Scaricare i costi con la Partita Iva: guida al risparmio

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Quali spese si possono scaricare con la Partita Iva? Pagare meno tasse in maniera legale è possibile, basta cambiare la propria mentalità e affidarsi al giusto consulente fiscale. La guida per scaricare i costi con la tua Partita Iva.

Quali spese si possono scaricare con la Partita Iva? Questa è una delle domande più frequenti tra quelle che mi vengono fatte dai freelance. Per questo motivo ho deciso di predisporre questa guida che spero possa esserti ti aiuto, se anche tu hai dei dubbi sulla deducibilità fiscale dei costi che sostieni.

Oggi molti professionisti pensano di poter gestire i loro adempimenti fiscali in autonomia, pensano di poter gestire la loro attività affidandosi al commercialista solo per la tenuta della loro contabilità, tralasciando alcuni aspetti importanti. Sono infatti in tantissimi i soggetti intenti ad aprire Partita Iva senza avere una visione chiara di quali e quanti sono i costi che possono effettivamente scaricare dal proprio reddito professionale.

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Quali spese si possono scaricare?

Per capire quali siano le spese che si possono “scaricare“, ovvero dedurre dal reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi, è necessario conoscere i principi che ne regolano la deducibilità.

I principi da tenere a mente sono fondamentalmente tre: i primi due sono generali e riguardano tutti i contribuenti, il terzo invece varia a seconda del tipo di attività svolta (impresa o lavoro autonomo).

Vediamoli di seguito in dettaglio.

Scaricare i costi: l’inerenza

L’articolo 109, comma 5, del DPR n. 917/86 subordina la deduzione dei costi dal reddito di lavoro autonomo o di impresa in base all’inerenza degli stessi rispetto all’attività concretamente esercitata:

le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi (…) sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi”

L’inerenza, in pratica, deve essere configurata come correlazione fra onere sostenuto e attività produttiva di reddito imponibile, non essendo invece da ricondurre ai ricavi realizzati. Il costo deve essere riconducibile all’attività svolta, con la conseguenza che sono deducibili tutti i componenti negativi relativi all’attività medesima.

Possiamo dire, quindi, che un costo è ritenuto fiscalmente deducibile non necessariamente se è stato sostenuto per ottenere un ben preciso e determinato componente positivo, ma a condizione, sufficiente, che sia correlato in senso ampio all’attività esercitata, e cioè sia stato sostenuto al fine di svolgere un’attività potenzialmente idonea a produrre ricavi o compensi.

Vediamo adesso un esempio. Mettiamo che tu sia un consulente informatico e vuoi aprire un sito web per promuovere i tuoi servizi. A questo punto decidi di acquistare un hosting, la grafica, e la consulenza di un professionista che possa realizzare per te il sito.

Si tratta di spese che servono per la tua attività e hanno lo scopo di promuovere i suoi servizi (e quindi di fatto guadagnare). Pertanto  si tratta di spese inerenti e di conseguenza deducibili dalle imposte sui redditi.

Spese personali

Sembra facile vero? In realtà non è proprio così semplice.

Quando si parla di inerenza dei costi è necessario prestare molta attenzione a tutte quelle spese che potrebbero essere utilizzate sia per l’attività (professionale o di impresa) che per scopi privati. Ad esempio le spese per alimenti e bevande (come ristoranti), viaggi e trasferte, e così via.

È chiaro che una cena al ristorante o un weekend a Roma possono essere fatti sia per lavoro che per piacere, ma non è sufficiente, come spesso si crede, limitarsi a “farsi rilasciare fattura: è necessario anche dimostrare che la spesa non era personale. Ad esempio se hai passato dei giorni fuori per seguire un corso di formazione professionale, ti consiglio di tenere la locandina del corso e il modulo di iscrizione che inviato per la partecipazione.

Questo ti servirà per evitare che la deducibilità della spesa possa esserti contestata in caso di controlli. Siamo noi contribuenti, infatti, a dover dimostrare e giustificare il motivo e l’effettiva inerenza del costo sostenuto in relazione all’attività svolta.

Il consiglio che posso darvi è quello di capire subito questo principio e organizzarvi di conseguenza, considerando che per qualsiasi dubbio, avete a disposizione il vostro commercialista. Consultatelo sempre!

Scaricare i costi: certezza e determinabilità

 

Concorrono a formare il reddito dell’esercizio anche i componenti positivi e negativi che, nell’esercizio di competenza, possiedono i requisiti di certezza e determinabilità oggettiva (articolo 109, comma 1, secondo periodo del DPR n. 917/86).

In pratica questo significa che non devono esserci dubbi sull’esistenza di tale spesa (deve essere quindi certa)  e che l’importo della spesa deve essere concretamente quantificabile (quindi determinabile). Quindi, se una spesa per una annualità non presenta questi due requisiti non potrà essere scaricata, quindi dedotta dal reddito (sarà dedotta esclusivamente nell’esercizio in cui tali requisiti si verificano).

