Vendere su Amazon: guida fiscale al negozio online

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Per avviare un’attività commerciale su Amazon è necessario conoscere quali sono gli adempimenti fiscali necessari all’apertura e alla gestione dell’azienda, nonché gli adempimenti previdenziali e legati alla Camera di Commercio. Come vendere su Amazon? La nostra guida.

Negli ultimi anni ognuno di noi ha provato a vendere qualche oggetto su portali come Ebay e Amazon con risultati più o meno positivi. Ma cosa succede quando vogliamo avviare una vera e propria attività di E-commerce su questi portali? Quali sono gli adempimenti che dobbiamo effettuare, e quale normativa fiscale dobbiamo rispettare?

In questo contributo andremo ad analizzare come sia possibile avviare un attività commerciale online per vendere su Amazon prodotti di diverso tipo. Vendere su questi portali ha il vantaggio di poter contare su un numero sempre ingente di visitatori che un normale portale di E-commerce difficilmente potrebbe raggiungere.

Oggi gli imprenditori che decidono di avviare l’attività di commercio elettronico (E-commerce) hanno la possibilità di cogliere opportunità nuove rispetto a quelle offerte dal canale del commercio tradizionale e mirare a conquistare i consumatori che sperimentano il web, attratti dalla convenienza, dalla comodità o anche solo dalla possibilità di poter ricercare informazioni ampie e complete su prodotti di loro interesse.

Per questo conoscere la disciplina fiscale legata all’apertura di un negozio su un portale web, può essere di fondamentale importanza per gli aspiranti imprenditori del web.

Le vendite online

Nel nostro Paese la disciplina delle vendite online è stata introdotta dal c.d. “Decreto Bersani” (articolo 21 del D.Lgs n. 114/98), che per primo ha introdotto il concetto di commercio elettronico (E-commerce). Da un punto di vista normativo il commercio elettronico rientra nel commercio a distanza e non si differenzia in alcun modo dalle altre forme di vendita.

Per commercio elettronico si intende lo svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse, quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione online di contenuti digitali, l’effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo delle P.A..

Lo svolgimento di queste attività attraverso l’ausilio di portali come Amazon offre ai commercianti la possibilità di sfruttare la moltitudine di visitatori che ogni giorno visitano il sito alla ricerca di “affari“.

Molto spesso i negozi che aprono per vendere su Amazon sono delle vere e proprie estensioni di negozi esistenti fisicamente, che vogliono estendere la propria clientela, e quindi i propri profitti sul web senza tentare la strada dell’apertura di un sito proprio: Amazon offre sicuramente una maggiore visibilità e semplicità di utilizzo, basta infatti registrarsi e iniziare a vendere.

Questa facilità di utilizzo ha permesso anche a molti giovani e giovanissimi di iniziare l’avventura della vendita online su Amazon, visti anche i costi di apertura sicuramente inferiori rispetto all’apertura di un vero e proprio negozio fisico.

Se avete bisogno di maggiori informazioni per capire come funziona l’iscrizione al portale potete consultare questo link: “Amazon service“.

Vendere su Amazon: adempimenti fiscali

La prima cosa che ci si chiede di solito quando vogliamo vendere qualcosa è se dobbiamo obbligatoriamente aprire una partita Iva. La risposta è affermativa, la partita Iva, per la vendita di beni in E-commerce è necessaria.

Questo perché l’attività di vendita rientra tra le attività di tipo commerciale, le quali possono essere svolte esclusivamente attraverso l’utilizzo di una partita Iva esercitando l’attività in modo professionale.

Vendita occasionale

Ebbene, se vendiamo in maniera occasionale, magari beni usati, allora non si deve adempiere ad alcun obbligo fiscale, basterà eventualmente rilasciare una ricevuta all’acquirente nella quale certificherete il bene venduto e il compenso percepito.

E’ bene ricordare che in caso di vendita di beni non è possibile usufruire delle c.d. “prestazioni occasionali” e che non vi è alcun limite al di sopra del quale è necessario aprire una partita Iva. L’unico aspetto da tenere in considerazione deve essere la non abitualità della vendita.

Apertura della partita Iva

Come abbiamo detto, quando l’attività commerciale volta a vendere su Amazon viene svolta in modo abituale e continuativo, si rende necessaria l’apertura di una partita Iva, in quanto i beni venduti dovranno soggiacere alle regole Iva del DPR 633/72, questo a prescindere dall’entità dei guadagni ottenuti o degli ordini ottenuti.

