi utilizzare l’apposito servizio di consulenza on-line.

Ti risponderò nel più breve tempo!

26 comments

  1. ciao, grazi del tuo articolo, una piccola domanda, io ho già la partita iva ma per un altra attività (nutrizionista) con un codice quindi differente, come posso fatturare per attività di internet marketing? grazie mille

  2. Fatturerà con quella partita Iva, le modalità tecniche, mi scusi, ma sono per i miei clienti.

  3. Buon pomeriggio Federico, molto interessante davvero, è possibile scriverti via email per ulteriori chiarimenti in ambito fiscale?

  4. L’ho contattata in privato.

  5. Salve, articolo molto esaustivo per quanto riguarda sia il fronte “Affiliazioni” che “e-Commerce”.
    Il mio dubbio è questo : se il medesimo soggetto intendesse generare ricavi (o meglio l’intento sarebbe quello) sia dalla attività di blogging/affiliazione sia avviare un e-commerce, in quel caso come si dovrebbe inquadrare? L’attività di e-commerce potrebbe diciamo “inglobare” a livello normativo/fiscale quella di “blogging”? Possedendone i requisiti si potrebbe usufruite delle “sconto” sui contributi INPS?
    Grazie!

  6. E’ opportuno in questo caso avere due attività diverse contraddistinte da diversi codici attività. La riduzione Inps è possibible se si possiedono i requisiti. Per maggiori info e approfondimenti mi contatti in privato.

  7. Salve, da poco sono diventato un affiliato Gearbest. I guadagni al momento sono veramente esigui, ma oggi mi sono posto il problema fiscale.
    Da quello che ho letto sopra, i banner nei siti o blog sono considerati attività continuativa e quindi è necessario aprire una partita iva, ma pubblicizzare prodotti su una pagina Facebook viene considerato anche attività continuativa? In questo caso visto che i guadagni sono di poche decine di euro al mese è possibile utilizzare la stessa modalità che ha illustrato per l’Adsense, cioè tenere in sospeso i pagamenti sul programma di affiliazione e ritirarli solo nel momento in cui la somma diventa importante e quindi è possibile sostenere le spese necessarie?
    Invece per Amazon ho scelto come modalità di pagamento i buoni regalo, anche questi sono soggetti a tassazione o non è necessario dichiararli?

  8. Anche la pubblicità su fb di prodotti è considerata attività commerciale. La soluzione di sospendere i pagamenti è quella migliore in quanto consente di iniziare l’attività e vederne la fattibilità economica, prima di avviare a tutti gli effetti l’attività in regola fiscalmente.

  9. Salve, ho creato una app Android e volevo pubblicarla sui vari market, Google Play ad esempio.
    L’app è gratuita e contiene degli annunci pubblicitari.
    Non ho idea dei possibili guadagni (credo molto esigui) e/o del possibile successo dell’app.
    Avendo già una assistenza INPS, in quanto lavoratore dipendente in un’azienda Automotive, sono obbligato ad aprire una partita IVA e pagare nuovamente i contributi INPS o è sufficiente dichiarare gli eventuali guadagni sul modello Unico?

    Grazie

  10. Per essere in regola dovrà aprire partita Iva, magari valutando la possibilità di scegliere un regime fiscale agevolato. Poi si potrà verificare anche se ha diritto a riduzioni o all’eliminazione dalla contribuzione Inps. Se vuole maggiori info risentiamoci in privato per una valutazione di convenienza.

  11. Che percentuale di Iva bisogna applcare ai banner pubblicitari online venduti ad aziende del territorio?

  12. Bisogna vedere il tipo di prestazione e il soggetto che la riceve. In generale sono operazioni imponibili Iva.

  13. Salve, da quello che so io i requisiti che deve presentare un’attivitá – online o meno – per essere considerata tale da aprire partita iva e non lavoro occasionale sono due, la continuitá nel tempo e l’organizzazione professionale del lavoro che ci sta dietro. Ora, non per tutti i blog o siti sono presenti entrambi questi requisiti, se si tratta di un sito a carattere amatoriale, non aggiornato con regolaritá, e dietro al quale non c’è nessuna attivitá professionale organizzata, a mio avviso una situazione del genere non rientra nel caso di attivitá commerciale che richiede apertura di partita iva. Cosa ne pensa?
    Grazie per il suo parere

  14. Quello che afferma è corretto, ma se si tratta di sito amatoriale non dovrebbe esserci attività commerciale. Nel momento in cui si effettuano attività online, come affiliazioni, banner pubblicitari, infoprodotti in vendita etc, si presuppone che l’attività esercitata sia professionale e non amatoriale, ed il fatto che tali prodotti siano giornalmente esposti sul sito fa presumere il secondo requisito, ovvero l’abitualità dell prestazione. Bisogna fare attenzione. Tuttavia, la situazione va valutata caso per caso e alternative iniziali esistono. Basta affidarsi al giusto consulente.

  15. ciao, vorrei un’informazione circa le “paid to click”. in questo caso, un utente, come deve comportarsi dal punto di vista fiscale? e considerando un “guadagno teorico” di qualche centinaio di euro al mese, ha l’obbligo di partita iva (considerando che svolge un’attività che non credo si possa definire come lavoro)?

  16. E’ un’attività commerciale quindi è obbligatorio l’esercizio con partita Iva a prescindere dal fatturato raggiunto. Se vuole ne parliamo in privato.

  17. vorrei approfondire la questione del paid to click, potrebbe contattarmi in privato?