Certezza

La certezza riguarda l’esistenza della spesa. In generale l’esistenza del componente reddituale viene considerata certa quando lo è dal punto di vista giuridico, vale a dire nel momento in cui esiste un vincolo di origine:

  • In un contratto;
  • In un fatto illecito;
  • In un atto della Pubblica Amministrazione;
  • Direttamente dalla norma.

Determinabilità

L’oggettiva determinabilità, invece, attiene all’ammontare dell’elemento reddituale. In particolare l’ammontare dell’onere risulta determinabile quando la valutazione estimativa del medesimo si basa su criteri non soggettivi, bensì suffragati da elementi oggettivi.

L’obiettivo di questo criterio è sottrarre dal reddito componenti quantificati in base a mere congetture soggettive oppure a calcoli probabilistici.

Proviamo a fare un esempio anche in questo caso. Supponiamo che tu stipuli un contratto di noleggio di un attrezzatura informatica (Pc, o stampanti ad esempio), con un canone fisso mensile di €. 400,00. Per capire se è possibile scaricare il costo dal reddito dobbiamo prima verificare il principio di inerenza (sicuramente si tratta di attrezzatura che riguarda la tua attività), e poi verificare se ci sono certezza e determinabilità.

La certezza è data, in questo caso, dall’esistenza di un contratto che vincola le parti all’esecuzione della prestazione, dietro pagamento di un canone. Inoltre, la determinabilità è data dall’importo fisso, indicato nel contratto stesso. Quindi tale costo è deducibile dal reddito.

Scaricare i costi: cassa

Le imprese di maggiori dimensioni costituite sotto forma di società di capitali, adottano per regola, un principio di deduzione dei costi che si basa sulla c.d. “competenza economica“.

Il principio di competenza impone di registrare le transazioni nel periodo di imposta a cui queste si riferiscono indipendentemente dal momento in cui i pagamenti si verificano.

Tutti gli altri soggetti che esercitano attività professionali o imprenditoriali, invece, applicano il c.d. “principio di cassa

Il principio di cassa, invece, include nel calcolo del reddito (di impresa o di lavoro autonomo) soltanto i costi e i ricavi per cui ci sia stata manifestazione finanziaria.

Secondo il principio di cassa solo i ricavi già incassati e i costi già pagati possono essere inclusi nel calcolo del reddito.

Per i pagamenti in contanti, il problema della data di validità della transazione non si pone poiché, al momento del trasferimento del danaro, i compensi sono immediatamente  in tuo possesso.

Per i casi di pagamenti con bonifico bancario, assegni, carta di credito e di debito fa testo la data in cui la somma è disponibile sul conto e puoi usarli.

Proviamo a fare un esempio. Se ricevi una fattura per una prestazione di servizi nell’anno “n” ma il pagamento avverrà solo nell’anno “n+1”, la fattura, se rispetta il requisito di inerenza e di certezza e determinabilità, sarà deducibile dal reddito nell’anno “n+1”, ovvero l’anno di pagamento.

Il motivo è che non è importante a quale anno si riferisce la spesa, ma quando è stata pagata!

Spese parzialmente deducibili

Abbiamo visto sin qui, i criteri con i quali è possibile dedurre una spesa dal reddito. Il legislatore, tuttavia, accanto a spese completamente deducibili, che rispettano il principio di cassa e inerenza e certezza, ha previsto che alcune particolari categorie di spesa si possano dedurre esclusivamente in modo parziale.

Vediamo i casi principali:

Beni immobili

Per i beni immobili è necessario fare una distinzione. Se l’immobile ha categoria catastale A/10 (uffici) ed è acquistato uso studio la relativa deduzione, avverrà per il tramite delle quote di ammortamento annuali, se viene acquistato, mentre con i canoni di affitto, se condotto in locazione. In ogni caso sarà deducibile tutto il costo sostenuto, al 100%.

Il discorso però cambia qualora si decida di destinare la propria abitazione a luogo di esercizio della propria attività. In questo caso, si parla di utilizzo promiscuo dell’immobile, nel quale verrà svolta l’attività professionale (di medico, commercialista, avvocato, geometra, ecc). I costi sostenuti per l’acquisto, l’affitto o i costi di gestione dell’immobile saranno deducibili al 50% a condizione che l’immobile sia intestato al professionista. L’Iva è indetraibile.

Autovetture

Le spese per l’autovettura che riguardano i costi di manutenzione e la spesa per acquisto di carburanti (documentata con scheda carburante), sono deducibili al 20%. L’Iva, invece è detraibile al 40%.

