Professionisti: guida alla partita Iva in Regime Forfettario

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Professionisti e Regime Forfettario: quali sono i vantaggi? Vuoi diventare un professionista e devi aprire partita Iva? Potrai scoprire quali sono i vantaggi del Regime Forfettario per i professionisti.

Avviare un’attività professionale significa impegno costanza e dedizione. Per questo motivo chi decide di avviare un’attività da freelance, deve avere una motivazione particolare, una marci in più, rispetto a chi preferisce magari un posto da dipendente, più sicuro, e con uno stipendio fisso.

Per fare il freelance, qualsiasi sia il tuo ambito, devi essere sicuro delle tue capacità e devi essere certo che queste possano rappresentare un valore aggiunto per i tuoi futuri clienti. Non ci saranno pause, distrazioni o stanchezza. Se vuoi raggiungere il successo devi fare tutto quello che gli altri non sono disposti a fare.

“Se vuoi ottenere risultati straordinari devi agire in maniera non ordinaria. Non hai scuse”

Se dopo questa premessa stai ancora leggendo significa che davvero vuoi avviare la tua attività da freelance, e sei pronto ad avviare la tua attività. Ed in questo posso aiutarti.

In questo contributo voglio parlarti dei vantaggi che puoi ottenere avviando la tua attività, quella dei professionisti, aprendo partita Iva in Regime Forfettario. Se apri partita Iva per la prima volta, potrai scoprire i vantaggi che questo regime può offrire ai professionisti.

Chi sono i professionisti?

I professionisti sono i lavoratori che utilizzano prevalentemente il loro intelletto per l’esercizio della loro attività. Se invece, l’esercizio dell’attività richiede la prevalenza di mezzi o organizzazione diamo di fronte ad una attività di impresa.
Utilizzando una terminologia fiscale l’attività dei professionisti è quella che genera reddito da lavoro autonomo, ovvero quello derivante dall’esercizio di arti e professioni.
Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusivo, di attività di lavoro autonomo diverse da quelle di impresa di (articolo 2195 del codice civile), compreso l’esercizio in forma associata.

Ai fini della qualificazione tributaria del reddito di lavoro autonomo assumono rilevanza anche i requisiti soggettivi e oggettivi:

  • Della abitualità (attività posta in essere con regolarità, stabilità e sistematicità dei comportamenti);
  • Della professionalità (pluralità di atti coordinati tra di loro finalizzati a un identico scopo);
  • Dell’autonomia patrimoniale.

Classici esempi di lavoratori autonomi sono: amministratori di condominio, architetti, avvocati, biologi, consulenti del lavoro, dentisti e odontoiatri, dottori commercialisti, farmacisti, geologi, giornalisti, infermieri, ingegneri, mediatori, medici, veterinari, notai, periti assicurativi, piloti di aerei, psicologi, tecnici della prevenzione sul lavoro, etc.

Professionisti: regime fiscale

Se avviare la tua attività da professionista la prima cosa da fare è quella di metterti in contatto con un dottore Commercialista (se non ne hai uno siamo a tua disposizione), in modo da poter analizzare la tua situazione personale e programmare la modalità di avvio della tua attività.

La domanda che si pongono tutti i freelance all’avvio della propria attività riguarda il giusto momento per aprire partita Iva. Se hai ancora pochi clienti e la tua attività è ancora all’inizio, non è ancora stabile e non sai se potrà proseguire in futuro, posso capirti, aprire partita Iva può spaventare.

Ti dico subito che non esiste in assoluto un preciso limite di guadagni oltre il quale si è obbligati ad aprire la partita Iva. La normativa fiscale prevede soltanto che un soggetto è obbligato ad aprire partita Iva quando intende svolgere un’attività lavorativa in maniera professionale ed autonoma.

Professionalità e sistematicità

Con il termine professionalità si intende la sistematicità e la non sporadicità dell’attività esercitata. Il requisito della professionalità implica anche lo scopo di lucro, cioè l’intento di conseguire ricavi superiori ai costi ed ottenere così un utile.