  18. Le ho scritto in privato.

  19. Ciao!

    è possibile utilizzare la sospensione dei pagamenti anche con altre attività? Mi spiego meglio. Nel caso in cui debba aprire un sito per rivendita di prodotti con modello dropshipping, possibilmente utilizzando shopify come piattaforma e Stripe per i pagamenti, Potrei non aprire partita iva per questo tipo di attività fino a che non riscuoto i ricavi? In questo caso ho già verificato. Stripe da la possibilità di effettuare manualmente gli accrediti verso il proprio conto bancario. Sarebbe una ottima notizia per iniziare questo modello di business.

    Regards,

    Marco

  20. Quando si opera online per la vendita di prodotti, si sta effettuando un’attività commerciale da esercitare obbligatoriamente in regola da un punto di vista amministrativo e fiscale. Un sito di ecommerce senza partita Iva esposta è irregolare. Senza contare le altre indicazioni obbligatorie da un punto di vista fiscale. Operare in questo modo la espone soltanto all’applicazione di sanzioni in caso di controlli. Quello che ti posso consigliare è di valutare insieme il regime fiscale migliore nella tua situazione e regolarizzare da subito la tua posizione. Se ti interessa sono disponibile a valutare la tua situazione e nel caso farti un preventivo.

  21. Al momento sono in regime forfettario, con codici ateco di consulenza informatica e scolastica. Ho già visto online tutte le operazioni necessarie per l’e-commerce. Per quanto riguarda il pagamento di affiliazioni o commissioni funziona allo stesso modo? Non è possibile sospendere i pagamenti fino a che il business non è florido, come nel caso di adsense?

    Come faccio a capire quale tassazione inps devo pagare se svolgo sia attività di commerciante sia attività di consulenza in regime forfettario?

    Ho un’età molto giovane e ho lasciato l’università perchè parecchio inutile rispetto alle possibilità offerte adesso nel web. Mi consiglierebbe di spostarmi in Irlanda?

    Se non può rispondere ad alcune domande perchè rientrano nella fiscalità, non si preoccupi.

    Regards,

    Marco

  22. Marco sicuramente posso aiutarla, ma non come risposta ad un commento. Se vuole mi contatti per una consulenza.

  23. Ciao, ottimo articolo, se lo leggevo un poco prima, non chiudevo i servizi di affiliazione (con annessi guadagni che potevo riscuotere). Vorrei sapere se fare della pubblicità GRATUITA, a degli oggetti, è comunque da regolamentare dal punto di vista fiscale, oppure posso farla in tutta tranquillità (senza partita IVA e senza oneri fiscali)? Chiedo questo, poiché potrei usarla, come scappatoia, per guadagnare pubblico, aspettare un grande pubblico e poi riaprire tutti i servizi di affiliazione (e quindi iniziare a guadagnare e pagare le tasse). Per meglio intenderci faccio un esempio: Vedo che una penna su Amazon si trova in offerta ad 1€ invece di 2€, pubblico una foto della penna su Facebook, scrivendo che è in offerta e (invece di generare il link affiliato, e quindi percepire eventuali guadagni) pubblico il link normale all’articolo (quindi 0 guadagni). Anche in questo caso sarei tenuto ad aprire partita IVA o a regolamentarmi col fisco? La stessa cosa vale anche per la pubblicità tra privati? Ad esempio: Mi contatta una persona che deve vendere il suo scooter, pubblico la foto del suo scooter e lo taggo, ma non mi faccio pagare per il servizio offerto. Per quanto riguarda le donazioni? Ad esempio: Se chiedo una donazione volontaria e facoltativa per chi usufruisce del servizio, devo comunque aprire la partita IVA o regolarizzare l’importo della donazione? Grazie in anticipo per la risposta.

  24. Se si effettua attività pubblicitaria, poco importa se gratuita o a pagamento, si sta effettuando un’attività commerciale. Quindi un’attività da regolamentare da un punto di vista fiscale. Per le donazioni, stessa cosa, perché sono ricevute da un soggetto che effettua attività commerciale. Comunque, se interessato possiamo fissare una consulenza ed individuare il modo migliore per lei di operare con la sua attività.

  25. Allora, non ho capito una cosa, perché affiliazione o adsens (senza ritiro del denaro), va bene ed un servizio gratuito e non di affiliazione, non va bene? È come dire che io sul mio profilo Facebook non posso pubblicare annunci Amazon (da cui non guadagno nulla) di offerte favolose, per condividerle con i miei amici o sbaglio? E la stessa cosa vale per la pubblicità dello scooter, sul mio profilo o pagina, non potrei condividere la vendita di un oggetto (di un mio amico o estraneo), siamo davvero così limitati o a rischio evasione, senza accorgercene? Se la consulenza è gratuita, sono disponibile a parlarne, perché se le cose stanno come vedo, in Italia abbiamo una legislazione che non permette la nascita di nessuna idea, se dietro non c’è chi investe (nel mio caso, sono uno studente e non avrei i soldi per lanciare una qualsiasi attività)! Grazie ancora per la delucidazione precedente.

  26. Sono tutte soluzioni che non consentono comunque di essere in regola. In Italia l’esercizio di una attività commerciale deve prevedere la regolazione dell’attività fin da subito. Tutti questi accorgimenti sono comunque fuori dalla normativa ufficiale, per questo chi li fa deve farli per periodi brevissimi in attesa di regolarizzarsi.

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