La quota annuale di ammortamento è sempre deducibile al 20% nei limiti del costo del bene nel limite di €. 18.075,99. Nel caso in cui l’autovettura sia acquistata in leasing la deducibilità dei canoni è subordinata al fatto che la durata del leasing non sia inferiore al periodo di ammortamento ordinario previsto dai coefficienti fiscali (4 anni).

Se, infine, l’auto viene acquisita tramite locazione i relativi canoni sono deducibili al 20% e fino al limite di €. 3.615,20 annui.

Telefoni cellulari

I costi legati ai telefoni cellulari sono deducibili all’80% sia che riguardino l’affitto, la locazione o il leasing di telefonia mobile e fissa.

Per questi costi il legislatore fiscale, in un certo senso forfettizza il costo, anche se il bene viene utilizzato esclusivamente per l’esercizio della professione. L’Iva è detraibile al 50% per le utenze da cellulare e al 100% per il traffico da telefono fisso.

Spese alberghi e ristoranti

Sono deducibili anche le spese di vitto e alloggio al 75% del loro ammontare semprechè il totale delle spese sostenute nell’anno non sia maggiore del 2% dei compensi percepiti nell’anno di imposta.

Tali spese se sono documentate da fattura l’Iva è totalmente detraibile, se documentate da ricevuta fiscale l’Iva è indetraibile.

Spese di rappresentanza

Si tratta di spese per viaggi turistici per attività promozionali, spese per feste o ricevimenti, inaugurazioni, mostre e fiere etc. Sono spese considerate deducibili se sono inerenti all’attività svolta e nel limite del 1% dei compensi percepiti.

L’Iva è totalmente indetraibile, in ogni caso.

Corsi di aggiornamento professionale

Le spese sostenute dal professionista per l’aggiornamento professionale (anche quello obbligatorio previsto dai vari ordini), sono deducibili dal reddito professionale nella misura del 100%.

L’Iva è detraibile al 100%.

Iva indetraibile

I professionisti e le imprese possono dedurre l’Iva che non si sono potuti detrarre in quanto le disposizioni di legge consentivano una percentuale di detraibilità inferiore al 100%, come nel caso di auto utilizzate promiscuamente o nel caso delle spese di rappresentanza.

Pagare meno tasse: il Commercialista

Un altro aspetto che molti sottovalutano è l’ausilio del vostro consulente fiscale.

Oggi molti soggetti che avviano un’attività si affidano semplicemente al consulente che offre il prezzo più vantaggioso per la gestione degli adempimenti fiscali, pensando che il valore aggiunto che questo professionista possa offrirvi sia limitato. Quanto di più sbagliato!

L’ausilio di un commercialista esperto e preparato è fondamentale per ridurre il carico fiscale, e questo ausilio spesso si traduce in un costo più elevato, ma che sicuramente è compensato dal minor carico fiscale ottenuto ogni anno.

Conclusioni

In questa breve guida spero di essere riuscito a trasmettervi che per un’impresa o un professionista riuscire a dedurre correttamente i costi e quindi pagare meno tasse, in maniera del tutto legale è possibile, basta soltanto cambiare la propria mentalità, fare maggiore attenzione ai principi che regolano la deduzione dei costi e scegliere bene il proprio consulente fiscale.

Avere accanto il giusto consulente fiscale può fare davvero la differenza, nella giusta programmazione della vostra attività. Ricordatevi che siete soltanto voi gli artefici del vostro destino, anche da un punto di vista fiscale.

Ebbene, a questo punto, se volete raccontari la vostra esperienza, saremo felici di raccoglierla e di confrontarci con voi, attraverso i vostri commenti.

Buzzoole

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2 comments

  1. Articolo interessante ed esauriente. Riguardo alla sezione Autovettura, non mi è del tutto chiara la seguente frase:
    “Le spese per l’autovettura che riguardano i costi di manutenzione e la spesa per acquisto di carburanti (documentata con scheda carburante), sono deducibili al 20%. L’Iva, invece è detraibile al 40%”.
    Perchè in un caso di parla di “deducibilità” e nell’altro di “detraibilità”? Si tratta forse di un refuso?
    Supponiamo che io abbia un ricavo annuo di 20000 euro e che abbia speso 1000 euro in carburante.
    I 1000 euro di spesa carburante vanno scomposti in: 780 euro + IVA al 22% (220 euro)

    Detrazione del 20% di 780 euro: 156 euro
    Detrazione del 40% di 220 euro: 48 euro

    Totale da detrarre: 156+48 = 204 euro

    Imponibile = Ricavi – detrazioni, ovvero: 20000-204 = 19796 euro

    E’ corretto?

    • Fiscomania

      Il calcolo non è corretto. La deduzione riguarda la percentuale di costo deducibile, la detrazione riguarda l’Iva che può detrarsi nelle liquidazioni periodiche. Prima di sbagliare definitivamente si rivolga ad un commercialista.

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