Un’attività è professionale se è svolta in maniera “abituale” e quindi non occasionale, anche se non in modo esclusivo (lo stesso soggetto può svolgere diverse attività). Quindi, se stai svolgendo un’attività professionale tipica dell’assistente virtuale in modo continuativo e professionale devi necessariamente aprire partita Iva.

Di seguito riepilogherò brevemente i principali adempimenti che seguono il processo di avvio di questa attività ed i vantaggi legati al regime forfettario.

Apertura della partita Iva

L’apertura della partita Iva è il primo adempimento fiscale da effettuare per diventare dei professionisti freelance.

Con l’apertura della partita Iva è necessario anche scegliere il codice attività della vostra attività professionale. Ogni attività, ha un suo preciso codice racchiuso in una tabella chiamata (codici ATECO 2007). Il vostro consulente sceglierà assieme a voi il corretto codice attività legato alla vostra professione.

Vi ricordo che l’apertura della partita Iva, quando ricorrono i requisiti visti prima di professionalità e abitualità deve essere effettuata entro 30 giorni dalla data di inizio effettivo dell’attività.

Il regime forfettario

Oltre al codice attività deve essere scelto anche il regime fiscale da applicare.

Per i professionisti ad oggi il regime fiscale più vantaggioso è sicuramente il c.d. “Regime forfettario“, introdotto dalla Legge n. 190/2014, successivamente modificata dalla Legge n. 208/2015.

Si tratta di un regime fiscale naturale con tassazione sostitutiva agli effetti dell’Iva, dell’Irpef e dell’Irap, per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, salva la facoltà di optare per l’applicazione dell’Iva e delle imposte sui redditi nei modi ordinari.

Caratteristiche del regime

Le caratteristiche principali del Regime Forfettario, per i professionisti, possono essere così riassunte:

  • Il reddito di lavoro autonomo viene determinato in funzione dei soli ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta su cui è applicato un coefficiente di redditività (possono essere dedotti soltanto i contributi previdenziali, tutte le altre spese sostenute sono indeducibili);
  • Il reddito imponibile così determinato è assoggettato a imposta sostitutiva pari al 15%;
  • Il soggetto che si avvale del Regime Forfetario è dotato di piena soggettività ai fini del tributo, con conseguente necessità di aprire una posizione Iva nel territorio dello Stato;
  • Un regime di franchigia ai fini dell’IVA (nelle operazioni passive è considerato alla stregua di un consumatore finale salvo che per talune tipologie di operazioni internazionali);
  • E’ esclusa l’applicazione degli studi di settore e dei parametri.

 Ambito soggettivo

L’ambito soggettivo è circoscritto alle persone fisiche esercenti arti o professioni che, nell’anno solare precedente, hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO che ricomprende l’attività d’impresa o professionale esercitata.

Nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da diversi codici ATECO, assume rilievo il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi ai predetti codici. Per i professionisti il limite è quello sotto indicato:

Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi, contraddistinti dai codici attività con prefisso:

(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)

Volume massimo dei ricavi annui: €. 30.000

Coefficiente di redditività: 78%

Per la verifica del citato limite, occorre far riferimento anche alle cessioni o prestazioni eventualmente non ancora fatturate per le quali, però, si sono verificati i presupposti previsti dal DPR n. 917/86.

Connotati esclusivi del Regime Forfettario

I professionisti in Regime Forfettario possono operare con l’estero. Nel presupposto che la peculiare tipologia di operazioni non rappresenta di per sé indice di una struttura organizzativa incompatibile con il regime forfetario e, non essendo stabilita alcuna soglia, potrebbe utilizzare il nuovo regime anche un soggetto che effettua solo operazioni verso soggetti esteri, pur nel rispetto degli altri requisiti. Per approfondire: “Regime Forfettario e operazioni con l’estero“.

In tale regime possono accedervi anche coloro che sostengono spese per lavoro dipendente o per collaboratori, anche a progetto, per importi complessivamente non superiori a €. 5.000 lordi: nel limite sono comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro.