In questo caso, se intendete aprire un negozio online su Amazon, si devono rispettare una serie di passaggi burocratici di natura fiscale, che una volta rispettati ci consentiranno di essere in regola con il  fisco permettendoci di concentrarci esclusivamente sull’attività di vendita.

I passaggi da effettuare

I passaggi da rispettare richiedono competenze specialistiche, pertanto, per evitare futuri problemi in caso di controlli, vi consiglio di affidarvi ad un commercialista abilitato per l’espletamento di tutte le pratiche necessarie e per avere consulenza fiscale per tutto il periodo di svolgimento dell’attività.

  1. Apertura della partita Iva – Per aprire partita Iva è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate lo specifico modello AA7/11 nel quale dovranno essere compilati specifici campi riguardanti il codice di attività da utilizzare (codice ATECO 47.91.10 – “Commercio al dettaglio di qualsiasi prodotto effettuato via internet“) e l’eventuale adesione al regime forfettario;
  2. Compilazione della SCIA – Si tratta della comunicazione di inizio attività da inviare allo sportello unico per le attività produttive del comune (c.d. SUAP) dove ha sede l’attività, che in questo caso sarà per voi il comune ove è posta la vostra residenza anagrafica, non essendoci un luogo fisico di esercizio;
  3. Iscrizione al Registro delle Imprese – Essendo la vendita di beni un’attività commerciale è necessario comunicare l’inizio della vostra attività al Registro delle Imprese che vi rilascerà un numero di iscrizione. L’iscrizione al Registro delle imprese ha un costo che si aggira attorno alle €. 100,00;
  4. Iscrizione all’Inps nella sezione gestione commercianti – L’Inps richiede l’iscrizione obbligatoria alla gestione commercianti. Tale gestione prevede il pagamento di quattro rate annuali di contributi fissi di circa €. 900 ciascuna, se non si superano i €. 15.000 di reddito annuo. Tali contributi sono dovuti obbligatoriamente a prescindere dal reddito percepito dall’attività.

L’apertura della partita Iva, l’iscrizione al Registro delle Imprese, e l’iscrizione all’Inps devono essere compiuti in maniera unica attraverso la c.d. Comunicazione Unica.

Naturalmente, di tutti questi aspetti si occuperà il vostro consulente fiscale di fiducia, con cui potrete avviare anche business plan per programmare l’andamento della vostra attività nei primi anni di vita.

Regime fiscale da adottare

Una volta effettuati questi adempimenti iniziali sarete liberi di iniziare la vostra attività online di vendita.

Tuttavia, esercitando un’attività economica dovrete scegliere il regime fiscale migliore secondo le vostre caratteristiche personali e dell’attività che avete intrapreso.

La scelta del regime fiscale è molto importante perché influirà sulla gestione della vostra attività, se non si riesce ad aderire al regime forfettario sarà necessaria la registrazione contabile di tutte le operazioni attive e passive legate all’attività.

Per questo motivo vi raccomando di affidarvi a professionisti (dottori Commercialisti abilitati), esperti nel settore dell’E-commerce.

Contributi previdenziali

Per gli esercenti attività commerciale, oltre agli adempimenti amministrativi è anche obbligatoria l’iscrizione a una forma previdenziale. Se l’attività svolta è al 100% di  vendita online, allora è obbligatoria la scelta della Gestione Commercianti dell’Inps.

Si tratta di un regime previdenziale che prevede il versamento di 4 rate obbligatorie annue per complessivi €. 3.600. Il versamento di questi contributi copre un minimale di circa €. 15.000 annue, superato il quale è necessario versare ulteriori contributi, calcolati in percentuale.

Un aspetto importante da considerare è quello legato alla prevalenza dell’attività. Tali contributi sono dovuti dai soggetti che effettuano E-commerce, come attività prevalente. Questo significa, in pratica, che da tale contribuzione sono esonerati soggetti che sono già iscritti alla gestione previdenziale dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Questo perché è prevalente l’attività di lavoro dipendente rispetto a quella dell’attività imprenditoriale.

La nostra consulenza

Vuoi aprire un negozio online e vuoi essere in regola con il Fisco? Vuoi vendere su Amazon? Hai dubbi sull’applicazione della disciplina fiscale riguardante il commercio elettronico (E-commerce)?

Non aspettare! Puoi contattaci direttamente attraverso l’apposta pagina di consulenza online. Ti risponderemo nel più breve tempo e risolvere insieme i tuoi dubbi, e ti consentiremo di avviare la tua attività di commercio elettronico.

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