Beni strumentali

Il costo complessivo dei beni mobili strumentali, al lordo degli ammortamenti, alla chiusura dell’anno precedente non deve superare €. 20.000 prendendo a riferimento lo stock di fine anno e attribuendo rilevanza anche alle eventuali dismissioni. Ai fini del calcolo del limite per i beni strumentali:

  • Per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;
  • Per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi (articolo 9 del DPR n. 917/86);
  • Per i beni utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente concorrono nella misura del 50%: a tal fine, non devono essere considerati i limiti di valore ai fini della deducibilità (articolo 164, comma 1, lettera b, del DPR n. 917/86);
  • Non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore a €. 516,46;
  • Non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, ed utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione.

Condizioni  di accesso

Le condizioni di accesso al Regime Forfettario per i professionisti sono:

  • Il contribuente non deve aver esercitato, nei 3 anni precedenti l’inizio dell’attività, un’attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • L’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • Qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei ricavi e compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente non sia superiore ai limiti reddituali previsti per quell’attività sulla base della classificazione ATECO;
  • Qualora si percepiscano redditi di lavoro dipendente o assimilati eccedenti l’importo di €. 30.000,00 nell’anno precedente (da disapplicare nel caso in cui sia cessato il rapporto di lavoro);
  • Le spese complessivamente sostenute per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori (articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis) del DPR n. 917/86, anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti, a norma dell’articolo 61 non devono essere superiori a €. 5.000 lordi;
  • Il costo complessivo dei beni strumentali, assunto al lordo degli ammortamenti, non deve superare, alla data di chiusura dell’esercizio, i €. 20.000,00.

Determinazione del reddito

Il Regime Forfetario prescinde dalla determinazione del reddito su base analitica e stabilisce che questo si ottiene applicando ai ricavi e compensi percepiti nel periodo d’imposta un differente coefficiente di redditività in funzione del codice ATECO che contraddistingue l’attività svolta.

Sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap in misura pari al 15%. Nel caso di imprese familiari, l’imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall’imprenditore.

I contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito determinato forfettariamente.

Il versamento dell’imposta sostitutiva è effettuato negli stessi termini e con le medesime modalità previste per il versamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Le perdite fiscali realizzate nei periodi di imposta precedenti a quello da cui decorre il regime forfetario possono essere computate in diminuzione del reddito prodotto nei periodi di imposta di applicazione del regime di vantaggio, secondo le regole ordinarie.

Riduzione aliquota fiscale

Per i professionisti che iniziano una nuova attività è previsto un regime di maggiore favore, all’interno del Regime Forfetario: per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i due successivi il reddito imponibile calcolato forfetariamente è ridotto di un terzo. A tal fine è necessario che:

  • Il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, un’attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • L’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • Qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti stabiliti per ogni attività.

I ricavi conseguiti e i compensi percepiti non sono assoggettati a ritenuta d’acconto. A tal fine è necessario che il contribuente rilasci un’apposita dichiarazione al sostituto dalla quale risulti che il reddito cui le somme percepite afferiscono è soggetto all’imposta sostitutiva.

Adempimenti contabili

I contribuenti in Regime Forfetario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili.

Devono, però, conservare i documenti ricevuti ed emessi, ai sensi del DPR n. 600/73 e presentare la dichiarazione dei redditi nei termini e con le modalità previste dal DPR n. 322/98.

Contributi previdenziali

Oltre agli adempimenti fiscali, i freelance devono fare i conti anche con gli adempimenti legati alla gestione previdenziale. I professionisti dotati di autonoma cassa di previdenza (medici, avvocati, notai, etc) sono tenuti ad iscriversi e versare i contributi alla propria cassa di previdenza (per approfondire: “Contributi previdenziali del professionista“).

Tutti gli altri professionisti, non dotati di autonoma cassa professionale, invece, sono obbligati ad iscriversi alla Gestione separata dell’Inps (Legge n. 335/95).

Si tratta di un regime contributivo che prevede il versamento di contributi calcolati sul reddito imponibile ai fini delle imposte dirette. I contributi si calcolano in percentuale. Ogni anno l’Inps comunica con apposita circolare la percentuale di contribuzione dovuta dai professionisti iscritti a questa gestione.

Un particolare aiuto, dal punto di vista previdenziale, può venire incontro a tutti quelli che vogliono diventare freelance, e che al momento hanno in essere anche un contratto da lavoro dipendente. Può accadere che prima di avviare a tutti gli effetti l’attività da freelance si voglia continuare a conservare il proprio lavoro da dipendente. Ebbene, in questo caso l’aliquota previdenziale per i versamenti alla gestione separata è ridotta, in quanto il professionista è già coperto da altra prestazione contributiva (quella dei lavoratori dipendenti, appunto).

I contributi  alla gestione separata dell’Inps dovuti devono essere versati alle date di scadenza dei pagamento delle imposte sui redditi, ovvero il 30 giugno e il 30 novembre.

Compilazione fattura

La fattura emessa da un professionista in Regime Forfettario:

  • Deve contenere tutti i dati indicati nell’articolo 21 del DPR n.633/1972;
  • Non deve esporre l’Iva;
  • Deve contenere la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario”;
  • Se il contribuente italiano effettua prestazioni di servizi generiche (articolo 7-ter del DPR n. 633/1972) verso soggetti passivi Iva con residenza in un altro Paese UE, deve indicare la locuzione “invesione contabile“, mentre se la stessa prestazione è effettuata verso soggetti extra-UE è necessaria la locuzione “operazione non soggetta“;
  • Nel caso di operazioni con l’estero (esportazioni) è necessario indicare i riferimenti all’articolo 8 del DPR n. 633/1972 e la dicitura “operazione non imponibile” come da articolo 21, comma 6, lett. b) del DPR n. 633/1972.

Secondo la Circolare n.  14/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate, il meccanismo del reverse charge non si applica in determinati regimi agevolati, tra cui il Regime Forfettario.

Per quanto riguarda l’imposta di bollo, nel Regime Forfettario è prevista per le fatture di importo superiore a €. 77,47. Il bollo deve essere assolto acquistando, per un importo di €. 2,00, un contrassegno telematico (ex marca da bollo) o nel caso di fattura elettronica, attraverso il bollo virtuale.

Il bollo è obbligatorio poiché tali operazioni non sono soggette ad Iva come da CM n.7/E del 2008. Le fatture che riguardano acquisti intracomunitari o per quelle in cui il contribuente forfettario risulta debitore di Iva (es: reverse charge), sono esenti da bollo.

In conclusione

Tutte le informazioni che ti ho fornito ti saranno utili per farti una prima idea generale di funzionamento di questo regime contabile. Mi rendo perfettamente conto che non potrà esserti tutto chiaro, per questo motivo non esitare a contattarmi!

Se davvero vuoi avviare la tua nuova attività professionale in Regime Forfettario hai bisogno della consulenza di un professionista preparato che possa assisterti in tutti gli adempimenti fiscali, dalla corretta predisposizione della fattura, alla gestione previdenziale, fino alla dichiarazione dei redditi.

Se, invece, sei già un professionista e vuoi raccontarci come è la tua esperienza nel regime forfettario, lasciaci un commento!

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14 comments

  1. Buongiorno,

    ho aperto una partita Iva, in regime forfetario, nell’ottobre 2016, ma dal novembre sono stato chiamato a lavorare con contratto a termine quale precario della scuola sino al 30 giugno 2017. Sono tentato di chiudere la partita Iva prima del 30 giugno per poter così accedere all’indennità di disoccupazione per intero, mentre non chiudendola me la vedrei abbassata per gli importi lordi complessivi 2017: poco male, se tali importi fossero di una qualche rilevanza, ma un danno nel momento in cui essi, per l’anno in corso, non credo supereranno i 2.000 euro. Devo aggiungere che ho aperto la partita Iva visto che svolgo la professione di attore da sempre. Ha senso tenere una partita Iva in tali condizioni? Puo dirsi attività professionale quella che mi consente di raggiungere un tale, esiguo, reddito? Grazie e cordiali saluti.

  2. Sono un medico anestesista, nel settembre 2016 sono andato in pensione INPS con un reddito da pensione che supera € 30.000
    Posso aprire la partita IVA ed utilizzare il regime forfettario nel 2017 ???

    Grazie

    • Fiscomania

      Superando i €. 30.000 di reddito da pensione, non può aprire partita Iva in regime forfettario, mi dispiace. Se vuole aprire partita Iva dovrà farlo nel regime ordinario dei professionisti.

  3. Buonasera, vorrei aprire la partita IVA come libero professionista, ma questo regime non è conveniente al mio caso poiché i primi due anni di attività avrei molti costi (licenze software, arredamenti e allestimenti per mettere su lo studio) e pochi ricavi.
    Vorrei sapere se, in fase di apertura IVA, posso scegliere il “vecchio regime di cassa dei professionisti” ovvero quello si applicava a tutti i professionisti prima che ideassero questi regimi di vantaggio (base imponibile ai fini IRPEF data -molto semplicisticamente- dalla differenza tra ricavi incassati e costi pagati) e con quale modalità?

    Grazie in anticipo

    • Fiscomania

      Certamente è possibile farlo, ma la tassazione è sicuramente più alta. Se interessato ne parliamo privatamente.

  4. Buongiorno, complimenti per gli articoli.
    – sono agricoltore titolare di p.iva, e la frutticoltura è la mia attività prevalente con pagamento dei relativi contributi previdenziali all’inps;
    – percepisco utili da partecipazione in qualità di associato ad un’associazione tra professionisti atp (scuola di sci, maestro di sci regolarmente iscritto ad albo);
    In estate essendo abilitato alla pratica di guida alpina (regolarmente iscritto all’albo professionale) vorrei capire cosa posso fare: non posso svolgere prestazione occasionale in qualità di professionista intellettuale, giusto? Sono obbligato ad aprire partita iva come libero professionista o associarmi ad una atp (scuola di alpinismo);
    Scartata la seconda ipotesi (associarmi ad una atp) dal momento in cui lavorerò occasionalmente come guida alpina durante il periodo estivo mi chiedo se sarà possibile aggiungere alla mia attuale p.iva il codice Ateco 93.19.92 (attività delle guide Alpine) e fatturare con le modalità previste dal regime forfettario o se dovrò fatturare con il regime normale. Occasionalmente potrò anche essere chiamato come guida mtb (figura che non prevede l’iscrizione ad un albo), in questo caso potrò effettuare ricevuta per prestazione occasionale? grazie mille

  5. alessandro munier

    Buongiorno,
    sono un dipendente part time al 63% (lavoro 3 giorni a settimana per 8 ore rispetto a un monte ore settimanale pari a 38).
    sto valutano di aprire partita IVA per l’esercizio di attività di guida alpina (non guida turistica!) con regime forfettario.
    Relativamente al versamento dei contributi INPS ho già interpellato diversi professionisti i quali mi hanno fornito risposte contrastanti in merito alla necessità di sottostare o meno agli adempimenti previdenziali.
    Secondo voi, avendo già un impiego da dipendente, sono assoggettato o meno ai contributi INPS?!?
    Nel caso, le guide alpine possono iscriversi alla gestione separata?
    Grazie mille

    • Fiscomania

      La gestione previdenziale Inps è quella dei commercianti. In alcuni casi è possibile evitare l’iscrizione, se lei rientra tra questi, può non iscriversi. Come può capire, informazioni più dettagliate sono per i miei clienti.

  6. Buongiorno, nel 2015 ho aperto e poi chiuso (sempre nello stesso anno) una partita iva come ditta individuale (in regime forfettario). Posso aprire oggi nel 2017 una partita iva da libero professionista sempre nel regime forfettario? Il non aver esercitato nei 3 anni precedenti attività è condizione necessaria per accedere al regime o solo per poter avere l’aliquota ridotta?

    • Fiscomania

      Purtroppo non è possibile aprire utilizzando nuovamente il regime forfettario. A mio avviso non avrebbe dovuto chiudere quella partita Iva.

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